JULIUS EVOLA

 

TESTI DI EVOLA
ETICA ARIA
L'EQUIVOCO DEL NUOVO PAGANESIMO
LEGIONARISMO ASCETICO

 

 (di G. Casillo)

Caratteristica di Evola � quella di non aver mai rinunciato all�azione, nel significato pi� alto del termine, di aver cercato sempre di fornire nelle sue opere metodi di lavoro, indicazioni e tracce da seguire per quanti sia ancorati alla Tradizione ambissero a cavalcare la tigre del mondo moderno nei suoi due aspetti, interiore ed esteriore. In questo senso i tre lavori cardine sono:

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Rivolta contro il mondo moderno

2 Gli uomini e le rovine

3 Cavalcare la tigre

Il primo costituisce un mirabile affresco del mondo della Tradizione, una vera e propria morfologia della civilt� e della sua successiva secolarizzazione, di caduta in caduta fino alla civilizzazione odierna. Gli uomini e le rovine � un saggio di dottrina politica, dove � contenuto tutto il necessario in termini di analisi, di chiavi interpretative, di chiarificazioni per una traduzione nel linguaggio e nelle forme del momento storico presente. Fornendo quindi quell�indispensabile radicamento a valenza e valori di carattere superiori, quell�essenziale aggancio con l�originario, questo testo di Evola assume per il nostro movimento il carattere di contributo fondamentale, senza il quale ogni proiezione esterna nella societ� che ci circonda risulterebbe vana. Non si andrebbe molto oltre una azione legata alla contingenza, alla quotidianit�, nella quasi certa incapacit� di liberarsi da quei lacci che non di rado l�avviluppano e che si chiamano "statalismo" senza stato, "nazionalismo" senza nazione, "tranquillit� sociale" senza ordine. Accanto alla teoria politica ed economica di nazione e di stato, all�interpretazione della storia e ad una generale "visione del mondo", Evola indica la via perch� possa essere indirizzata metafisicamente la propria vita individuale. Con Cavalcare la Tigre egli si rivolge direttamente a quel tipo umano differenziato a colui che come personalit� � in grado di assumere un atteggiamento attivo, anzich� passivo, di fronte a tutto ci� che in lui � istintualit�, passione, impulso, effettivit�,"natura. Alcuni sostengono che il richiamo alla Tradizione porti con s� una sorta di mito incapacitante, ottenga cio� il risultato di allontanare chi ai suoi valori intenda richiamarsi dal confronto quotidiano con il proprio tempo.Verrebbe privilegiata la formazione personale a detratimento dell�agire politico e dell�intervento nel sociale, nella convinzione-alibi che anche per il mondo moderno arriver� l�ora della chiusura del ciclo, che all�et� oscura seguiranno nuove aurore. Queste tesi in parte strumentali, nascono da una incomprensione del messaggio evoliano. Non solo l�intero "camino" dello scittore, ma anche un testo spesso malinteso come Cavalcare la tigre smentiscono tale orientamento. La stessa affermazione evoliana dell�apolit� della distanza interiore irrevocabile da questa societ� e dai suoi valori> non designa altro che la condizione preliminare per una corretta azione politica da svolgere nella societ� che ci circonda. Certo la subordinazione del piano esteriore nei confronti di quello interiore � riaffermata, l�azione pi� ardua,la grande guerra santa rimane quella da combattersi nel microcosmo individuale, da chiunque non abbia rinunciato ad aspirare ad essere persona. E� altres� vero che non sempre il seme gettato incontri un terreno fertile dove abbia la possibilit� di crescere e non si pu� escludere che per qualcuno il tradizionalismo possa essere stato assunto come anestetico a fronte di una personalit� incapacit� ad affrontare la quotidianit�. Segno anch�esso dei tempi. L�opera di Evola � destinata a nostro avviso ad assumere una rilevanza crescente man mano che si riuscir� a raccoglierne e metterne a frutto l�eredit� spirituale. Se la "nostra cultura" avr� una reale ambizione a divenire egemone, essa dovr� necessariamente svilupparsi a nostro avviso sul sentiero tracciato dall�autore. Sul primario obiettivo rimane infatti quello della suscitazione di una intima e radicale trasformazione della mentalit� che dalle rovine della civilizzazione moderna faccia sorgere un nuovo tipo umano: il nuovo europeo che, operando in sinergia con lo spirito tradizionale, costituisca lo Stato e la vita per le generazioni che verranno. L�insegnamento evoliano, nella sua profonda ricchezza, non si articola esclusivamente in un corpus di principi direttivi, orientamenti e linee di vetta ideali per chi, oggi o domani,sar� ancora capace di risveglio, ma esso trasmette, come lo stesso pensatore non ha mancato pi� volte di rilevare, anche dei suggerimenti metotologici a vantaggio di quanti abbiano l�ambizione e la capacit� di proseguire nell�opera di approfondimento e di analisi gi� brillantemente intrapresa da Julius Evola. Si tratta del metodo cosidetto tradizionale. "...E IL MIO MAESTRO MI INSEGNO� COM�E� DIFFICILE TROVARE L�ALBA DENTRO L�IMBRUNIRE..."

CHE COS' E' LA TRADIZIONE (J. Evola)

Vi sono due ragioni per le quali oggi � opportuno precisare il concetto il Tradizione in quella sua particolare accezione, per cui � divenuto abba�stanza corrente usare tale termine con la lettera maiuscola. La prima ragione � l�interesse crescente che codesta idea della Tradizione quale punto di riferimento ha suscitato e continua a suscitare negli ambienti della cultura e della contestazione di Destra, specie fra gli appartenenti alla nuova generazione. La seconda ragione riguarda il fatto che, nel contempo, e si pu� dire proprio per aver constatato tale interesse, si sono avuti tentativi di mettere avanti un�interpretazione sfaldata e annacquata del concetto di Tradizione, quasi per soppiantare quello originario e integrale e sostituirlo con un con�tenuto meno impegnativo e pi� accomodante, tanto da permettere la conti�nuazione delle routines di una mentalit� pi� o meno conformista. Si potrebbe parlare, a tale riguardo, usando un termine francese, di un escamotage�� �.Da parte nostra sarebbe presuntuoso voler esporre, in questa sede, che cosa sia la Tradizione in senso integrale. Soltanto un cenno sommario qui pu� trovare luogo. Si possono distinguere due aspetti della Tradizione, l�uno riferendosi ad una metafisica della storia e ad una morfologia delle civilt�, il secondo ad un�interpretazione �esoterica�, ossia secondo la dimensione in profondit�, del vario materiale tradizionale. Si sa che il termine �tradizione� viene dal latino tradere, cio� trasmettere. A tale stregua esso ha un contenuto indeterminato, per cui lo si vede usare nei contesti pi� vari e profani. �Tradizionalismo� pu� significare conformismo, e a tale proposito Chesterton ha detto che la tradizione � �la democrazia dei morti�: come nella democrazia ci si conforma all�opinione di una maggioranza di contemporanei, cos� col tradizionalismo conformi�sta si segue quella della maggioranza di coloro che vissero prima di noi. Forse pochi sanno che il termine Kabbala ha, letteralmente, proprio il senso di �tradizione�, ma qui in relazione alla trasmissione di un insegna�mento metafisico e della interpretazione �esoterica� della corrispondente tradizione, per cui ci si avvicina gi� a ci� di cui si tratta. Per quel che riguarda il dominio storico, la Tradizione va riportata a quella che si potrebbe chiamare una trascendenza immanente. Si tratta dell�idea ricorrente, che una forza dall�alto abbia agito nell�una o nell�altra area o nell�uno o nell�altro ciclo storico, in modo che valori spirituali e superindividuali costituissero l�asse e il supremo punto di riferimento per l�organizzazione generale, la formazione e la giustificazione di ogni realt� e attivit� subordinata e semplicemente umana. Questa forza � una presenza che si trasmette, e questa trasmissione, corroborata proprio dal carattere, sopraelevato rispetto alle contingenze storiche, di detta forza costituiva appunto la Tradizione. Normalmente la Tradizione presa in questo senso � portata da chi sta al vertice delle corrispondenti gerarchie, o da una �lite, e nelle sue forme pi� originarie e complete non vi � separazione fra potere temporale e autorit� spirituale, la seconda essendo anzi, in via di principio, il fondamento, la legittimazione e il crisma della prima. Come esempio caratteristico si potrebbe citare la concezione estremo-orientale del sovrano quale �terza forza fra Cielo e Terra�, concezione che si ritrova in quella della regalit� nipponica la cui tradizione si era continuata quasi immutata fino ad ieri, attraverso i secoli. Molti esempi analoghi, tratti anche dal mondo occidentale, li abbiamo riferiti nella nostra opera dianzi citata, met�tendo in evidenza la costanza della corrispondente idea di base. Nell�aspetto ora indicato di una �trascendenza immanente�, il tradere, il trasmettere (quindi la Tradizione) riguarda non qualcosa di astratto e di contemplativo ma appunto un�energia che per essere invisibile non � meno reale. Ai capi e ad una �lite spetta il compito di curare entro determi�nati quadri istituzionali, variabili ma omologabili nella loro finalit�, questa trasmissione. � abbastanza evidente che essa � al massimo garantita se pu� essere parallela ad una continuit� di ceppo o di sangue tutelata da norme rigorose. Di fatto, quando la catena della trasmissione s�interrompe, � assai difficile ristabilirla. Che in tale prospettiva la Tradizione sia l�antitesi di tutto ci� che � democrazia, egualitarismo, primato della societ� rispetto allo Stato, potere che viene dal basso, e simili, ci� non occorre metterlo in rilievo. Per il secondo aspetto della Tradizione, bisogna rifarsi al piano dottri�nale, e qui il punto di riferimento � ci� che si pu� chiamare l�unit� trascen�dente riposta delle varie tradizioni. Pu� trattarsi di tradizioni di tipo reli�gioso, ma anche di altro genere, sapienzali o misteriche. Quello che � stato chiamato il �metodo tradizionale� consiste nello scoprire un�unit� o corri�spondenza essenziale di simboli, di forme, di miti, di dogmi, di discipline di l� dalle espressioni varie che i corrispondenti contenuti di significato possono assumere nelle singole tradizioni storiche. Tale unit� pu� risultare da una penetrazione in profondit� della varia materia tradizionale: indagine � ci� deve essere sottolineato � che va distinta dalle ricerche della cosidet�ta scienza comparata delle religioni universali, la quale si tiene alle due dimensioni della superficie ed ha dunque un carattere empirico, anzich� metafisico. La facolt� richiesta � piuttosto quella che si potrebbe chiamare �intuizione intellettuale� o �spirituale�, intuito intellectualis, e chi ha una sensibilit� adeguata si accorge subito se essa �, o no, in opera, in quanto ne deriva, per una certa virt� illuminante, inesistente nei ravvicinamenti estrinseci e stentati propri alla indagine profana e anche a coloro che vor�rebbero fare i tradizionalisti senza una qualche effettiva radice nella Tradizione. E qui ci si pu� riferire non soltanto agli scrittori cui si � accen�nato al principio e ad altri di uguale estrazione, che civettano semplice�mente con l�idea di Tradizione non essendo che degli intellettuali, ma anche ad alcuni psicanalisti che hanno sconfinato nel campo della simbolo�gia, della mitologia e delle religioni. Inoltre, soltanto il possesso di quella rara e non apprendibile capacit� intellettiva pu� dare anche il senso della misura e prevenire ci� che si potrebbe chiamare �la superstizione della Tradizione�. In effetti, vi sono persone che hanno lasciato redini libere alla fantasia e che si sono messe a scoprire dovunque contenuti tradizionali, anche quando essi sono immaginari o si tratta di contesti spuri e primitivi. E� l�analogo del cosidetto �delirio (in senso psichiatrico) interpretativo� dei freudiani, i quali vogliono trovare dappertutto in azione i complessi del sesso. L�origine delle forme tradizionali pone di fronte a problemi abbastan�za complessi. Per quel che riguarda il primo dei due aspetti qui distinti, ossia l�aspetto storico, viene spesso prospettata l�idea di una tradizione primordiale, dalla quale sarebbero derivate le successive, particolari tradizioni. Ma se si resta sul piano storico, questo concetto dovrebbe venir articolato. Cos� dell�ipotesi di una tradizione primordiale iperborea o nordico-occidentale per quel che riguarda il gruppo delle civilt� tradizionali dell�area indoeuropea, non si pu� fare troppo uso per quanto concerne, ad esempio, le forme tradizionali estremo-orientali, le quali sono verosimil�mente da riportarsi ad un diverso ceppo o focolare d�origine. Ma qui pi� spesso pu� imporsi il punto di vista da seguire per il secondo aspetto del problema che � la spiegazione di concordanze e di corrispondenze essen�ziali di contenuti tradizionali. E semplicistica, e in parte superstiziosa, l�idea di personaggi, �iniziati� e simili, che nei vari casi abbiano operato coscientemente all�origine di ogni tradizione. Anche se l�idea forse non pu� essere accolta da tutti senza difficolt�, pure spesso si deve pensare, piuttosto, a influenze, per cos� dire, da �dietro le quinte� inseritesi nella storia e negli sviluppi delle tradizioni, senza che i rappresentanti di esse se ne rendessero conto. Vi sono anche casi di un �ripullulare� di un�unica influenza a notevoli distanze di spazio o di tempo, quindi senza una trasmissione materialmente rilevabile: quasi come quando un vortice scompare in un dato punto della corrente di un fiume per tornare a formarsi in un altro punto di essa. E quel che si deve pensare in molti casi di corrispondenze tradizionali, in elementi particolari, ma anche nelle strutture d�insieme di date civilt�: le linee di collegamento alla superficie sono inesistenti, qualcosa d�imponderabile entra in giuoco servendosi al massimo di elementi di �sostegno�. Ad esempio, la genesi dell�antica romanit�, in tutto ci� per cui essa riproduce forme varie della tradizione primordiale indoeuropea, pu� essere vista sotto questa luce. Infine, devesi considerare il caso che l�influenza in que�stione agisca successivamente, ossia nello sviluppo ulteriore come tradi�zione di una materia originaria, trasformandola, arricchendola e anche ret�tificandola. In una certa misura, ci� sembra essere accaduto nel formarsi della tradizione cattolica dalla materia del cristianesimo primitivo. L�introduzione dell�idea della Tradizione vale a liberare ogni tradizio�ne particolare dal suo isolamento, appunto col riportare il principio genera�tore di essa e i suoi contenuti essenziali ad un contesto pi� vasto, in termini che sono di un�effettiva integrazione. A scapitarne, sono solamente le eventuali pretese di esclusivismo settario e di privilegio. Riconosciamo che ci� pu� recar disturbo e creare un certo disorientamento in chi si sentiva ben al sicuro in una data area ristretta, recintata. Per� ad altri la visione tra�dizionale aprir� pi� ampi e liberi orizzonti, infonder� solo una superiore sicurezza, a patto di non barare al giuoco: come nel caso di quei �tradizio�nalisti� che hanno messo mano alla Tradizione soltanto per una specie di condimento alla propria tradizione particolare riaffermata in tutte le sue limitazioni e in tutto il suo esclusivismo.

 

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