
"Xion Henstaufen?" una voce sconosciuta chiamava il nome del giovane, mentre era impegnato nell'allenamento giornaliero.
"Si, sono io." rispose Xion all'ufficiale che l'aveva chiamato, che sopraggiungeva seguito da altri tre soldati.
"Lei è stato candidato all'esame per il corpo speciale classe A," Informava solennemente l'ufficiale "Il generale Sephiroth ha chiesto di vederla per fornirgli maggiori informazioni. Il colloquio è stato fissato per domani mattina alle 10.00. nel suo ufficio."
"Oh...ho capito!" esclamò Xion con stupore. Non aveva più rivisto Sephiroth dopo quella volta, un mese fa. Nè tanto meno ebbe notizia della sua *fantomatica* promozione. Ma il fatto che il generale volesse vederlo significava che forse era vicino alla sua meta!
"Arrivederci." gli ufficiali si congedarono.
Era stato candidato per l'esame. Che tipo di prova avrebbe dovuto affrontare? Sarebbe stato capace di superarla? Era davvero tanto abile come tutti dicevano?
Tutte queste domande e altre ancora si affollavano nella sua mente, aggrovigliandosi e confondendosi. Xion sentiva ora di avere timore dell'esame, o meglio, timore di deludere le aspettative del generale. Era così orgoglioso di avergli fatto una buona impressione che non avrebbe mai potuto perdonarsi di sbagliare nel momento cruciale, durante l'esame.
Ma non gli rimaneva che aspettare e parlare personalmente con lui.
Era un pò impaurito dall'idea di parlargli in privato, ma voleva comunque rivederlo.
Sono ancora le 9.55... pensò Xion, guardando l'orologio che portava al polso. Si esonerò dalle lezioni quella mattina, per il colloquio.
Per fortuna si era fatto spiegare da un suo compagno come raggiungere il *vero* ufficio del generale, che era stato trasferito al terzo piano della sezione centrale qualche mese fa, a sua insaputa.
L'ufficio era preceduto da un lungo corridoio con mura bianche e grigie. Xion era solo e, man mano si avvicinava alla porta della stanza, l'ansia gli cresceva sempre di più in petto.
Quando fu di fronte alla porta esitò un pò prima di bussare. Dopo che lo fece aspettò. La risposta tardò ad arrivare e fu preceduta da un agitato vociare.
"Avanti." si sentì alla fine. Xion deglutì, il cuore battendogli all'impazzata, ansioso e agitato. Dopo qualche indugio prese la maniglia e aprì la porta.
Entrò.
"Oh!" una voce conosciuta esclamò "Ma guarda un pò!"
Rimase alquanto sorpreso. Non si aspettava assolutamente di incontrare il bell'uomo dagli occhi verdi, Reiken, lì in quel momento.
"Vieni pure, ragazzo." permise il generale, il quale stava in piedi, affianco all'altro uomo seduto.
"Permesso..." chiese Xion, con la voce che gli tremava un pò, mentre si avvicinava a piccoli passi verso i due.
"E un piacere rivederti!" Reiken si alzò con entusiasmo e gli mise una mano sulla spalla con confidenza.
"Conosci già Henstaufen, Reiken?" domandò il generale, stringendo un pò i grandi occhi.
Xion rimase stupito del fatto che il generale avesse chiamato il bell'uomo per nome. Dovevano essere amici, non c'era altra spiegazione.
"Si, l'ho già incontrato." informò quello "Proprio il primo giorno che sono venuto qui. Mi ha aiutato."
Il giovane ragazzo ebbe un sussulto quando sentì l'ultima parte della frase: al massimo gli era stato d'aiuto per fargli perdere quasi un'ora di tempo...
Si sentiva molto in colpa per questo e abbassò un il capo involontariamente.
"Oh, magnifico." Esclamava il generale. "Allora possiamo rimandare le presentazioni."
"No! Un attimo..." interruppe Reiken "Io non so ancora il tuo nome." disse con la bella voce, volgendosi completamente verso il ragazzo.
Era vero. Quel giorno non si erano presentati *ufficialmente*. Il giovane non aveva avuto occasione di dire il proprio nome.
"Mi chiamo Xion Henstaufen." pronunciò rapidamente, quasi mangiandosi le parole.
"Xion..." ripeté il bell'uomo, fissando il ragazzo negli occhi, con il solito sguardo accattivante. Xion si trovò a dover ammettere che quel giorno l'uomo era davvero *bello*. Non portava i capelli legati come la scorsa volta, infatti lunghissime ciocche scure cadevano nel suo petto e gli coprivano le spalle e la schiena. Il suo profumo invece era identico; delicato e avvolgente.
La presenza di due uomini così eleganti e seducenti metteva Xion ancora più a disagio. Non si sentiva all'altezza nemmeno di parlare con gente del loro livello...ma era lì per un colloquio e non poteva sottrarsi.
"Molto bene." disse il generale, cancellando ogni pensiero dalla mente del ragazzo. "Mi dispiace disturbare il vostro incontro, ma vi ho convocato per parlare di una questione importante. Dato che non ho molto tempo a disposizione, sarò breve."
Prese posto nella scrivania e incrociò le braccia.
"Data la vostra eccezionale abilità in combattimento ho deciso di darvi l'opportunità di entrare a far parte del mio corpo speciale, a cui potrete accedere tramite un esame, che potrebbe tenersi tra una o due settimane..." argomentava il generale, guardando per lo più il giovane ragazzo, che ascoltava con estrema attenzione.
"Avete tre giorni di tempo per pensare alla mia proposta." disse infine "Sono sicuro che, se parteciperete, supererete la prova senza difficoltà."
Reiken lanciò uno sguardo d'intesa verso il ragazzo dal bianco collo come per dire 'Supereremo l'esame, non temere' e Xion annuì cercando di assumere l'espressione più seria e impassibile che potesse, e di nascondere l’agitazione.
"Grazie, potete andare." concluse Sephiroth.
Reiken si alzò dalla poltroncina e raggiunse il bel generale per stringergli la mano "Ci vediamo, generale." disse con tono ironico, poi si diresse verso la porta assieme a Xion, il quale salutò formalmente. Ricambiando il saluto del ragazzo, il generale sorrise.
I due uscirono dall'ufficio e si ritrovarono nel lungo corridoio.
Il bell'uomo iniziò a camminare, fece qualche passo, e poi si fermò.
"Che cosa fai là?" domandò. Xion era ancora fermo davanti alla porta e non si muoveva. Sembrava un pò intimorito.
Alzando un sottile sopracciglio, Reiken si avvicinò al giovane, guardandolo con curiosità, abbassandosi un pò e mettendo le mani in tasca. "Qualcosa non va?" chiese ancora, con la bella voce dura.
"No..." rispose sottovoce il ragazzo, ora ancora più teso per aver catturato l'attenzione dell'uomo. "Non preoccuparti." disse infine, facendosi coraggio, rivolgendosi con il tono confidenziale che Reiken gli aveva concesso di usare.
"Scommetto che sei teso per l'esame..." azzardò il giovane uomo, guardando l'altro intensamente negli occhi.
"No, assolutamente..." assicurava il ragazzo, mentendo. La realtà era che non avrebbe mai pensato di dover fare l'esame assieme a Reiken. Se non fosse riuscito a superarlo, cosa a suo parere molto probabile, avrebbe deluso sia il generale che lui allo stesso tempo.
"Ok, va bene..." disse l'uomo con gli occhi intensi. "Ti va un caffè?" chiese, con le labbra tese in un elegante sorriso.
Ci volle qualche secondo prima che il ragazzo realizzasse ciò che stesse succedendo: Reiken lo stava invitando a prendere un caffè?
Non se lo aspettava proprio e rimase sorpreso dall'invito.
"Si, va bene." rispose, sforzandosi il più che poteva di incontrare lo sguardo dell'uomo.
"Allora andiamo!" incitò lui. "Offro io."
Il piccolo bar dell'accademia era affollato. C'era caldo e si respirava una piacevole atmosfera calma e silenziosa. Vi era anche della musica, a volume basso, piacevole da ascoltare. Xion iniziava a calmarsi e a riprendere il controllo di sè, anche se gli riusciva molto difficile a causa della presenza suggestiva del bell'uomo.
"Buongiorno," disse Reiken al commesso del bar.
"Salve," disse il signore.
"Cosa prendi?" chiese il bell'uomo, rivolgendosi a Xion con confidenza.
"Vorrei un caffè..." chiese lui con educazione.
"Anche per me."
Dopo che le tazze furono pronte, i due presero posto in un piccolo tavolo a due posti, nell'angolo del bar, per consumarle con tranquillità.
Prima di sedersi, Reiken si tolse il lungo cappotto e lo appese ad un alto attaccapanni dietro di lui.
Xion notò che aveva gusto nel vestire: portava una bella giacca su una camicia nera e dei pantaloni grigio antracite molto eleganti, la sua vita, abbastanza stretta per un uomo, era circondata da una cintura, forse in pelle di coccodrillo, molto raffinata.
Xion invece portava la sua solita divisa accademica.
"Allora, Xion..." iniziò l'uomo, dopo essersi seduto e aver bevuto qualche sorso dalla sua tazzina "che classe frequenti?" chiese con interesse, prendendo un altro sorso. Era chiaro che avesse intenzione di approfondire la conoscenza.
Il ragazzo non aveva ancora neppure toccato il suo caffè.
"Sono al secondo anno." rispose.
"Hai 17 anni?" chiese ancora l'altro.
"Si." rispose, con un lieve cenno col capo.
"Sephiroth mi ha detto che sei un ragazzo eccezionale, che hai fatto centro la prima volta che hai preso in mano il fucile..." riferiva Reiken, sembrando affascinato dalle sue stesse parole.
Xion si sentì stringere le budella. Ormai l'orgoglio e la sicurezza di sè avevano ceduto il posto all'insicurezza e alla tensione. Quando era in compagnia di Reiken o del generale Sephiroth non si riconosceva più, era come se cambiasse personalità all'improvviso. Questo perchè si sentiva nettamente inferiore in confronto a loro.
"Beh..." cercava di rispondere, metà cosciente e metà assorto nei suoi pensieri.
Reiken capì che lo stava mettendo in imbarazzo e cambiò argomento.
"Sephiroth mi ha chiesto di fornirti qualche dato sull'esame che dovremo affrontare..." disse con tono amichevole "Oggi il generale aveva un impegno e non te ne ha potuto parlare di persona, mi ha detto di chiederti scusa per questo."
Altra ennesima prova che Reiken e il generale erano in grande confidenza, pensò il ragazzo.
"Non c'è problema..." assicurò Xion.
"Okay." riprese l'uomo "Prima dell'esame pratico dovremo fare una visita medica completa." iniziò a dire.
Xion non era per niente intimorito da questo. Sapeva di essere sano, anche perchè era già stato visitato due anni fa, ed era tutto apposto. Inoltre faceva degli esami molto spesso.
"Poi ci aspetterà una prova atletica che consiste nell'eseguire determinati esercizi. Sarà compresa anche la corsa e il salto degli ostacoli." informava Reiken con tranquillità, senza mai distogliere lo sguardo dagli occhi di Xion.
"La terza prova è un test pratico sulle capacità di guerra, che comprende l'uso di armi da fuoco e da taglio..." continuava "Sephiroth mi ha assicurato che ci verificherà di persona." concluse.
Xion annuì.
"Non è difficile, vero?" domandò infine Reiken.
"No, mi aspettavo di peggio..." ammise il ragazzo, sforzandosi di assumere un tono ironico.
"Infatti," concordò l'altro "Ma non viene concessa a tutti l'opportunità di entrare a far parte dei corpi speciali. Bisogna essere dotati di grande abilità" precisò.
Annuendo ancora, Xion ritrovò un pò la fiducia in sè stesso. Credeva nel valore del generale Sephiroth, e se egli aveva deciso di prenderlo con sè, allora un motivo ci sarebbe dovuto essere!
Sorrise lievemente e Reiken lo notò, compiaciuto di avergli dato un pò di forza. Non era cieco, e vedeva come il giovane fosse costantemente teso e intimidito. Non gli piaceva vedere un così bel ragazzo vinto da una paura inesistente, pertanto cercava sempre di metterlo a suo agio, anche se spesso falliva miseramente, aggravando la situazione.
Tuttavia il comportamento timido e riservato di Xion, inconsciamente, lo attirava. Forse in fondo in fondo Reiken si compiaceva nel mettere in soggezione gli altri, figuriamoci poi se si trattava di un giovane così grazioso.
Doveva ammettere che il fanciullo era davvero carino. La prima volta che lo vide era in *pessime* condizioni a causa delle recenti percosse ricevute dal compagno e dall'opaco velo di tristezza che appannava il suo sguardo. Aveva due evidenti lividi nel viso, che compromettevano il suo bell'aspetto.
Ora invece la sua naturale bellezza era estremamente evidente, limpida e impeccabile. Il magro volto chiaro e i lisci capelli d'argento si abbinavano magnificamente con i freddi occhi di cristallo e le pallide labbra sottili. Guardandolo con attenzione, Reiken cominciò a rendersi conto di quanto ogni singola parte del ragazzo fosse ben proporzionata e soprattutto particolare, caratterizzante. Più che un giovane grazioso, avrebbe detto, francamente, si trovava di fronte a una bellezza rara, pari o addirittura superiore a quella del suo magnifico generale.
La differenza maggiore tra Sephiroth e Xion non stava solo nell'età, notò Reiken. Sephiroth era un affascinante incantatore, capace di conquistare le menti delle sue prede con dolci parole e provocanti sguardi, usare chiunque a suo vantaggio, finchè ne aveva bisogno, e poi, quando non gli era più utile, abbandonarlo, facendo sì che questi si prostrasse ai suoi piedi, pregando di essere ancora sfruttato. Sephiroth era astuto e anche infido.
Ma non si era mai comportato così nei confronti di Reiken. Non l'aveva mai sfruttato o usato per i suoi scopi. Certo l'aveva più volte sedotto, e forse aveva anche *abusato* di lui, ma era anche vero che Reiken aveva sempre accettato con piacere i suoi approcci, senza mai essere obbligato a fare niente che non volesse.
Xion, per quanto poco Reiken potesse conoscerlo, era un ragazzo maturo per la sua età e anche particolarmente *interessante*. Aveva un non so che di misterioso e accattivante, nei suoi occhi e nel suo comportamento. Molto spesso si dimostrava timido e agitato, ma Reiken era del parere che questo non fosse affatto il suo vero carattere, e che in realtà nascondesse una personalità molto diversa. Questo lo intuiva dal suo comportamento in determinate situazioni. Ma il vero ego di Xion si era rivelato, per il momento, solo in rarissime occasioni, e la sua l'effettiva personalità rimaneva ancora nell'ombra.
Per questo Reiken trovava il ragazzo interessante.
Avrebbe voluto mettere a nudo il suo vero carattere, scoprire tutti i lati della sua personalità. Quel ragazzo l'aveva proprio incuriosito.
Se avesse superato con lui l'esame, allora avrebbe di certo potuto conoscerlo meglio...
I due parlarono ancora, con una crescente fiducia che andava affermandosi, mentre sorseggiavano il loro caffè. Finalmente Xion riusciva a rilassarsi un pò di più in presenza dell'uomo e a parlargli con tranquillità.
Dopo una mezzora trascorsa allegramente, si lasciarono, e ognuno andò per la sua strada: Xion tornò in classe, Reiken uscì dall'istituto.
Xion non aveva parlato a nessuno del suo esame e della richiesta di Sephiroth di volerlo prendere nella sua squadra, tranne che ai suoi compagni di stanza.
I suoi due amici, Ryan e, in particolar modo, Samuel, sembravano aver perso interesse nei confronti di lui dopo la festa delle debuttanti. Samuel aveva *davvero* subito una dura punizione: era stato rinchiuso in camera di isolamento per tre giorni, quasi senza cibo.
Aveva avuto la sfortuna di essere stato visto dall'ufficiale forse più *perfido* dell'istituto; infatti la punizione era stata inflitta da lui.
Ryan era rimasto negativamente impressionato dallo scorretto comportamento di Xion e gli attribuiva la causa della severa punizione dell'amico.
Insieme avevano iniziato ad evitarlo ed a infischiarsene di lui. L'ammirazione e la devozione erano totalmente cessate.
Di fatto Xion era autosufficiente e non aveva *mai* avuto bisogno di loro. Se l'era sempre cavata da solo; quando aveva un problema da risolvere, certo non andava da Ryan e Samuel a chieder consiglio o tanto meno aiuto. Da un lato era felice di essersi liberato di quegli stupidi ragazzini immaturi, che non gli avevano mai dato altro che tormento.
Passavano giorni senza mai scambiarsi una parola. Xion rimaneva sempre in silenzio, impassibile, serio. Loro idem, ma era chiaro come avessero l'uno bisogno dell'altro per fronteggiare l'amico odiato. A volte si alleavano per escluderlo *meglio* dai loro affari, ma non capivano, erano troppo stupidi per arrivarci, che Xion non li degnava di considerazione.
Sarebbe stato grande liberarsi di loro una volta per tutte, pensava il ragazzo quella notte, prima di addormentarsi. Se fosse diventato membro della squadra scelta di Sephiroth avrebbe ricevuto uno stipendio e non avrebbe più dovuto allenarsi assiduamente come prima. La sua vita sarebbe cambiata. Avrebbe goduto di un'elevata considerazione e avrebbe intrapreso emozionanti missioni, viaggiato per il mondo.
Non vi era nessun motivo per cui dovesse rifiutarsi di partecipare all'esame e bruciare con un "no" la sua grande occasione. La possibile delusione di Reiken e del generale era il prezzo da pagare per raggiungere il suo scopo. Inoltre, per quanto gli aveva detto Reiken, l'esame non sembrava *impossibile*, anzi, forse addirittura sin troppo semplice!
Decise quindi di partecipare alla prova e di *tentare* di superarla, promettendosi di impegnarsi al massimo
Il giorno dell'esame arrivò presto.
Prima della prova, Xion effettuò la visita medica completa. Il dottore gli disse che era tutto apposto e lo passò senza problemi.
La prova atletica era fissata per le 4.30, nel campo dell'istituto. Quando il giovane arrivò all'appuntamento trovò Sephiroth e altri due generali, ovvero la giuria che l'avrebbe valutato. Affianco a loro c'era Reiken, che indossava una classica tuta mimetica, privata della giacca, e una piccola canottiera chiara, che delineava con precisione la perfetta muscolatura. Aveva i capelli raccolti in una coda di cavallo, simile a quella che portava il primo giorno che Xion lo incontrò.
Era strano vedere un uomo così solenne ed elegante in tuta. Ma Xion dovette ammettere che stava davvero bene così vestito.
"Molto bene, signori..." iniziava uno dei generali, con fermezza "Spostiamoci da quella parte. Come prima cosa dovrete fare *cento* flessioni di fila."
Xion rimase un pò impressionato. Cento flessioni non erano poche. Comunque si era allenato a fondo per quest'esame, e aveva fiducia nelle proprie capacità. Lo sguardo sicuro e sereno di Reiken, che già un paio di volte aveva cercato il suo, stranamente lo rilassava e gli infondeva coraggio.
Si spostarono tutti nella pista atletica dove lo stesso generale chiese ai due esaminandi chi di loro avrebbe iniziato per primo l'esercizio. Reiken si offrì subito senza timore, con grande risolutezza. Xion notò il piccolo sorriso che il generale Sephiroth lanciò verso l'altro uomo dai capelli corvini mentre questi di accingeva a sdraiarsi sul duro terreno di gomma, mettendosi in posizione per eseguire le flessioni.
"Inizia pure."
Avviò il bel generale, senza mai staccare i gli occhi dall'uomo per terra. Reiken iniziò dinamicamente ad eseguire i piegamenti, ondeggiando su e giù, su e giù, su e giù, con un ritmo incredibilmente costante, senza dar alcun segno di stanchezza o affaticamento. Dopo le prime cinquanta flessioni però già si potevano vedere le prime gocce di sudore bagnare il terreno e il suo respiro crescere e diventare più profondo. I muscoli del giovane uomo si irrigidivano e si gonfiavano visibilmente attraverso la pelle sudata, mentre erano sottoposti all'impegnativo lavoro.
Sephiroth di fatto era lì, che si *godeva* la scena a mani conserte, con un lieve sorriso in volto.
Gli altri generali annuivano tra loro, scambiandosi segni di approvazione e agitando il capo positivamente.
Neanche alle ultime flessioni Reiken alterò la regolarità del suo movimento. Eseguì tutti quei piegamenti in maniera impeccabile e in un tempo incredibilmente breve.
I generali, compreso Xion, rimasero piacevolmente impressionati.
"Molto bene, ragazzo!" dicevano, mentre Reiken si alzava dal suolo, passandosi una mano attraverso i lunghi ciuffi che gli cascavano sulla fronte e sul volto sudati. Ma non sembrava affatto stanco, nonostante la sudorazione e il respiro un pò pesante. Pareva più che altro che avesse solo *iniziato* a riscaldarsi e che fosse pronto per fare altre cento flessioni... Era indubbiamente molto in gamba.
Dopo di Reiken era la volta di Xion. Il ragazzo era rimasto un pò impressionato dalla *voracità* con la quale Reiken aveva consumato le sue flessioni, ma non poteva di certo tirarsi indietro! Era il suo turno adesso.
Rapidamente si sdraiò per terra e piegò le braccia, pronto per partire.
"Vai." disse il generale Sephiroth.
Xion iniziò con enfasi, cercando di abbassarsi e piegarsi sulle braccia il più velocemente possibile, per dare una buona impressione. Ma non era certo a livello di Reiken: per quanto tentasse, non riusciva ad eguagliare la dinamica velocità dell'uomo, perchè il suo *giovane* fisico ancora non lo permetteva.
Con grande, grandissimo sforzo, sudore e fatica, riuscì ad arrivare alla centesima flessione, incoraggiato dai generali che in coro contarono i piegamenti dal novantesimo sino all'ultimo. Quando si rialzò trovò uno splendido sorriso sul volto di Reiken pronto ad accoglierlo. Lo ricambiò con timidezza.
"Seconda prova: dovrete fare un giro di campo in corsa." annunciava il solito generale.
Reiken fu anche stavolta il primo, si offrì con determinazione.
Sephiroth si collocò col cronometro nel punto di arrivo, mentre Reiken si mise in posizione di partenza. Il suo sguardo era concentrato e perso nel vuoto.
Quando il generale fece un cenno col braccio da lontano, il bell'uomo dalla chioma scura schizzò via come una scheggia e intraprese una rapidissima corsa lungo la pista. Senza alcuno sforzo raggiunse il punto di arrivo, correndo *forsennatamente* sino all'ultimo metro e anche oltre. Il suo tempo era ottimo: quarantacinque secondi, degno del migliore degli atleti.
Ma il suo tempo Xion lo seppe in un secondo momento. Anche stavolta era rimasto pressoché *sconvolto* dalla spiccata abilità dell'uomo.
Xion era sempre stato abbastanza veloce nella corsa, e non aveva particolare timore dell'esercizio che doveva affrontare. Pur sapendo però di non correre veloce come l'altro partecipante, decise di non perdersi d'animo e di non strafare.
Ora toccava a lui. Era immobile, in posizione, fissando il generale lontano, aspettando il segnale d'inizio.
Quando il generale agitò il braccio per aria, scattò con rapidità e iniziò a correre veloce, alzando bene le ginocchia e agitando le braccia alternatamente, mantenendole flesse per guadagnare velocità. Arrivò alla fine un pò stanco, con un leggero fiatone, e il generale lo lodò con gentilezza, assicurandogli di aver superato *anche* quella prova.
La terza prova consisteva nella corsa ad ostacoli. Erano duecento metri.
Reiken corse velocissimo, sorvolando con estrema facilità gli alti ostacoli e giungendo alla fine del percorso in tempo molto breve.
Anche Xion eseguì l'esercizio con abilità, saltando ogni ostacolo e correndo veloce.
La quarta prova consisteva nell'eseguire cento piegamenti sulla sbarra. Questa era davvero *impegnativa*.
Reiken, che andò per primo, si appese fermamente all'asta e rimase a penzoloni, mostrando l'impeccabile muscolatura delle braccia in tensione.
Quando il generale diede il via, il bell'uomo iniziò a piegare le braccia, altalenando in alto e in basso, facendo lavorare duramente gli arti, le spalle e gli addominali. Era spettacolare osservare con quale rapidità eseguisse l'esercizio, dimenticandosi dello sforzo e concentrandosi visibilmente nel movimento. Era molto agile. Certo uno come *lui* aveva tutte le carte in regola per entrare a far parte del corpo speciale del generale Sephiroth, pensava tra sé e sé Xion, mentre osservava il bell'uomo andare in su e in giù.
Dopo cento piegamenti Reiken mollò la presa e atterrò per terra a ginocchia flesse, per poi alzarsi in piedi.
Diavolo, neanche ora sembrava stanco.
"Ora tocca a te, ragazzo." diceva uno dei generali.
Già dopo la terza flessione, Xion si accorse di quanto duro e impegnativo fosse l'esercizio. Si affaticò molto in fretta, e temette di non farcela. Le sue braccia erano ben disposte a tradirlo: si irrigidivano e sembrava si rifiutassero di muoversi. Dovette sudare sangue per arrivare fino alla centesima e passare anche quella prova.
Quando finì aveva i muscoli tutti indolenziti e tremanti. Guardava con stupore Reiken, che sembrava perfettamente rilassato ed energico, come se non avesse mai nè corso o eseguito piegamenti. C'era una bella differenza tra loro. Era questione di resistenza, forza e agilità: l'uomo era fortemente superiore in tutti e tre i parametri.
Per quanto riguardava le ultime due prove, ovvero colpire venti bersagli col fucile e tagliare a metà venti manichini di paglia con la spada, i ragazzi andarono ambedue discretamente, anche se l'abilità di Reiken prevaleva sempre su quella del giovane.
"Quanti anni avete?" chiese uno dei generali, al termine dell'esame.
"17..." rispose Xion, ancora un pò affannato.
"25." disse il bell'uomo, incrociando le forti braccia.
Pur non conoscendo con esattezza l'età di Reiken, Xion aveva immaginato correttamente il valore. Solo che gli aveva dato un anno in più.
I due ragazzi vennero congedati da Sephiroth, che assicurò che gli avrebbe riferito i risultati della prova molto presto.
"Arrivederci," disse Reiken, prima di lasciare il campo accompagnato da Xion.
Se ne andarono contenti, forse un pò stanchi, ma indubbiamente soddisfatti.
Xion fece francamente i complimenti al compagno per l'abilità dimostrata, e lui ringraziò con modestia, ricambiando la lode con sincerità. Affermò con sicurezza di aver superato l'esame assieme a lui, e gli assicurò che si sarebbero rivisti molto presto, quando sarebbero stati nella stessa squadra.
Erano entrambi entusiasti di rincontrarsi.
Passarono due giorni assai velocemente.
Xion era nei campi, ad allenarsi con le truppe. Il sole era alto e l'aria molto calda. Dal tempo sembrava più una giornata d'estate inoltrata che di primavera, nonostante fossero i primi di Aprile.
Ad un certo punto arrivarono tre ufficiali, forse gli stessi della scorsa volta, che si fermarono a parlare con l'allenatore. Dopo un breve colloquio tra i quattro, l'allenatore chiamò il suo allievo Henstaufen a gran voce, e gli ordinò di avvicinarsi presso di lui. Tutti si voltarono, curiosi di sapere cosa stesse succedendo.
Xion si affrettò e raggiunse velocemente l'allenatore e gli ufficiali.
"Complimenti, Henstaufen." cominciò l'allenatore, alzando la voce in modo che tutti potessero sentire "Sei dimesso. L'esame per entrare nel corpo speciale del generale Sephiroth ha avuto buon esito. Corri nel suo ufficio, ti sta aspettando." annunciò l'uomo con fierezza, sembrando orgoglioso del proprio soldato.
Xion non poteva crederci. Era stato promosso! Ora *era* un membro della squadra speciale. Poteva definitivamente *rompere le righe*, abbandonare la noiosa vita da semplice soldato e diventare *qualcuno*!
Anzi, ormai era già diventato qualcuno; e qualcuno di molto importante anche.
"Grazie," disse con un ampio sorriso sulle labbra, e andò veloce verso l'ufficio del suo *nuovo* capo, lasciando gli altri soldati sbigottiti.
Ryan e Samuel si guardavano senza dire nulla. Xion non aveva detto loro neanche di esser stato chiamato per l'esame.
Da adesso i suoi ex-amici sarebbero stati in due a dividere la camera.
Camminando velocemente, anche se avrebbe voluto correre, Xion si dirigeva con entusiasmo verso il terzo piano, in cui era situato l'ufficio del generale.
Chissà se anche Reiken avrà passato l'esame...pensava. Ma certo, se l'ho passato io, figuriamoci se non l'ha passato lui! e continuava a camminare.
Il corridoio che dava all'ufficio era completamente deserto, così ne approfittò per farsi una corsetta e arrivare a destinazione più in fretta.
Una volta giunto di fronte alla porta si bloccò, con gli occhi spalancati, aguzzò l'udito. Aveva sentito chiaramente uno *strano* gemito provenire da oltre l'uscio, e aspettò a bussare per accertarsi se fosse stato o no frutto della sua immaginazione.
Un secondo gemito, ancora più profondo, gli dimostrò che aveva sentito bene.
Cosa stava succedendo là dentro?
Si sentivano delle voci, ma era molto difficile comprendere le parole, perchè la porta era spessa e non lasciava passare bene i suoni. Xion era lì davanti, agghiacciato, impressionato. Se oltre la porta stava succedendo davvero *ciò* che pensava, allora di certo non poteva bussare all'improvviso.
Preso dal panico, sconvolto di fronte a quella profonda melodia di ansimi lussuriosi, decise di scappar via, come se avesse sentito qualcosa che non doveva, come un ladro che coglieva la giusta occasione di fuggire dalla casa in cui si era intrufolato.
Sarebbe tornato più tardi per parlare col generale, con la speranza che avesse terminato con i suoi affari.
Oltrepassato l'andito, interruppe gradualmente la corsa e prese a camminare con lentezza, a mò di zombie. Aveva il morale a terra. L'evento l'aveva a dir poco shockato, anche perché non avrebbe mai immaginato che un generale perfetto e leggendario come Sephiroth potesse abbassarsi a ...
...
Beh, di certo non c'erano dubbi su quello che stesse facendo.
Proseguendo senza meta col capo chino e lo sguardo assente, arrivò nel grande porticato esterno dell'istituto, e lì si fermò per prendere una boccata d'aria e provare a liberare la mente.
Si appoggiò a una colonna e rimase a guardare il paesaggio circostante; la sua mente era vuota e turbata.
Restò così per lungo tempo, forse più di un'ora.
Quando alla fine decise di muoversi si ritrovò ancora più depresso di prima e non aveva ancora il coraggio di tornare nell'ufficio per un nuovo tentativo.
Rientrò nell'istituto e riprese il suo vagabondare senza meta.
Ma all'improvviso si sentì chiamare alle spalle da una voce conosciuta "Ehilà, ragazzo! Dove stai andando?"
Si sentì subito meglio nel rivedere l'ammaliante volto del bell'uomo dai capelli corvini, che gli andava incontro con un tenero sorriso sulle labbra.
"Ti vedo triste," osservò Reiken "cosa è successo?" chiese subito con preoccupazione.
Più che triste, il ragazzo era demoralizzato. Neanche l'affascinante presenza di Reiken riusciva a rallegrarlo o perlomeno a fargli momentaneamente dimenticare l'evento di prima. "Oh, salve." salutò malinconicamente "Com'è andato l'esame?" domandava.
Reiken alzò un sopracciglio e osservò il giovane con titubanza. Era evidente che ci fosse qualcosa che non andava. Tuttavia rispose con allegria, cercando di coinvolgerlo: "Promosso. Sono al settimo cielo!" informò "Ma... non dirmi che sei così triste perché invece tu non l'hai superato..." Domandò, pur sapendo perfettamente della promozione del giovane.
"No, non è così...!" ribatteva il ragazzo, dando qualche segno di vita "Sono stato promosso anche io!!"
Reiken sorrise dolcemente. "Bravo, sono orgoglioso di te, compagno!" e allungò il braccio per stringergli la mano "Congratulazioni!" disse.
"Anche a te," rispose Xion, ricambiando il sorriso come meglio poteva.
Ma osservando ancora il ragazzo, Reiken capì che era *davvero* depresso, e che neanche la gioia della promozione era in grado di coinvolgerlo. Allora provò con un'altra tattica "Qui bisogna festeggiare! La nostra è stata una vittoria importante. Propongo di andare da qualche parte stasera, in un bel locale o in un buon ristorante..." propose, gesticolando con il braccio. "Che fai, vieni a farmi compagnia?" chiese infine ingenuamente, intendendo chiaramente la risposta attraverso lo sguardo del giovane ragazzo, che intanto si era illuminato.
Finalmente era riuscito a interessarlo, e ascoltò con orgoglio l'allegra, giovane voce del suo compagno accettare con entusiasmo l'invito "Grazie, va bene!" diceva sorridendo.
"Allora ci vediamo per le 9:00 di fronte all'ingresso principale." stabiliva Reiken, guardando intensamente con i begli occhi il ragazzo davanti a lui.
"Si, va bene," concordava animatamente Xion. "Alle 9:00 allora!"
I due si salutarono spensieratamente. Xion era felice di rivedere il bell'uomo anche più tardi. Ormai il suo sguardo non lo intimoriva più e non aveva più motivo di sentirsi inferiore a lui perché aveva superato l'esame e dimostrato il proprio valore. Reiken era in grado di rassicurarlo e dargli fiducia, e anche di rallegralo e tirarlo su di morale quando era triste. Anche se da lontano poteva sembrare un tipo inquietante, con lo sguardo bieco e duro, aveva sempre un dolce sorriso da offrire e si preoccupava di ogni minimo problema, impegnandosi per risolverlo.
In Xion cominciava a crescere una grande stima nei suoi confronti.
Fu proprio grazie all'incontro con lui che si fece forza e decise di tornare
dal generale per sentire cosa avesse da dirgli.
Cercando di dimenticare ciò che aveva sentito prima, tornò nell'ufficio senza timore.
Bussò con sicurezza e aprì la porta con determinazione quando udì dall'interno il permesso di entrare.
"Henstaufen," pronunciò con la profonda voce il generale seduto dietro la grande scrivania.
"S-salve, generale." rispose tentennando Xion, che si avvicinò al tavolo di qualche passo. "Avvicinati," invitò Sephiroth, mentre era intento a firmare dei documenti. "Presumo che abbia saputo della tua promozione." chiese, senza alzare lo sguardo dalla carta.
"Si," rispondeva subito il ragazzo, indeciso se aggiungere qualcosa alla risposta che gli suonava incompleta.
Il generale continuava a leggere e a scrivere, restando in silenzio. Xion si guardava intorno, un pò agitato e imbarazzato.
"Ecco...! Perdonami," finalmente il generale metteva via la lista di documenti e iniziava a dedicarsi al ragazzo di fronte a lui.
"Bene Henstaufen," cominciava il generale "Ora che fai parte della mia squadra prenderai parte alle spedizioni e alle missioni che potranno esserti commissionate dall'accademia o da me. Lo stipendio ti verrà retribuito in proporzione all'importanza e alla difficoltà dell'incarico." informava solennemente, mentre accavallava le gambe e gesticolava con la mano. Anche quella volta era davvero splendido. Continuava chiedendo "Sai dove si trovano gli alloggi dei corpi speciali?"
"Si," rispondeva il ragazzo.
"Bene allora. Ti informo che la tua camera è la penultima sulla destra..." disse , fissando con insistenza il ragazzo, il quale ammaliato da quello sguardo, restava lì dov'era senza muoversi, immobile, come fosse pietrificato. Poi il generale aprì uno dei cassetti della scrivania e trasse una piccola chiave. "Tieni, la chiave della tua stanza," Il ragazzo si avvicinò ancora e allungò la mano per prenderla.
"C'e' qualcosa che non va'?" alla fine chiese il generale, un pò preoccupato per il ragazzo davanti, che tremava con uno sguardo impaurito.
"No, signore!" assicurò alzando la voce.
"Sicuro?" domandò, analizzando minuziosamente l'espressione del suo viso.
Rimase così per un pò.
"Allora puoi anche andare, Henstaufen." disse infine, sorridendo.
"Si, arrivederci," salutò paurosamente il ragazzo e si voltò in fretta per raggiungere la porta.
Prima che potesse aprirla però sentì il generale alzarsi dalla sedia e camminare piano verso di lui "Ah, un ultima cosa, Henstaufen..." disse a bassa voce, avvicinandosi. Xion deglutì prima di voltarsi. Visto più da vicino il generale era incredibilmente maestoso, quei grandi occhi elettrici venati di un intenso verde acqua erano incantevoli e cercavano insistentemente lo sguardo del loro interlocutore. "Non devi mai aver timore della realtà. Sii sempre sincero con gli altri e affronta i tuoi problemi senza fuggirli." le sue labbra erano tese in un lieve sorriso "Tienilo bene a mente in tutte le occasioni," disse avvicinandosi ancora, e posò una mano sul viso del bel giovane, che in quel momento avrebbe voluto che la terra lo inghiottisse "Certo...! V-va bene, generale." emetteva bisbigliando il ragazzo.
"Così va meglio." esclamò Sephiroth, portando via la mano dal volto arrossito di Xion "Ora puoi andare."
Xion salutò nuovamente e evase dalla stanza, tirando un sospiro di sollievo una volta chiusa la porta alle sue spalle.
Non si era ancora ripreso dall'aver sentito quelle *voci*, e l'evento l'aveva reso diffidente nei confronti di Sephiroth.
Velocemente si diresse verso la sua vecchia camera per prendere la sua roba e trasferirsi nella nuova. Sapeva che Ryan e Samuel erano via per gli allenamenti, perciò ne approfittò per traslocare indisturbato.
La nuova camera era decisamente migliore della precedente, arredata, completa di bagno con doccia. Ma la differenza sostanziale rispetto all'altra stava nel fatto che fosse tutta sua e che non dovesse dividerla con nessuno!
Xion era molto felice di questo.
Non ci mise molto a sistemare le sue cose nell'armadio e negli scaffali, perchè c'era molto spazio e la sua roba era poca. Quando ebbe finito di ordinare, si guardò attorno soddisfatto: la nuova camera gli piaceva proprio ed era orgoglioso di possederla.
Osservando che si erano già fatte le 8:00 decise di iniziare a prepararsi per il suo appuntamento con Reiken. Purtroppo non aveva degli abiti eleganti da mettere, e sapeva che l'uomo avrebbe indossato i suoi vestiti migliori, raffinati e di marca, ma non poteva emularlo, anche se avrebbe tanto voluto fare buona impressione vestendosi elegante.
Decise comunque di non farsi troppi problemi, e andò sul classico optando per un paio di blue jeans e una camicia bianca. Non disponeva di niente di meglio.
Prima si fece una doccia veloce, provando la grande praticità del nuovo bagno. Quando ebbe finito si asciugò i capelli con cura e poi si vestì. Intanto si erano fatte le 8.50.
Infilata una giacchetta, il bel ragazzo lasciò la camera per recarsi nel luogo dell'appuntamento.
Camminò per un pò per le scale e i corridoi dell'accademia; la sua nuova stanza era assai più distante dall'uscita principale in confronto alla precedente. Ma qualche metro in più era il giusto prezzo da pagare per alloggiare da soli in una stanza così bella!
Proseguendo a lunghi e rapidi passi , finalmente raggiunse l'uscita. Una volta fuori si guardò intorno per vedere se Reiken fosse già lì nei dintorni. Ma non era ancora arrivato.
Aspettò per qualche minuto finché una bella macchina sportiva scura si fermò di fronte a lui. Il finestrino si abbassò, e fece capolino il bel viso di Reiken.
"Salta su!" invitò sorridendo. Un pò stordito, il ragazzo si affrettò verso la seconda portiera della macchina e salì a bordo. "Buonasera," salutò Reiken, guardando il passeggero "Ti ho fatto attendere molto?" chiese.
"No..." rispose Xion, evitando lo sguardo penetrante del bell'uomo "Hai una macchina davvero bella..." ammetteva, guardandosi attorno con interesse.
"Dici davvero?" domandò Reiken sembrando sorpreso "E' già un pò vecchia... avevo giusto intenzione di cambiarla."
"Eh?!" emise con disapprovazione il giovane "Io invece la trovo in ottime condizioni... non puoi cambiarla così presto…"
"Ce l'ho già da tre anni..." constatava Reiken, storcendo il naso.
"E' poco." sosteneva il ragazzo.
"Poco?" l'uomo abbassò un pò il capo, pensieroso "Allora la terrò ancora per qualche anno." decise.
Xion non aveva mai notato di avere una tale influenza; rimase stupito.
"Allora, dove vogliamo andare?" chiese infine l'uomo con entusiasmo, cercando lo sguardo del ragazzo.
"Non saprei..." ammetteva lui titubante, non avendo la minima idea di dove andare. Comunque gli sarebbe andato bene qualunque posto.
"Okay, conosco io un bel posticino..." assicurava Reiken, portando il suo sguardo sulla strada e iniziando a camminare.
Uscirono presto dalla zona militare e si addentrarono nella città. Era notte e la strada era un pò trafficata. Dopo circa un quarto d'ora Reiken parcheggiò vicino a un locale chiamato 'Wishmaster' e invitò il suo giovane passeggero a scendere.
Xion non era solito uscire la notte a causa della sua vita da soldato. Ricordava però che, prima di arruolarsi, usciva spesso di nascosto. Ma non andava per locali, anche perchè la sua casa era in periferia e i negozi nei dintorni erano ben pochi. Ricordava quanto la notte lo rilassasse...
"Come mai così pensieroso?" domandava Reiken, riportando la mente del ragazzo nel presente.
"No, non è niente..." rispondeva lui, ancora più pensieroso di prima. Era chiaro che Reiken non fosse convinto della risposta, tuttavia non insistette.
Tenne aperta la porta al suo piccolo compagno prima di entrare anche lui nel locale.
Il posto era abbastanza ampio, composto da un'unica grande sala. Le persone riempivano ogni angolo, ed erano divise in gruppi più o meno compatti. C'era della musica dal vivo, sembrava jazz, leggera e orecchiabile; Ai lati della sala erano allineati dei lunghi tavoli e delle eleganti panche con schienali ornati. La luce era tenue e soffusa, calda, l'aria pesante, con un leggero odore di tabacco, perchè molti clienti stavano fumando.
Varcata la soglia, Reiken fece un gesto al grosso uomo nel bancone alzando due dita. Il tipo annuì e indicò un tavolo libero.
"Vieni," incitò Reiken, proiettando lo sguardo un pò verso il basso per controllare se il suo compagno fosse ancora dietro di lui. Xion era lì, che si guardava intorno e pareva non aver sentito. "Xion! Andiamo?" replicò Reiken, alzando la voce per attirare l'attenzione del ragazzo. Xion si girò verso di lui di soprassalto e annuì col capo. Reiken sorrise un poco, intenerito, e gli mostrò la strada.
Attraverso la cospicua folla, i due raggiunsero il loro tavolo, e si sedettero accanto, nella stessa panca.
"Ti piace questo posto?" domandò Reiken, girandosi verso il compagnetto.
"Si...è non è affatto male!" rispondeva lui, convinto di ciò che diceva.
"Sono già venuto un'altra volta qui..." menzionava il bell'uomo "Hanno un buon servizio," diceva assumendo una delle sue espressioni migliori, quella provocante, che gli riusciva perfettamente naturale, ed era una delle maggiori caratteristiche del suo sguardo. "E' da un pò che avevo pensato di tornarci con te, *qualora* ci avessero promossi,"
"Ah..." Xion non sapeva che dire; era orgoglioso di essere tanto considerato da un uomo come Reiken...
Così irraggiungibile ...
Ora era seduto accanto a lui, molto vicino. Si era messo un profumo straordinariamente delicato e gradevole, e i suoi lunghissimi capelli emanavano un dolce odore di balsamo maschile. Quelle essenze, mischiate tra loro, producevano un aroma sublime, meraviglioso. Xion non si sarebbe mai voluto allontanare dal posto in cui era, per sentire quel profumo inebriante, che lo avvolgeva piacevolmente.
"Qui non c'è campo..."
Era talmente travolto dal profumo che non si accorse che l'uomo aveva preso dalla tasca del suo cappotto un cellulare, minuto e moderno, di un lucente grigio scuro con delle zone opache più chiare. Doveva essere molto costoso.
"Hai un cellulare magnifico!" osservò Xion con entusiasmo, approfittandosi del fatto di volerlo vedere meglio per avvicinarsi al compagno e annusare meglio il suo buon profumo. Rimase un pò stupito nel sentire il suo corpo attraversato da un brivido di piacere dopo il diretto contatto con l'uomo seduto accanto.
"Ti piace il mio cellulare?" chiese con uno strano tono Reiken, lasciando il giovane col fiato sospeso prima di continuare la frase "Allora, se uscirai con me anche la prossima volta, te ne regalerò uno *identico*!" propose, ridacchiando.
"Cosa?!" strillò il ragazzo.
Un cellulare come quello vale meno di un altro incontro con ME?! si chiedeva, incredulo, cercando di comprendere cosa veramente *frullasse* in testa all'uomo.
Ora Reiken lo guardava sorridendo provocante, e osservava la sua reazione con naturalezza "Stavo scherzando." rivelò infine.
Xion si stupì e aprì ampiamente gli occhi prima di imbronciarsi e storcere un sopracciglio, indignato.
"Cosa credevi?" Reiken rideva sotto i baffi, godendosi la *tenera* reazione del giovinetto. "Non sono mica miliardario..." aggiunse ironicamente.
"Ah..." Xion si placò, accettando con rassegnazione lo scherzo. In effetti non si sentiva nella posizione di potersi adirare con una persona come quella che aveva affianco...
"Ah Ah," rideva ora più forte l'uomo "Scusa...ci sei rimasto male?" chiese fermandosi, inclinando un pò il capo per incontrare lo sguardo del ragazzo, che rimaneva dispettosamente girato, evitando di guardarlo. Era *chiaro* che ci fosse rimasto male.
"Non vorrai mica mettere il muso come questo pomeriggio, vero?" diceva Reiken, diventando serio "A proposito... perchè eri così depresso? Ti va di dirmi cosa è successo?" si faceva più vicino per attirare lo sguardo del giovane, che rimaneva ancora girato.
"Hm..." Xion era indeciso se parlare o no al compagno di *ciò* che aveva sentito provenire dall'ufficio di Sephiroth. Certo sarebbe stato imbarazzante raccontarlo... poi non conosceva ancora bene Reiken, e non sapeva come avrebbe reagito di fronte a un argomento così *delicato*. Inoltre non sapeva il rapporto che c'era tra lui e il generale. Magari sentirsi dire una cosa del genere sul suo *amico* l'avrebbe fatto arrabbiare o gli avrebbe fatto cambiare atteggiamento nei suoi confronti. Cosa poteva dirgli?
Forse era meglio spianare un pò il terreno prima di andare direttamente al punto, per evitare di asserire pericolosi spropositi.
Bisognava andare coi piedi di piombo.
"Reiken...posso farti una domanda un pò personale?" domandò Xion con timidezza, voltando il capo verso il compagno, ma evitando il suo sguardo.
"Prego." rispose lui.
Ora Xion si sforzò con tutto sè stesso di alzare lo sguardo e di fissare quegli stupendi occhi di smeraldo. Prese fiato e chiese: "Che rapporto c'è tra te ed il generale Sephiroth?" si morse la lingua dopo aver pronunciato la frase.
Amanti.
Reiken rimase sorpreso di fronte a tale domanda. Xion aveva forse notato qualcosa?
Non poteva dirgli la verità in ogni caso. Lui *non* stava con Sephiroth, erano solo amanti e il loro era un rapporto a scopo prevalentemente sessuale. Ma erano anche amici, e quando uno aveva bisogno d'aiuto, l'altro era sempre disposto a dargli una mano. Il loro era un rapporto ambiguo... inclassificabile. Ma cosa rispondere a un ragazzino curioso?
"Io e Sephiroth siamo amici da molto tempo, Xion" Reiken assunse un tono sicuro, come se cercasse di spiegare qualcosa di difficile e complicato in modo semplice "Lo conosco da quando avevo quindici anni. Stavamo nello stesso settore, ma lui era un soldato e io uno studente." continuò.
"Ora invece io sono un soldato e lui il mio generale." Cercò di sorridere. "Perchè t'interessa saperlo?" domandò infine, cercando di capire dove Xion volesse arrivare. Magari la sua era una domandina ingenua, senza uno scopo ben preciso...
"Beh, ecco..." il ragazzo era arrossito e sembrava avesse difficoltà nell'esprimersi. "Non so...mi vergogno di dirtelo..." ammise, abbassando lo sguardo con timidezza. Reiken e Sephiroth erano amici da dieci anni. Cosa avrebbe dovuto pensare del suo amico Reiken se fosse venuto a conoscenza del fatto? Non poteva dirglielo.
"Non devi vergognarti." affermò l'uomo con serietà. "TU mi hai posto una domanda e io ora voglio sapere il perchè. Credo sia lecito. Devi essere sincero e guardare la realtà così com’è…non è bello fuggire all'ultimo momento. Ora parla, coraggio," Le sue parole facevano riaffiorare nella mente di Xion ciò che gli disse il generale quello stesso giorno.
Non devi mai aver timore della realtà. Sii sempre sincero con gli altri e affronta i tuoi problemi senza fuggirli
Tienilo bene a mente in tutte le occasioni
Sincerità...era questo che gli veniva richiesto. Sia da Sephiroth che da Reiken. Era vero, non poteva tirare la pietra e poi nascondere la mano. Era stato lui a tirare in ballo l'argomento e ora doveva assumersi la responsabilità.
"Volete ordinare?" una giovane cameriera si fermò davanti al tavolo.
"Ah, si. Vodka al limone con ghiaccio e..." Reiken si voltò verso Xion, con uno sguardo interrogativo. Xion era tentato per prendere un bicchiere d'acqua, teso com'era, ma pensava fosse troppo esiguo.
Osservando che il ragazzo tardava nella risposta, e che era completamente spiazzato, Reiken ordinò per lui un liquore molto forte con il maligno intento di farlo ubriacare.
"Ok, grazie." la cameriera girò i tacchi e andò.
"Che cosa hai preso?" chiese Xion, sollevato di poter sospendere per un pò il discorso.
"Qualcosa di buono." assicurò Reiken, sorridendo lievemente. "Dove eravamo rimasti?"
Xion deglutì. ORA era il momento di confessare con *sincerità* ciò che aveva sentito e ciò che pensava. Voleva dare una buona impressione di sè, così mise da parte tentennamenti e insicurezze arrivando dritto al sodo. Assunse uno sguardo serio.
"Reiken... se vuoi saperlo ero giù di morale per una cosa che ho sentito... abbastanza imbarazzante... che ha a che fare col generale."
Queste parole accesero nella mente dell'uomo un campanello d'allarme; continuò ad ascoltare con attenzione.
Xion si fermò. Sembrava stesse raccogliendo le idee e concentrandosi per formulare la giusta frase. Reiken l'aveva capito e aspettava con calma.
"Quando oggi sono dovuto andare nel suo ufficio..." arrossì "Credo... anzi, sono sicuro di aver sentito dalla stanza provenire dei versi che possono essere ricondotti solo..." si fermò prima di finire la frase "ad un rapporto sessuale."
Avrebbe voluto morire piuttosto che guardare in faccia il bell'uomo in quel momento. Sentiva un nodo alla gola che gli bloccava il respiro, e il cuore battere forte, in preda al panico. Come avrebbe reagito adesso Reiken?
"Xion..." la voce dell'uomo era comprensiva e rassicurante. Non sembrava adirato e nemmeno sorpreso, ma semplicemente sereno. In realtà fingeva di essere sereno, perchè aveva capito subito che i gemiti che il ragazzo diceva di aver sentito non erano altro che i *suoi*, mentre stava tra le braccia dell'amante, nel suo ufficio. Sephiroth l'aveva aiutato molto con le prove dell'esame. Non che queste fossero troppo difficili per lui o temesse di non riuscire a superarle, ma il fatto è che erano molto lunghe e richiedevano molti giorni per essere terminate e valutate. Inoltre fu grazie al generale che poté entrare a far parte del corpo speciale di un istituto a cui non apparteneva. Non era neppure un soldato e in *teoria* non avrebbe mai potuto partecipare all'esame. Ma Sephiroth aveva corrotto gli altri generali in cambio di una scopata con lui, e Reiken non *voleva* e nè *poteva* rifiutarlo.
"Non so che dirti, mi dispiace..." pronunciava piano l'uomo, allungando un braccio verso la spalla del ragazzo accanto a lui, tirandolo verso di sè, confortandolo "Il mondo è crudele e il destino ha in serbo innumerevoli sorprese, belle e brutte."
Xion non capiva. Come mai ora Reiken gli stava facendo un discorso simile? Dove voleva arrivare? Lo guardò turbato, sforzandosi di capire il significato di quelle parole e di ricondurlo alla situazione.
"Posso solo dirti di non preoccuparti per ciò che hai sentito, e di dimenticartene." Reiken ora stava parlando quasi direttamente alle sue orecchie, pochi centimetri separavano le dolci labbra dai suoi timpani sensibili, e Xion si ritrovò a tremare, affascinato e attratto dall'irresistibile vicinanza, un delizioso mix di vista, suoni, profumi e contatto. Ormai si era già dimenticato di tutto...
"In effetti...non ha importanza…" esalò, quasi ansimando, rosso in viso. Quando l'uomo gli si avvicinava più del *normale* il suo corpo impazziva ed entrava in fermento. Non sapeva spiegarselo; era una sensazione del tutto nuova, che solo Reiken riusciva a fargli provare. Era estremamente magnetico, e come una calamita lo attraeva a sè, annientando ogni difesa.
"Xion?" mormorava con dolcezza l'uomo, un pò stupito del respiro *affannato* del compagno. "E' tutto apposto?" domandò bisbigliando.
Oddio...non ce la faccio più...è tremendo... pensava Xion, in preda a uno stato che non era capace di comprendere.
"Ecco a voi."
La cameriera tornò con un vassoio e due bicchieri che poggiò con delicatezza sul tavolo.
"Ah, grazie." Xion tirò un sospiro di sollievo quando l'uomo si staccò da lui per ringraziare la ragazza e prendere le bevande.
"Hai mai assaggiato quel liquore? E' squisito." assicurava l'uomo, indicando con entusiasmo il bicchiere davanti a Xion. "Provalo!" incitò.
Xion prese il bicchiere e rimase a guardarlo per un attimo prima di assaggiare quel liquido rosato.
"Ahhhh...!" esalò strizzando gli occhi, dopo aver mandato giù un piccolo sorso. "Ma che cos'è QUESTO? E' mostruoso!" esclamò, guardando con insistenza Reiken come se chiedesse delle spiegazioni.
"E' buono, vero?" disse lui sogghignando "Non mi dirai mica che è troppo forte per te... mh? Sei o non sei un uomo?!" punzecchiava maliziosamente, per fargli bere ancora il liquore.
Sentendosi sfidato, Xion prese un altro sorso dal bicchiere, cercando di inghiottire senza sputare.
"No, così non va bene!" obbiettò Reiken, "Tutto d'un fiato, avanti!"
Xion rimase un attimo perplesso, finchè afferrò il bicchiere e con decisione bevve il liquore sino all'ultima goccia, tutto d'un fiato.
"Ehi, sei davvero grande, ragazzo!" esclamò Reiken, stupito della temerarietà del compagno. Quando Xion ebbe terminato di bere si sentì stordito e vide la terra girargli attorno.
"Qualcosa non va?" domandò Reiken, vedendo il ragazzo sofferente. Ma sapeva benissimo che era colpa dell'alcool.
"Ah...mi gira un pò la testa..." diceva lui, toccandosi la fronte e arcuando le sopracciglia.
"E' tutto apposto, non temere" gli assicurò il bell'uomo con una piccola pacca sulla schiena. "Ti sei mai ubriacato?" chiese.
"No..." rispose, mentre si poggiava con i gomiti sul tavolo e si prendeva la testa fra le mani, confuso.
"Hmh..." Reiken aggrottò la fronte, sentendosi un pò in colpa nel vedere il ragazzo così afflitto. Impietosito, gli si avvicinò di nuovo, prendendogli una mano per scoprirgli il volto e guardarlo negli occhi per rassicuralo ancora. "Ehi Xion, che ti succede? Tranquillo, ubriacarti non ti ucciderà! Non c'è nulla di cui preoccuparsi... è normale che ti senta così." Xion guardava con un solo occhio il bell'uomo che lo confortava e gli sorrideva.
"Si, va bene." rispose alla fine debolmente. Si tirò su dal piano del tavolo e ispirò profondamente con gli occhi chiusi, cercando di riprendere conoscenza e ritrovare l'orientamento. Reiken si scostò, osservandolo preoccupato.
"Posso prenderne un altro?" chiese Xion all'improvviso, stupendo il bell'uomo che aprì ampiamente gli occhi come se non credesse alle sue orecchie. "Si, un altro bicchiere di quel liquore..." ripeté il ragazzo, rosso nelle guance.
"Ma certo, non devi mica chiedermi il permesso..." precisò Reiken, un po’ stupito. Allungò una mano per spostare dei capelli che cadevano disordinati sul viso del ragazzo, il quale, mezzo schiavo dell'alcool, si lasciò toccare senza alcun problema.
"Stai meglio ora?" chiese l'uomo con la solita voce armoniosa. "Hhn...si, sto bene." rispose Xion, sentendo la propria voce risuonare come un eco lontano.
Reiken lo squadrò con la coda dell'occhio mentre prendeva un sorso del suo whiskey. Era incuriosito dal vedere il giovane ubriaco, ma se l'alcool lo rendeva depresso allora non sarebbe stato molto *divertente*...
Neanche lui sapeva di preciso cosa volesse fare al piccolo ubriaco una volta usciti dal locale, quando si sarebbe dovuto *occupare* della sua sbornia...
Certo non voleva violentarlo o abusare di lui...ma sapeva di trovarsi di fronte un *bel* fanciullo inerme, e se si fosse presentata l'occasione giusta l'avrebbe colta senza farsi troppi scrupoli. Xion non gli dispiaceva affatto. Era così puro e immacolato che moriva dalla voglia di *sporcarlo*... Però doveva trattenersi se non voleva perdere la sua fiducia.
Appena ripassò la cameriera, Reiken chiese un altro bicchiere di liquore per il compagno e poi si voltò verso di lui per capire come mai fosse diventato silenzioso.
"Reiken, posso farti un'altra domanda?" ad un certo punto chiese il ragazzo, senza neppure girarsi verso il suo interlocutore, tenendo lo sguardo fisso nel vuoto. Reiken alzò le sottili sopracciglia, un pò sorpreso dalla richiesta, e rispose mostrandosi abbastanza interessato "Si, certo..."
"Secondo te..." Xion si fermò per un attimo, sembrava dovesse deglutire; continuò "...è strano che io a diciassette anni non abbia ancora trovato una ragazza...? Secondo te sono così odioso da far si che gli altri mi evitino? ..." Ora il ragazzo assunse uno sguardo malinconico e triste.
"Oh..." Reiken rimase un pò sorpreso dalla domanda. Il ragazzo gli faceva un'immensa compassione, e gli si stringeva il cuore nel vederlo in quello stato, vicino a piangere, malgrado l'ubriachezza.
Poggiò il bicchiere di whiskey consumato a metà, che aveva tenuto in mano, Reiken si fece più vicino al ragazzo, sfiorando di nuovo i suoi capelli cerei e poi spostando la mano più giù sulla schiena, massaggiando un poco.
"Io non penso affatto che sia odioso," assicurò con dolcezza, attirando lo sguardo del giovane "E non trovo per niente strano che un soldato valoroso come te non abbia ancora trovato una ragazza. E sai perchè?"
Xion non trovava risposta e guardava il bell'uomo con un'espressione interrogativa. "Perchè?" chiese.
"Perchè non ne hai ancora incontrata nessuna alla tua altezza." rivelò, sorridendo gentilmente. "Tu sei troppo in alto per metterti con una ragazza comune, e ci vuole tempo prima di trovare quella giusta per te."
Xion rimase un pò perplesso. Intanto arrivò il suo secondo bicchiere di liquore. Lo prese e ne bevve quasi la metà in pochi sorsi. Reiken, stupito dalla celerità del giovane, prese il suo whiskey quasi finito e lo bevve tutto.
Si era fatto tardi. Erano le 11.30.
"Reiken...ho caldo...." disse Xion ad un certo punto, mettendosi una mano in viso.
"Vuoi andare via?" chiese l'uomo, preoccupato, perchè il ragazzo aveva già finito il secondo bicchiere di liquore. Forse era molto sensibile all'alcool, o si stava sentendo male, a giudicare dal suo pessimo aspetto. Sembrava non fosse solo ubriaco...
"Non lo so..." ansava il giovane con un filo di voce. Reiken capì subito che non era più il caso di restare nel locale, e che una fresca boccata d'aria avrebbe senz'altro fatto bene al suo giovane compagno. "Vieni, Xion. Andiamo fuori." Aiutò il ragazzo ad alzarsi dalla panca e lo condusse sino al bancone dove pagò e salutò.
Fuori l'aria era pungente; c'era abbastanza freddo. La strada era pressoché deserta, passava solo qualche macchina a lunghi intervalli. Reiken sapeva che là vicino c'era una piccola piazzetta e pensò di portare laggiù il giovane ubriaco.
"N-no...non ce n'è bisogno..." si lamentava il ragazzo mentre Reiken gli faceva da appoggio per aiutarlo a camminare.
"Sei sicuro?"
"Si...ce la faccio da solo."
"Va bene," e lo lasciò. Il ragazzo vacillò per un istante; stava per cadere a terra in preda alle vertigini. Prima che crollasse, Reiken lo afferrò saldamente e lo tirò su.
"Non mi pare il caso, vero?" osservò, ritornando alla sua funzione di sostegno. Xion emise un verso di disapprovazione.
"Vieni, più in fondo c'è una piccola piazza. Là potremo sederci..."
"Si,"
Camminarono per un pò a passo molto lento. Xion stava davvero pessimamente, ma almeno l'aria fresca lo faceva stare meglio del fumo e dell'afa nel locale... Si sentiva molto in imbarazzo nell'essere trasportato come un fantoccio dal compagno, ma non poteva evitarlo, dato che non si reggeva in piedi. Non aveva mai bevuto alcolici così forti, e non sapeva come fosse ubriacarsi. Ma ora era completamente *sbronzo*, e la cosa non gli piaceva affatto.
Eppure aveva bevuto solo due bicchieri di liquore...
"Ecco, sediamoci qui." propose Reiken, aiutando ancora il ragazzo, stavolta per sedersi su una panchina.
Con un gesto involontario, che non avrebbe mai fatto da cosciente, Xion poggiò la testa, diventata troppo pesante, sulla spalla dell'uomo accanto a lui. Così chiuse gli occhi, rilassandosi. Malgrado la sbronza, in quella posizione stava davvero bene.
Reiken si voltò verso di lui, osservandolo. Il giovane era molto tenero così rannicchiato, e lui non seppe resistere al desiderio di averlo più vicino. Quindi allungò un braccio e lo prese alla spalla, spingendolo contro di sé e facendo in modo che poggiasse la testa sul suo petto. "Sei stanco, Xion?" domandò, abbassando il capo per raggiungere le orecchie del bel ragazzino adagiato sul suo corpo.
"No," rispose il piccolo con voce alta e chiara, perchè temeva che l'uomo volesse andare via, credendolo stanco. In realtà aveva molto sonno e tutto quello che avrebbe voluto sarebbe stato dormire. Ma inconsciamente sentiva era troppo bello stare così, e non intendeva muoversi per il momento.
"Hmph.." Anche Reiken era felice di stare in quella posizione. Sentiva il ragazzo così piccino e indifeso tra le sue braccia, caldo come una stufetta. Xion ascoltava il rilassante battito cardiaco e il respiro dell'uomo con gli occhi chiusi. Poi ruppe il silenzio all'improvviso "Reiken, ascolta..."
"Hm?" emise l'uomo, concedendogli di parlare.
"A proposito di ciò che dicevamo prima..." esalò a bassa voce "Io credo davvero che gli altri mi giudichino odioso e antipatico... non so perchè, ma lo sento."
Reiken sbuffò nel sentire di nuovo il ragazzo parlare di quell'argomento. Certo, i soliti *problemi adolescenziali* come non accettarsi, aver paura di sbagliare, incertezze, dubbi esistenziali.... che palle, ma non poteva che assecondarlo. Cercò comunque di interessarsi un minimo dei problemi del ragazzo, dato che almeno lui gli interessava sul serio. Nonostante tutto non sopportava di vederlo infelice o depresso e, quando lo confortava, lo faceva col cuore.
"Piccolo mio, ti ho già detto come la penso." ricordava gentilmente "Non sei nè odioso nè antipatico... nessuno la pensa così a parte te."
Xion sbottò "Io non ci credo! La verità è che nessuno mi sopporta! Non ho nemmeno un amico... nessuno che desideri la mia compagnia. Tutti mi evitano..." Reiken notò che l'alcool rendeva il ragazzo paranoico, ma almeno portava alla luce i suoi veri pensieri e stati d'animo...
"Ora non hai più niente da spartire con loro. Ricordi? Sei un soldato del corpo speciale adesso," faceva presente "Sei sempre stato più in alto di loro; ecco perchè non eravate compatibili." spiegava accarezzando con la mano i sottili capelli del giovane, pettinandoli un pò con le dita.
"Questo non cambia molto... io sono sempre stato solo. Se fossi così in alto come dici, allora non dovrebbero comportasi nel modo opposto? Non sarebbe più normale che mi fossero amici e che mi tenessero più in considerazione degli altri? DEVE esserci qualcosa che non va in me, per forza! Altrimenti non sarei così... solo."
La voce del giovane era singhiozzante e angosciata. Sembrava stesse per mettersi a piangere. Reiken non sapeva più cosa rispondere. Ormai sembrava che il povero ragazzo non volesse più sentire ragioni.
Tuttavia tentò ancora. "No, è solo una tua impressione... Tu non hai bisogno di loro. Sono solo invidiosi di te, e averti affianco significherebbe essere messi in secondo piano. Tu non hai niente che non và... Coraggio!" Cercava ancora di convincerlo, mentre continuava ad attraversare i suoi capelli di seta con la mano. Erano davvero belli.
"No, non è vero, non è vero!" persisteva il ragazzo come un ossesso. "Io non ho nessuno, nessuno al mondo mi stima e mi considera... persino i miei genitori. Mi hanno mandato in accademia per togliermi di mezzo, perchè non mi sopportavano! Per tutta la vita mi hanno odiato, non gli è mai importato niente di me. A tutti quanti!"
A quel punto scoppiò a piangere istericamente, stringendosi forte all'uomo.
Reiken non poteva sopportare di vederlo piangere. Si sentì demoralizzato e terribilmente triste. Si voltò e lo prese tra le braccia, stringendolo con dolcezza e continuando ad accarezzargli i bei capelli. Lui intanto continuava a piangere e a singhiozzare: "Sgniff...nessuno mi vuole...perchè?... perchè non sono come gli altri?...sigh..." "Come mai nessuno mi ama? sigh..."
Reiken non riusciva più a gestire la situazione. Il ragazzo era nel bel mezzo di una crisi isterica. Doveva trovare un modo per calmarlo.
"Xion, mi dispiace che tu la pensi così," disse a voce alta, per coprire il sonoro pianto del giovane "Io ti amo per quello che sei e ti voglio bene sul serio. Non sei solo, perchè almeno io sono dalla tua parte e ti apprezzo." dichiarò con solennità.
Improvvisamente il pianto cessò e Reiken vide il viso arrossato del ragazzo far capolino dal suo petto, i grandi occhi rossi spalancati, increduli e confusi. Xion era immobile, non respirava neppure e rimaneva a fissare l'uomo negli occhi, come se non credesse a ciò che aveva appena sentito.
Reiken sorrise con dolcezza e gli spostò dal viso qualche ciocca di capelli bagnati dalle lacrime. Gli prese il viso tra le mani. "Non piangere, Xion... non mi piacciono le lacrime," mormorò piano, usando i pollici per spazzar via le scie bagnate dal viso del ragazzo "...specialmente se sono le tue." Allora chiuse gli occhi e lentamente si avvicinò, posando le proprie labbra su quelle del giovane, baciandole dolcemente, assaporando il gusto salato di quella morbida bocca, inumidita dal pianto.
Xion gelò, rimanendo paralizzato di fronte a quel gesto così inaspettato e così incredibilmente... gradevole.
Dopo qualche secondo, osservando che il ragazzo non opponeva resistenza, Reiken, con cautela, separò con la lingua le sue labbra, insinuandosi all'interno della sua bocca alla ricerca dell'altra lingua, per accarezzarla. Quando la trovò la toccò delicatamente, facendo tremare e ansimare di piacere il giovane; lentamente continuò a sfiorarla per un pò finchè Xion, con un piccolo gemito, prese a muovere la sua contro l'intrusa, lasciandosi coinvolgere dal dolce ritmo del bacio.
"Perchè ti metti tanti problemi, piccolo?" bisbigliò dolcemente l'uomo dopo aver lasciato le labbra del compagno, guardandolo intensamente negli occhi " Il valore di qualcuno non si misura dalla quantità di amicizie o dall'opinione che altri hanno su di lui, ma da ciò che nasconde nel suo cuore, il suo vero aspetto e la sua vera natura. Solo conoscendo a fondo queste cose si può valutare veramente una persona. Col tempo lo capirai meglio anche tu... vedrai, Xion."
Reiken non si sentiva il più adatto a fare un discorso di quel genere. Però, almeno per quanto riguardava il ragazzo, pensava *sul serio* ciò che stava dicendo, e sapeva che era giusto. Così, felice di vedere cessato il pianto di Xion, anche se sembrava decisamente confuso dall'essere stato baciato così all'improvviso, sfiorò con la punta delle dita le sue pallide labbra e gli diede un piccolo bacio sulla fronte.
Fu in quel momento che si accorse che c'era qualcosa che non andava.
"Ehi, ma tu scotti!" esclamò allarmato, ponendo subito una mano sulla fronte del piccolo ubriaco per sentirne la temperatura. Era bollente.
"Hn..." emise debolmente Xion, stordito sia dalla sbronza che dalla febbre.
"Vieni, "sollecitò l'uomo, alzandosi dalla panchina preoccupato e prendendo di peso il corpo del ragazzo per tirarlo su e trasportarlo sino alla macchina.
"Dev'essere stato lo sbalzo di temperatura..." rifletteva ad alta voce, mentre adagiava il malato sul sedile della sua vettura. Il piccolo ragazzo aveva davvero una brutta cera...il suo sguardo era sofferente, faceva fatica a respirare, ed aveva le guance molto arrossate. Reiken non poteva fare altro che dirigersi verso la farmacia più vicina per comprare delle medicine efficaci e riportarlo subito nell'istituto, per prendersi cura di lui.
Ora incominciava a pentirsi di avergli offerto quel liquore... un ragazzo sbronzo con un febbrone da cavallo non era del tutto fuori pericolo, anzi, era esposto a gravi rischi!
Senza badare a quanto premeva l'acceleratore, Reiken raggiunse una farmacia e lasciò un attimo incustodito il malato per andare ad acquistare delle medicine. Per un attimo lo sfiorò l'idea di andare in un albergo e passare la notte lì, con il *solo* scopo di curare meglio il povero giovane; ma, come il ragazzo, era un soldato, e se già non gli era concesso di lasciare l'istituto senza permesso, figuriamoci restare in un albergo tutta la notte!
Facendo più in fretta che poteva, Reiken comperò ciò che serviva e rimise in moto la macchina, diretto verso l'accademia.
Fine
seconda parte.