
Dopo il lungo tragitto attraverso l''accademia, Reiken arrivò davanti alla porta della sua camera, con il ragazzo sottospalla, e trasse le chiavi dalla tasca per entrare.
Una volta dentro accese una piccola lampada, appoggiò la bustina della farmacia sul comodino e sdraiò il malato sul letto, pronunciando dolci parole di conforto vicino alle sue orecchie.
Xion chiuse gli occhi, sollevato dal potersi finalmente sdraiare su un letto, anche se non capiva dove si trovasse.
Intanto Reiken si spogliò del cappotto e della giacca, appendendo gli indumenti su un attaccapanni a muro e andando verso un piccolo stipo per prendere un bicchiere e una bottiglia d'acqua. Prese una delle pastiglie che aveva comprato e si diresse verso il ragazzo, sedendosi sul bordo del letto in cui giaceva e sollevandogli un pò la schiena per aiutarlo a prendere la medicina. "Su Xion, prendi questa...ti farà stare meglio." sussurrava piano mentre gli metteva in bocca la pastiglia e gli porgeva il bicchiere d'acqua. Sentendosi sollevato, Xion abbozzò un lieve sorriso e richiuse gli occhi, stanco. Allora Reiken gli poggiò di nuovo una mano sulla fronte e, sentendo la temperatura ancora abbastanza alta, prese il termometro e glielo mise sotto l'ascella con attenzione. Lo esortò a tenere l'oggetto fermo così per qualche minuto, mentre lui andava a prendere un panno e un recipiente d'acqua.
Dopo esserseli procurati, Reiken si risedette nel bordo del letto, affianco al compagno, e gli stese sulla fronte bollente il panno umido, per rinfrescarlo. Guardò il termometro, che segnava 38,5° gradi.
"Ah..." sbuffò, ritenendosi pienamente responsabile del malore che affliggeva il piccolo ragazzo.
Mentre lo guardava, notò che il fanciulletto era accaldato e trovava difficoltà nel respirare. Così pensò di sbottonargli la camicia e togliergli le pesanti scarpe. Lo fece, e rimase affascinato dalla pelle candida e morbida che ricopriva il petto di lui, dai minuti, graziosi capezzoli, che non riuscì a ignorare. Non seppe resistere ad aprire di più la camicia, per scoprire le leggere curve dei muscoli addominali, poco sviluppati, e osservare i fianchi e l'incavo dell’ombelico di Xion, fermandosi sino all'inizio della zona coperta dai pantaloni.
Il corpo del giovane era morbido e levigato, pallido e perfettamente proporzionato, senza difetti. L'uomo rimase conquistato da tanta bellezza e pertanto non riuscì a fermare la sua mano dall’allungarsi per toccare quella pelle bianca e vellutata. Al tatto era incredibilmente soffice e calda, di sicuro a causa della febbre, ma risultava fresca in superficie. Mentre la sfiorava e ammirava quel bel fisico sentiva crescere dentro di sé un frenetico desiderio sessuale, un'incontrollabile voglia di possedere quell'eccitante creatura.
Il ragazzo sembrava dormire. Non mosse ciglio quando l'uomo gli strinse dolcemente un capezzolo tra le dita e si chinò per baciarglielo, incapace di controllarsi. Ma non passò molto tempo prima che iniziasse a delirare nel sonno.
"Reiken hnn...baciami, Reiken..." ad un certo punto mormorò, ancora con gli occhi chiusi, in uno stato di dormiveglia. L'uomo, che stava ancora sul suo petto, accettò volentieri la richiesta e si allungò per catturare le sue labbra socchiuse. Lo baciò con piacere, stavolta non perché voleva rincuoralo e dimostragli affetto, ma perché lo desiderava ardentemente ed era comandato dall'istinto sessuale.
Nonostante lo smisurato desiderio che lo infiammava, Reiken lo baciava con dolcezza e delicatezza, lentamente con le labbra, quasi solo sfiorandolo. Xion teneva ancora gli occhi chiusi, semidormiente, e l'uomo sopra di lui poteva sentire il suo caldo, caldo respiro *infuocato*.
Il ragazzo *era* bollente.
Ritornando all'improvviso in sé stesso, Reiken si ricordò che Xion era malato, incapace di intendere e di volere, indifeso, addormentato. Cosa stava facendo a quell'innocente ragazzo ubriaco e malato? Come poteva il suo istinto prevalere sulla ragione in un momento simile e portarlo ad abusare di una creatura talmente inerme? Era uscito di senno?
Incredulo di ciò che avesse fatto e di ciò che stava per fare, Reiken si allontanò da quelle labbra tentatrici e si alzò dal letto, rifugiandosi nel bagno.
Socchiuse la porta e si tolse la camicia, come per lasciar evaporare il calore della passione che lo eccitava, e si lavò la faccia con acqua gelida. Prese un asciugamano e lo portò sul volto, sedendosi con la schiena in avanti sul bordo della piccola vasca da bagno, tenendo ancora l'asciugamano in faccia con entrambe le mani.
Che miserabile... peggio di un animale, pensava, stringendo il fresco asciugamano con le mani.
Forse era anche un pò colpa del whiskey se aveva perso il controllo di sé in quel momento, ma non era una scusa valida.
Rimase fermo seduto per qualche minuto, logorato dal rimorso. Quando si accorse che rimanere così a tormentarsi non sarebbe servito a cancellare ciò che aveva fatto, decise di alzarsi e cambiarsi per la notte. Pensò di dormire nel pavimento su qualche coperta e lasciare il letto al ragazzo malato; era il minimo che potesse fare dopo averlo fatto ubriacare e aver tentato di abusare di lui.
Si tolse gli stivaletti e i pantaloni eleganti, ripiegandoli con cura, e indossò un paio di pantaloni neri di un pigiama e una maglietta bianca senza maniche, perché la notte soffriva il caldo.
"Rei...ken..."
Ma la voce angosciata del ragazzo risuonò all'improvviso nella stanza.
"Reiken... dove sei? ... Reiken..." continuava ad invocare. L'uomo finì velocemente di infilarsi la canottiera e uscì dal bagno per controllare se il ragazzo avesse bisogno di aiuto, ma era ancora assopito sul letto e sembrava si stesse solo lamentando nel sonno.
"Rei...Reiken..." Chiamava con affanno, mentre si contorceva un poco nel letto. Reiken gli si avvicinò, appurando che stesse realmente dormendo, e si sedette sul letto affianco a lui, accarezzandogli dolcemente il viso e dandogli prova della sua presenza.
"Sono qui, - sussurrò - Non ti preoccupare..."
"Reiken... non andare... resta... qui... non andare via..." Esalava il ragazzo addormentato, toccando l'uomo nel profondo del cuore con quelle fievoli parole. Reiken non sapeva spiegarsi come, ma era chiaro che il ragazzo avesse *sentito* la sua assenza nel sonno e che ora lo stesse cercando disperatamente. "Non me ne vado, non preoccuparti," rassicurò, mentre immergeva il panno nell'acqua fresca e lo strizzava per bene prima di rimetterlo sulla fronte del malato. Per fortuna sembrava stesse sfebbrando, o almeno che la febbre non fosse peggiorata ulteriormente.
"Hnn, Reiken... dove sei..." persisteva Xion come ossessionato da un incubo, senza sentire le parole dell'uomo affianco a lui.
"Xion...io sono qui." avvisava Reiken, stavolta prendendogli la mano e inclinandosi un pò verso il letto.
"Reiken!..." Il ragazzo si avvicinò privo di sensi al corpo della persona che si era poggiata sul letto, stringendogli con forza la mano, arcuandosi per raggiungerla.
"Reiken..." ripeteva di nuovo, questa volta sembrando meno agitato, poggiando la guancia su quella mano fredda che teneva la sua. Reiken rimase a guardarlo per qualche secondo, un pò incerto sul da farsi. Sembrava che il povero giovane non potesse soffrire la sua mancanza, e che la sua vicinanza invece fosse in grado di rasserenarlo.
Non trovando nessun'altra soluzione, spostò gentilmente il corpo del ragazzo un pò più in là e si fece posto nel piccolo letto, sdraiandosi affianco a lui. Xion sembrò apprezzare la sua presenza, e gli si avvicinò immediatamente, aggrappandosi alla sua maglietta. Il lettuccio era piuttosto stretto per essere usato da entrambi, perciò Reiken fu costretto a mettersi di lato per risparmiare spazio. Xion si appressò ancora di più, poggiando la testa sul petto dell'uomo e abbracciandosi un poco a lui, come se finalmente l'avesse trovato e non avesse nessuna intenzione di lasciarlo andare.
Reiken accettò con piacere la dolce stretta, e la ricambiò allungando le braccia attorno al suo magro torace, facendo passare una mano sotto la sua camicia ancora aperta per grattargli leggermente la schiena. Il ragazzo era ancora caldo, ma sembrava più un calore *naturale* che un eccesso di temperatura. Sollevato da questo, Reiken poggiò la testa nel cuscino e si fermò ad osservare il viso sereno del ragazzo assopito.
Sembrava che il piccolo finalmente si fosse calmato e che avesse preso a dormire profondamente, forse grazie alla vicinanza di Reiken e al fatto che lo stringesse dolcemente tra le braccia. Il suo respiro si era fatto calmo e regolare, ma era ancora molto caldo; Reiken lo sentiva sul suo collo scoperto.
L'idea di passare la notte nello stesso letto, abbracciato, con un bel ragazzo ingenuo e indifeso come Xion, generava nella mente dell'uomo ogni tipo di pensiero contorto e lussurioso, che lo induceva a continuare per la strada che aveva intrapreso prima, quando aveva iniziato a baciarlo e a toccarlo in preda all'istinto.
Ma non poteva permettersi che questo riaccadesse. C'era qualcosa che gli diceva che il ragazzo, prima o poi, si sarebbe lasciato andare e gli avrebbe concesso di sua spontanea volontà l'occasione di ripetere l'esperienza e magari anche di approfondirla. Forse si stava facendo illusioni, perdendo una *grande* occasione, ma preferiva avere il consenso di Xion prima di fare qualsiasi cosa, in modo da non perdere la sua fiducia. Certo la stima che il ragazzo sembrava nutrire nei suoi confronti era una delle cose più importanti, e pertanto andava protetta e costantemente salvaguardata. Un solo passo falso avrebbe potuto comprometterla per sempre. Reiken ne era pienamente, perciò si impose di restare *calmo*, tenere le mani in tasca almeno per quella notte e lasciar riposare in pace il ragazzo malato.
Prima di spegnere la luce della lampada tolse l'ormai inutile panno bagnato dalla fronte del ragazzo e tirò le lenzuola su di lui. Baciò dolcemente la sua fronte fresca prima di addormentarsi stringendo ancora tra le braccia il corpo del ragazzo.
La mattina Xion fu svegliato da un rumore di acqua corrente. Appena socchiuse gli occhi si tirò su di soprassalto, chiedendosi dove fosse e cosa fosse successo. Immediatamente realizzò che la testa e tutto il corpo gli dolevano. Qualcuno doveva essere nel bagno affianco ad usare l'acqua. Pur non sapendo chi fosse questa persona, il ragazzo si risdraiò sul letto, logorato dal mal di testa, e attese con pazienza che questi uscisse dal bagno e rivelasse la sua identità. Xion non si sentiva in pericolo, e stranamente nemmeno disorientato nonostante fosse in una camera sconosciuta.
Tutto ciò che ricordava era che la scorsa notte Reiken l'aveva portato con la macchina in un pub e che avevano parlato e bevuto...poi...
poi...
I ricordi si mescolavano e si confondevano tra loro. Xion non distingueva tra fantasma e realtà, e si ritrovò incapace di discernere i suoi pensieri dai sogni, gli avvenimenti concreti dai desideri, e le paure dal dolore.
Ad un certo punto si ricordò di aver *sognato* di essere baciato da Reiken, e che l'uomo lo rassicurasse per qualcosa. Mentre ci ripensava arrossì e si rimproverò di aver *pensato* una cosa così assurda e inverosimile.
Proprio in quel momento la porta del bagno si aprì, e uscì il bell'uomo con i pantaloni della divisa, ma ancora in canottiera e senza scarpe.
"Reiken…!" esclamò con sorpresa il ragazzo, tirandosi su con la schiena.
"Buongiorno," salutò quietamente l'uomo, avvicinandosi a grandi passi verso il letto. "Come ti senti?" chiese, sollevato di vedere che il ragazzo stesse bene.
Tutto d'un tratto Xion divenne turbato. Reiken raggiunse il letto e si sedette affianco a lui, offrendoli un lieve sorriso.
"Mi fanno male i muscoli...e la testa." rispose dopo un pò, ponendosi una mano sul capo.
"Ah, si. Aspetta un attimo allora." Reiken si alzò per frugare nella bustina della farmacia nel comodino, e trasse una scatoletta gialla. Xion rimase ad osservare con attenzione quando l'uomo la aprì e versò il contenuto in polvere dentro un bicchiere per poi versare dell'acqua.
"Che cos'è?" Domandò Xion con perplessità, mentre l'uomo mescolava rapidamente la medicina assieme all'acqua.
"Prendi, bevi tutto d'un fiato!" Disse, porgendo il bicchiere al ragazzo. "E' una medicina per i postumi della sbornia, ti sentirai molto meglio dopo averla presa."
"Postumi della sbornia...?" Lentamente Xion cominciava a ricordare che ieri si era ubriacato, ma era tutto ancora così confuso... "Io ieri...ho bevuto e mi sono ubriacato, è così?" domandò con insicurezza mentre prendeva il bicchiere. Reiken comprendeva perfettamente la situazione del ragazzo: di sicuro l'alcool gli aveva confuso le idee e non ricordava con chiarezza ciò che era successo.
"Si," confermò, avvicinandosi per poggiare una robusta mano sulla fronte del ragazzo. "E ti è venuto anche un bel febbrone." Rimase qualche istante con la mano ferma su Xion, per sentire la sua temperatura. "Ma pare che ora sia passato..." Osservò con soddisfazione, facendo scorrere la mano dalla fronte ai bei capelli d'argento un pò in disordine, per lisciarli affettuosamente.
"Reiken... questa e la tua camera?" domandò Xion, pur essendo quasi certo della risposta. "Si." ammise l'uomo.
"Non avresti dovuto preoccuparti tanto per me..." Un velo di oscurità ora velava i suoi occhi. "Non era necessario portarmi qui e disturbarti nel curarmi." disse, e poi iniziò a bere la medicina.
"Avrei forse dovuto lasciarti da solo, malato e ubriaco, al gelo? O forse avresti preferito che ti affidassi all'infermeria qui in istituto?" Punzecchiò Reiken con tono ironico.
Xion aprì un pò gli occhi e rimase pensieroso per qualche secondo prima di tacere completamente. In effetti non gli sarebbe piaciuto essere abbandonato, ed era estremamente grato al bell'uomo per essersi preso cura di lui. Così fu costretto a mettere da parte l'*orgoglio* e ad ammettere con franchezza come stavano le cose.
"Grazie Reiken. Senza il tuo aiuto non ce l'avrei fatta. Sei stato molto gentile…." ringraziò sorridendo debolmente. "Scusa per ciò che ho detto prima..." aggiunse, sembrando *seriamente* dispiaciuto.
L'uomo lo scrutò ancora per qualche istante e poi disse "Così va meglio. D'ora in poi ti voglio sempre così sincero, chiaro?" Reiken fece un sorrisino impertinente che appariva del tutto fuori luogo in faccia a un uomo solenne e composto come lui. Xion sbatté le palpebre un pò incredulo di fronte a quella visione e poi annuì con sottomissione, perchè nonostante l'uomo stesse sorridendo in realtà lo stava rimproverando per aver mentito sui suoi pensieri, e gli stava ribadendo concetto che in effetti aveva già espresso con chiarezza.
"Sono le 6.30. Sephiroth ci aspetta nella sala riunioni per le 7.00." informò il bell'uomo, prendendogli il bicchiere vuoto dalle mani e poggiandolo di nuovo sul comodino. "Te la senti di venire?" domandò osservando il giovane ragazzo piegare il capo per meditare sulla risposta. Xion era *ancora* più grazioso da appena svegliato: la bianca pelle tirata nel mento e negli zigomi, gli occhi luminosi che faticavano nello stare aperti, i capelli leggeri di seta scompigliati e disordinati che gli davano un'aria buffa e tenera. Reiken si sentì una fitta al cuore nel ripensare di essersi lasciato sfuggire la *buona occasione* quella notte.
Ma era meglio così, senza dubbio. Non era mai stato un tipo impaziente, e sapeva sempre cogliere il momento giusto; di rado cedeva al proprio istinto. Era rimasto davvero stupito dal proprio atipico comportamento e dal grande desiderio che a malapena riusciva a domare. Non si riconosceva più. In fondo si trattava solo di un ragazzino ingenuo e totalmente privo di *esperienza*, tormentato dai normali complessi adolescenziali e con ancora tutto da imparare.
Tutto l'opposto di Sephiroth.
Però, per quanto Reiken cercasse di sminuire aspetti caratterizzanti del ragazzo, non riusciva a non pensare che fosse una creatura magnifica ed molto attraente in tutta la sua ingenuità, devozione e apparente timidezza. Inoltre la notte prima aveva anche avuto l'occasione di ammirare parte del suo corpo, e di assaporare le sue dolci labbra, che sapevano di ciliegia. Anche se non rispettava i canoni della divina perfezione di Sephiroth, Xion rimaneva comunque magnifico.
"Posso provare ad alzarmi?" domandò ad un tratto il ragazzo, interrompendo i pensieri di Reiken.
"Prego," permise l'uomo, alzandosi dal letto per lasciar scendere il ragazzo.
"Hgh... mi fanno male le spalle e i fianchi." esclamò debolmente Xion una volta in piedi. Reiken allora si alzò e gli si avvicinò lentamente, andandogli dietro e ponendogli le mani sulle spalle con confidenza. "Siediti allora, ti faccio un massaggio." propose.
Xion si sedette sul letto e si spogliò della camicia senza problemi, girandosi di lato per dare alle mani dell'uomo migliore accesso alla schiena.
"Grazie…mi faresti un grande piacere." mormorò, mentre sentiva le possenti mani di Reiken lavorare sui suoi muscoli indolenziti con prestigio, premendo intensamente e iscrivendo ampi cerchi, trovando le zone più dolenti e sanandole con un profondo tocco miracoloso. Iniziò dalle spalle, vicino al collo, massaggiando con i grandi pollici e girando pesantemente le mani a compasso su di essi. Scendeva più giù nella spina dorsale, lisciando la pelle e spingendo con forza contro le vertebre e l'area circostante.
"Ah..." esalava Xion profondamente dalla gola, premuto da quelle circonferenze vigorose che gli causavano sia benessere che dolore.
"Come và?" domandò l'uomo, avvicinandosi un pò alle sue orecchie. "Avrei anche dell'olio da massaggio, ma ormai è tardi e non c'è tempo per un massaggio completo..." mormorò; un velo di malizia sporcava le sue parole.
"No figurati, non preoccuparti, va bene così..." rispose Xion ingenuamente, senza cogliere il significato equivoco della richiesta.
Reiken continuò a massaggiare con piacere la liscia e ossuta schiena del compagno, deliziandosi al suono di quegli affannati gemiti. Avrebbe continuato per ore, ma si era già fatto tardi e Xion doveva ancora prepararsi.
"Come ti senti adesso?" chiese nuovamente finendo di massaggiare. Xion si girò un poco, sembrando stordito e affannato.
"Ti ringrazio, ora non sento più dolore. Sei davvero un mago dei massaggi..." esclamò, abbozzando un sorriso sincero.
"Grazie," disse l'uomo alzandosi in piedi "Ma ora è già abbastanza tardi, ti consiglio di andare a prepararti."
"Oh, hai ragione!" Xion saltò giù dal letto e recuperò la camicia. "Io adesso vado nella mia stanza. Ci vediamo in sala riunioni, okay?!" pronunciò frettolosamente mentre indossava la camicia e andava a raggiungere le scarpe.
"Bene, a dopo allora." Disse Reiken, un attimo prima che il ragazzo lasciasse la camera con un rapido saluto.
Xion arrivò alla riunione quando era già cominciata. Quando entrò nella sala trovò la squadra del corpo speciale a cui apparteneva al completo, seduta attorno un lungo tavolo a semicerchio. Davanti al tavolo, al centro, vi era una scrivania nera dove stava il generale Sephiroth. Il ragazzo si sentì gelare come il generale gli lanciò un'occhiata fulminante di rimprovero prima che potesse muovere il primo passo dentro la stanza.
"Oh... Henstaufen," pronunciò assumendo un tono di falsa meraviglia. "Spero che sia il primo e l'ultimo ritardo."
Il ragazzo annuì con timidezza e prese posto in uno dei pochi posti liberi del grande tavolo. I membri del corpo speciale erano davvero numerosi; a occhio e croce saranno stati più di una ventina.
"Come prima cosa oggi volevo presentarvi due nuovi membri della squadra," cominciò il bel generale, e fece un cenno a Reiken e a Xion di avvicinarsi a lui.
Reiken si alzò dalla sedia, attirando lo sguardo di tutta la squadra e Xion si alzò dopo di lui, ancora imbarazzato per prima.
I due soldati si disposero affianco al generale. Reiken era impassibile, fiero ed estremamente elegante nel portamento, come al solito.
Xion più che impassibile era statico, un pò impaurito, ma riusciva comunque a mascherare bene le sue emozioni.
"Alla mia sinistra è Xion Henstaufen, ex cadetto del secondo anno." disse il generale, indicando il ragazzo con un cenno di mano, "Alla mia destra un esempio di forza e valore per tutti voi. Apparteneva a un'accademia tra le più prestigiose al mondo e si è sempre distinto per le sue doti eccezionali, Reiken."
Reiken fece un sorriso un pò imbarazzato per l'eccessivo elogio del generale. E' vero che era stato in una celebre accademia e forse anche che era dotato di una forza eccezionale ecc, ma erano già passati cinque anni da allora e si era già ritirato da un pò da quell'istituto.
"Grazie," disse Sephiroth.
Reiken e Xion tornarono ai loro posti in silenzio.
"Ho indetto questa riunione per annunciarvi che sarò assente per tutta la prossima settimana. Sono stato inviato in missione per annientare un gruppo di mostri che disturbano l'attività delle nostre truppe nella zona di North Corel. Potrebbe essere pericoloso, e sono previste numerose battaglie, pertanto ho deciso di portare con me sei di voi."
Ci fu un attimo di silenzio. Sephiroth nominò sei dei soldati presenti, e gli diede direttive specifiche, pianificando i loro ruoli con abilità strategica. Parlò ancora della missione e della situazione della regione. Infine, dopo quasi un'ora di aggiornamenti, prescrizioni e suggerimenti, il generale stabilì che Reiken avrebbe dovuto prendere il suo posto durante la sua assenza, diventando una sorta di vice-generale.
Reiken accettò l'incarico, incredulo.
Il generale annunciò che sarebbe partito dopo tre giorni e raccomandò a coloro che dovevano seguirlo di allenarsi duramente per la missione. Detto questo chiuse l'assemblea e congedò i soldati.
Una volta fuori, la squadra si sparpagliò velocemente, e due ragazzi si fermarono di fronte a Reiken e gli strinsero la mano amichevolmente, presentandosi. "Salve, io sono John, e questo è Lourence." disse uno di loro. Reiken gli salutò senza degnarli di troppa attenzione.
"Ti va una sfida con la spada?" chiese il medesimo ragazzo. In quel momento sopraggiunse Xion, e Reiken si girò un attimo verso di lui per poi rivolgersi nuovamente a John. "Accetto se partecipa anche il mio compagno." stabilì, mettendosi affianco a Xion per indicarlo.
"Grande," esclamò il soldato con entusiasmo "Allora andiamo in palestra!"
Reiken fece cenno a Xion di seguirlo. Xion annuì un pò perplesso e infine lo seguì. Camminarono assieme ai due nuovi compagni e Reiken chiacchierò con loro per tutto il tempo.
Una volta arrivati in palestra, John procurò delle spade per lui e gli avversari e propose di divedersi in due squadre: lui sarebbe stato con Lourence e Reiken con Xion. Il bell'uomo accettò con piacere, e prese con destrezza in mano la corta spada, facendola roteare con maestria qualche volta prima di mettersi in posizione di attacco. Anche Xion prese la spada, e si affiancò al compagno con un pò di titubanza.
John e Lourence si distanziarono di qualche passo dal team avversario e si misero in posizione contemporaneamente, in maniera piuttosto buffa.
"Ehi, ovviamente niente colpi veri, eh! Si tratta di una sfida amichevole!" precisò Lourence, sorridendo.
Xion sentì il bell'uomo affianco a lui ridere sottovoce "Eh eh eh, questi non sanno con chi hanno a che fare..." affermò, tenendo lo sguardo fisso sui nemici "Ora li sistemiamo a dovere, li rispediamo da Sephiroth in barella...eh eh eh," continuava, sghignazzando perfidamente "Così vedrà che *grandi uomini* si porta appresso durante le missioni." scherniva con sarcasmo, sembrando eccitato dall'idea di mettere k.o. i due ragazzi, che a occhio e croce avranno avuto entrambi circa due anni in più di Xion.
Col suo comportamento Reiken stava indubbiamente cercando di infondere coraggio e sicurezza al piccolo compagno, che sembrava smarrito e tentennante. Xion apprezzò il gesto e sorrise lievemente sotto i baffi, senza che l'uomo se ne accorgesse.
"In guardia!" gridò John, gettandosi contro Reiken, con la spada in entrambe le mani per menare un potente fendente. Lo stesso fece Lourence, che scelse Xion come avversario e gli si scagliò contro con destrezza. Xion parò con la sua spada la vigorosa stoccata del nemico senza troppa difficoltà e sentì l'avversario far forza contro la sua lama, imponendosi per vincere la difesa. Il ragazzo dai capelli d'argento si sentì in difficoltà per qualche istante, prima di respingere la pressione del nemico con un energico impeto, liberandosi di lui e approfittandosi del suo attimo di debolezza per colpirlo. Prima che potesse arrivare la lama, che comunque si sarebbe fermata prima di ferirlo, Lourence usò la sua spada per respingerla e attaccare nuovamente. Xion parò ancora la stoccata ed eseguì un agile giravolta per liberarsi della lama e vibrare un fendente in basso. Ovviamente bloccò la corsa della spada prima che essa potesse arrivare alle gambe all'avversario (gliele avrebbe mozzate…).
Reiken intanto si stava divertendo a mettere in difficoltà il suo giovane sfidante. Era evidente che il povero ragazzo fosse troppo inesperto per un guerriero del suo calibro; non era neanche paragonabile. Reiken usava la spada con una sola mano, agitandola repentinamente, talmente in fretta che i suoi fendenti erano quasi impossibili da vedere. Ogni suo colpo era mirato, preciso e soprattutto, cosa che faceva tremare più di tutte il giovane avversario, mortale. Reiken sapeva dove colpire: mirava soprattutto al cuore e alla gola, illudendo alacremente la difesa nemica e quasi sfiorando la pelle del ragazzo ad ogni stoccata.
John non era in grado di contrastare in nessun modo quella lama micidiale e si rese conto presto della propria inferiorità. Dopo qualche minuto Reiken non provava più gusto a combattere con un avversario così vulnerabile, e così menò un ultimo colpo che lo disarmò. Puntò rapidamente l'estremità della sua spada sulla gola del giovane.
"Ti arrendi?" chiese, con un caparbio sorriso. Il ragazzo annuì tre o quattro volte con gli occhi quasi fuori dalle orbite e Reiken allontanò subito la sua lama. "Hai ancora molto da imparare." osservò l'uomo oggettivamente, ma senza vantarsi della propria superiorità.
Mentre Reiken aveva già concluso senza la minima difficoltà la battaglia, Xion invece cercava di difendersi dagli attacchi dell'abile avversario, che gli si scagliava contro con estrema agilità, senza lasciargli il tempo di reagire. Lourence era uno dei soldati migliori del team, ed era stato per lungo tempo allievo di Sephiroth, come si vedeva dalla sua tecnica, elegante e precisa. Xion non riusciva a respingere la sua spada, e presto si trovò disarmato, sconfitto.
Era indescrivibile il disonore che provò nell'essere brutalmente battuto sotto gli occhi di Reiken, che in quel momento era intento ad osservare lo scontro.
"Ho vinto… era davvero il meglio che potevi fare?" chiese Lourence, gioendo della sua vittoria con un ampio sorriso. Xion rimase impassibile alla domanda, con la profonda ferita nel suo orgoglio che sanguinava dolorosamente. Reiken notò immediatamente il dispiacere del giovane compagno, e decise di non commentare l'accaduto, per non accrescere il suo rimorso.
Quando Lourence tese la mano all'avversario per stringergliela amichevolmente, Xion rifiutò, girandosi di spalle. L'altro ragazzo ci rimase male, ma non disse nulla.
"Cosa fate solitamente voi del corpo speciale quando non siete in missione? Oltre che allenarvi, intendo..." chiese Reiken, mentre si avvicinava a Xion per stargli accanto e confortarlo tacitamente con un sguardo comprensivo. John e Lourence si accesero improvvisamente "Ci dilettiamo nella meccanica aerea e nell'assemblaggio di armi da fuoco, ma il nostro passatempo preferito è allenarci con la spada!" rispose enfaticamente Lourence.
"Mhh, interessante..." esclamò il bell'uomo, avvicinandosi ancora un poco al ragazzo dai capelli d'argento. "Coltivate da molto questa passione?" chiese ancora con interesse.
"In verità è da poco…" rispose John "Solo da quando siamo entrati nel team del generale, due anni fa..."
"Lo immaginavo." ammise il bell'uomo, mostrando un mezzo sorriso.
"Perchè?" domandò John con perplessità.
"A differenza di altri generali, Sephiroth preferisce portare con sè pochi soldati durante le missioni, scegliendoli con cura a seconda del livello di difficoltà dell'incarico. I soldati che non partono con lui sono sempre liberi di dedicarsi ai passatempi che più gradiscono e di avere svariati hobby all'interno dell'istituto. Credo che questo sia molto positivo."
John e il compagno annuirono con decisione.
"Cosa ne dici di trovarci anche noi qualcosa da fare?" chiese Reiken al ragazzo affianco a lui, abbassando un pò il tono di voce e accennando un dolce sorriso.
"Hm..." Xion era visibilmente demoralizzato, e a malapena prestò attenzione alla domanda dell'uomo.
"... allora?" insistette lui, mettendogli una mano sulla spalla e cercando di attrarre il suo sguardo sfruttando il potere magnetico dei propri occhi. Xion rimase a guardarlo in silenzio per qualche istante, con rammarico, come se si sentisse in colpa per aver deluso le sue aspettative. "Va bene..." rispose infine con un filo di voce.
"Okay!" esclamò l'uomo a gran voce, dando una leggera pacca sulla schiena del giovane "Ragazzi, potreste indicami dove si trova l'armeria?" domandò, rivolgendosi ai due soldati.
"Si, certo..."
John ritirò le spade e le rimise al loro posto con diligenza. "Vieni," disse rivolto a Reiken, accompagnandolo verso l'armeria.
"Anch'io mi interesso nell'assemblaggio di armi..." disse il bell'uomo durante il tragitto. "Mi piacerebbe dare un'occhiata nell'arsenale di quest'istituto."
"Oh, nella nostra armeria c'è una stanza a parte dove vengono messe le armi difettose, vecchie o guaste. Io e il mio amico andiamo sempre là per ripararle. Ce sono per tutti i gusti..." informava Lourence.
"Perfetto," approvava Reiken, cercando invano di coinvolgere anche Xion, che intanto si assentava dal discorso "è un'ottima cosa aggiustare l'artiglieria danneggiata... non è vero?" domandava, rivolgendosi al ragazzo affianco a lui.
Xion annuì passivamente, tenendo il capo chino. Reiken storse un sopracciglio, disapprovando il suo comportamento irriverente. Ripensandoci non era la prima volta che si comportava così e il bello era che non lo faceva per dispetto ma perchè si sentiva umiliato o ferito e non sapeva come dimostrare il suo tormento.
L'armeria era sorvegliata da una guardia.
"Ehilà! Siamo qui per riparare qualche vecchio fucile..." fece John alla sentinella.
"Oh! Era già da un pò che non vi facevate vedere da queste parti, voi." esclamò allegramente la guardia, andando subito verso la porta rinforzata del deposito con un mazzo di chiavi. Aprì il pesante uscio con una di quelle e augurò buon lavoro ai soldati.
L'arsenale era costituito da uno stretto, lunghissimo corridoio circondato da alti scaffali ferrei che contenevano una grande varietà di arnesi da fuoco, perfettamente disposti in ordine crescente in base alla dimensione e alla potenza. I ripiani erano protetti da lastre di vetro antisfondamento spesse qualche centimetro, che potevano essere rimosse soltanto con una password segreta.
Reiken si guardava attorno attentamente, esaminando con occhio esperto gli arnesi sotto i vetri, e annuendo col capo.
Ora anche Xion sembrava un pò interessato: almeno prestava attenzione ai pareri e ai commenti che il compagno più anziano esprimeva, anche se stava silenzioso e taciturno.
"Ecco, qui c'è il deposito delle armi in disuso..." informò Lourence, aprendo una piccola porta che stava proprio alla fine del corridoio.
I soldati entrarono nella stanza buia e Lourence andò subito per accendere una piccola luce.
Al centro della stanza stava un grande tavolo, carco di ogni tipo di oggetto: pezzi di armi, mirini, cacciaviti, trapani, chiodi, torce, libri, cicche ecc.
Vi era una piccola zona libera nel ripiano a cui corrispondeva una sedia mezza rotta. Ad occupare tutta la stanza erano montagne di ferro, centinaia e centinaia di armi, o meglio, pezzi di armi accatastate. La camera era pervasa da un intenso odore di piombo e polvere da sparo.
Reiken e Xion si guardavano attorno con curiosità, facendosi strada assieme ai due compagni attraverso i vari ostacoli che ingombravano il pavimento, sino a raggiungere il tavolo.
Reiken allungò un attimo la mano per prendere una delle tante armi che giacevano sul tavolo e la osservò meticolosamente.
"Ah, quella è proprio rotta..." avvisò John, scuotendo il capo in segno di arresa "Sono rimasto quasi una settimana per cercare di ripararla, ma è tutto inutile."
Il bell'uomo rimase a osservare l'arma ancora per qualche istante. "Ne sei sicuro? Non mi pare affatto." obbiettò alla infine.
"No, il tamburo è bloccato," ribatté John, alzando le spalle "Le ho provate tutte... non c'è modo di aggiustarla."
"Prendo il cacciavite…" disse Reiken, ignorando il ragazzo e iniziando a manipolare l’arma con l’attrezzo.
"Xion, vieni." chiamò Reiken. Xion si affrettò per raggiungerlo. "Guarda," disse l’uomo, mostrando un pezzo del revolver guasto al ragazzo "Trovami un tamburo *simile* questo." ordinò.
"No... ne ho sostituiti cinque. Non funziona lo stesso." informò John.
"Anche questo è rotto. L'avevi montato tu?" domandò Reiken con un sorriso sottile, mostrando il tamburo della pistola.
"Si, ma non è rotto." contestò il soldato.
"Lo è. Questo revolver è un modello avanzato, è preciso e maneggevole." chiarificò l'uomo, lanciando e riprendendo con agilità il pezzo dell'arma smontata.
"... peccato che il tamburo sia difettoso, e che dopo breve tempo si danneggi irrimediabilmente. Lo so perché anch'io posseggo questo revolver e mi era successa la stessa cosa..."
Xion intanto, dopo aver rovistato in un cumulo di armi, trovò un revolver simile a quello di Reiken e domandò se andasse bene. Reiken gli chiese di avvicinarsi per vederlo meglio e poi annuì, prendendo in mano la pistola "Bravo collega, questo è perfetto." disse "Smontalo e dammi il tamburo."
"... intendi montare quello di un revolver diverso?!" domandava John con stupore e disapprovo mischiati insieme, avvicinandosi al tavolo per osservare meglio l'operazione.
"Suppongo sia l'unica soluzione. Non serve sostituire i pezzi dello stesso modello, perché sono tutti difettosi e si rompono. Se installo il tamburo di un modello diverso, ma di dimensioni molto simili, è molto probabile che possa funzionare."
John si azzittì, approvando il metodo del soldato più esperto.
"Ebbene?" esclamò con la sua profonda voce matura il bell'uomo "Come mai non riusciamo ad avere questo tamburo?" chiese rivolgendosi a Xion, che rimaneva a guardare il revolver dubbiosamente, girandolo e lo rigirandolo tra le mani. Ebbe un piccolo sussulto quanto sentì che il compagno più anziano aveva nuovamente focalizzato la sua attenzione su di lui.
"Ecco io... non lo so smontare." era la sua risposta. Nessuno gli aveva mai insegnato a smontare un'arma e non aveva la più pallida idea di come si facesse. Questo lo feriva profondamente, ancora, nell'orgoglio, perché sapeva che il bell'uomo sarebbe rimasto deluso dalla sua ignoranza.
Reiken gli lanciò un'occhiata di rimprovero anche se sembrava cercasse di mantenere la calma e di non intimorire troppo il giovane con lo guardo. Gli si accostò senza dire nulla, rendendo involontariamente impassibile la sua espressione.
Sinceramente, Xion avrebbe preferito subire qualche rimprovero piuttosto che arrendersi di fronte all'impassibilità di quegli occhi che esprimevano insieme severità e comprensione. Reiken prese dalle mani del ragazzo il revolver e gli chiese di sedersi nella sedia lì affianco. Frugò un poco in una cassettina piena di attrezzi da lavoro poggiata sul tavolo e scelse un cacciavite fine e corto, che porse a Xion assieme al revolver "Ora ti spiego come smontare un'arma." disse.
Dei lunghi, fluidi nastri di capelli color ebano, sfuggiti alla stretta del cordoncino che teneva la chioma raccolta in una coda, scivolarono giù dalle spalle dell'uomo com'egli si inchinò per avvicinarsi al ragazzo seduto. I capelli profumavano ancora di quel balsamo delizioso della scorsa notte e risentire quella dolce fragranza faceva riaffiorare nella mente di Xion momenti e situazioni che a causa dell'alcool aveva dimenticato o confuso.
Improvvisamente gli tornarono alla mente diverse cose.
"Osserva queste tre viti: sono presenti in ogni pistola. A seconda del calibro dell'arma la quantità di esse può variare, ma ricorda che per smontare una pistola devi sempre iniziare da queste viti..." La voce dura del bell'uomo catapultò immediatamente il ragazzo nella dimensione reale, costringendo la sua mente a concentrarsi sulla spiegazione.
"Rimuovile." ordinò.
Xion usò il piccolo cacciavite per asportare le viti e scisse la pistola in due parti con facilità. "Bravo, ora, se vogliamo smontare l'impugnatura e il grilletto, bisogna fare molto attenzione a..."
Reiken era chiaro ed esauriente nella spiegazione, e presto Xion riuscì a smontare completamente il revolver, e a procurarsi il tamburo per l'altra pistola.
"E ora rimontala."
Il ragazzo ricompose l'arma quasi senza l'aiuto del maestro, meritandosi le sincere lodi di quest'ultimo "Complimenti, impari in fretta!" gli disse, sorridendo dolcemente con i begli occhi.
Reiken montò il nuovo pezzo nel revolver difettoso e appurò con soddisfazione che l'arma funzionava perfettamente.
"Apposto." esclamò, facendo roteare con stile il revolver col dito e porgendolo con un'abile mossa a John.
"Cavoli, sei davvero un mostro!" ammise con sincerità il ragazzo, prendendo l'arma e guardandola con stupore.
Rimasero nell'armeria finchè non si fece ora di pranzo.
Finalmente Xion occupava nella mensa una posizione più elevata rispetto a quella dei semplici soldati. Ora poteva prendere posto alle grandi tavolate delle classi superiori e fare la conoscenza di personalità rilevanti all'interno dell'istituto come ufficiali, caporali e tenenti.
Preferiva indubbiamente sedersi affianco al bell'uomo dai capelli corvini a tavola; gradiva sempre tantissimo la sua compagnia.
Il cibo era immangiabile come al solito, ma con qualche piccola variante che lo rendeva leggermente meno peggiore di quello dei soldati.
Per esempio era ancora caldo, dato i tavoli dei maggiori erano i primi ad essere serviti.
Reiken consumò completamente il pranzo, come se fosse già abituato a quella roba schifosa. Non fece commenti, nè tanto meno criticò il cibo.
A tavola era silenzioso e molto educato. Anche Xion era come lui, e fu ben felice di mangiare con il bell'uomo anziché con i suoi vecchi amici. ...Samuel e Ryan.
"Reiken..."
In quel momento la voce di Xion era apparentemente decisa , ma nascondeva una nota di titubanza. Il ragazzo aveva annunciato all'uomo di dovergli parlare, e lo aveva condotto nel porticato dell'istituto per poterlo fare indisturbato. Reiken rimaneva ad osservare il fanciullo, intento, col suo solito sguardo indagatore, mentre attendeva paziente le sue parole.
"Volevo chiederti se saresti disposto a darmi delle lezioni di spada." chiese il ragazzo, riuscendo con sforzo a incontrare gli occhi del compagno più anziano di fronte a lui. Reiken alzò un sopracciglio, abbozzando un mezzo sorriso malizioso "...me lo chiedi per via della sconfitta di questa mattina?" domandò.
A questo punto Xion non riuscì più a sostenere la tensione provocata da quello sguardo, e abbassò il capo, evitandolo "No..." iniziò, pensieroso "Non è *solo* per questo: vorrei almeno essere degno di essere membro della squadra del generale Sephiroth, e mi piacerebbe essere scelto da lui per le missioni pericolose o importanti. Desidero almeno raggiungere il livello degli altri soldati della squadra e potermi vantare di essere uno di loro." confessò, sembrando teso. "...e di guadagnarmi la *compagnia* di un guerriero esperto come te..." aggiunse, alzando con timidezza lo sguardo e posandolo sull'alta figura dell'uomo dai capelli corvini davanti a lui, che ancora lo fissava con interesse.
"Hmph, sei così orgoglioso..." commentò il bell'uomo, sorridendo pacificamente con lo sguardo. "Sei un buon soldato, Xion. Estremamente migliore di tanti altri che sanno combattere e sparare in maniera eccellente. Se proprio vuoi posso insegnarti al meglio ciò che so, e mettere la mia esperienza a tua disposizione. Ti insegnerò volentieri l'arte della spada ma solo a patto che abbia intenzione di apprenderla seriamente..."
Xion annuì col capo "Io voglio imparare seriamente. Ti ringrazio moltissimo, Reiken, ti sarei riconoscente per tutta la vita!"
L'uomo si avvicinò a lui lentamente, fissandolo negli occhi con uno sguardo luminoso, poi allungò una mano verso il suo viso, sfiorandolo amorevolmente con il dorso, ed esibendo intanto uno dei suoi sorrisi più affascinanti "Non ringraziarmi... lo faccio volentieri, non è un peso per me." mormorò con la bella voce.
Xion non seppe bene come comportarsi di fronte a quella carezza importuna, così inaspettata...
Ma in fin dei conti era un gesto molto dolce, che non sarebbe stato capace di contrastare o di rifiutare.
Reiken poteva incutere paura o sembrare a prima vista severo, cupo, e anche un pò insensibile...ma in fondo nascondeva una personalità completamente diversa, e più Xion scopriva la sua vera indole, più sentiva crescere dentro di sè la stima e l'affetto nei confronti dell'uomo.
La cosa eccezionale era che anche a Reiken succedeva la stessa cosa. Il suo scopo era quello di esplorare e conoscere il vero ragazzo che aveva di fronte, e ci stava riuscendo perfettamente. Aveva scoperto che Xion era sensibile e orgoglioso, che spesso cadeva in depressione, e quando questo succedeva diventava poi piacevole consolarlo e rassicurarlo. Ma non voleva fermarsi solo in superficie, infatti era seriamente intenzionato ad approfondire il rapporto con il ragazzo e a scoprire ogni lato più nascosto della sua personalità.
"Quando vorresti cominciare?" chiese Reiken con quegli iridi color smeraldo, che brillavano illuminati dal sole. Allontanò la mano dal volto del ragazzo con naturalezza.
"Stasera?" la voce di Xion era un pò incerta. *Forse* iniziare il giorno stesso sarebbe stato troppo presto per l'uomo, e gli avrebbe pesato.
"Perfetto allora." rispose con decisione lui, muovendo affermativamente il capo.
Xion sorrise timidamente, felice; ma non ebbe il coraggio di parlargli anche dell'*altra* questione.
"Per prima cosa facciamo qualche minuto di corsa per riscaldarci. Poi un pò di stretching e infine l'allenamento vero e proprio. Pronto?"
Domandò Reiken, mentre camminava assieme al ragazzo per i campi sportivi dell'istituto. Qua e là c'erano le truppe che si allenavano con gli istruttori, ma il campo da corsa in quel momento era libero. L'uomo intendeva fare le cose per bene, era chiaro, e Xion apprezzò molto il suo metodo d'insegnamento così rigoroso.
"Non andare troppo veloce, altrimenti ti stancherai in fretta. Segui il mio ritmo." raccomandò, prima di iniziare la corsa assieme al compagno.
Percorsero il vasto campo d'erba per dieci volte, impiegando circa mezzora di tempo. Finita la corsa, Xion dovette ammettere di essere stanco; ma cercava come meglio poteva di nasconderlo.
Usciti dal campo da corsa, Reiken scelse di fare degli esercizi per il potenziamento delle braccia e delle gambe, e controllò che Xion gli eseguisse correttamente. Dopo un'altra ,mezzora di streching, il ragazzo era pronto per allenarsi con la spada.
"Non sei un principiante, suppongo non sia il caso di partire dall'inizio, vero?" chiese Reiken, porgendo una lunga spada di legno al giovane discepolo.
"Già..." rispose lui, ma non sembrava molto convinto.
"Perfetto allora! ...ma lascia che ti dia qualche indicazione sulla postura del corpo in combattimento, in modo da imparare la posizione più efficace." disse, assumendo la posizione di combattimento con la sua spada. Il suo aspetto era regale e solenne, ed esprimeva a pieno la sua saggezza militare. Era meraviglioso.
"Dunque," incominciò "La testa deve stare eretta, non piegata, e lo sguardo dritto, fermo davanti a te. Anche la schiena e il collo devono stare ben eretti. Rilassa bene le spalle e, senza arretrare il bacino, concentra la tua forza sulle gambe, dalle ginocchia sino alle dita dei piedi. Impugna la spada con leggerezza. Si, bravo, così..." spiegava, osservando il ragazzo e dando dimostrazione pratica della posizione.
"Il movimento dei piedi è molto importante in combattimento: appoggiati saldamente sui talloni, tenendo appena sollevata la punta dei piedi." indicava, mettendosi di fronte a Xion in modo che il ragazzo potesse vedere meglio la giusta postura. "I piedi si devono muovere come se stessi camminando normalmente, sia quando ti muovi rapidamente sia lentamente, sia quando fai passi brevi o lunghi. Personalmente credo che sia sempre meglio muovere entrambi i piedi sia negli assalti, che nel ritirarsi o nel parare un colpo. Devi sempre muovere il piede destro e sinistro o viceversa insieme, senza mai privilegiare uno rispetto all'altro, intesi?" Xion annuì col capo, memorizzando bene tutti i piccoli segreti che il maestro gli rivelava.
"Nell'arte di usare la spada vi sono cinque posizioni fondamentali, le uniche che si possono assumere durante una battaglia. Le conosci?"
Xion scosse negativamente il capo. I suoi istruttori non gli avevano mai parlato di queste famose cinque posizioni.
Reiken sospirò e prese ad elencare "Allora, *questa* è la posizione normale, ed è la posizione centrale, la più importante, da cui dipendono le altre. Poi c'è la posizione superiore," e la assunse "quella inferiore," la assunse "la guardia destra," la assunse "e la guardia sinistra." Il ragazzo rimase molto soddisfatto dalla spiegazione.
"Tutte queste posizioni hanno in comune lo scopo di attaccare il nemico, sta a te scegliere quella più adatta a seconda delle evenienze..." Xion annuì.
"Molto bene, Xion..." disse l'uomo, volgendo il suo sguardo verso il discepolo "Per quanto riguarda il combattimento, esistono cinque tipi di approccio principali. Ora te li mostro con la pratica..." e si pose a qualche metro di fronte al ragazzo, impugnando la lunga spada.
"Attaccami." ordinò. Xion camminò rapidamente verso l'uomo e cercò di attaccarlo, ma lui deviò la spada con la sua e gli impedì il colpo.
"Ecco, questo è l'approccio dalla posizione centrale. Avrei anche potuto deviare la tua spada verso il basso e poi, quando avresti tentato di ripetere l'attacco, colpirti alle braccia dal basso verso l'alto." Xion annuì ancora, facendo tesoro degli insegnamenti di Reiken.
Il maestro proseguì "Attaccami di nuovo." chiese.
Xion ritentò l'attacco. Reiken assunse la posizione superiore e, nel momento in cui il ragazzo sferrò il suo attacco, calò un rapido fendente, che bloccò prima che colpisse la spalla del ragazzo. Xion indietreggiò, aspettando la spiegazione teorica del bel maestro. "Questo era un esempio del secondo approccio che, come avrai visto, riguarda la posizione superiore. Se tu avessi evitato il mio fendente avrei comunque avuto l'occasione di colpirti dal basso quando avresti ripetuto l'assalto..."
"Passiamo al terzo approccio, attaccami di nuovo."
Reiken assunse la posizione inferiore e appena Xion cercò di attaccarlo lo colpì alle mani con un colpo dal basso. Il giovane cercò allora di deviare la spada avversaria verso il basso, ma Reiken, con prontezza, lo colpì orizzontalmente alle braccia. "Questa tecnica richiede particolare esercizio, ma è molto utile. In pratica consiste nel colpire il nemico nel momento in cui attacca." spiegò, ritraendo la spada.
"Ti ho fatto male?"
Chiese piano, avvicinandosi al ragazzo che pareva un pò sofferente. "No," rispose lui, ma era chiaro che mentiva.
Reiken gli sorrise gentilmente prima di riprendere la spiegazione.
"Il quarto approccio è un pò più complesso. E' simile al terzo, ma si parte dalla guardia sinistra." e assunse la posizione di difesa. "Attaccami!" invitò.
Quando Xion gli si scagliò contro, Reiken, con un abile movimento, lo colpì *di nuovo* alle mani. "Ora prova a deviare la mia spada verso il basso..." suggerì, e il ragazzo lo fece fiduciosamente. Il maestro eluse la manovra del discepolo e lo colpì diagonalmente dall'alto non troppo piano, sulla spalla. Se la spada non fosse stata di legno l'avrebbe aperto a metà.
"Così si vince parando l'attacco del nemico" argomentò Reiken, stavolta senza curarsi dell'evidente dolore che aveva provocato all'allievo.
"Questo è l'ultimo approccio. Quando sarai in grado di metterlo in pratica potrai brandire con facilità anche spade pesanti." e assunse la guardia destra, incitando il discepolo ad attaccarlo. Xion gli andrò incontro, con titubanza, impaurito dall'idea di beccarsi un altro colpo, e Reiken portò la propria spada sulla spalla, preparandosi per un altro dei suoi *tiri mancini*. Come Xion stava per toccarlo, l'uomo lo colpì dall'alto trasversalmente, sull'altra spalla, vicino al collo. Anche in questo caso l'avrebbe ucciso se la spada fosse stata vera. Ma proprio perchè era ancora vivo Xion poteva sentire chiaramente un grande, pungente dolore...
Reiken continuò tranquillamente "Ecco i cinque tipi di approccio. E' importante familiarizzare con essi sin dall'inizio, perché possono garantirti facilmente la vittoria. E’ fondamentale anche imparare a realizzare una corretta scelta del tempo e prevedere i movimenti dell'avversario. Ma non fermati solo alla conoscenza delle *posizioni*, anzi, concentrarti soprattutto sul tuo spirito e sull'atteggiamento con cui affrontare i tuoi nemici. " concluse, passandosi una mano sulla fronte per allontanare il ciuffo di capelli che la copriva.
"Come stai?" chiese infine, con il volto calmo.
Mi fanno un male cane le spalle e le braccia... "Bene," rispose il ragazzo.
"Okay, Xion. Ora tocca a te: io ti attaccherò e tu mi respingerai usando gli approcci che ti ho insegnato." stabilì Reiken, usando un tono acceso per tirar su il morale dell'allievo sofferente "Avanti, mettiti in posizione!" incitò.
Xion si preparò e Reiken non si fece attendere, scagliandosi con estrema agilità contro il discepolo e cercando di metterlo in difficoltà il più possibile.
Ci vollero quasi tre ore di assiduo allenamento prima che Xion riuscisse ad eseguire *correttamente* tutti i vari tipi di approcci. Ma era chiaro che tre ore non erano sufficienti perchè ciò che contava era l'esperienza, e al ragazzo non sarebbero bastati dieci anni per raggiungere il livello del suo maestro.
Però Xion era spinto da una grande forza di volontà, e oltre che imparare l'arte della spada, desiderava dimostrare al soldato più anziano il suo valore.
Il tempo passava lentamente, ma passava; si erano fatte le sette del pomeriggio e stava calando il sole, anzi, forse era già calato, ma Xion non intendeva ancora terminare l'allenamento. Il maestro gli stava insegnando altre tecniche combattive molto interessanti, e gli pareva ormai di non aver mai brandito una spada prima di allora, tante erano le cose di cui era ignaro.
In effetti quello che stava dimostrando il suo valore era, come al solito, Reiken. Ormai Xion aveva capito che il bell'uomo era in grado di fare praticamente qualsiasi cosa, e oltre ad essere un atleta e un guerriero fuori dalla norma era esperto in tutti i campi e conosceva un'infinità di cose. Era una persona a dir poco straordinaria.
Oh, ed era anche un grande insegnante. Le sue spiegazioni e i suoi insegnamenti erano di una chiarezza unica e rimanevano facilmente impressi nella mente.
Era, però, un maestro molto pretenzioso ed esigeva molto impegno. E Xion se n'era accorto molto bene.
Quel primo giorno di allenamento era stato per il giovane molto duro, impegnativo, e soprattutto doloroso. Reiken decise di interrompere l'allenamento alle nove di sera, malgrado il suo discepolo volesse continuare. Era notte ormai e non aveva senso combattere al buio... e poi Xion era allo stremo delle forze e ormai riusciva a stento a tenere la posizione di combattimento, tanto era stanco.
"Ti sei stancato parecchio, eh ragazzo?" domandava con tono d'intesa il bell'uomo, mentre saliva le scale che portavano alle stanze dei soldati assieme al suo giovane allievo. *Diavolo* se si era stancato! Forse non lo era mai stato tanto nella sua vita... D'altronde era rimasto a combattere per sette ore di seguito senza un minuto di pausa. Non era abituato ad allenamenti così intensi, non ancora. Il suo bel maestro non aveva colpa: molte volte aveva proposto di fare delle pause o chiesto al discepolo se avesse intenzione di interrompere per qualche minuto, ma lui aveva sempre rifiutato.
Ed ecco il risultato: non c'era un muscolo del suo corpo che non gli dolesse.
Ma almeno aveva imparato, un pochino, ad usare la spada! La stanchezza e l'affaticamento erano un prezzo accettabile da pagare. Anzi, era sin troppo poco.
"Si, un pò..." rispose Xion con la voce debole, minimizzando all'estremo quella che era la sua stanchezza effettiva.
"Non mentire," punzecchiò il bell'uomo, sorridendo furbamente, "Scommetto che sei a pezzi e a malapena ti reggi in piedi, vero?"
Xion deglutì: l'uomo ci aveva azzeccato proprio. Cosa poteva fare? Ammettere la verità? Che si era stancato così tanto da non riuscire a muoversi?
Che era così... debole?
Sincerità. Reiken l'avrebbe apprezzata. Anzi, forse lo stava mettendo a prova per verificare se sarebbe stato sincero e ammesso la verità. Era un occasione...
"Eh..." sospirò il ragazzo "In effetti mi sono affaticato molto... e mi fanno anche molto male i muscoli. ...ma posso sopportare!" rise.
Reiken rimase ad osservarlo per qualche istante prima di allungare una mano sulla giovane spalla dell'allievo "Dovresti riconoscere i tuoi limiti... anche questo è importante per un guerriero. Bisogna sapersi valutare correttamente."
"Ah..." gemette con dolore il ragazzo, piegandosi, come la mano dell'uomo si poggiò sulla sua spalla dolorante. Reiken ritirò la mano rapidamente, aprendo gli occhi in segno di stupore "Ti fa così male...?" domandò con preoccupazione. Il giovane annuì storcendo un pò la bocca. Faceva davvero male.
"Oh..." l’espressione di Reiken divenne ad un tratto caritatevole, seriamente dispiaciuta "Scusa, mi dispiace..." disse.
"No, no... non è niente. E' tutto apposto." assicurò il ragazzo, abbozzando un fragile sorriso.
Reiken scosse negativamente la testa "Ora vai a farti un bagno caldo, poi vieni in camera mia, così ti faccio un bel massaggio e domani potrai sottoporti ad un'altra lezione senza troppi dolori." più che una richiesta sembrava un ordine. Xion era tentato di rifiutare, ma, pensandoci, non avrebbe potuto. Non che non desiderasse uno dei miracolosi massaggi del compagno... ma era stanco e, doveva ammetterlo, provava imbarazzo a farsi massaggiare da lui. Non capiva bene perché, ma c'era qualcosa che gli diceva che era una cosa sconveniente. Ma il massaggio non lo infastidiva, no, anzi! Gli piaceva molto, però si vergognava...
"Va bene, ci sto..." rispose alla fine Xion, incontrando lo sguardo intenso dell'uomo.
"Allora ti aspetto." disse lui.
Arrivarono nelle loro camere. La stanza di Xion era praticamente di fronte a quella del compagno.
"Oh, così è quella la tua stanza..." osservò l'uomo, che ancora non sapeva con esattezza quale fosse la stanza del ragazzo.
"A-ha!" fece lui, aprendo la porta con la chiave "Si, a dopo." disse, prima di entrare.
Paff!
Una volta messo piede nella sua camera, Xion si buttò nel letto, sfinito.
Ora faccio la doccia... Ora faccio la doccia... Ora faccio la doccia... ripeteva mentalmente, intanto che chiudeva gli occhi e si abbandonava a un incontrollabile sonno.
...ccio la docc...ia, faccio la d... il suo cervello si spegneva, finalmente il suo corpo trovava un pò di pace. Dormì.
Ma non passò nemmeno un misero quarto d'ora che si svegliò di colpo, ricordandosi di ciò che doveva fare.
Mi sono addormentato...?! realizzò, confuso, e lanciò un'occhiata alla sveglia per constatare con sollievo che si erano fatte solo le 9.20.
Si alzò con impeto e andò a frugare nel suo armadio, per rimediare un buon cambio e correre a farsi la doccia. Reiken lo stava sicuramente aspettando.
EHI, doveva ammettere però che quel piccolo sonnellino gli aveva giovato! Almeno non si sentiva più *così* stanco, meno male.
Andò svelto in bagno e aprì il rubinetto della doccia, facendo scendere l'acqua fredda e aspettando che arrivasse la calda.
Aspettò, aspettò, aspettò... l'acqua era sempre fredda.
Ma che diamine succede adesso?! pensò, arrabbiato, visto che era già piuttosto in ritardo. Quasi per caso alzò lo sguardo verso l'interruttore del riscaldamento.
Era spento.
Lui stesso l'aveva spento ieri, per sbaglio, e si era pure scordato di riaccenderlo.
Grandioso... sospirò, chiudendo l'acqua e accendendo il riscaldamento. Certo ci avrebbe messo troppo tempo prima di scaldare acqua a sufficienza per una doccia... questa non ci voleva! Era sudato, sporco, non puzzava per fortuna, ma era decisamente lurido! Doccia gelida? Manco morto! Xion aveva sempre sofferto il freddo, e quell'acqua sembrava stesse uscendo da un freezer!
Si rassegnò. C'era solo una cosa che poteva fare. Prese la sua roba e andò.
"Reiken..." il ragazzo bussò piano alla porta della stanza del compagno, incerto su che faccia presentargli.
Per fortuna Reiken tardò ad aprire, lasciandogli il tempo di decidere con calma... optò per una faccia demoralizzata… era già così tanto che il compagno stava facendo per lui… non avrebbe voluto chiedergli nient’altro di più.
La porta si aprì e apparve il bell'uomo. Xion rimase colpito, alterando involontariamente la sua espressione crucciata quando vide gli splendidi capelli corvini di lui completamente bagnati, scorrere praticamente lungo tutto il suo corpo divisi in sottili ciocche, e il suo bel petto muscoloso nudo, bagnato, coperto solo dai lembi di un asciugamano che gli passava dietro il collo e dagli stessi capelli.
"Entra, Xion..." anche il bell'uomo ora assumeva un'espressione dispiaciuta "Scusa, ho appena terminato di fare la doccia e ..."
Si, questo l'avevo notato... pensò il ragazzo, con apprezzamento.
Era così sconvolto dalla bellezza di quell'uomo talmente attraente e provocante che arrossì e gli tolse subito gli occhi di dosso, come se non gli fosse concesso di sbirciarlo. Ehi, ma anche lui era un uomo! Forse con qualche anno in meno, non molti, ma era pur sempre di sesso *maschile*... imbarazzarsi nel vedere un altro maschio a torso nudo non era mica tanto normale... Ma cosa poteva farci, Xion, se quell'uomo aveva la bellezza di un dio?
Beh, per il momento poteva arrossire.
"Cosa c'e'?" chiese il venticinquenne notando il rossore nelle guance del giovane.
Xion sussultò, come se l'uomo avesse letto nei suoi pensieri. "Niente!" esclamò con agitazione, imponendosi di girarsi verso di lui e guardarlo.
Ma era una vera e propria sfida: il suo splendore era talmente disarmante che il ragazzo si sentiva ghiacciare il sangue nelle vene e il corpo tremare come una foglia, impotente.
"Allora entra..." e aprì di più la porta facendosi da parte per liberare il passaggio.
L'aria della stanza era calda, annebbiata dal vapore dell'acqua calda. Xion fece qualche passo dentro e tremò quando sentì chiudere la porta alle sue spalle. Perché tremo? Qual'è il problema? si chiedeva con insistenza, cercando così di calmarsi. Era molto agitato, ma non capiva perché.
"Cos’è quello?" domandò l'uomo, guardando il mucchietto di roba che il ragazzo reggeva.
Xion allora confessò miseramente di aver lasciato il riscaldamento spento.
"Oh, capisco..." esclamò il bell'uomo, alzando le sopracciglia "Allora usa pure il mio bagno. L'acqua è bella calda." sorrise.
"T-ti ringrazio..." il ragazzo arrossì di nuovo e abbassò il capo. Quel sorriso era così... seducente... molto molto più del solito!
"Non c'è di che." rispose l'uomo, avendo intuito perfettamente ciò che il ragazzo stesse pensando.
Non che Reiken godesse nell'essere giudicato *seducente* o *affascinante*… Diciamo pure che era un tipo a cui piaceva piacere, tutto qui. Non era narcisista e a dir la verità non si riteneva neppure tanto bello. Per lui la bellezza maggiore, irraggiungibile, era rappresentata da Sephiroth. E...si, anche da Xion. Ma lui era solo un uomo come un altro.
Il piccolo ragazzo si rintanò nel bagno. Tirò un sospiro di sollievo quando si sentì finalmente lontano da quella irresistibile tentazione...
Si spogliò. Non aveva freddo, il bagno era ancora caldo e vaporoso, e rimase nudo volentieri, avvolto dal calore.
Quando entrò nella doccia fu subito colpito dai diversi shampoo e bagnoschiuma che contornavano il bordo della doccia. Erano tanti per essere di un soldato. Non resistette e si piegò per prendere e annusare quelli più particolari. Avevano tutti un profumo meraviglioso, che poteva ricordare di aver già sentito sul compagno.
Dopo averne odorato qualcuno, prese a lavarsi. Mentre era sotto l'acqua sentiva il rumore del phon di Reiken che si asciugava i capelli. Si divertì ad immaginarlo. Chissà come faceva tutte le volte con quella chioma così abbondante e quei capelli così lunghi ad asciugarsi e a pettinarsi...
Mah! In qualche modo
farà… non ha senso pensarci…
Xion aveva portato con sé il suo bagnoschiuma, l'unico che avesse, e usò quello per insaponarsi. Però gli sarebbe piaciuto provarne uno di quelli di Reiken...
Finì presto di lavarsi e si asciugò con uno dei suoi asciugamani. Prima lo passò su tutto il corpo, bene sulle gambe e nella schiena, poi nei capelli, sfregando vigorosamente in modo da pre-asciugarli. I muscoli gli facevano ancora molto male... lo sentì soprattutto quando dovette asciugarsi la testa.
"Xion..." la voce alta del bell'uomo arrivò chiaramente oltre la porta del bagno. "Si?" chiese il ragazzo.
"Non vestirti, basta che ti copra con un asciugamano, sennò ti devi spogliare di nuovo..." avvertì con la bella voce.
"Va bene..." rispose Xion con tranquillità. Reiken aveva ragione, no? Perché sgualcire inutilmente i vestiti? Certo non poteva massaggiarlo vestito.
Cercava di metterla nel modo più semplice possibile, ma la verità era che l'idea di stare praticamente nudo a farsi toccare dall'uomo in quel momento lo imbarazzava, tanto.
Ma almeno lo avrebbe liberato dal dolore muscolare e, di sicuro, rilassato.
Allora, con decisione, prese un altro dei suoi asciugamani e lo arrotolò attorno al bacino, fissandolo *bene*.
Quando uscì dal bagno, timidamente, coperto solo dall'asciugamanino, Xion vide soddisfatta la sua curiosità: Reiken si stava asciugando i capelli e li pettinava.
Era interessante ammirarlo intento a lisciare quelle interminabili ciocche con la spazzola e poi andare ad asciugarle con il phon, impegnando a fondo le braccia per passare il getto d'aria dall'alto sino al basso. Erano così lunghi che per asciugarli doveva piegarsi in avanti e portarli davanti, sul petto, ma il metodo non funzionava per i capelli dietro. Infatti, avvicinandosi, Xion notò che i capelli dietro la testa dell'uomo erano ancora bagnati e facendo un paio di conti era *impossibile* asciugarli interamente, perchè le braccia non potevano raggiungerli.
Reiken era girato di spalle e non aveva avvertito la presenza del ragazzo a causa del rumore del phon. Intanto aveva indossato una camicia di cotone grigio, che sembrava avesse lasciato senza abbottonare.
Xion non resistette a fargli uno scherzo: si avvicinò lentamente di un passo e si mise in posizione per assalirlo. Aspettò il momento propizio e gli si gettò addosso, mettendogli le mani ai fianchi "Eeeehi!" gridò.
"AAAH!" l'uomo sussultò, colto di sorpresa, e si voltò istantaneamente verso il giovane burlone con uno sguardo costernato.
"Ma che *cosa* fai?!" esclamò con gli occhi pungenti, aperti, irritato dallo scherzo.
Xion abbassò il capo in segno di pentimento, dispiaciuto di aver fatto arrabbiare il compagno. "Scusa..." disse poi, “Ma eri così impegnato che non ho resistito!”
"Ahh," Reiken sospirò, rendendosi conto di aver reagito un pò bruscamente "Mi hai fatto prendere un colpo..." ammise, con una voce più calma.
"Dai, scusa." ripeté, sorridendo con aria birichina.
Reiken non poté fare a meno di ricambiare il sorriso, intenerito. "Hai ancora i capelli bagnati..." osservò poi.
"Anche tu." fece notare il ragazzo.
Il colore che i capelli di Xion assumevano con l'acqua era molto particolare: un grigio antracite chiaro, con dei riflessi platinati, a volte viola, a volte blu.
"Lo so," disse il bell'uomo "Lasciami finire, così dopo te li asciugo..." e riaccese il phon, cercando come meglio poteva di raggiungere i capelli nella schiena. Ma era chiaro che non ci sarebbe mai arrivato tanto erano lunghi.
Mosso a *pietà*, Xion si sedette timorosamente sul letto, affianco a lui. Reiken spense il phon e squadrò il ragazzo con uno sguardo interrogatorio, benevolo.
"Se vuoi posso asciugarti i capelli dietro..." propose Xion, morendo dalla voglia di toccare quella splendida chioma lucente.
Reiken rimase per qualche momento a fissarlo prima di rispondere affermativamente e passargli il phon.
Ah... come sono morbidi... pensò Xion, quando prese in mano la prima ciocca leggera, e non resistette al desiderio di lisciarla sino alla fine, constatando che era davvero interminabile. Anche a Reiken piacque essere sfiorato così dolcemente, e rabbrividì nel pensare che la mano di chi lo toccava era proprio quella dell’oggetto del suo desiderio.
Xion accese l'asciugacapelli, e l'uomo piegò un poco indietro la testa per permettergli di arrivare bene sino al suo scalpo.
Era semplicissimo per un'altra persona arrivare a quella zona *irraggiungibile* e Reiken fu contento che qualcuno potesse finalmente raggiungerla e asciugarla degnamente. Con un paio di colpi di phon i capelli furono completamente asciugati;
"Ti ringrazio." disse il bell'uomo, spostando una ciocca ribelle dietro l'orecchio.
"Figurati, i tuoi capelli sono così strani… nel senso che… non sembrano neanche veri da come sono belli "
Come si voltò verso il ragazzo, e soprattutto lo guardò *bene*, Reiken si rese conto che quel piccolo corpo chiaro come la neve era quasi completamente nudo, se non fosse per il misero asciugamano, che nascondeva la parte più interessante.
Rimase per qualche secondo incantato di fronte a quella deliziosa nudità, senza parole. Xion era bello come un angelo, pensò.
Comunque, maledizione, doveva contenere la sua ansia e mantenere un minimo di dignità, almeno per il momento...
"Per ricompensarti adesso asciugherò i tuoi," dichiarò, usando involontariamente un tono molto provocante "Sempre se mi concedi questo piacere…" sorrise con malizia.
Stregato da quel viso seduttore, Xion rimase attonito, perso in quegli occhi violenti, irresistibili, e non fu capace di rispondere.
Anche Reiken restò a guardarlo, incuriosito dal suo *strano* comportamento, aspettando che il dolce fanciullo riprendesse i sensi e desse qualche segno di vita.
Ma niente, stava sognando ad occhi aperti.
"Xion, sei ancora qui?" chiese Reiken infine, agitando il palmo di una mano davanti allo sguardo smarrito del compagno.
Xion aprì ampiamente gli occhi, focalizzando la sua vista sulla mano; scese dalle nuvole. "Aemh...certo!!" emise, sembrando un pò spaesato.
"Sei sicuro di stare bene?" domandò l'uomo, nonostante avesse intuito subito di essere stato lui stesso la causa dello stordimento del ragazzo.
Sapeva, anche, che non era la prima volta che il suo sguardo gli facesse quell'effetto... di solito gli bastava un'occhiata per intendere ciò che una persona stesse pensando, e nel caso di Xion, beh, questo era molto facile, anche se lui cercava sempre di nascondergli le sue emozioni per la timidezza.
"Si, sto bene..." assicurò il poveretto, non capendo cosa gli fosse *effettivamente* successo.
"Allora cosa facciamo con questi capelli? Li lasci così o li asciugo io?" menzionò l'uomo, sorridendo gentilmente.
Xion sussultò, ricordandosi di non aver ancora risposto "Si, si, se vuoi!" esclamò ad alta voce, e passò velocemente in mano al bell'uomo il phon e il pettine, poi si voltò immediatamente di spalle, per permettergli di asciugargli la testa.
Reiken rise sotto i baffi di fronte a quella reazione accelerata.
Prese il pettine e cominciò a passarlo attraverso i finissimi fili bagnati, facendo molta attenzione a lisciarli con la massima delicatezza per paura di spezzarli se avesse incontrato dei nodi. Ma erano perfettamente lisci, e di nodi manco l'ombra. Finì presto di pettinarli e accese il phon, aiutandosi col pettine per asciugare la chioma omogeneamente dall'alto fino al basso. Xion sentiva le mani dell'uomo muoversi dolcemente mentre spostavano i primi strati di ciocche per raggiungere quelli più in fondo e asciugarli. La cosa gli piaceva, ma era davvero imbarazzato.
Nonostante la sua ineffabile delicatezza, l'uomo riuscì ad asciugare i capelli d'argento del compagno in tempo incredibilmente breve.
"Ecco fatto..." disse Reiken, spegnendo il phon e dando un'ultima spazzolata a quella capigliatura leggera.
"Come stai bene..." apprezzò con sincerità quando il ragazzo si voltò verso di lui. I bei capelli lunghi gli incorniciavano stupendamente il suo volto sottile, regalandogli un'aria pura e soave, proprio come un angelo. Reiken rimase a contemplarlo ancora per qualche istante e poi si alzò dal letto.
"Che ne dici di un bel massaggio ora?" disse, mentre ritirava il phon e i gli altri oggetti "Dopo ti sentirai meglio, credimi."
Xion annuì timidamente. "Sdraiati..." esortò l'uomo, intanto che entrava in bagno.
Il ragazzo lo fece. Si adagiò sul letto a pancia in giù, con la testa girata da una parte e cercò di rilassarsi il più possibile. Ma sembrava un'impresa ardua.
Il compagno tornò dal bagno con una bottiglietta di vetro, andò verso il letto e si sedette nel bordo.
"Pure l’olio da massaggio?" constatò Xion, ancora più teso. "E’ ottimo per alleviare i dolori…anche io lo uso sempre." informò Reiken, sorridendo.
"Come farò a sdebitarmi per tutto quello che fai? " chiese Xion mentre girava la testa verso il muro, aspettando con perplessità di essere massaggiato.
"Ma non preoccuparti…rilassati e basta."
Con cura, Reiken si unse le mani e le distese ampiamente sulla schiena nuda del fanciullo, iniziando premendo e massaggiando prima le scapole poi le costole. La frizione, grazie all'olio, produssero subito un calore intenso, molto forte, ideale per lenire il dolore e aiutare la circolazione sanguigna.
Agevolato dalla lubrificazione dell'olio, Reiken usava ogni parte della sua mano possente per spingere energicamente contro i muscoli e le ossa indolenzite di Xion, trascinando il corpo rilassato del giovane sotto di lui, come calcava, verso l'alto o lateralmente verso destra e sinistra.
Ah...mi sento come in paradiso... pensava Xion, mentre godeva profondamente di quel meraviglioso massaggio, nonostante l’immancabile imbarazzo che gli provocava la situazione.
"Oh si, lì..." ansimava, quando l'uomo trovava una zona che gli doleva particolarmente; "Ahh..." esalava invece, quando veniva spinto contro il letto dalla potenza di quelle mani divine. "Ah si... bravo…" faceva, senza neanche accorgersene.
Reiken di fatto rimaneva lì ad ascoltare quei gemiti di piacere così eccitanti e ogni volta che il bel giovane ne emetteva uno, sentiva il suo cervello infiammarsi sempre di più, rapito dalla vista di quell'angelico corpo unto e caldo, dal profumo che emanava la sua pelle, i suoi capelli d'argento… dalla melodia irresistibile di quei suoni istintivi... Pregava, *per il bene di Xion*, che smettesse di ansimale e non lo eccitasse ulteriormente, perchè non avrebbe risposto delle sue azioni.
Continuava a massaggiare, cercando di non lasciarsi trascinare dal fuoco della passione.
Ma il ragazzo insisteva con quei suoi gemiti allettanti, rendendogli impossibile mantenere il controllo di sé.
"Reiken...
mm..."
"Ohhh..."
"Hnn,
ah..."
"Reiken...là..."
"...ah..."
"Più...piano..."
Nessun uomo disponeva di una autocontrollo indistruttibile.
E lui era un uomo.
"Xion, girati adesso." proferì, tutto intenzionato a rispondere alle inconsapevoli provocazioni del giovane.
Il ragazzo non si curò del perché di quella richiesta e, fidandosi dell'uomo, si girò a pancia in su senza problemi. Ma non si accorse di una cosa.
"Oh,"
Esclamò Reiken, stupito da ciò che aveva visto: la deliziosa punta del pene di Xion era sbucata dall'asciugamano come il ragazzo si era girato. Ma non era questa la cosa più clamorosa: il membro era gonfio, visibilmente eccitato.
L'uomo rimase ad osservarlo con *molto* interesse per qualche millesimo di secondo o poco più, giusto prima che Xion potesse accorgersi del suo stato e tirare su l'asciugamano con sgomento, sgranando gli occhi e diventando di colpo rosso come un peperone.
Rimase costernato, in preda al panico, osservando con terrore l'espressione dell'uomo di fronte a lui, che per il momento era impassibile.
Sinceramente non si era accorto di aver avuto un'erezione... ma ormai che poteva fare? Non aveva scuse, Reiken l'aveva visto sin *troppo* bene.
"Reiken io...... non è come pensi!" tentò disperatamente di scusarsi, tirandosi su coi gomiti. Ora l'uomo stava guardando nel vuoto, in un punto fisso, come assorto in chissà quali pensieri. Xion non osava immaginare cosa in quel momento stesse frullando nella testa del bell'uomo... di certo niente di buono, viste le circostanze.
"Non è come penso, mh...?" mormorò a un certo punto Reiken, piegandosi lentamente verso il viso del piccolo ragazzo sotto di lui, per incontrare il suo sguardo impaurito. Ora sorrideva leggermente. La sua espressione era illeggibile, solo i suoi occhi sembravano parlare. In quel momento il verde smeraldo di quei profondi iridi sembrava arso dalle fiamme. Xion sentiva nelle orecchie il battito del proprio cuore risuonare all'impazzata.
Si trovò senza respiro, soggiogato da quello sguardo infuocato, a cui non riusciva a dare spiegazione.
"Reiken..." la voce del povero ragazzo era confusa, intimorita. L'uomo si avvicinò ancora al suo viso, e Xion fu costretto a poggiare di nuovo la testa sul letto per sfuggire ai suoi occhi e all'eccessiva vicinanza.
"Hmph, perché tremi, Xion?" bisbigliò il bell'uomo a pochi centimetri dalle labbra del ragazzo, fuori di senno dal desiderio "Hai paura di qualcosa? Non devi, tranquillo, non hai fatto niente di male..." e intanto accarezzava con dolcezza il ragazzo sulle guance e sul collo.
Sentendo quelle rassicurazioni, Xion si calmò un poco, ma ancora non riusciva a comprendere cosa stesse prendendo all'uomo e il perché del suo strano comportamento.
Piegandosi più avanti, Reiken gli andò vicino all'orecchio. "Chiudi gli occhi." mormorò, facendo tremare di piacere il ragazzo, che eseguì il comando senza obbiezioni. Xion rimase così in attesa per qualche istante, con gli occhi chiusi, e poi li riaprì con stupore, incredulo di ciò che stesse succedendo: le labbra del bell'uomo si erano posate sulle sue, prendendole delicatamente, provocando un'indescrivibile sensazione calda, profonda, che gli invadeva ogni parte del corpo con la sua impetuosità. I suoi sensi entrarono in fermento, sottomettendo la sua ragione, rendendolo schiavo di quel piacere travolgente.
Reiken lo stava baciando. Non poteva crederci, gli sembrava di sognare, forse era soltanto un'illusione, un sogno, ma era talmente dolce che non poteva fare altro che abbandonarsi a quella morbida bocca. Richiuse gli occhi, vibrando involontariamente come l'uomo muoveva le labbra sulle sue con un lieve movimento del capo.
Poi, dopo pochi secondi, Reiken si staccò, allontanandosi leggermente e focalizzando nuovamente l'attenzione sul suo sguardo. Sembrava che anche lui stesse tremando.
"Xion, ti piace?" chiese con la bella voce sensuale, così vicino che il ragazzo poté sentire la calda emissione di fiato sfiorare le proprie labbra. Quella domanda era così semplice... così scontata che non ebbe nessuna possibilità, e necessità, di mentire.
"Si...beh…è…bellissimo" esalò, ma più che la sua mente era il suo *corpo* che rispondeva.
Reiken sospirò. "Beh, allora…", sorrise, senza finire la frase, e poi scese giù di nuovo, catturando ancora le labbra bagnate del ragazzo. Sentendosi esplodere, Xion allungò una mano sulla testa dell'uomo e affondò le sue dita tra i lisci capelli di seta; pressò poi piano la labbra sulle sue spingendolo dalla testa, con la mano. Ad un certo punto, sentì la dura punta della lingua dell'uomo delineare il contorno delle sue labbra, con estrema dolcezza, tanto che si ritrovò ad ansimare profondamente e ad aprire la bocca, per consentire l'accesso a quella lingua sottile e bagnata.
La bocca di Reken sapeva di menta e lavanda... era fresca e pulita. Intensamente, con un avvolgente moto circolare, Reiken contorceva la sua lingua e la passava con delicatezza su quella del compagno, sopra e sotto, circondandola, intrappolandola e suggendola profondamente, ma piano. Il suo bacio era passionale, tremendamente eccitante, avvincente, ma anche dolcissimo. Xion non poteva fare altro che arrendersi al dominio di quella bocca esperta, accettare passivamente la sua situazione subordinata e godere, ansimare, gustare quella meraviglia.
"Si...beh…è…bellissimo" Xion ansimò profondamente dalla gola, come sentì quella lingua umida scorrere prima sul mento e poi sul collo, leccando e succhiando. Fu scosso da un violento brivido di piacere quando i bianchi denti dell'uomo lo morsero alla gola in diverse zone, provocando un pò di dolore, ma godette intensamente quando quelle labbra morbide e fresche praticarono dolci suzioni sui morsi, eliminando il dolore col piacere. Spostando i chiari nastri d'argento dalle orecchie, Reiken si mosse con la testa e, continuando a baciare il collo bianchissimo del ragazzo, raggiunse la mascella sino ad arrivare all'orecchio. "Oooh, R-Rei…ken…" Xion gridò, eccitato, come la lingua dell'uomo si insinuò in profondità nel suo canale uditivo, muovendosi circolarmente mentre usciva ed entrava; leccava attorno al padiglione auricolare, suscitando un sublime godimento, che Xion non si sarebbe mai aspettato di provare attraverso la stimolazione di quella parte.
"Shhh... non urlare... potrebbero sentirci." mormorò col fiato quella bocca, direttamente ai timpani, e il ragazzo non poté trattenersi dall'ansimare. Sentire il profondo respiro dell'uomo così vicino gli sconvolgeva i neuroni, lo esaltava, era una sensazione troppo forte.
"Sai, il tuo collo mi piace molto..." gli disse Reiken, sempre direttamente all'orecchio.
"Ahhh..." Xion teneva gli occhi strizzati chiusi e la bocca aperta, gemeva senza riuscire a controllarsi.
"Come sei sensibile… ti piace così tanto?" sussurrava ancora l'altro, compiacendosi nell'eccitarlo in quel modo. Si spostò, diede un piccolo bacio a quelle labbra prima di salire un pò sopra il corpo del ragazzo e dirigersi più in basso, verso il suo petto bianco. Xion abbassò il capo ansiosamente, per vedere cosa l'uomo avesse intenzione di fare.
Sotto il suo sguardo confuso e voglioso allo stesso tempo, Reiken raggiunse una delle piccole vette carnose che spuntavano dal piano del suo petto e la prese in bocca, suggendola delicatamente e muovendo la lingua attorno ad essa. La pelle del giovane sapeva di latte e miele, al gusto era dolce ma anche amara, per i rimasugli di sapone che la ricoprivano dalla recente doccia. Il profumo era pulito, delicato, sexy. Reiken lo apprezzava moltissimo, e assaporava quel corpo con straordinario piacere.
"Reiken!"
La voce del ragazzo era strozzata come si arcuò sul letto, stringendo forte i capelli setosi dell'uomo, mentre lui gli mordicchiava il capezzolo proprio con il giusto ammonto di forza. Con i denti lo tirò piano, sempre facendo molta attenzione, e poi lo succhiò ancora, deliziandosi nel sentire i gemiti estasiati del suo angioletto che si contorceva nelle lenzuola, senza però liberarsi dalle sue labbra che lo prendevano. Quando Reiken si allontanò con un ultimo morsichino, notò che la piccola montagnetta di carne si era dolcemente raggrinzita, e si fermò un attimo per rimanere a osservarla.
Non volendosi dimostrare ingiusto nei confronti dell'altro capezzolo, che rimaneva ancora morbido e rilassato, diede qualche morsichino anche a lui, facendolo indurire. La lussuriosa, turgida, prominenza tra le gambe di Xion pulsava, tremando, sulla pancia piatta di Reiken e l'uomo faceva fatica a contenere il suo irrefrenabile desiderio di liberarla e appagarla al meglio.
Il ragazzo stava godendo e *collaborando*, sembrava non avesse intenzione di rifiutare le avance del compagno, anzi. Finalmente il momento di Reiken stava arrivando. Sarebbe stato imprudente andare troppo veloce, essendo il ragazzo *presumibilmente* vergine e inesperto, ma prima o poi sarebbe stato il momento di passare a cose più interessanti... senza dubbio. Non che baciarlo o gustare il suo dolce sapore non fosse interessante... però, nello stato in cui era, drogato dal sesso, l'unica cosa che avrebbe voluto fare *veramente* sarebbe stata prendere quel giovane corpo sensuale, metterlo in una buona posizione e fotterlo selvaggiamente.
Non l'avrebbe mai fatto, sicuro, ma l'idea non gli dispiaceva per niente.
Continuò per la sua strada, leccando e baciando tracciò una via bagnata, partendo dallo sterno poi arrivando, lentamente, all'inizio degli addominali ancora in crescita; scese, li oltrepassò e giunse fino alla piccola fessura dell'ombelico; lì si fermò, esplorando quel buchetto con la lingua. Xion gemeva, preso da quel piacere misterioso, ma incredibilmente potente, che lo faceva tremare di eccitazione. Possibile che *ogni* parte che entrasse a contatto con l'uomo si trasformasse in un centro di piacere così grande? Era quasi una magia per lui.
La verità però era che Reiken aveva molta esperienza, e conosceva bene le zone erogene e i singoli effetti che provocavano quando stimolate.
Ma oltre la sapienza si nascondeva anche un'innata capacità seduttiva, che da sempre caratterizzava i suoi modi e il suo aspetto, che gli permetteva di attrarre a se *chiunque* desiderasse. Un pò come Sephiroth, si, perché anche il generale, Reiken lo sapeva, possedeva questa interessante peculiarità.
"Oh, Reiken... com'è bello..." esalava Xion, ormai completamente privo di coscienza a causa dell'impulso sessuale. Sentiva il suo membro esplodere, oppresso da quell'asciugamano che lo copriva, reclamare appagamento. Al suono di quelle parole, Reiken rise con le labbra, compiaciuto, avendo ricevuto un chiaro segno di approvazione per ciò che stava facendo.
Ecco che Xion sentì *finalmente* la grande mano dell'uomo posarsi in mezzo alle sue gambe, l'ampio palmo pressare intensamente, percorrendo la lunghezza del suo pene, le dita palpare attraverso il tessuto la forma, la durezza del suo caldo organo.
"...posso farlo?" chiese Reiken, i suoi occhi completamente oscurati dalla sete sessuale come afferrava l'asciugamano e fissava il giovane in attesa del permesso di denudarlo. Avrebbe anche potuto evitare di chiederglielo, ma preferì, come sempre, accertarsi dell'approvazione di Xion prima di fare mosse azzardate.
Ma non ebbe alcun senso quella domanda, perchè il ragazzo era accecato da un unico obbiettivo e rispose immediatamente di si, appoggiando la testa sul cuscino e chiudendo gli occhi in attesa che l'uomo gli desse ciò che desiderava.
Tremò quando si sentì privo dell'unico drappo che lo copriva. Improvvisamente si rese conto di essere totalmente all'oscuro di ciò che il bell'uomo avesse intenzione di fare... ma questo non gli importava gran che. Si fidava di lui, si fidava ciecamente, e sapeva che non gli avrebbe mai fatto del male.
"Hmhh..." emise l'uomo, alla vista di quell'esile, slanciata erezione, che pulsava sotto i suoi occhi. Era deliziosa, circondata da corti ciuffi di peli, un pò più scuri dei capelli, liscia e tremolante. Reiken non poteva resistere di fronte a quello splendore, e piegò la testa per posare le sue labbra nel mezzo del turgido muscolo, baciandolo con dolcezza e allo stesso tempo sentendone il profumo.
"Ah!!" Come svegliatosi di colpo da un sogno, Xion si alzò sui gomiti per osservare ciò che l'uomo stesse facendo laggiù. Provocantemente, Reiken alzò il suo sguardo, incontrando quello disperato del giovane, mentre piegava verso l'alto la lunghezza di lui con la mano e la percorreva lussuriosamente con la punta della lingua. Xion non avrebbe *mai* immaginato di assistere a uno spettacolo simile... e di provare una sensazione così straordinaria, fino da allora fuori dalla portata della sua mente.
Dopo che l'agile lingua dell'uomo tastò per bene lo squisito sapore che avvolgeva la superficie del genitale, prese tra il pollice e l'indice la cute che ricopriva l'estremità e la fece scorrere con cura sulla punta lubrificata, portando allo scoperto il voluminoso glande.
"Reiken...io non…"
Xion invocava con voce smarrita, supplicante, il nome dell'uomo su di lui, ma egli sembrava talmente assorto nel suo lavoro da non sentire. Si dilettava nel spingere il prepuzio lentamente in basso e schiudere il pene sino alla rigida corona; poi, sempre con la mano, riportare il foglio di carne in alto, stringendolo con i polpastrelli, poi ancora abbassarlo e da lì risalire, attento nel procedere col la massima lentezza.
Era rimasto affascinato da quel membro così grazioso e anche così buffo. Anche se per quanto potesse essere buffo, lo eccitava immensamente, e proprio per questo si arrese alla brama di volerne sentire a tutti i costi il sapore. Prima aveva assaggiato solo il rivestimento, e ora desiderava sentire quell'invitante vertice fertile che attirava la sua bocca.
Xion rimase con gli occhi sgranati, col fiato bloccato nei polmoni, i muscoli immobilizzati, come l'uomo socchiuse le labbra e portò fuori la lingua, sfregando il carnoso velluto direttamente sull'epidermide del suo glande, iscrivendo sensuali circonferenze, continuando a muovere la mano, pianissimo, su e giù, e scorrendo la lingua lungo il basso, verso l'alto, e poi tornando sul glande ad avvitarla.
Al piacere di quel dolcissimo massaggio, dopo molto più tempo che pensasse di poter resistere, Xion esplose.
No, non venne, era ancora lontano dall'orgasmo, ma sentì il suo respiro, i suoi muscoli, il suo corpo intero, prorompere in un violento impeto di passione, facendolo urlare in preda ad un raptus di autentico piacere.
"Ohhh....oh mio dio!!" ansimava con la gola, stringendo i pugni sulle lenzuola, impazzito dal godimento. "Ti prego... ti prego, ancora..."
Reiken continuava a leccare, osservando con gli occhi illuminati la frenetica emozione del compagno, compiaciuto di regalargli sensazioni così forti.
* T I ~ V O G L I O * gli incise con la lingua sulla punta smussata del pene, con tanto di asterischi e ondina.
"Reiken!!!" gridava il ragazzo, curvandosi con la schiena e cercando con forza di portare il suo pene all'interno di quelle labbra, desiderando con ardore di essere preso in profondità da esse. Ma Reiken gli resisteva, continuava ad usare la lingua, sempre più piano, in un movimento ossessionante, facendolo impazzire.
"Reiken..." implorava, con gli occhi strizzati, le guance rosse e sudate, l'espressione sofferente, il ragazzo. "In fondo...in fondo, *dentro* la bocca...ti prego," e ansimava fortissimo. L'uomo lo osservò per qualche secondo, interrompendo il lavoro, sembrando incerto su cosa fare.
"Non ce la faccio più..." Xion aveva aperto gli occhi, e ora guardava quelli dell'uomo in maniera struggente, quasi come se volesse piangere per il dolore che lo divorava.
Reiken sorrise con le labbra, serenamente, ma con una nota di malizia. "Solo una volta, intesi?" concesse.
Anche se non capiva il perché di quella condizione, Xion annuì, accettando la proposta.
"Sei... pronto?" domandò l'uomo, impugnando saldamente con una mano l'asta turgida del ragazzo, guardando provocantemente in quegli occhi azzurri spalancati.
Piegò il capo e schiuse lentamente la bocca sulla punta sensibile del pene, poi si inclinò in avanti, facendo scorrere quella snella lunghezza su per la sua gola. Per regalare al giovane una sensazione più intensa, ebbe l'accortezza di dirigere il glande contro le pieghe carnose del proprio palato, e mentre abbassava la cavità orale su di lui, muoveva delicatamente la lingua, stimolandolo ulteriormente insieme alla rigida cartilagine.
"Oh, mio dio..." esalava il ragazzo, pervaso da quel piacere straordinariamente ignoto, vigoroso, incalzante. La gola di Reiken era estremamente calda e accogliente per il suo membro, più di quanto potesse immaginare. Presto sentì le labbra dell'uomo toccare la radice del suo pene, il quale si trovava completamente avvolto da quella rovente umidità, immobilizzato. La gola dell'uomo era infinitamente profonda; sembrava riuscisse a prendere dentro di sé quel lungo pene senza nessuna difficoltà, con naturalezza. Xion restò stupito di tale capacità, ma adesso desiderava muoversi là dentro, accrescere la stimolazione fino ad appagare i sensi...
Ma Reiken gli resisteva, ammonendolo col suo sguardo seducente, mentre ancora teneva fermo in bocca il suo organo.
Xion ricambiava lo sguardo con aria interrogatoria dimostrando con piccoli movimenti del bacino che voleva essere masturbato. L'uomo però non acconsentiva, e cercava di frenare il suo moto con la testa.
"...per-perchè?" piagnucolava il ragazzo, preso dalla paranoia. Allora Reiken distolse il suo sguardo e fece per liberare il pene dalla sua bocca, alzando lentamente, lentissimamente, la testa e mantenendo la sporgenza bagnata con una mano. "Ah..." Xion godette fortemente anche nel venir rilasciato.
Dopo aver terminato il suo lavoro, Reiken si alzò sulle braccia e andò a carponi fino all'inizio del letto, accanto al suo piccolo angelo. Xion lo guardava sbigottito, scombussolato -- perchè hai smesso?? -- chiedeva la sua espressione. Ma gli occhi del bell'uomo gli imponevano il silenzio, anche se la loro espressione non era aggressiva. La mano ossuta di Reiken raggiunse le guance arrossate del giovane, posandosi su una di esse con gentilezza. Reiken si adagiò sul letto di fianco, si poggiò su un gomito e prese ad accarezzare il grazioso viso davanti a lui.
Xion non riusciva più a tacere "Come mai..." si interruppe "non continui?" domandò infine, con timidezza.
Il bell'uomo sorrise.
"Se ti avvicini te lo dirò." propose.
Perplesso, il ragazzo avvicinò il suo orecchio alla bocca del venticinquenne "Ci sono tante cose che vorrei fare con te, piccolo mio, perciò non intendo esaurire la tua passione troppo in fretta, capisci?" sussurrò sensualmente. Xion annuì, anche se non riusciva ad entrare completamente in quell'ottica.
"Ti scaldi molto velocemente, sai?" osservò il bell'uomo, sorridendo con malizia "Ma troveremo subito rimedio in proposito. Ora se ti va potresti provare a rilassarti dedicandoti a me, mh?" mentre pronunciava quelle parole, Xion poteva notare la sovrumana bellezza di quell'uomo, del suo viso in particolare, di quei lineamenti perfetti che gli conferivano quell'aspetto tanto accattivante e persuasivo...
Ehi, non credeva alle sue orecchie: quello splendore vivente gli aveva permesso di... l'aveva appena invitato a...
"Si... ti prego..." supplicò, estasiato dall'idea di poter toccare quel dio sceso in terra con le proprie mani, con la propria bocca, con il proprio corpo...
"Hmph," sospirò lui, avvicinandosi per baciare il ragazzo sul collo. "Allora sono tutto tuo." disse, distendendosi bene sul letto e appoggiando la testa sul cuscino. Xion arrossì quando notò il cospicuo gonfiore che risaltava attraverso i leggeri pantaloni dell'uomo, e rimase allibito da quella visione. Reiken sapeva perfettamente della sua condizione, ma di certo non se ne vergognava, anzi, perchè era un importante segno del suo desiderio.
"Hm, Reiken..." il giovane aveva staccato i suoi occhi dalla prorompente erezione dell'uomo, e ora sembrava turbato.
Si avvicinò al viso di lui con timidezza "Ascolta, io non ho mai fatto queste cose. Non so nemmeno da dove cominciare... perdonami, io... " la sua giovane voce sembrava dispiaciuta, e i suoi erano occhi confusi, ma anche evidentemente ansiosi.
Reiken posò lo sguardo sul suo, scrutandolo con indulgenza. "Non è mai troppo tardi per imparare..." disse sorridendo, accarezzando i sottili capelli d'argento "...è più semplice di quanto immagini, Xion. Libera la tua mente e abbandonati all'istinto. Non è necessaria esperienza o saggezza, perchè è qualcosa di puramente naturale, inconscio. Metti da parte la timidezza e fai ciò che desideri." Disse, e poi chiuse gli occhi.
Il ragazzo si sentì incoraggiato, e timorosamente si avvicinò a quel corpo che giaceva affianco a lui, osservandolo bramosamente, ma senza ancora trovare la forza di sfiorarlo. L'uomo era immensamente bello, così tanto che Xion riusciva al massimo a guardarlo.
Notando l'incertezza del giovane, che rimaneva lì congelato senza muoversi, Reiken fu costretto a prendere l'iniziativa, o perlomeno dagli una spinta. Pensò dunque di stimolarlo prima visivamente e si alzò dal letto mettendosi in piedi di fronte a lui "Forse è meglio che prima anch'io mi tolga i vestiti..." disse, prendendo un lembo della camicia in cotone che gli copriva il torace e aspettando una risposta dal fanciullo.
Xion rimase pietrificato di fronte quella richiesta; Era tutto così inverosimile... ora avrebbe avuto l'occasione di vedere *addirittura* la nudità di Reiken. Un pò si vergognava, è vero, però sarebbe stato magnifico e l'idea di poter ammirare il suo fisico possente e perfetto per intero lo eccitava tantissimo.
"Si…buona idea…" rispose timido, scuotendo il capo. Reiken sorrise fieramente e con risolutezza si spogliò prima della camicia, mostrando i pettorali ben modellati e gli addominali, poi passò ai pantaloni, si abbassò un pò per sfilarli e li tolse, restando così soltanto in boxer. Aveva un fisico statuario, ogni zona era addetta alla muscolatura, levigata. Il suo ventre era solcato da sinuose onde muscolari, non eccessive, ma accennate al punto giusto, nè troppo evidenti nè troppo poco. Le lunghe gambe erano formose, le rotule ossute delle ginocchia risaltavano notevolmente dalla pelle liscia, così come le anche, che sporgevano dai fianchi ben disegnati donando ulteriore grazia alla figura. Le vigorose cosce salivano scorrevolmente sino al pube, e lì emergeva una sporgenza gonfia, che per prima cosa aveva catturato l'attenzione del giovane.
Lentamente, esaminando con sguardo ferino l'espressione estasiata del suo angioletto, il bell'uomo inserì i pollici all'interno dei boxer scuri e abbassò le mani, sfilandoli. Xion deglutì, impaziente di vedere quella meravigliosa parte che giaceva là nascosta, ma Reiken fu costretto a chinarsi per levare il piccolo indumento, e come si piegò caddero delle lunghissime ciocche di capelli, che coprirono completamente la visuale. Il ragazzo sentì il suo cuore scoppiare di passione, ossessionato dalla bellezza di quel corpo maestoso davanti ai suoi occhi, pregando intensamente perchè si mostrasse per intero.
"Spero di non dispiacerti..." mormorò discintamente Reiken, mentre, sollevandosi, soddisfaceva meravigliosamente le ansie del giovinetto. Xion tremò, si sentì tremendamente eccitato, arrapato, alla vista di quel pene grandioso, perfettamente eretto, longilineo, considerevolmente *abbondante*, molto più del suo, circondato da radi ciuffi di peli neri, che delineavano con precisione una scura forma triangolare.
"Oh, a-assolutamente no..." ansimò Xion, catturato da quello splendore. L'uomo sorrise, compiaciuto nel vedere che il ragazzo apprezzasse il suo corpo, e rimase ancora in posa sotto il suo sguardo per qualche istante, prima di ritornare sul letto affianco a lui.
Si sdraiò, ondosi nastri corvini incorniciavano la sua figura, insinuandosi ovunque su di lui e sulle lenzuola, accrescendo la sua magnifica eleganza.
La lussuriosa nudità del bell'uomo era ora *sotto* gli occhi del giovane, che si sentì assalito da un rapido batticuore e da un'incontrollabile desiderio di toccare ed eccitare quel corpo così sensuale. Si chinò, tremando, verso di esso e allungò la mano per raggiungere il magro viso di Reiken, che sorrise serenamente. Usando la punta di un dito, Xion delineò le sottili sopracciglia nere, prima una, poi l'altra, e quando Reiken chiuse i suoi occhi, rilassato, ne approfittò per sfiorare delicatamente la fine pelle delle sue palpebre e poi le ciglia, che incorniciavano i suoi occhi stupendi.
Poi si avvicinò ancora a lui, come volesse osservarlo più da vicino, e sempre con il dito tracciò il profilo del suo naso perfetto, arrivando sino alle labbra perfettamente contornate. Le palpò dolcemente, testando la loro piacevole morbidezza al tatto. Reiken aprì la bocca, concedendogli di poterne sondare la profondità. Xion lo fece, inserendo il suo dito nella cavità bagnata, scivolando attratto dalla lenta suzione dell'uomo.
"Ah..." ansimò, come sentì il bell'uomo succhiare lascivamente il suo dito, contorcendo la lingua attorno ad esso, muovendosi libidinosamente in alto e in basso col capo, simulando abilmente la masturbazione. Xion non poteva resistere, si sentiva eccitare, il suo membro indurirsi, anche se quello che stava nella bocca era soltanto il suo dito. Dopo aver assaporato a fondo la sensazione, uscì, e si piegò per baciare il bell'uomo sulle labbra. Reiken accolse il gesto con piacere e attorcigliò le braccia attorno il busto del ragazzo, portandolo più vicino. Rimase sorpreso quando sentì la sua bocca attraversata timorosamente dalla lingua dell'angioletto, e dolcemente le andò incontro.
Il baciò durò a lungo, entrambi godevano intensamente in quel tenero contatto, muovendo le lingue l'una contro l'altra. Si divorarono.
Con un pò di dispiacere, Xion si allontanò da quelle labbra sontuose, e continuò il suo percorso, baciando il mento appuntito e levigato del compagno e scese giù, nella gola, dove succhiò l'oscillante sporgenza del suo pomo di Adamo. Reiken alzò la testa per permettere al piccolo giovane di muoversi liberamente, e lui lo fece, salendo più su con la testa e prendendo a baciare con cura il suo collo liscio, tracciando con la lingua e mordicchiando gli accentuati muscoli sternocleidomastoidei, e poi disegnando una sinuosa scia con la saliva, muovendosi in basso, toccando con le labbra la durezza delle clavicole, girando la lingua attorno alla piccola cavità cutanea in mezzo ad esse.
Intanto Reiken teneva gli occhi chiusi, e sospirava di piacere come il ragazzo lo stuzzicava nei posti più strani e curiosi. La sua inesperienza si stava trasformando in un'intrigante varietà di sensazioni, molto particolari e diverse tra loro, che l'uomo apprezzava moltissimo. Finalmente il timido fanciullo stava iniziando a prendere confidenza con il corpo dell'altro, e questo era decisamente positivo, oltre che piacevole. Una cosa era certa: Xion era molto *fantasioso*.
Dalle clavicole, si mosse con un morbido sentiero di baci e carezze, fino allo sterno del bell'uomo e poi risalì per prendere tra le labbra uno di quei piccoli cerchietti rosati che spuntavano dai robusti pettorali, per succhiarlo con cautela.
"Oh...!" ansimò Reiken, sapendo per esperienza che i capezzoli erano una delle sue parti più sensibili e che gli procuravano maggior piacere. Se ne accorse anche Xion, osservando il bell'uomo gettare la sua maschera di imperturbabilità, come fremeva di piacere e chiedeva di più. "Si, continua; mi piace tanto se fai così!" ammise, cercando come meglio poteva di contenere la sua eccitazione e mantenere la calma. Xion esaudì subito la richiesta.
Udire i gemiti estasiati del bell'uomo era una sensazione sublime, alle orecchie risuonavano come incantevoli melodie, erano così eccitanti.
"Bravo, così..." ansimava il venticinquenne, la sua testa tirata indietro sul cuscino e le sue braccia muscolose strette forte attorno al torace dell'amante. "Ohh...Xion".
Il ragazzo cominciava a prenderci gusto, e spontaneamente si spostò per andare a mordicchiare anche il capezzolo dell'altra parte. Rabbrividì come sentì la voce del bell'uomo gridare in estasi. Dopo averlo stimolato ancora per un pò, Xion spostò la testa verso le magre costole a fior di pelle di lui, percorrendo le dolci scalinature con la zona piatta della lingua, muovendosi più giù, sull'obliquo esterno e scendendo fino alle anche azzimate. Fu lì che si rese conto del forte calore concentrato in quella zona, situato giusto leggermente più giù e un pò più al centro. Non potendo ignorarlo, si spostò verso di esso, incontrando da vicino il vigoroso pene dell'uomo. A occhio sarà stato più lungo di venti centimetri... forse qualche centimetro in più, ed era a dir poco… maestoso, perfettamente simmetrico e molto, molto irrigidito.
"Mhh..." mormorò l'uomo, come sentì la fresca mano del giovane afferrare prudentemente il suo membro e lavorarlo piano. Incuriosito, Reiken prese a fissarlo con interesse.
Xion non aveva mai visto niente di più particolare prima d'allora, niente di più stupendo. Dopo aver maneggiato e analizzato con cura quel pene, alzò lo sguardo in avanti, verso quello dell'uomo, che intanto osservava i suoi movimenti meticolosamente.
"Reiken...posso...ehm," Xion arrossì, un poco più di quanto già non fosse, incapace di tradurre in parole quella che era la sua intenzione. Reiken capì immediatamente quello che voleva fare, e sorrise gentilmente al viso spaurito del fanciullo. Si alzò con la schiena poggiando su un braccio e lo raggiunse, posando una mano dietro la sua testa. "Se te la senti, fallo pure. Sono a tua completa disposizione, puoi fare tutto ciò che desideri." disse, accarezzandolo.
Xion annuì con un pò di titubanza, ma in fondo voleva tanto provare a farlo. Trovando il coraggio necessario rifuggì lo sguardo ammaliante del suo dio e abbassò la testa, poi scoprì il grosso pene che stringeva in mano. Il glande era profondamente rosso, lucido e pulito. Era uno spettacolo visto così da vicino, per non parlare poi dello squisito profumo di sesso che emanava... era un pene divino come il suo possessore, dai connotati perfetti.
Un pò nervosamente, Xion estrasse la sua lingua e diede una leccata sperimentale all’organo sotto di lui. Il sapore era dolce, forbito, come acqua limpida. Rimase soddisfatto, così non ebbe esitazione nell'aprire la bocca e introdurre l'ingente muscolo dentro di lui. Oddio...com'è grosso... pensò, incontrando presto difficoltà nel prenderlo, viste le dimensioni considerevoli. Ma ormai aveva iniziato, e non poteva tradire il compagno così, sul più bello, e perciò si sforzò di proseguire il lavoro.
"Ah..." era bellissimo per Reiken ammirare la tenacia del ragazzo, osservare come impegnasse la sua bocca stretta per scorrere il membro lungo la gola. Ma non c'era niente da fare, più della metà non riusciva a prendere. Per Reiken però non c'era problema, gli bastava anche così; era ugualmente molto bello.
"Hmh, non esagerare, va bene?" raccomandava, soffocato dal fiatone. Xion seguì il consiglio, e risalì lentamente. Poi scese di nuovo, cercando di fare del suo meglio per portare il pene in profondità. Arrivato al limite che potesse ospitare, salì nuovamente e alzò lo sguardo verso l'alto. "Va bene così, Reiken?" chiese con timidezza. Reiken gli accarezzò la testa come fosse un tenero gattino. "Sono senza parole… sei bravissimo." assicurò, sorridendo. Anche Xion sorrise, contento di appagare il desiderio del bel compagno, quindi tornò a lavoro.
Inizialmente si muoveva piano, testando la sensazione, poi prese dimestichezza con il movimento e incominciò ad accelerare, masturbando con frenetica intensità. Andava su e giù, su e giù, su e giù senza fermarsi, impegnandosi al massimo per dare piacere al bellissimo amante.
"Xion... hmh, Xion" ansimava lui, rapito dal lascivo movimento, sentendo salire rapidamente la sua eccitazione, come il mercurio di un termometro immerso nell'acqua calda. Presto si rese conto di essersi lasciato trasportare troppo oltre "Basta," disse, e fortunatamente riuscì ad allontanare la dolce bocca del giovane prima che fosse troppo tardi "Attento, stavi andando troppo veloce..." osservò, ridacchiando tra un ansimo e l'altro.
Xion non era riuscito a capire il perché di quella brusca interruzione, ma non osava chiederlo.
Ad un tratto le possenti braccia dell'uomo si allungarono per afferrare il suo corpo e trascinarlo in alto, nel suo grembo. Xion sbatté le palpebre.
Il volto seducente di Reiken sorrideva, con dolcezza, e poi si avvicinò al suo per baciarlo profondamente.
Mentre lo baciava, l'uomo lo stringeva forte tra le braccia, pressandolo contro di lui. E poi disse quando interruppe il bacio "Xion, non riesco più a contenermi..." la sua voce era di miele, più dolce che mai "Vorresti passare la notte con me?" chiese.
Il ragazzo si sentì confuso.
Quante richieste, quanti desideri, quanta oscurità in quella domanda. Intuiva che nascondeva un significato profondo, ma non riusciva a intendere quale fosse... non lo sapeva. Già tutto ciò che aveva fatto era per lui completamente nuovo e ignoto... si, esattamente come quella richiesta.
Non poteva rispondere senza sapere.
"Reiken... scusa, cosa vuoi dire esattamente?" chiese, come uno scolaretto che non comprende i compiti che il maestro gli ha assegnato per casa. Si sentì un pò umiliato, ma non aveva scelta.
Reiken sembrò comprendere il turbamento del compagno e avvicinò il viso a lui.
"Desidero fare l'amore con te." disse esplicitamente, con gli occhi colmi di desiderio. Xion sentì una fitta al cuore. Inutile dire che non credesse assolutamente alle proprie orecchie, che anziché rassicurarlo la risposta l'avesse ancora più confuso. "Cosa..." si fermò, senza trovare le parole "Reiken io, insomma, anche tu... noi siamo...siamo," e abbassò lo sguardo per la vergogna, arrossendo. Reiken lo scrutò, comprendendo il problema, e con l'indice gli tirò su il mento per baciarlo con le labbra e costringerlo a guardarlo.
"Siamo maschi entrambi, è questo che vuoi dire?" chiese, alzando le sopracciglia. Xion annuì piano col capo, tenendo gli occhi ben aperti, cercando di seguire il filo del ragionamento. "Credi davvero che questo sia di impedimento per il nostro rapporto?" chiese, con tono indagatore. Xion si ritrovò smarrito, senza saper cosa rispondere. Non aveva la minima idea di come *fosse* un rapporto sessuale tra maschi... non se l'era mai chiesto e fino ad allora non gli era mai interessato saperlo. Però ora doveva rispondere, e a giudicare dalla costruzione e dall'intonazione della domanda, sembrava che Reiken volesse sentirsi dire di no.
"No, penso di no..." disse Xion, "Però io non so come si faccia... non capisco neppure come sia *possibile*" ammise umilmente.
"Ah...capisco." disse l'uomo "Allora lascia che ti mostri come e *quanto* sia possibile..." e detto questo chiuse gli occhi e spinse gentilmente il corpo che reggeva in grembo sul letto, usando il proprio peso.
"R-Reiken..." pronunciava Xion, sentendosi in pericolo.
L'uomo si avvicinò salendo su di lui col corpo, e si approssimò al suo viso, con aria seducente "Se non ti piace la mia proposta puoi sempre rifiutare senza problemi, io non ti costringo a fare niente. Ma se mi vuoi, io ti concederò tutto me stesso, mio angelo. Sei libero di decidere." disse, contrariamente a quello che Xion immaginava.
Ah...però era bellissimo sentire addosso il suo corpo caldo...
Di fronte a quel piacere e al proprio desiderio, Xion capì di non poter rifiutare l'offerta. Ma non si trattava solo di questo: Reiken gli piaceva da morire, e capiva che era qualcosa che andava oltre l'incantevole aspetto esteriore... era più profondo di qualsiasi eccitazione puramente sessuale, era stima, fiducia, gentilezza, amore...
Amava un uomo? Amava un altro maschio?
Sapeva che era contro natura. Non andava bene.
Ma non poteva mentire a se stesso dicendo -Non lo amo perchè fisiologicamente è uguale a me, ed è impossibile che possa attrarmi!-. No, la realtà era che lo attraeva più di qualsiasi altra donna, più di qualsiasi altro essere *diverso* da lui, e diverso da Reiken. Solo lui riusciva a catturarlo, nessun altro, né femmina né maschio. Avrebbe tanto voluto sentire il parere del suo compagno riguardo alla questione... ma se l'avesse fatto la sua erezione si sarebbe dissolta, assieme a tutta la *fatica* che aveva fatto insieme a lui, e non gli sembrava giusto. Ci sarebbe stato tempo anche per parlare.
Le magre braccia del giovane si avvolsero dolcemente attorno al collo del venticinquenne, portandolo più vicino a lui. Stava sorridendo, e anche Reiken sorrise, incitandolo a parlare.
"In effetti sono curioso di sapere come funziona..."
Reiken guardò Xion bene negli occhi, in cerca di tracce di rammarico o contrarietà, ma non ne trovò: lo specchio della sua anima era limpido e cristallino; sincero. Si sentì felice, molto felice, non perchè finalmente poteva farselo, ma perchè aveva capito che Xion era seriamente convinto di condividere l'esperienza con lui, e nei suoi occhi non vi era timore, nonostante dovesse affrontare un'esperienza completamente nuova, ma vi era riflesso solo desiderio e fiducia.
Reiken sorrise con le labbra e poi chiese con tono scherzoso "No, no, voglio una formula ufficiale! Avanti, dimmi che vuoi farlo con me..." E con una mano gli carezzò la guancia. Xion arrossì, ma non intendeva tirarsi indietro di fronte alla richiesta. Posò la sua mano su quella dell'uomo nella sua guancia, e con viso sereno accontentò il suo piccolo capriccio.
"Voglio fare l'amore con te, Reiken." ufficializzò.
"Così va meglio..." mormorò l'altro, piegando la testa per baciarlo sulla fronte. "Non te ne pentirai, promesso." assicurò, a voce bassissima, poi prese e si alzò un poco per sporgersi e arrivare a prendere la bottiglietta di olio da massaggio poggiata sul comodino.
"Perchè prendi quella bottiglia?" chiese ingenuamente il giovane. Reiken lanciò uno dei suoi sguardi impassibili, scansionando l'espressione del fanciullo per capire se fosse *veramente* ignaro: era sincero;
"Oltre che essere utile per i massaggi, quest'olio è adatto anche per il sesso. Servirà da lubrificante." avvertì, cercando di parlare lentamente in modo da non *spaventare* il ragazzo.
"Lu-lubrificante? Ma per cosa?" chiedeva lui, con
il viso frastornato e un pò impaurito. Non aveva ancora capito *come* Reiken
avesse intenzione di procedere per realizzare il coito... ma questo era uno dei
primi indizi per scoprirlo. Però era strano; faceva rabbrividire...olio da massaggio come lubrificante?! Dove
si è mai vista una cosa simile?
Reiken si appressò, prendendosi cura dell'insicurezza del suo angioletto "Cosa c'è, non ti fidi di me? Non preoccuparti, non ti farei mai del male." disse con serietà "Devi sapere che senza lubrificante è molto difficile per due maschi fare sesso. E' fondamentale per rendere il rapporto piacevole... altrimenti sarebbe molto complicato e soprattutto doloroso, per entrambi... capisci cosa intendo?"
Xion scosse il capo negativamente.
"Ah..." Reiken sospirò con pazienza, imponendosi di essere più chiaro "Xion, non posso entrare dentro di te senza eseguire prima i dovuti preliminari e lubrificarti adeguatamente... non posso, perchè ti farebbe male, capisci?" disse, gesticolando con le mani in modo da farsi capire meglio.
"Si, ho capito adesso..." affermò Xion, aggrottò all'insù le sopracciglia, parendo ancora un pò insicuro.
"Ti senti così perchè è la tua prima volta..." disse l'uomo, sorridendo caldamente "Ma vedrai che quando avremo finito vorrai rifarlo ancora, ancora e ancora, tranquillo." e cercava di contagiare il suo sorriso al giovane, riuscendoci per metà.
"Okay..." assentì lui, "Allora sono nelle tue mani..." sorrise con un pò di malinconia, ma era convinto.
"Si, angioletto mio." l'uomo gli baciò la fronte "Mi prenderò cura di te, vedrai, saprò soddisfarti." assicurò con la sua bella voce che tramava infuocata dalla passione.
"Ora rilassati. Inizierò a penetrarti prima con le dita..." e stappò la bottiglietta d'olio con cautela.
Xion intanto aveva i suoi occhi aperti ampiamente, come se non credesse alle proprie orecchie Penetrarmi con... ... ma che intenzioni ha?! si domandava mentalmente, non riuscendo ancora effettivamente a capire.
Di fatto Reiken si stava ungendo la mano destra con quell'olio, o meglio, solo due dita, il medio e l'anulare, e Xion non capiva.
"Hai paura?" chiese l'uomo, vedendo lo sguardo agghiacciato del compagnetto.
Fu sincero: "Si, un bel pò..." disse, accennando un mezzo sorriso. Aveva moltissima paura, anche perchè non *voleva* capire quello che l'uomo stava per fargli. Sperava fosse solo un cattivo presentimento, ma quando vide la lunga mano unta di lui avvicinarsi *minacciosamente* nei paesi bassi, non ebbe più dubbi.
"No, piccolo, così non va bene..." obbiettò gentilmente il bell'uomo, come vide il ragazzo tremare dalla paura di fronte alle sue dita; "devi stare calmo, e rilassarti..." esortò. Ma era praticamente impossibile. Xion non era mai stato tanto ipersensibile prima di incontrare Reiken... e adesso lo era più che mai.
Davvero quelle dita avrebbero potuto eccitarlo? Dov’era il trucco?
Mi prenderò cura di te, vedrai, saprò soddisfarti.
Le parole di Reiken valevano più di oro colato, come si suol dire. Se lui diceva così, allora era così e basta.
Si rassegnò.
Reiken era affianco a lui, e Xion teneva la propria testa ben adagiata sulla spalla dell'uomo, mentre lui gli sussurrava vicino alle orecchie parole rassicuranti, e la sua mano bagnata si muoveva più giù, in mezzo alle natiche.
"Xion, è meglio che alzi un pò questa gamba," sollecitò il bell'uomo "Tienita così," disse, e Xion eseguì l'ordine.
Intanto le ossute dita dell'uomo stavano ruotando attorno all'entrata del suo sedere, pressando piano, entrando lievemente e uscendo, girando con cautela.
"Calmo, amore," tranquillizzò il bell'uomo con voce calda ed eccitata, premendo il suo zigomo levigato sulla guancia del piccolo amante, con gli occhi chiusi per sentire meglio il piacere del tatto "Devi stare tranquillo ora, e lasciarmi entrare..."
Amore...? ripeté mentalmente il giovane, ma non ebbe neanche il tempo di meravigliarsi di quel rispettabile appellativo, che fu scosso da una violenta scarica di pungente dolore... Era una delle dita di Reiken che iniziava a farsi strada dentro di lui. Era penetrata neanche di qualche centimetro, che già provocava un forte senso di scomodità e disturbo. Faceva male, ma non eccessivamente.
"Ah...ti prego, piano...piano!" Reiken affondava con intensità e senza *troppa* dolcezza girava il suo lungo dito nello stretto canale carnoso, cercando di percorrerlo più in fondo possibile.
"Scusami..." diceva con la voce dispiaciuta, "Ti sto facendo molto male?" chiedeva, sensualmente, sempre però con la stessa nota di rammarico.
"Hn..." un gemito di dolore usciva attraverso i denti del compagno, "Un pochino..." emetteva, con il fiato stretto dalla sgradevole sensazione. Notando l'insofferenza del suo angioletto, Reiken prese la bottiglietta d'olio e, estraendo un poco il dito che penetrava, aumentò la dose lubrificante per diminuire l'attrito.
"Come va adesso?" domandò poi, mentre configgeva il dito ancora più in fondo e intanto dava un bacio sul collo del ragazzo.
"Un pò meglio..." rispose lui, ed era sincero. Aggiungere dell'olio era servito... almeno così il dito dell'uomo riuscì ad immergersi completamente con meno difficoltà e in meno tempo. Sostò dentro per qualche secondo, e poi, lentamente, si ritrasse, tornando indietro.
"Ohhh..." esalò Xion alla *strana* stimolazione di quel movimento, che, per quanto potesse essere dolente, gli provocava un piacere misterioso, che non riusciva bene a discernere dal dolore. Quando il dito unto dell'uomo uscì e poi, di nuovo, spinse per entrare, insinuandosi più facilmente della prima volta in fondo, il suo corpo reagì più positivamente, sembrando accettare l'intruso in maniera più garbata, senza rinnegarlo bruscamente come all'inizio.
Reiken arrivò in fondo, e poi uscì.
"Ah..." ansimò Xion, di piacere stavolta, quando lo stesso lungo medio oleoso lo penetrò per la terza volta. I suoi muscoli stavano iniziando a rilassarsi, e pian piano il dolore provocato dalla spinta del corpo estraneo si tramutava in piacere sessuale.
Si ritrovò ansimante, stordito dal godimento, supplicante perchè quel movimento aumentasse la sua velocità.
"Oh...Reiken..." la sua voce era calda, e profonda; un alone rosso oscurava le sue guance pallide, e il suo corpo si muoveva quasi senza controllo cercando in tutti i modi di raggiungere il piacere "Ti prego, Reiken...di più..." disse.
Reiken tornò in sé, solo per un attimo, incredulo di fronte a quella richiesta.
Di più? Oh, beh... cosa gli costava soddisfare quella dolce richiesta?
Aggiunse così l'anulare.
"Ahhh, no...!" forse ora era un pò troppo... ma il ragazzo iniziava a familiarizzare con quel particolare dolore-piacere, e presto iniziò ad apprezzare anche la nuova misura.
"Rei...ke...n..." ora le dita si muovevano agevolmente all'interno e all'esterno del corpo di Xion, ed era estremamente eccitante sia per lui che per colui che lo penetrava. Le dita di Reiken erano molto lunghe e robuste; basandosi su questo, l'uomo giudicò che i preparativi potevano anche essere giunti al termine e il dolce orifizio del ragazzo era ormai pronto per essere deflorato.
"Hm, credo che sia sufficiente," disse il bruno, mentre tirò fuori le dita. Il ragazzo rimase stremato, contorto sul letto; teneva gli occhi chiusi e ansimava sensualmente, il suo corpo era costellato di gocce di sudore. Era uno spettacolo per gli occhi famelici dell'uomo, che nonostante cercasse di controllare la sua voglia terribile almeno in volto, non riusciva a staccare lo sguardo dal ragazzo. "Xion," sussurrò poi , posseduto dal desiderio. "Ti voglio."
Il ragazzo si volse verso il suo compagno, ansiosamente, cercando i suoi occhi. Li trovò immediatamente, perchè erano lì, anch'essi alla ricerca dei suoi, intensi, luminosi... bellissimi. E Reiken si avvicinò con le labbra per posarle sopra le sue, e stringere le braccia attorno al suo corpo, sempre con grande gentilezza.
"Allora...prendimi..." pregò Xion, aggrappandosi all'eroico petto dell'uomo, baciando il suo collo senza sosta, senza sapere neppure quello che volesse dargli, senza curarsi del male che molto probabilmente avrebbe sofferto... voleva soltanto una cosa, una persona.
"Reiken..."
Con dolcezza le braccia dell'uomo girarono il ragazzo sulla schiena, e il suo grande, divino corpo si sistemò sul suo, con le onde di fili neri che fluivano lungo il suo viso, nella schiena, nelle spalle, giù, ovunque, mentre Reiken si appropinquava su di lui, lo guardava rassicurante, sorridendo..
"Adesso ti porterò in paradiso, angelo mio." mormorò, e spinse delicatamente il bacino contro le natiche del fanciullo, trovando subito il punto giusto e insinuandosi dentro di lui, affondando piano, prima con punta del suo membro, poi con la lunghezza di esso, sentendosi immediatamente pervaso da un profondo senso di benessere.
"Ahh...oh mio… dio..." il giovane teneva la testa alzata, gli occhi ben chiusi, e fremeva, si agitava, assaporando pienamente la sensazione di essere penetrato. Il membro di Reiken era incredibilmente grosso, e lungo; prenderlo dentro era doloroso, arduo, come costringere un elastico stretto ad allargarsi oltre le proprie possibilità. Così l'uomo faceva del suo meglio per avanzare dentro il ragazzo con delicatezza e di non fargli male.
Superata la resistenza iniziale, fu semplice per l'uomo scivolare sino in fondo con tutta la propria lunghezza, e quando il giovane sentì la base del pene del compagno all'imboccatura della propria apertura, realizzando *quanto* il suo dio fosse dentro, tutto dentro di lui, pianse.
Pianse per il piacere e il dolore che sentiva; anzi, forse per l'inverosimile situazione di venir aggredito da due sensazioni così contrastanti contemporaneamente. Aveva perso il controllo di sè, non ricordava più dove fosse e chi fosse stato prima di allora. Quel momento era diventato tutto, tutto quanto.
Dopo il primo colpo, l'uomo si ritrasse lentamente, ora i suoi occhi di smeraldo osservavano con attenzione l'espressione agonizzante del suo piccolo angelo, che teneva gli occhi chiusi e sembrava che a stento riuscisse a prendere respiro.
"Xion... ti sto facendo male?" chiese preoccupato Reiken.
"No...no." rispose il ragazzo, con la voce stretta dallo sforzo e dall'eccitazione, socchiudendo gli occhi per rassicurare l'uomo con uno sguardo soddisfatto "E' così bello..." sorrise debolmente, mentre una lacrimuccia gli scorreva lungo la guancia.
"Hmph..." il bell'uomo ricambiò il sorriso con dolcezza, e si chinò per catturare le labbra di lui in un dolce bacio. Accuratamente continuava il suo movimento del bacino, uscendo ed entrando lentamente. Mentre veniva baciato, Xion allungò le braccia e portò il corpo dell'uomo più vicino, abbracciandolo forte e tenendolo stretto contro di sé mentre si agitava ritmicamente su e giù e veniva penetrato con velocità crescente.
Ondeggiando il bacino, Reiken iscriveva sinuose circonferenze col proprio membro dentro il corpo dell'amante, godendo intensamente nell'essere avvolto da quell'intenso calore, completamente circondato e imprigionato.
"Ah...come sei stretto..." esalava il dio in estasi, arcuando la testa all'indietro e interrompendo il bacio come si sentì assalito da un impeto di incontrollabile piacere. Anche il ragazzo aveva iniziato a cooperare, e muoveva il proprio bacino contro quello dell'amante, senza fermarsi. Aveva stretto le proprie gambe attorno il corpo di lui per rendergli il movimento più agevole, e presto si rese conto di come il piacere aumentasse d'intensità sotto le spinte profonde e istintive del compagno.
"Hnah, ah, ahn, hnahh..." Xion aveva iniziato ad emettere suoni inarticolati, e il suo respiro era diventato rapido e affannato. Reiken non ansimava: era riservato e godeva in silenzio, tenendo gli occhi ora chiusi ora aperti, fissi sul viso dell'angioletto per controllare come stesse o ammirare la sua espressione.
"Ohhh...Reiken," ansimava il ragazzo, abbracciando fortissimo Reiken contro di sè e spingendo con enfasi il bacino per incontrare il movimento dell’altro. "Reiken!!" urlò a un certo punto, e stringendo i denti strettamente Xion sentì i propri sensi appagarsi all’improvviso. Reiken percepì nel proprio ventre un vivo calore, e capì subito di cosa si trattasse: il dolcissimo seme del suo amato stava fuori uscendo, consacrando il magnifico orgasmo. Xion rimase per un pò a vibrare, stremato, sotto la spinta del suo dio, che ancora lo penetrava.
"Xion..." la voce dell'uomo era penetrante, strozzata; il suo cervello era infiammato. Il liquido del ragazzo era bollente, esaltante, la cosa più preziosa che potesse esistere, la migliore. Ormai era tempo di raggiungere il suo angelo in Paradiso. Tirò indietro la testa, chiuse gli occhi, sentendo il suo corpo sempre più vicino all'apice, la sua eccitazione crescere, innalzarsi, incontrollabile. Avrebbe voluto anche lui gridare, ma si trattenne dal farlo; quello che fece fu ansimare profondamente e bisbigliare un paio di volte il nome del giovane.
Arrivò all’acme dell'eccitazione, si paralizzò in un tremante collasso come riversava il suo amore dentro il fanciullo e sentiva i suoi sensi esplodere.
"Ah..." venne ed, esausto, adagiò il capo sul cuscino, affianco al ragazzo, e rimase così, ansimando con lui, ancora dentro di lui, per un tempo che sembrò interminabile, ma mai sufficientemente lungo. Poteva sentire il cuore dell'angelo battere forte, proprio come il suo, e una concomitanza di freddo e calore alternarsi a sbalzi irregolari dentro il proprio corpo. Giaceva accasciato a lui, stanco, ma incredibilmente soddisfatto.
"Piccolo amore," ansimò, tirandosi faticosamente sù con le braccia mentre usciva dal corpo dell'altro e osservava dolcemente il suo viso. Xion aprì gli occhi, la sua espressione era sfinita, estenuata, ma tesa in un tenue sorriso "Ti ringrazio per avermelo concesso…sono stato benissimo" disse l'uomo, con gli occhi che gli scintillavano per la gioia tremenda che aveva provato.
"Com’è strano…tutto ciò…" rispose Xion, richiudendo gli occhi stanchi e rilassandosi "Non riesco ancora... a crederci." ammise, con la voce che gli tremava. Il bell'uomo sorrise gentilmente, e si spostò dal dolce corpo su cui stava, per andargli affianco e prenderlo tra le braccia, stingendolo. "Neanch'io." disse; e come si distese Xion si accoccolò teneramente sul suo petto, prendendolo come una specie di cuscino vivente, e rimase lì, in pace, mentre le lunghe dita dell'uomo lo accarezzavano e lo lisciavano lentamente, con un moto omogeneo.
"Hmh... è mezzanotte." esclamò ad un tratto l'uomo, che aveva per caso sbirciato nella sveglia "Hai sonno, Xion?" chiese piano. Il ragazzo emise un rumore di assentimento e scosse leggermente il capo senza aprire gli occhi. Era così bello stare sul petto del compagno…ed era così stanco.
"Resta pure qui questa notte," disse il bell'uomo, mentre sistemava le lenzuola su di Xion e spegneva la luce della lampada "Ti voglio ancora accanto a me" mormorò, e abbracciò il corpo dell'angioletto nel buio della notte.
Fine terza
parte.