Ricette tipiche iblee

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“LASAGNE“
Gli ingredienti sono farina e acqua si fa un impasto morbido che si stira col matterello fino ad ottenere una pasta sottile. Si taglia a strisce e si mette a cuocere quando i cavatieddi vengono a galla significa che sono pronti. Si condiscono con sugo di maiale o vitello con formaggio pecorino, pepe o con caciocavallo ragusano.
“CAVATEDDI”
Gli ingredienti sono farina e acqua fino ad ottenere un impasto morbido che si stira arrotolandolo con le mani in modo da formare un cilindro di un centimetro di diametro circa e tagliato a piccoli pezzi che vengono poi schiacciati con la forchetta o il dito pollice in modo da arrotolarsi. Fatti asciugare si possono cuocere e condire con ricotta fresca di pecora oppure con sugo e piselli.
“MPANATI”
Piatto tipico pasquale, principalmente consumato per il lunedì di Pasqua nella così detta “scampagnata del lunedì”. Si preparano due cerchi di pasta uno è più grande dell’altro in quanto deve fungere da contenitore nel quale va messo il condimento cioè prezzemolo ,cipolla , fave verdi piselli, patate carciofi “capulito” ossia il tipico pomodoro secco tritato, carne e olio di oliva. Questo primo disco di pasta si ricopre con il secondo di sopra e si attorcigliano i bordi poi si fa cuocere fino alla doratura della pasta. (Si preferisce il forno tradizionale a legna)
“CASSATEDDI”
Si prepara la pasta si stende e si fanno dei dischi sottili su cui a centro si mette il condimento (ricotta zucchero e cannella) si richiudono su se stessi in modo da formare una mezzaluna e esistono due modi di cottura o fritti in padella e a fine cottura si spolverano con zucchero oppure si mettono in pentola a bollire come la pasta e si condiscono con ricotta salata e sugo.
“PASTRITTATA”
Piatto tipico dei mesi freddi. Si prende una pentola si fa un brodo di verdure o legumi si lascia un po’ di contenuto si fa bollire il tutto e pian piano si fa piovere della farina e si mescola contemporaneamente. Quando il tutto diventa cremoso il piatto è pronto per essere mangiato caldo.
“CIPUDDUZZI A STIMPIRATA”
Si preparano le “cipudduzzi” ossia bulbi che crescono spontaneamente in inverno, si puliscono si incidono a croce sulla base con un coltello e si mettono a bagno in acqua e la si cambia tre o quattro volte. Dopo si passano in padella con cipolla prezzemolo pepe sale olio aceto.
“MUSTATA”
Si prepara mettendo a bollire del mosto fino a farlo ridurre intorno al 10% del contenuto iniziale della pentola. Dopo di ché si aggiunge la semola lentamente, cannella, mandole a pezzettini o intere abbrustolite. Si gira il tutto di nuovo con un mestolo di legno fino a far riprendere la bollitura. Quindi si mette il contenuto nei piatti o nelle forme apposite e si fa raffreddare.

Tutto questo e altro ancora per avere solo un’idea dell’immensa cultura culinaria di Vittoria custodita gelosamente dai suoi abitanti che ne vanno fieri e a tutt’oggi si cerca di tramandare le tradizioni da generazione in generazione. Infondo sarebbe quasi un delitto perdere anni di sapere popolare, Patrimonio delle nuove generazioni.

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