Abruzzo  Mountains  

Alpinismo

Gran Sasso - Monti della Laga

Corno Piccolo

Relazione

Cresta Ovest o Via delle Spalle al Corno Piccolo
Indice delle difficoltà alpinistiche

Cartografia e Bibliografia

webmaster

ORARIO
ore 6.00 escluso avvicinamento

Sviluppo
1000 m

Difficoltà
AD+; passi di IV+

Punto di Partenza
Prati di Tivo

BIBLIOGRAFIA
Guida ai Monti d'Italia - TCI

Itinerario ormai desueto, almeno per la tendenza odierna ad escludere la Terza Spalla della cresta.
Il concatenamento delle Spalle è possibile attraverso un numero notevole di vie, ed è abbastanza frequente per quanto riguarda la Prima e la Seconda. La Terza, più appartata, è alpinisticamente meno interessante, almeno secondo i canoni dell'arrampicata in zona. Ma è soprattutto il suo avvicinamento, abbastanza impegnativo e laborioso, che fino ad oggi l'ha relegata al ruolo di "sorella povera".
E. Iannetta e A. Bonacossa hanno compiuto nel 1923 il primo percorso della cresta, traversando la Seconda e la Prima Spalla e raggiungendo per la prima volta da ovest la vetta del Corno Piccolo. La Terza Spalla è stata salita sei anni dopo da E. Sivitilli e O. Trinetti. Solo nel 1933 si avrà la traversata completa delle tre Spalle, questa volta appannaggio della cordata A. Giancola/V. Franchi. L 'itinerario non difficile, ma complessivamente impegnativo per approccio e sviluppo, è in grado ancora di regalare grandi momenti di suggestione, tra formidabili scorci ambientali e il calcare fantastico che caratterizza il Corno Piccolo.
Da Prati di Tivo si prende la mulattiera che sale in direzione della suggestiva
Val Maone. Si percorre l' ameno boschetto e superate Le Cascate e le sorgenti di Rio Arno, si entra nella valle vera e propria dove, prima di arrivare sotto la slanciata parete est del Pizzo Intermesoli, a circa 1600 metri, si salgono i ripidi pendii di erba e ghiaie sottostanti il Canale del Tesoro Nascosto.
Traversando a sinistra, a quota 1800 circa, ci si immette sul dorso della Terza Spalla e quindi sulla lunga cresta ovest del Corno Piccolo. Si supera il filo dello sperone che costituisce un avancorpo (
III), fino a giungere ad un forcellino che divide quest'ultimo della compatta struttura della Spalla. Arrampicando verso destra si punta ad un canale erboso che senza particolare difficoltà porta sulla sommità principale (q. 2110 m). Continuando lungamente ancora per cresta appoggiata, dopo circa 250 metri si perviene alla Forcella del Canale del Tesoro Nascosto (in tutto 400 metri di dislivello, circa 2.00 ore).
I primi salitori hanno raggiunto la Seconda Spalla, percorrendo un facile canale incassato, che oggi porta il nome di
Canale Bonacossa, aggirando quindi la struttura. Ad affrontare le prime vere difficoltà in parete, ci penseranno nel 1930 i già rodati Aquilotti di Pietracamela, guidati dagli instancabili E. Sivitilli e E. Marsili, che tra le vertiginose placconate a sud ovest, apriranno una bella via sfruttando i punti deboli della parete.
Dalla
Forcella del Canale del Tesoro Nascosto superando un breve tratto attrezzato, in venti minuti si raggiunge la Forcella del Belvedere, sotto la parete SO della Seconda Spalla.
La via Marsili/Sivitilli attacca proprio dal forcellino. Per canalini e diedrini si guadagna un terrazzo inclinato a metà parete (
III, II e un passo di IV - ). 

La logica prosecuzione della via è in un camino che in alto strampiomba; lo si supera (IV+) e si esce direttamente sulla cresta a poca distanza dalla sommità (q. 2385, in tutto 220 metri). Da questo punto si raggiunge in breve la Forcella Bonacossa, un piccolo intaglio che si apre tra la Seconda e la Prima Spalla. Si scende lungo una facile cengia ghiaiosa che lambisce le placche sulla parete sud della Prima spalla. Dopo qualche decina di metri si giunge sotto un camino che incide obliquamente, da destra a sinistra, la verticale placconata e costituisce la logica via di salita sfruttata dai primi salitori.
Con un tiro in fessura (
III+) si entra nel camino di roccia compatta e lo si segue superando alcuni massi incastrati che costringono ad uscire in parete, sulla sinistra (III, IV - ). Da un terrazzo alI 'uscita del camino, si raggiunge facilmente la cresta scendendo a sinistra e continuando per una rampa, oltre la quale, aggirato uno spigoletto si supera un 'ultima paretina (III, in tutto 180 metri). Risulta remunerativo uscire in cresta percorrendo la Variante Shanzer/Bolatti, 70 metri di elegante ed aerea arrampicata su roccia solidissima (IV/IV+, poi III). Sulla sommità della Prima Spalla (q. 2585), ormai in vista della croce in ferro della vetta, ha termine il percorso alpinistico. Si scende alla larga insellatura che segue e, continuando sulla facile e panoramica cresta rocciosa, si raggiunge alfine la vetta (500 metri).

Hosted by www.Geocities.ws

1