Il paesello di collina

 


 

Due di un pomeriggio di' Agosto , un caldo infernale. Il Sole comandava, con la sua legge, di stare rintanati in casa o in qualunque altro posto, al riparo dai suoi raggi.

Un piccolo bambino con i suoi pantaloncini corti fece irruzione nella taverna del paesello di collina.

- Stanno portando via Pepe, lo portano via !

- Cosa?

- Chi?

- Come?

Dissero insieme alcuni uomini al banco.

- Due poliziotti, portano via il signor Pepe ! Mamma, mamma vieni a vedere !

Ripeté più volte a squarciagola il bambino.

- Che diavolo dici Giacomo ! Siediti in cucina e non fare rumore che mi disturbi i clienti .

- No, signora, suo figlio ha ragione - disse un'altra donna appena entrata - Sono venuti con la "volante" e lo stanno portando via!

- Andiamo a vedere, presto o ce lo perdiamo !

- Vengo anch'io, aspetta!

- Allora ? La finiamo questa mano a carte o no ? - disse balzando in piedi un vecchi signore .

- Oh, te e la tua partita, ora abbiamo altro a cui pensare! Vieni a vedere.

- E non sarà. Venite a giocare!

- Dai, vieni a vedere, lo portano via!

- Ma guarda 'sto cavolo di un Pepe, proprio ora che vincevo doveva farsi arrestare !

Ben presto la gente che riempiva la taverna cominciò ad accalcarsi sull' entrata del misero locale, facendo però attenzione a non esporsi troppo ai raggi del Sole. Altre persone si affacciarono dalle loro finestre per godersi la scena.

L'auto della Polizia, caricato Pepe, partì velocemente, sparendo in breve dalla vista degli abitanti del paesello.

- Ma cosa ha fatto? - chiese la padrona del locale.

- Bho! E chi lo sa !

- E' un bel mistero !

- Certo che se lo hanno portato via in quel modo, qualcosa avrà fatto !

- Mamma, mamma, posso venire a vedere ? - chiese il bambino dalla cucina. Non ottenendo risposta, cominciò a piangere disperatamente.

Gli avventori rientrarono al fresco del locale e ripresero i loro posti.

- Bene, lo spettacolo è finito, si può continuare a giocare ?

- Si, si Mario, veniamo. Però è strano, un così bravo giovane, finire in questo modo!

- E' vero, anche se era arrivato in paese da poco, si capiva che era una persona perbene.

- Educato, poi. Salutava sempre !

- Giochiamo o no ?!

- Pensate che un giorno, poco tempo fa, mi ha aiutato a portare a casa la borsa della spesa.

- Si, era diverso dagli altri ragazzi del paese, così gentile !

- Non posso credere che abbia fatto qualcosa di male !

Le persone continuarono per qualche minuto a tessere le lodi di quel giovane che, infondo, non conoscevano affatto, finché il vecchi Mario, ormai scocciato, sbottò ad alta voce.

- Oh, allora, lo volete sapere il mio parere ? A me quel Pepe non piaceva proprio!

- E perché Mario ?

- Per diversi motivi. Io, al contrario di voi, l'ho osservato bene quel tipo. Non aveva orari. Ogni giornata era diversa dalla precedente. A volte tornava a mezzogiorno, altre alle due come oggi, altre ancora non si faceva proprio vedere. E poi un giorno capitò persino che venne qui per bersi una birretta e non volle giocare a carte con il sottoscritto !

- Effettivamente un poco strano lo era. Educato sì, ma sempre chiuso in se stesso, non ha mai parlato a nessuno delle sue cose.

- In paese si vedeva veramente poco.

- Alle nostre feste di inizio Estate non è mai voluto venire !

- Strano, non ha voluto giocare a carte con me ! E che ho la rogna io ?

- Ma che lavoro faceva ? - continuò la padrona del locale.

- Ah, questo non si sa davvero. Non ha mai voluto fare una partita a carte con Mario, figurati se ha mai parlato a noi del suo lavoro !

- Giusto ! Nemmeno una "mano" a briscola con me, quel delinquente perdigiorno !

- Per me si tratta di droga !

- Dici Carla ?

- Mi sembra evidente. Come faceva a vivere senza un lavoro? La macchina, poi, come la pagava la benzina ?

- Ecco perché era di così strano umore. Era drogato!

- Uno spacciatore di morte!

- Mio Dio ! E pensare che un giorno mi ha aiutato a portare a casa la spesa !

Intanto il tempo passava, in quella confusione, il piccolo bambino, smaltita tutta la sua disperazione, aveva ottenuto il permesso da sua madre per tornare a giocare nella piazza del paesello di collina. Il caldo era sempre esagerato. Il Sole scagliava con cattiveria i suoi ultimi raggi sull'asfalto, prima di andarsene chissà dove.

- E' tornato, Pepe è tornato - gridò nuovamente il bambino, rientrando nella taverna.

- Eccolo li, sta scendendo da una macchina. Signora, porti suo figlio in cucina, si sbrighi !

- E' scappato, quel birbante !

- La macchina non è la sua, sarà riuscito a rubarla !

- Sta entrando in casa, che si fa ?

- Facciamoci i fatti nostri. Di certo avrà la Polizia alle calcagna, farà poca strada.

- Giusto, pensiamo alle nostre famiglie. Venite a giocare a carte e non pensiamoci più! - disse Mario.

- E' proprio perché dobbiamo pensare alle nostre famiglie, che bisogna fare qualcosa. Se aspettiamo la Polizia, che se lo è già fatto scappare...

- Ok ! Allora facciamo così. Uomini, se esce, appena esce, ci avviciniamo con una scusa e lo catturiamo insieme. Altro che Polizia !

Pepe uscì poco dopo con due grosse valigie nelle mani, aprì il portabagagli della macchina e le mise dentro.

- Boia che caldo. Eh, signor Pepe ?

- Già. Scusate amici ma non ho molto tempo per parlare. Infatti devo subit... -

Non fece in tempo a finire la frase. Una potente randellata sulla testa lo fece stramazzare a terra.

- Bene, avete visto ? E' così che si deve fare, ci vuole organizzazione contro il nemico, se si vuole andare avanti, in questo mondo di delinquenti !

- Ora, però, leghiamolo a quel lampione, portate anche un bavaglio: non voglio che i bambini si impressionino troppo se comincerà a gridare.

- Poi chiamiamo la Polizia, fateli venire senza dire nulla di preciso. Deve essere una sorpresa, dobbiamo fargli vedere che ce la sappiamo cavare da soli !

- Avvisiamo i giornali, presto !

- Sai che bomba di notizia ! E la televisione ?

- Certo, a quella ci penso io ! - concluse la padrona del locale.

Pepe venne legato al lampione e quando riprese conoscenza , cominciò a divincolarsi per il dolore alla testa, per la rabbia e per il fastidioso caldo dell'asfalto.

Arrivò, infine, la Polizia che, non avendo avuto notizie precise, se l'era presa comoda. Una volta sul posto, trovò uno sbarramento di persone nella piazza del paese.

- Largo, largo, ma che succede ?

- Lo abbiamo preso, il delinquente che vi siete fatti sfuggire - dissero quasi in coro e colmi d'orgoglio gli abitanti del paesello di collina.

Una volta arrivati davanti al lampione, i poliziotti sgranarono gli occhi dallo stupore.

- Commissario Pepe, cosa vi hanno fatto? Sleghiamolo presto . Madonna! Ecco perché non rispondevate alla radio !

- Chi è stato ? - domandò inferocito un altro poliziotto mentre gli abitanti del paesello di collina cercavano pian piano di allontanarsi.

- Lo dicevo, io, che era meglio finire quella partita a carte !- disse Mario, in piedi, davanti alla porta della taverna.


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