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IMPORTANTE:
Prima di iniziare la lettura di questo reportage
di viaggio, ritengo siano necessarie alcune considerazioni:
Il periodo di permanenza in Scozia, dal 29
Agosto, al 6 Settembre, ci ha permesso di
visitare questo straordinario paese in quasi assoluta solitudine, permettendoci
di assaporarne la bellezza al riparo dalla presenza delle torme di turisti
che, in piena stagione, intasano il paesaggio e inquinano, loro malgrado,
il silenzio di questi luoghi. Probabilmente, i toni idilliaci
che utilizziamo nel racconto, al viaggiatore agostano potranno sembrare
leggermente stonati... Le nostre impressioni,
come pure alcune informazioni specifiche che cerchiamo di fornire, devono
quindi essere sempre rapportate al periodo in cui è stato effettuato
il nostro viaggio. Un'altra precisazione, prima di iniziare:
"Non è vero che in Scozia piove sempre", anche se nell'arco della
giornata, si puo' passare dal sole alla pioggia e viceversa anche 6 o 7
volte!!! Le ore di pioggia totali, comunque, anche nelle
circostanze peggiori, non sono poi molte.... Il fatto
che noi avessimo il Camper, ci ha agevolato moltissimo, permettendoci di
cadenzare i nostri ritmi di viaggio anche in funzione delle condizioni
climatiche e senza l'assillo di dover effettuare tutte le operazioni necessarie
per trascorrere la notte in Albergo, Tenda o "Bed & Breakfast".
(In questo modo, abbiamo acquistato almeno 3 ore al giorno, rispetto ai
possessori di auto)...
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In principio fu "Highlander"...
Chi non ricorda il bellissimo film in cui Cristopher Lambert interpreta
l'immortale Connor McLeod?... Io e Monica
eravamo rimasti favorevolmente impressionati, una decina di anni fa, dallo
stupendo paesaggio e dall'atmosfera che trasparivano nelle sequenze iniziali
del film, ambientato, appunto, nelle Highlands
scozzesi. La curiosità di verificare personalmente
l'esattezza di quelle impressioni, oggi, dopo tanti anni trascorsi da allora,
è stata soddisfatta e mi accingo a scrivere di un paese dai mille
volti, bello e selvaggio, cui nessuna pellicola cinematografica potrà
mai rendere compiutamente omaggio. Al nostro ritorno,
in rapida successione, abbiamo rivisto "RobRoy",
"Bravehart" e ancora "Highlander",
riconoscendo monti, laghi e brughiere, ma con la nitida percezione di una
verità assoluta: in Scozia, la realtà supera l'immaginazione...
Anche per questo viaggio, come ormai da alcuni anni siamo soliti fare,
abbiamo utilizzato un camper a noleggio che ci ha permesso di affrontare
i 6200 chilometri della nostra vacanza in
tutta tranquillità. Dopo essere giunti in Inghilterra,
attraversando il Canale della Manica per mezzo dell'Eurotunnel,
ci siamo fermati nei dintorni di Londra per
visitare il primo dei 4 Theme
Parks che abbiamo incluso nel nostro programma di viaggio.
Nel tardo pomeriggio, all'uscita da THORPE PARK, iniziamo la traversata
dell'Inghilterra, seguendo l'autostrada M1
in direzione NORTH. La guida
a sinistra non è particolarmente traumatica, anche se è necessario
mantenere una maggiore concentrazione al fine di evitare di ritrovarsi
nella corsia opposta al momento sbagliato. Seguendo il
consiglio elargitoci da un gentilissimo dipendente del Parco, originario
di Newcastle, all'incrocio con la M18,
poco prima di Sheffield, svoltiamo a destra
e ci ritroviamo, dopo poche miglia, direttamente sulla A1
che porta a nord verso la Scozia, percorrendo
il lato orientale dell'Inghilterra.
Dopo avere trascorso la notte in una delle numerose stazioni di servizio
che costeggiano l'autostrada, particolarmente apprezzate poichè
dispongono di rifornimento gratuito di aria e acqua, percorriamo rapidamente
il tratto che ci separa ancora dalla città di Newcastle,
superata la quale, la strada si avvicina alla costa e si restringe a una
sola corsia per ogni senso di marcia. Il paesaggio comincia
ad ondularsi e le greggi di pecore che ci hanno accompagnato durante tutto
il nostro percorso inglese, si infittiscono maggiormente e contendono lo
spazio alle coltivazioni cerealicole. Mancano ancora
poche decine di miglia al confine e osserviamo una moltitudine di macchine
trebbiatrici che, complice una giornata ventosa ma soleggiata, azzannano
ettari su ettari di terreno, per cogliere il grano, che a queste latitudini
matura alla fine di Agosto. Seguendo un'altro consiglio
del ragazzo di Newcastle, poco dopo Belford,
ci inoltriamo a destra lungo una stradina che conduce, ancora in territorio
inglese, a Holy Island, un'isoletta raggiungibile
solo con la bassa marea, oasi protetta per svariate razze di volatili e
paradiso per gli appassionati di "bird watching".
Il percorso sull'esile striscia di terra che porta all'isola si snoda tra
suggestive dune di sabbia, sacche di acqua paludosa e steli d'erba frustati
dal vento, in una splendida cornice selvaggia, se si esclude la presenza
di numerose auto e gruppi di "bikers" e "trekkers", che movimentano l'ondulato
"skyline" del paesaggio. Nel centro della piccolissima
isoletta, un villaggio di poche case si frappone al Lindisfarne
Castle, raggiungibile solo a piedi, dopo avere lasciato il proprio
automezzo in uno dei piccoli e rudimentali parcheggi sorti nelle vicinanze.
A causa dell'approssimarsi dell'alta marea, che ci impedirebbe di riattraversare
l'istmo di collegamento alla terraferma per molte ore, rinunciamo alla
visita del castello, peraltro dall'aspetto non particolarmente invitante,
a parte l'invidiabile posizione, a ridosso di un piccolo spuntone di roccia
vicino al mare. Proseguendo lungo la costa, dopo avere
attraversato Berwick e il confine, la Scozia
ci ha accolto con una spruzzata di pioggia, non più di cinque minuti,
per renderci partecipi immediatamente della repentina mutevolezza delle
proprie condizioni atmosferiche. La costa, in questo
tratto, è caratterizzata da una scogliera molto simile a quella
Bretone, di colore scuro e sferzata dal vento
del Mare del Nord. Effettuiamo un'altra
deviazione e attraversiamo il piccolo paese di Dunbar,
di cui apprezziamo la sofficità e il verde brillante del tappeto
erboso di un'area pubblica prospicente il mare, sull'orlo della scogliera,
con il curioso spettacolo di una piccola isoletta a forma di "panettone"
a poche miglia di distanza. Il sole occhieggia tra le
nuvole bianche che scorrono velocissime sopra di noi e ci divertiamo a
rotolarci scalzi insieme con i nostri bambini su questo prato, che senza
ombra di dubbio, potrebbe essere tranquillamente usato come "green" per
un campo di golf. Siamo molto vicini a Edinburgh
e decidiamo di approfittare dell'estrema lunghezza delle giornate, per
effettuare una prima visita di esplorazione della città. Ci
addentriamo nel caos pomeridiano del traffico nel centro cittadino percorrendo
Princes street, che costeggia il parco di
West princes street, adagiato su una stretta
e verdissima conca, alle pendici della spettacolare cresta montuosa su
cui sorge il bellissimo castello della città.
La visione d'insieme è veramente stupenda e fatico a mantenere la
concentrazione alla guida del Camper, perso tra una miriade di "pazzi che
viaggiano tutti contro mano". Imbocchiamo
a sinistra Lothian road e subito dopo scendiamo
in King's Stables road, che costeggia la rupe
del castello e parcheggiamo, con notevole fortuna, proprio davanti all'ingresso
ovest del parco, con le torri del castello
che ci sovrastano nella luce del tramonto. Entriamo nel parco e ci
inoltriamo in un' insospettabile oasi di silenzio nel cuore della città,
dove i rumori del traffico rimangono al di sopra della scoscesa e verdissima
radura, costellata di alberi e panchine che si adagia alla nostra sinistra.
Una fontana si trova sul fondo di questa piccola valle e alla nostra destra,
imperiosa, si eleva per circa un centinaio di metri la parete rocciosa
da cui, come avremo modo in seguito di appurare, si gode una stupenda vista
su tutta la città. Per raggiungere la sommità
della rupe, è necessario percorrere tutto il parco e iniziare la
salita "rientrando" nella città che, ormai liberata dal traffico
del pomeriggio, si presenta decisamente più tranquilla.
Giungiamo nella piazza dell'Esplanade di fronte
all'ingresso del castello che risulta essere già chiuso e ci consoliamo
con una passeggiata lungo la "One Mile Road",
che dal castello degrada verso l'Holyroodhouse Palace,
attorniata dai più importanti palazzi di Edinburgh.
Il tramonto sembra non finire mai e la luce rossastra che avvolge le torri
e le mura dei palazzi circostanti, ci regalano uno scenario suggestivo
e ben diverso da quello paventato al momento di optare per il viaggio nella
"piovosa Scozia". In barba alla psicosi della "mucca
pazza", ceniamo in un "Burgher King" di Princes Street,
proprio di fronte all'Hotel più lussuoso della città, godendoci
le spericolate acrobazie di un'inserviente dell'albergo intento a recuperare
la bandiera che si è parzialmente strappata sul pennone.
L'operazione è resa difficoltosa dal levarsi di un vento gelido
e insidioso che ci rammenta ancora una volta la mutevolezza del clima a
queste latitudini. Trascorriamo la notte parcheggiati
sempre sotto il castello, disturbati solamente da qualche sparuto gruppo
di ragazzi ubriachi che, all'una di notte, non trovano niente di meglio
da fare che cantare a squarciagola e picchiare qualche pugno contro le
pareti del Camper. La visita al castello, di prima mattina,
ha inizio con una piacevole sorpresa, in quanto all'ingresso, dopo il pagamento
del biglietto, ci vengono forniti un lettore CD
e un paio di cuffie a testa. Una dettagliata guida vocale,
anche in italiano, provvede a fornire passo passo tutte le informazioni
riguardo le varie zone del castello, risultando essere un aiuto prezioso
anche a chi non conosce la lingua di Albione. Il panorama
della città, vista dall'alto delle mura, risulta essere veramente
interessante, specie in questa mite giornata di sole.
Anche all'interno della gigantesca struttura, i punti di interesse non
mancano, tra cui spiccano la bellissima sala delle armi, il sacrario di
guerra, la chiesa e la sala in cui vengono custoditi i simboli del potere
regale: la corona e lo scettro. Durante tutto l'arco
della visita, da un'infinità di riferimenti molto espliciti, si
può notare la spiccata avversione degli scozzesi verso gli invasori
inglesi, indice di un orgoglio nazionale molto radicato nelle loro coscienze.
Uscendo dal castello e ripercorrendo un tratto di "One
Mile Drive", ci imbattiamo, ai lati della strada, in molte attrazioni
per turisti, ma non reputiamo neccessaria la visita...
Lasciamo Edinburgh verso mezzogiorno e attraversiamo
il Firth of Forth (braccio di mare che si
incunea all'interno della costa) percorrendo un imponente ponte sospeso,
simile nella sua architettura al "Golden Gate"
di San Francisco, anche se di dimensioni inferiori
e caratterizzato da una colorazione meno appariscente.
Effettuiamo quindi una deviazione alla volta di Culross,
piccolo agglomerato urbano di stampo settecentesco, segnalato come estremamente
interessante su molte guide turistiche. L'improvviso
ingrigirsi del cielo, accompagnato da una fastidiosa pioggerella, ci ha
impedito di approfondire la visita di questo minuscolo gruppo di case,
indubbiamente particolari, ma comunque, a nostro giudizio, non particolarmente
meritevoli di essere visitate. Ci dirigiamo
quindi in direzione di Perth e Dundee,
cittadine che non hanno nulla da offrire al visitatore, per poi immetterci
sulla 929, seguendo le indicazioni per Forfar.
Poco dopo avere superato l'uscita per Balgray,
svoltiamo a sinistra seguendo l'indicazione Glamis
Castle e attraversiamo per circa 10 km una regione collinare completamente
brulla e deserta, veramente particolare, se non altro perchè è
la prima avvisaglia di quello che troveremo poi nella parte sud delle Highlands.
Giungiamo nella pianura verdeggiante e inconfondibilmente agricola dove
è situato il Glamis Castle ed entriamo,
attraverso uno stretto passaggio, all'interno del Parco del castello.
Gli ultimi cinquecento metri, percorsi su una stradina rettilinea in leggera
discesa e incorniciata ai lati da una lunga teoria di alberi ad alto fusto,
offrono il suggestivo spettacolo, sullo sfondo, del castello adagiato su
un prato incredibilmente verde. Il sole, spuntato ancora
all'improvviso, disegna ombre orizzontali sulla strada d'accesso, che sfocia
in un comodo e largo parcheggio proprio di fianco al castello.
Il Glamis Castle, residenza giovanile dell'attuale
Regina d'Inghilterra, si presenta molto curato,
con un piccolo ma delizioso e rilassante giardinetto sul fianco opposto
al parcheggio. Ci inoltriamo sulla stradina che, attraversando
la facciata della costruzione, tra alberi e cespugli geometricamente disposti,
conduce proprio in prossimità di questo piccolo angolo recintato.
Passeggiamo sull'acciottolato, sotto il pergolato di rampicanti che forma
una fresca galleria e ci sediamo ad osservare i bambini che si rincorrono
nei pressi della fontanella al centro del giardino. Percorriamo
un'altro tratto di un sentiero che si snoda attraverso il parco, per poi
ritornare sui nostri passi e lasciare scatenare i nostri figli all'interno
del Parco Giochi situato sul retro del castello, vicino al parcheggio.
E' un'area invitante, vocata ai pic-nic estivi da parte dei sicuramente
numerosissimi visitatori del periodo estivo. Non siamo
particolarmente interessati alla visita interna del castello e un'improvvisa
pioggerella ci invita a proseguire il nostro viaggio.
Cercando di sfruttare ancora una volta l'estrema lunghezza delle giornate,
ci dirigiamo verso Stonehaven.
Poco prima di Stonehaven, proprio a picco
sul mare, c'è il Dunnottar Castle,
a nostro parere, il più suggestivo tra quelli visitati in questo
viaggio. Al tramonto, con solo una decina di persone
nelle vicinanze, assistiamo ad uno spettacolo stupendo.
Il castello è in completa rovina, ma conserva un fascino incredibile,
incastonato com'è in uno scenario bellissimo, simile a quello Normanno.
Arroccata su un gigantesco scoglio a strapiombo sul mare, quella che è
stata forse l'unica fortezza inespugnata della tormentata storia scozzese,
conserva ancora un'aura d'invincibilità.
L'antico ponte, che in passato permetteva di accedere al castello, col
passare degli anni è crollato e i suoi resti si adagiano nel profondo
canalone che separa lo spuntone roccioso dal pianoro rialzato su cui ci
troviamo ora. Scendiamo lungo il ripido sentiero
che conduce alle pendici verticali dell'imponente mole rocciosa, per scoprire
che l'accesso all'interno del castello, qualche decina di metri più
in alto, ci è impedito dalla presenza di una porta di legno chiusa
a doppia mandata. Ci aggiriamo alla sua base, rapiti,
nel silenzio interrotto solo a tratti dal richiamo dei gabbiani e dal leggero
crepitare del falò approntato sulla spiaggia ciottolosa da uno sparuto
gruppo di ragazzi. La loro decisione di trascorrere
la notte sulla riva del mare è evidente e li osserviamo con un pizzico
di invidia, immaginando il grandioso spettacolo dell'alba che si deve godere
da quella posizione. Onestamente,
credo che l'impatto con questo luogo, in altra ora, condizione climatica
e concentrazione di folla, non sia assolutamente lo stesso...
Probabilmente siamo stati fortunati nel trovare riprodotte tutte le condizioni
ideali, ma senz'altro, di quella tarda serata, conserviamo il ricordo più
bello della nostra vacanza... Preferiamo
poi, a tarda notte, proseguire il viaggio, ma è rimasto in noi il
desiderio di assistere all'alba dall'alto della scogliera...
Proseguiamo verso Aberdeen, per poi affrontare
un lungo tratto, avvolti nell'oscurità, interrotta solo da rari
paesini di campagna, alla volta di Ballater.
Trascorriamo la notte all'interno del paese e ripartiamo, in un mattino
piovoso, per giungere di buon'ora al Balmoral Castle.
Giungiamo nei pressi del parcheggio adiacente all'ingresso del viale che
porta al castello, ma ci viene negato l'accesso da un poliziotto che giustifica
il divieto a causa della presenza di alcuni membri della Famiglia
Reale Inglese. Avendo preventivato questa possibilità,
del resto ben evidenziata su tutte le guide turistiche, a malincuore, proseguiamo
il nostro viaggio. Il nostro stupore, derivato
dalla visione di un incredibile numero di troupe televisive accampate nel
parcheggio, è stato giustificato nell'apprendere, poco dopo, dell'incidente
mortale occorso a Lady Diana Spencer, durante
la notte appena trascorsa. I
giornalisti presenti, infatti, sono in attesa dell'uscita dal castello
del Principe Carlo, diretto verso Parigi...
Scendiamo verso Braemar, fermandoci un istante
presso il piccolo ma caratteristico castello di Braemar,
che si intravvede sulla destra, alla fine della vallata su cui si dipana
la strada, affiancata dal torrente, poco prima di giungere nei pressi del
paese. Proseguendo sempre verso sud, ci inerpichiamo
verso il Devil's Elbow, passo montano incantevole,
assolutamente deserto e caratterizzato dalla familiare presenza di
innumerevoli greggi di pecore... La discesa verso il
bivio per Pitlochry è veramente ripida,
ma spettacolare. Da Pitlochry, scendiamo un paio di miglia verso
sud, per poter imboccare la stradina (strettissima) che costeggia il versante
sud del Loch Tummel.
Costeggiamo tutto il lago fino a Foss , alla
ricerca del "Queen's view", che erroneamente
la cartina segna sul versante sud, percorrendo con un "bestione" di 7 metri
x 2,30 una stradina in cui, a malapena, riescono a transitare un'automobile
e una bicicletta appaiate. Per nostra fortuna, non abbiamo
incrociato nessuno durante le 9 miglia del percorso fino a Foss...
Il lago, su questa riva, presenta senza ombra di dubbio alcuni scorci interessanti,
anche se la nostra attenzione è particolarmente rivolta alla strada...
Raggiunta la riva nord, attraverso il Tummel Bridge,
continuiamo a costeggiare il lago, tornando in direzione di Pitlochry
e ci fermiamo, finalmente, presso il parcheggio del famoso "Queen's
view"... Su tutte le guide turistiche, questo
luogo sopraelevato che consente la vista del lago dall'alto, viene descritto
come uno dei più belli di Scozia, ma, forse a causa di un improvviso
acquazzone che ha ingrigito il primo pomeriggio, l'impressione che ne abbiamo
avuta non è stata particolarmente entusiasmante...
Per inciso, lo spettacolo offerto dal lago di Garda,
visto da Malcesine, è tutta un'altra
cosa..... Proseguiamo, sperando in una schiarita, in
direzione nord, verso il Blair Castle, distante
solo poche miglia. Il castello si trova all'interno di
un parco (ingresso a pagamento) veramente grande e una volta parcheggiato,
si possono effettuare due itinerari differenti per visitarne i giardini.
L'ingresso al castello vero e proprio è precluso in segno
di lutto, crediamo, dal momento che la bandiera scozzese sventola a mezz'asta
sullo sfondo del cielo grigio, che in questo momento concede un provvidenziale
attimo di tregua. Effettuiamo uno dei due percorsi di
visita, nello specifico, quello che conduce fino al laghetto, ma anche
in questo caso, non troviamo niente di particolarmente interessante, o
meglio, di nuovo... I giardini di alcuni Castelli
della Loira, ad esempio, risultano essere molto più interessanti...
Abbandoniamo il Parco del Blair Castle ed
iniziamo a percorrere un lungo e spesso deserto tratto di strada, che conduce,
attraversando il Glen Garry e il Glen
Truime, prima a Kingussie e poi a Inverness.
Il percorso si snoda attraverso vari tipi di paesaggio, comunque sempre
molto interessante... E' a questo punto che si inizia
a comprendere, poco a poco, come questa terra possegga un fascino particolare,
che ha legato i suoi abitanti ad essa, pur non presentando, ad un esame
superficiale, niente di tutto ciò che normalmente siamo abituati
a considerare "indispensabile" al fine di apprezzare il luogo in cui si
vive... Giungiamo ad Inverness,
posto in invidiabile posizione, tra la foce del Loch
Ness e le baie di Moray e Beauly
Firth, al calare della sera. Parcheggiamo
il Camper sul lato della strada che costeggia ad est il Caledonian
Canal, a pochi passi dal ponte che conduce alla zona pedonale del
piccolo centro cittadino. Sulla strada lastricata, con
i lampioni adornati da vasi pensili di fiori, effettuiamo una breve passeggiata
e usufruiamo dell'immancabile Mc Donald's,
come sempre nei punti strategici di ogni piccola cittadina...
Rientriamo sul Camper e usciamo da Inverness
attraversando il ponte tra le due baie, anche se l'oscurità, ormai
completa, non ci permette di valutare il paesaggio intorno a noi, probabilmente
interessante... Alcune guide turistiche indicano come
estremamente interessante, la visita della Black
Isle (si chiama così, ma in realtà è la penisola
che si trova appena attraversato il ponte, e che si estende verso il mare
a est per circa 15 miglia), fino a Cromarty,
ma noi continuiamo verso nord. Attraversando il Cromarty
Firth per mezzo di un'altro ponte, giungiamo nei pressi di Alness,
dove pernottiamo nell'area adiacente una stazione di servizio di notevoli
dimensioni. Il breve tratto di strada che
costeggia, una volta superato il ponte, il Cromarty
Firth fino ad Alness, è caratterizzato
dalla presenza di centinaia di conigli
ai lati della strada... Probabilmente, di giorno, se
ne staranno rintanati, ma se vi capita di percorrere questa strada, verificate
anche voi... Dopo Alness,
inizia la vera Scozia...
Appena prima del paese, si devia a sinistra sulla 836
e si percorre un tratto assolutamente deserto, all'interno della Ardross
Forest, zona montana caratterizzata dalla presenza di aree geometriche
di boschi di conifere, in mezzo a radure assolutamente spoglie...
La successiva discesa verso Bonar Bridge,
poi, è particolarmente interessante, se confortata da condizioni
atmosferiche accettabili... Veniamo accolti da uno stupendo
paesaggio, reso particolarmente incantevole dalla luce che solo in Scozia
( e Austria)
sa essere così, dopo un leggero scroscio di pioggia...
Proseguendo verso Lairg, risaliamo sul lato
ovest il torrente Shin, fino a raggiungere
le Falls of Shin.
Un centro visitatori, al cui interno si trova un fornito negozio di souvenirs,
accoglie i turisti e i pescatori che si danno appuntamento in questo luogo
con un'unico scopo: i salmoni...
Purtroppo, in qesto periodo, fuori stagione, siamo impossibilitati ad osservare,
dalla balaustra a sbalzo sulle cascate del torrente, la risalita di questi
caratteristici pesci. Credo comunque che,
durante la stagione della risalita, la folla accalcata nei pochi metri
quadri della balaustra, risulti essere assolutamente indisponente...
Giunti a Lairg, ci dirigiamo ancora verso
nord e ci inoltriamo nel cuore delle Highlands,
immersi in un paesaggio che ad ogni curva regala scorci fantastici, ogni
volta sotto una luce diversa, a seconda delle condizioni atmosferiche,
che mutano sempre più repentinamente...
Laghi, radure erbose, montagne, roccia nuda, torrenti, cascatelle, pecore....
Nessun essere umano, se si eccettua qualche rarissima automobile, lungo
la strada ad una sola corsia che attraversa questa terra di torba nera
che si rivela spesso insidiosa sotto i piedi, intrisa com'è di acqua
e di tane... Ogni 150 metri, ai lati di queste
stradine del nord, una piazzola consente l'incrociarsi nei due sensi dei
veicoli, al cui interno, simpaticissimi, i conducenti ringraziano con la
mano sollevata, il dirimpettaio che accosta per agevolarne il passaggio...
Semplicemente meraviglioso, il percorso che si snoda fino alla costa
nord, nei pressi di Tongue...
Attraversando poi il Kyle of Tongue, sopra
una lingua di terra che la marea ricopre quasi per intero, a intervalli
regolari, proseguiamo tra belle montagne fino a Heilam
(pochissime case, come del resto in tutte le rarissime e minuscole frazioni
incontrate fino ad ora). Costeggiamo
interamente la lunga insenatura in cui si insinua il Mare
del Nord (Loch Eriboll) e raggiungiamo
Durness. Poche miglia prima
di Durness, quello che reputiamo il migliore
scorcio sul mare di tutto il nostro viaggio.
Un'incredibile spiaggia rosata, con alle spalle un'alta scogliera di roccia,
affacciata su un mare favolosamente limpido e dal colore caraibico...
Come al solito è necessaria la fortuna, come nel nostro caso, di
giungere verso le 17.30, subito dopo una spruzzata di pioggia, con i raggi
di sole che filtrano dalle nuvole improvvisamente diventate bianchissime
e rade... Poco prima di Durness,
parcheggiamo in una piazzetta e scendiamo a visitare le Caves
of Smoo, due grotte naturali create dall'effetto combinato delle
onde del mare che si insinuano all'interno di uno stretto, profondo canale
e dalle acque di un torrente che si inabissa improvvisamente nel sottosuolo.
Vale veramente la pena di visitare questo luogo, tra l'altro, almeno nel
periodo in cui siamo stati noi, senza la necessità di affrontare
lunghe code per accedere alla passerella che conduce alla seconda, piccolissima
grotta... All'interno della cavità
maggiore, ampia e imponente, in compagnia solo di altre due persone, osserviamo
le pareti erose dai millenni e concordiamo ancora una volta che la Natura
è una scultrice meravigliosa... Nell'affrontare
la risalita verso la piana che sovrasta il canalone, restiamo sorpresi
dall'ennesima spruzzata di pioggia, che però ci permette di assistere,
subito dopo, ad un favoloso doppio arcobaleno che si estende dalla vicina
montagna, fino al livello dell'orizzonte sul mare...
Ci fermiamo, in compagnia di un rosso tramonto e di uno sparuto numero
di altri campeggiatori, a pernottare in un delizioso (e unico nel raggio
di 100 km) campeggio a picco sulla scogliera, con un tappeto erboso da
fare invidia ad un campo da golf... A Durness
è sicuramente possibile pernottare in Bed
& Breakfast, anche se in Luglio o Agosto, dubito sia facile
trovare posto... La temperatura notturna
è decisamente "frizzante", ma il silenzio è pressochè
assoluto. Vorremmo fermarci almeno per una
giornata, ma il nostro programma di viaggio è assolutamente compresso...
Siamo giunti nell'estremo nord scozzese e da questo istante inizia il nostro
ritorno verso sud... Tralasciamo, forse colpevolmente, la visita
di Cape Warth, sperone roccioso raggiungibile
solo con la piccola traversata marina di un fiordo, a causa della necessità
di lasciare il nostro automezzo per cercare un improbabile (in questo periodo)
servizio di trasporto per le restanti 11 miglia del percorso.
Le condizioni della nostra famiglia, con tre bimbi piccoli, a volte non
consentono di effettuare tutte le escursioni possibili, inclusa la visita
della cascata più alta di Scozia (Eas Coul
Aulin Water, vicino a Unapool), raggiungibile
esclusivamente dopo un percorso di circa 5 miglia, interamente a piedi...
Scendiamo con calma, assaporando il paesaggio, verso Laxford
Bridge, per poi immetterci, sulla 894,
in direzione Scourie, continuando a costeggiare
il mare. Percorrendo stradine
fatte di saliscendi e scorci suggestivi, giungiamo a Unapool,
una bella zona, vocata anche al turismo stanziale...
Credo debba risultare estremamente interessante l'esplorazione del braccio
di mare che si insinua all'interno della costa, creando insenature e isolette,
incorniciate da una fitta natura silvestre... Proseguiamo, sempre
immersi in uno scenario meraviglioso, fino a giungere sulle rive del Loch
Assynt, godendo dello spettacolo offerto dai pochi ruderi dell'
Ardvreck Castle. Pranziamo
sul Camper, in una piazzola situata proprio di fianco all'isoletta su cui
si adagiano i ruderi, con il suggestivo scenario creato dai raggi di sole
che si specchiano sull'acqua increspata dall'immancabile brezza scozzese.
L'aria si presenta sempre frizzante, ma non è mai, almeno in questo
periodo, particolarmente fredda; il che ci consente di uscire dal nostro
automezzo con la sola maglia felpata. Proseguendo sempre
verso sud, attraversiamo Ledmore e raggiungiamo
Ullapool. E'
il primo paesino di una certa consistenza dopo più di 300 km di
Highlands e si affaccia su un piccolo porto.
Le guide turistiche lo indicano come un luogo interessante, ma noi non
abbiamo trovato nulla di particolarmente eccitante, a parte il fatto che
si presenta abbastanza caratteristico con le sue casette bianche e alcuni
negozi dalle insegne adatte alla realizzazione di belle foto a colori.
Scendiamo poi lungo il Loch Broom percorrendo
un tratto di strada (il primo dopo molto tempo) a due corsie e giungiamo,
poco dopo il bivio per Auchindrean, allo spiazzo
che funge da parcheggio per chi intende visitare le Falls
of Measach e il Corrie Hallock.
Si tratta di una profonda insenatura nella roccia, creata nel corso dei
millenni da un torrente che si è scavato l'alveo a sempre maggiore
profondità. A questo punto, abbiamo effettuato
una scelta di cui ci siamo poi pentiti...
Dovendo scegliere, per motivi di tempo, se visitare in serata i Giardini
di Inverewe o inoltrarci nel canalone, optiamo per la prima ipotesi
e quindi ci affacciamo solo da una balaustra poco sotto il piano stradale,
per osservare la notevole distanza intercorsa tra noi e l'acqua, che scorre
sul fondo del crepaccio... In questo luogo,
ovviamente, abbiamo riscontrato la più alta affluenza di turisti
(un paio di torpedoni e svariate decine di auto, e anche questo, forse
ci ha un po' condizionato nella scelta).
Decidiamo di proseguire alla volta di Tournaig
e ammiriamo una nutrita varietà di interessanti paesaggi, con particolare
menzione per la spettacolare veduta dall'alto della Gruinard
Bay, appena oltrepassato Coast...
Favoriti da una luce meravigliosa, resa perfetta anche dall'orario (circa
le 17,30), abbiamo osservato il panorama mozzafiato della baia, dell'isoletta
di Gruinard e delle piccole spiagge bianche che si affacciano su
un mare dalla limpidezza incredibile. Proseguendo verso
Tournaig, con l'altrettanto splendido scenario
della costa alla nostra destra, giungiamo a Inverewe,
dove, una volta posizionato il Camper nell'ampio parcheggio, visitiamo
il famoso Giardino Tropicale.
Le guide turistiche danno ampie informazioni su questo particolare "scherzo
della Corrente del Golfo", che permette la sopravvivenza di piante e fiori
tropicali a questa latitudine, anche se, a nostro giudizio, la visita risulta
essere non particolarmente interessante, a meno di essere veri appassionati...
I "Giardini Sigurtà" di Valeggio
sul Mincio, per intenderci, sono di ben altra caratura....
In circa un'ora, giusto quella che manca all'orario di chiusura, effettuiamo
il percorso di visita e ripartiamo verso Gairloch.
Sempre sulla 832, proseguendo per circa 10
miglia, ci troviamo improvvisamente di fronte al favoloso scenario offerto
dal Loch Maree, forse il più romantico
dei numerosissimi laghi fino ad ora incontrati...
Il tramonto splendido, di una tenue luce rossastra, incornicia le piccole
isolette del lago e l'aspro massiccio montano che dalla riva opposta, si
eleva notevolmente. Nelle due ore trascorse ad ammirare (e a cenare)
il panorama, solo tre volte il silenzio viene interrotto dal passaggio
di un'autovettura... E' necessario, specialmente
in questo luogo (vi sono anche cartelli che provvedono ad informare del
pericolo), prestare estrema attenzione a dove si appoggiano i piedi, in
quanto il terreno risulta infido a causa della sua natura porosa.
Curiosa e interessante, inoltre, la presenza sull'altra sponda di una casa
isolata e irraggiungibile se non via lago, segnalata anche sulle cartine
come paese a se stante: Letterewe...
Il percorso che effettuiamo successivamente e che ci porta prima ad Achnasheen
e poi verso Lair, si svolge nella più
completa oscurità. Non
siamo quindi in grado di apprezzare la bellezza del Glen
Carron, indicato dalle guide turistiche, come una delle più
belle vallate della zona. Siamo
costretti a proseguire fino a Lair, dalla
totale assenza di punti adatti alla sosta notturna con il nostro mezzo
di trasporto... Pernottiamo nella piazzetta prospicente
la minuscola stazione ferroviaria. Ripartiamo,
di buon'ora all'indirizzo di Achintee, dove
la strada si impenna per elevarsi quasi a picco sul Loch
Carron e poi ridiscendere repentinamente verso Attadale,
costeggiando sempre il lago fino a Stromeferry.
Mancano poche miglia al castello più famoso di Scozia, l' Eilean
Doonan Castle, vicino a Dornie.
La mattinata non risulta essere particolarmente invitante, caratterizzata
da una fastidiosa pioggerella, unita ad un'uggiosissima nebbiolina stagnante,
che intristisce l'apparizione del castello e dell'isoletta su cui esso
è posto. In verità, contrariamente
a quanto si è indotti a pensare osservando le innumerevoli foto
di questo famosissimo castello, che pare immerso in una natura incontaminata
e selvaggia, la zona si presenta paesaggisticamente deturpata.
La presenza di un lungo ponte di cemento armato, dell'anonimo paesino di
Dornie e di un'antiestetico parcheggio, svilisce
notevolmente l'impatto visivo, costringendo il visitatore a fotografare
il castello unicamente da distanza ravvicinata.
Nell'arco delle tre ore di sosta che effettuiamo, l'avvicendarsi del sole
a brevissimi scrosci di pioggia, ci permette di visitare e fotografare
con calma il castello. Il suo
interno, ricostruito alla fine del secolo scorso con incredibile perfezione,
è semplicemente favoloso.... Diverso
da tutti i castelli (e sono moltissimi, in tutta Europa) che abbiamo visitato,
in esso trasuda copiosamente il senso di "antico" e di "vissuto".
Le stanze sono minuscole, se si eccettua la meravigliosa sala centrale,
mentre le scalette interne che si inerpicano tra le mura spropositatamente
grandi, rendono perfettamente l'idea di come doveva essere la vita all'interno
di questa praticamente inespugnabile fortezza...
Gli inglesi, per raderla al suolo, hanno dovuto utilizzare i cannoni di
alcune delle loro più potenti navi da guerra, incuneatesi nello
stretto braccio di mare che forma il Loch Duich
e su cui è affacciato il castello...
Ci associamo in pieno, almeno per una volta, al giudizio delle varie guide
per turisti... E' sicuramente il luogo "imperdibile"
per antonomasia, oltre alle "Highlands", per
chiunque intenda visitare la Scozia... Dopo il pranzo,
condito sempre dall'incantevole vista , di fianco a noi, della sagoma del
castello (anche in questo caso, ci hanno fatto compagnia solo un paio di
autobus, pochi camper e una ventina di auto), ripartiamo, sempre costeggiando
il Loch Duich, in direzione di Inverinale
e Shiel Bridge.
Una serie di poderosi acquazzoni, provvidenziali, nel nostro caso, ci permettono
di assistere ad uno spettacolo meraviglioso, durante la nostra ascesa lungo
il Glen Shiel verso il Loch
Cluanie... Enormi masse d'acqua, raccolte
in migliaia di rivoli dalle molteplici dimensioni, scendono dalle pendici
delle brulle e alte montagne che circondano la profonda vallata, in uno
scenario assolutamente fantastico. Cascate che conoscono
la gloria di un giorno, cespugli martoriati dalla forza dirompente dell'acqua
che scende inarrestabile, di colore ocra, attinto dalla torba che ricopre
come un tappeto, in competizione con la roccia, le scoscese pareti ai nostri
lati... Poi, d'un tratto, spunta il sole
e le pareti si colorano di un verde intenso, per poi ingrigire subitaneamente
all'approssimarsi di un'altra ondata di pioggia...
Bellissimo e affascinante... Alla fine del
Loch Cluanie (lago artificiale), ci si immette
sulla 87 e si può godere della vista
dall'alto del Loch Loyne e successivamente,
del Loch Garry.
Giunti ad Invergarry, svoltiamo verso Laggan
e costeggiamo il Loch Lochy, dove in alcuni
punti, l'acqua sembra quasi tracimare e invadere la strada...
Nel tardo pomeriggio giungiamo a Fort Williams,
il primo agglomerato urbano degno di tale appellativo dal giorno in cui
abbiamo attraversato Inverness...
Parcheggiamo nella vasta piazza in riva al lago e ci addentriamo nella
vecchia via principale, chiusa al traffico degli autoveicoli.
Effettuiamo un po' di shopping nei negozi che vi si affacciano, unitamente
a vari pub e ristoranti non più particolarmente frequentati, in
questo periodo... Si intuisce dalle vetrine
e dalle merci esposte, che Fort Williams è
una cittadina prevalentemente vocata al turismo, anche se nei dintorni
spiccano le insegne di alcune distillerie di Whisky e non mancano i capannoni
destinati a piccole industrie... D'altro
canto, la invidiabile posizione geografica del paese, situato proprio nel
punto più interno del lunghissimo braccio di mare (denominato Loch
Linnhe) che si insinua profondo nell'entroterra scozzese, lo rende
sicuramente un centro nodale per il commercio marittimo...
La presenza vicinissima, inoltre, del massiccio del Ben
Nevis, montagna più alta di Scozia, e del Loch
Linnhe (praticamente il Lago di Garda
scozzese), lo rende particolarmente appetito anche dal turismo di tipo
stanziale... Come da copione, gli acquisti effettuati
vertono specialmente sui capi di lana (alcuni veramente bellissimi) e sul
Wisky (molto più caro che in Italia).
I giorni ancora a nostra disposizione, veramente pochi, non ci consentono
di effettuare, come speravamo, un itinerario circolare di circa 180 chilometri...
Partendo da Fort Williams, percorrendo verso
ovest la 830 fino a Inverailort
e successivamente seguendo la 861 in tutto
il suo sviluppo, sarebbe stato possibile ritornare praticamente al punto
di partenza, seguendo un percorso segnalato come interessantissimo dal
punto di vista paesaggistico... Ripieghiamo
quindi verso sud, a notte inoltrata, verso North
Ballachulish e subito dopo il ponte, mantenendoci sempre sulla 82
che piega verso est, sostiamo a Ballachulish
nel parcheggio di "Mystery
World", un padiglione dedicato alla storia e alla cultura dell'antico
popolo scozzese... Di primo mattino, approfittando di
una schiarita dopo le forti piogge della nottata, ci dirigiamo velocemente
verso il Passo di Glen Coe, luogo tristemente
famoso, a causa di una cruenta battaglia tra clan, diversi secoli addietro...
La strada, che procede all'interno di una stretta vallata, si inerpica
improvvisamente in una gola che si restringe sempre più, aggrovigliandosi
al torrrente che scende a balze sulla roccia nuda e lucida, tra montagne
completamente spoglie e che sembrano levigate, nelle loro forme vagamente
arrotondate... La luce filtrante dalle nuvole, unita
alla nebbiolina che si è temporaneamente innalzata verso la cima
delle montagne, crea delicati effetti "flou", che contribuiscono ad incrementare
la particolare atmosfera di questo luogo...
L'immancabile improvviso acquazzone, dopo poche decine di minuti, ci costringe
a ritornare verso Ballachulish, anche se lo
spettacolo dei torrentelli che, gonfiati velocemente dalle acque, modificano
letteralmente il paesaggio, ci fa ringraziare ancora una volta Giove Pluvio...
Approfittiamo del tempo, stavolta decisamente tendente al brutto, per visitare
"Mystery World", anche se, nonostante gli
apprezzabili tentativi da parte degli attori che animano i tre padiglioni,
di recitare in un inglese abbordabile, l'esperienza è da definire
piuttosto deficitaria... All'interno del
piccolo complesso, allestito con fondi statali, suddivisi in gruppi, i
visitatori vengono condotti attraverso alcune rappresentazioni di tipo
teatrale che hanno lo scopo di raccontare miti e leggende degli antichi
"Highlanders"...
Apprezzabile l'ambientazione, veramente immersiva, come pure alcune idee
veramente geniali, unite alle "performances" di alcuni personaggi, ma purtroppo,
la nostra scarsa preparazione in materia non ci ha aiutato ad apprezzarne
appieno la profondità... Immancabile, subito dopo
mezzogiorno, l'apparire del sole tra le nuvole bianchissime, il che ci
ha permesso di ripartire in direzione sud, costeggiando ancora il Loch
Linnhe, che si sta progressivamente allargando, nel suo avvicinamento
al Firth of Lorn. Nelle
immediate vicinanze di Appin House, uno dei
più simpatici castelli scozzesi, il Castle
Stalker... Piccolissimo, ma dalla
forma sinuosa e inconfondibile, è situato sulla riva di una piccola
isoletta appena distaccata dalla costa, ed è osservabile nella sua
veste più gradevole, solamente dall'alto della collina che scende
poi velocemente verso Portnacroish...
L'unica piazzola disponibile, ai lati della stretta strada, consente solo
la sosta a poco più di un paio di vetture, tra l'altro in posizione
piuttosto precaria, situata com'è, improvvisamente sulla destra,
all'inizio della discesa... Un filo spinato
a lato della strada sembrerebbe indicare l'impossibilità di accedere
all'invitante prato che consente un'ottima visione, anche se un po' distante,
del castello, ma poche decine di metri più avanti, un comodo e rudimentale
varco consente il passaggio... Il tentativo
di godere della vista del piccolo castello anche da un'altra angolazione,
precisamente quella ottenibile percorrendo la minuscola stradina che conduce
a Port Appin, si è rivelato fallimentare.
La deviazione, ciò nonostante, ci ha consentito di osservare ancora
una volta uno dei geniali autobus-biblioteca che effettuano il servizio
itinerante presso i paesini più sperduti...
Subito dopo Appin, l'incredibile percorso,
tutto intorno all'ultimo braccio del Loch Creran,
di almeno 10 chilometri, per ritrovarsi dall'altra parte della riva, a
poche decine di metri in linea d'aria....
La zona si fa via via sempre più frequentata e i silenzi delle "Alte
terre" sono ormai un ricordo, anche se alcuni tratti del nostro
percorso si presentano ancora sufficientemente deserti.
Ci immettiamo sulla 85, effettuando una leggera
deviazione verso Dunberg per visitare il Dunastaffnage
Castle, affacciato su un piccolo istmo collinoso adiacente ad un
porticciolo commerciale. Il castello è
praticamente in rovina, anche se la sua mole, adagiata su un verdeggiante
prato, risulta essere di discreto impatto.
All'interno, nel cortile racchiuso dalle mura perimetrali, si possono intuire
le disposizioni delle varie sezioni del Forte e accedere alla passerella
che consente la vista esterna dall'alto della muraglia centrale.
Tutto sommato, la visita non risulta poi essere indispensabile, se non
ai veri appassionati di queste antiche strutture, come nel nostro caso...
Dopo una rilassante passeggiata, ci dirigiamo verso il Passo
di Brander, da dove si inizia a costeggiare il Loch
Awe. Nell'insenatura nord del lago, il Kilchurn
Castle (quantomeno curioso, con i ruderi proprio a pelo d'acqua)
funge da boa per ripiegare a destra su una piccola stradina che, attraversando
il Glen Aray, conduce ad Inverary.
Alla stregua di Culross, anche Inverary,
sulle guide turistiche, viene indicato come massima espressione scozzese
dell'architettura rurale del 1700... In questo
caso, le caratteristiche case bianche, la torre e il castello, come pure
il centro storico, risultano essere decisamente più interessanti,
anche se la nostra visita si è ridotta ad una breve passeggiata
ed al rifornimento d'acqua presso il piccolo molo sulla riva del Loch
Fyne... Quasi al tramonto, imbocchiamo la 83
in direzione nord verso Drishaig, costeggiando
per alcuni chilometri il Loch Fyne prima di
inoltrarci nel Glen Kinglas e successivamente
nel Glen Croe...
Anche in questo caso, l'oscurità sopraggiunta nel frattempo, non
ci ha dato modo di osservare il paesaggio.
La ricerca di un posto tranquillo dove passare la notte, ci porta sulle
rive del Loch Lomond, precisamente a Luss,
circa 20 chilometri dopo Tarbet...
Dal piazzale prospiciente il lago, vengono effettuate escursioni in battello
all'interno del Parco regionale del Loch Lomond,
composto da numerose minuscole isolette.
Preferiamo costeggiare il lago fino a Balloch,
per poi risalire lungo la riva opposta e inoltrarci all'interno di una
piccola strada che da Drymen giunge a Balmaha
e poi risale, ancora più stretta, sempre lungo la sponda del lago,
verso Cashell.
Il paesaggio è di stampo rurale ed estremamente rilassante, anche
se, perdendo i connotati tipicamente scozzesi, assume l'aspetto della campagna
inglese... Stiamo vivendo le
nostre ultime ore scozzesi e decidiamo di chiudere in bellezza visitando
le famose Trossachs, un'area molto ristretta
che ci è stata descritta come veramente meritevole...
Ritorniamo verso Drymen, per poi svoltare
a nord, in direzione di Aberfoyle, confine
meridionale delle Trossachs.
Da Aberfoyle, si sale bruscamente verso
il Loch Achray, in uno stupendo scenario alpino.
Sulla sinistra, la stradina che conduce al parcheggio (a pagamento) del
Loch Katrine, visitabile esclusivamente a
piedi, ma incredibilmente intasato dalla presenza di un folto numero di
gitanti. La discesa successiva verso Callander,
ultimo lembo di Trossachs, è benedetta
da un sole caldo e molto più mediterraneo (non piove da più
di 24 ore) di quello a cui ci eravamo abituati, dando come l'impressione
di percorrere un itinerario trentino. Da Callander
a Stirling la strada è veloce, vera
anticamera al nostro ritorno al "mondo reale", rappresentato dall'autostrada
M9 che conduce verso Glasgow.
Sull'orizzonte di Stirling, imponente, si
staglia la sagoma del Wallace Monument, torre
che siamo impossibilitati a visitare, dal momento che il nostro programma
di viaggio prevede l'arrivo nel centro dell'Inghilterra in nottata...
Dopo Glasgow, l'autostrada, lungo la sua discesa
verso sud, attraversa una zona (le Lowther Hills)
che ha il solo difetto di essere percorsa per ultima, in quanto risulta
essere veramente gradevole, nel suo desolato aspetto...
La nostra vacanza volge al termine, in quanto abbiamo ancora a disposizione
solo 3 giorni da trascorrere a Londra...
Ancora oggi, rimpiangiamo di non averli utilizzati per prolungare il nostro
soggiorno all'interno delle Highlands...
Il caos cittadino di Londra, ci è risultato
oltremodo antipatico, incrementando il nostro desiderio di rivivere ancora
i meravigliosi silenzi della Scozia, in un
prossimo futuro...
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SCOZIA
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