1997: VIAGGIO IN SCOZIA
AL FINE DI VELOCIZZARE IL CARICAMENTO DELLA PAGINA, LE FOTOGRAFIE RELATIVE AL VIAGGIO, SI TROVANO IN UNA PAGINA SEPARATA: FOTO
SONO DISPONIBILI DUE VERSIONI DI QUESTO RESOCONTO DI VIAGGIO:

A) "CLASSICA", IN QUESTA STESSA PAGINA.

B) "STRADALE", CON INFORMAZIONI DETTAGLIATE PER CHI DESIDERA EFFETTUARE  L'ITINERARIO IN AUTO O, PREFERIBILMENTE, IN CAMPER.

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IMPORTANTE: Prima di iniziare la lettura di questo reportage di viaggio, ritengo siano necessarie alcune considerazioni:    Il periodo di permanenza in Scozia, dal 29 Agosto, al 6 Settembre, ci ha permesso di visitare questo straordinario paese in quasi assoluta solitudine, permettendoci di assaporarne la bellezza al riparo dalla presenza delle torme di turisti che, in piena stagione, intasano il paesaggio e inquinano, loro malgrado, il silenzio di questi luoghi.    Probabilmente, i toni idilliaci che utilizziamo nel racconto, al viaggiatore agostano potranno sembrare leggermente stonati...      Le nostre impressioni, come pure alcune informazioni specifiche che cerchiamo di fornire, devono quindi essere sempre rapportate al periodo in cui è stato effettuato il nostro viaggio.    Un'altra precisazione, prima di iniziare: "Non è vero che in Scozia piove sempre", anche se nell'arco della giornata, si puo' passare dal sole alla pioggia e viceversa anche 6 o 7  volte!!!    Le ore di pioggia totali, comunque, anche nelle circostanze peggiori, non sono poi molte....    Il fatto che noi avessimo il Camper, ci ha agevolato moltissimo, permettendoci di cadenzare i nostri ritmi di viaggio anche in funzione delle condizioni climatiche e senza l'assillo di dover effettuare tutte le operazioni necessarie per trascorrere la notte in Albergo, Tenda o "Bed & Breakfast".    (In questo modo, abbiamo acquistato almeno 3 ore al giorno, rispetto ai possessori di auto)...

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In principio fu "Highlander"...      Chi non ricorda il bellissimo film in cui Cristopher Lambert interpreta l'immortale Connor McLeod?...      Io e Monica eravamo rimasti favorevolmente impressionati, una decina di anni fa, dallo stupendo paesaggio e dall'atmosfera che trasparivano nelle sequenze iniziali del film, ambientato, appunto, nelle Highlands scozzesi.    La curiosità di verificare personalmente l'esattezza di quelle impressioni, oggi, dopo tanti anni trascorsi da allora, è stata soddisfatta e mi accingo a scrivere di un paese dai mille volti, bello e selvaggio, cui nessuna pellicola cinematografica potrà mai rendere compiutamente omaggio.    Al nostro ritorno, in rapida successione, abbiamo rivisto "RobRoy", "Bravehart" e ancora "Highlander", riconoscendo monti, laghi e brughiere, ma con la nitida percezione di una verità assoluta: in Scozia, la realtà supera l'immaginazione...    Anche per questo viaggio, come ormai da alcuni anni siamo soliti fare, abbiamo utilizzato un camper a noleggio che ci ha permesso di affrontare i 6200 chilometri della nostra vacanza in tutta tranquillità.    Dopo essere giunti in Inghilterra, attraversando il Canale della Manica per mezzo dell'Eurotunnel, ci siamo fermati nei dintorni di Londra per visitare il primo dei  4 Theme Parks che abbiamo incluso nel nostro programma di viaggio.      Nel tardo pomeriggio, all'uscita da THORPE PARK, iniziamo la traversata dell'Inghilterra, seguendo l'autostrada M1 in direzione NORTH.    La guida a sinistra non è particolarmente traumatica, anche se è necessario mantenere una maggiore concentrazione al fine di evitare di ritrovarsi nella corsia opposta al momento sbagliato.    Seguendo il consiglio elargitoci da un gentilissimo dipendente del Parco, originario di Newcastle, all'incrocio con la M18, poco prima di Sheffield, svoltiamo a destra e ci ritroviamo, dopo poche miglia, direttamente sulla A1 che porta a nord verso la Scozia, percorrendo il lato orientale dell'Inghilterra.    Dopo avere trascorso la notte in una delle numerose stazioni di servizio che costeggiano l'autostrada, particolarmente apprezzate poichè dispongono di rifornimento gratuito di aria e acqua, percorriamo rapidamente il tratto che ci separa ancora dalla città di Newcastle, superata la quale, la strada si avvicina alla costa e si restringe a una sola corsia per ogni senso di marcia.    Il paesaggio comincia ad ondularsi e le greggi di pecore che ci hanno accompagnato durante tutto il nostro percorso inglese, si infittiscono maggiormente e contendono lo spazio alle coltivazioni cerealicole.    Mancano ancora poche decine di miglia al confine e osserviamo una moltitudine di macchine trebbiatrici che, complice una giornata ventosa ma soleggiata, azzannano ettari su ettari di terreno, per cogliere il grano, che a queste latitudini matura alla fine di Agosto.    Seguendo un'altro consiglio del ragazzo di Newcastle, poco dopo Belford, ci inoltriamo a destra lungo una stradina che conduce, ancora in territorio inglese, a Holy Island, un'isoletta raggiungibile solo con la bassa marea, oasi protetta per svariate razze di volatili e paradiso per gli appassionati di "bird watching".    Il percorso sull'esile striscia di terra che porta all'isola si snoda tra suggestive dune di sabbia, sacche di acqua paludosa e steli d'erba frustati dal vento, in una splendida cornice selvaggia, se si esclude la presenza di numerose auto e gruppi di "bikers" e "trekkers", che movimentano l'ondulato "skyline" del paesaggio.    Nel centro della piccolissima isoletta, un villaggio di poche case si frappone al Lindisfarne Castle, raggiungibile solo a piedi, dopo avere lasciato il proprio automezzo in uno dei piccoli e rudimentali parcheggi sorti nelle vicinanze.    A causa dell'approssimarsi dell'alta marea, che ci impedirebbe di riattraversare l'istmo di collegamento alla terraferma per molte ore, rinunciamo alla visita del castello, peraltro  dall'aspetto non particolarmente invitante, a parte l'invidiabile posizione, a ridosso di un piccolo spuntone di roccia vicino al mare.    Proseguendo lungo la costa, dopo avere attraversato Berwick e il confine, la Scozia ci ha accolto con una spruzzata di pioggia, non più di cinque minuti, per renderci partecipi immediatamente della repentina mutevolezza delle proprie condizioni atmosferiche.    La costa, in questo tratto, è caratterizzata da una scogliera molto simile a quella Bretone, di colore scuro e sferzata dal vento del Mare del Nord.  Effettuiamo un'altra deviazione e attraversiamo il piccolo paese di Dunbar, di cui apprezziamo la sofficità e il verde brillante del tappeto erboso di un'area pubblica prospicente il mare, sull'orlo della scogliera, con il curioso spettacolo di una piccola isoletta a forma di "panettone" a poche miglia di distanza.    Il sole occhieggia tra le nuvole bianche che scorrono velocissime sopra di noi e ci divertiamo a rotolarci scalzi insieme con i nostri bambini su questo prato, che senza ombra di dubbio, potrebbe essere tranquillamente usato come "green" per un campo di golf.    Siamo molto vicini a Edinburgh e decidiamo di approfittare dell'estrema lunghezza delle giornate, per effettuare una prima visita di esplorazione della città.  Ci addentriamo nel caos pomeridiano del traffico nel centro cittadino percorrendo Princes street, che costeggia il parco di West princes street, adagiato su una stretta e verdissima conca, alle pendici della spettacolare cresta montuosa su cui sorge il bellissimo castello della città.    La visione d'insieme è veramente stupenda e fatico a mantenere la concentrazione alla guida del Camper, perso tra una miriade di "pazzi che viaggiano tutti contro mano".      Imbocchiamo a sinistra Lothian road e subito dopo scendiamo in King's Stables road, che costeggia la rupe del castello e parcheggiamo, con notevole fortuna, proprio davanti all'ingresso ovest del parco, con le torri del castello che ci sovrastano nella luce del tramonto.  Entriamo nel parco e ci inoltriamo in un' insospettabile oasi di silenzio nel cuore della città, dove i rumori del traffico rimangono al di sopra della scoscesa e verdissima radura, costellata di alberi e panchine che si adagia alla nostra sinistra.      Una fontana si trova sul fondo di questa piccola valle e alla nostra destra, imperiosa, si eleva per circa un centinaio di metri la parete rocciosa da cui, come avremo modo in seguito di appurare, si gode una stupenda vista su tutta la città.    Per raggiungere la sommità della rupe, è necessario percorrere tutto il parco e iniziare la salita "rientrando" nella città che, ormai liberata dal traffico del pomeriggio, si presenta decisamente più tranquilla.    Giungiamo nella piazza dell'Esplanade di fronte all'ingresso del castello che risulta essere già chiuso e ci consoliamo con una passeggiata lungo la "One Mile Road", che dal castello degrada verso l'Holyroodhouse Palace, attorniata dai più importanti palazzi di Edinburgh.    Il tramonto sembra non finire mai e la luce rossastra che avvolge le torri e le mura dei palazzi circostanti, ci regalano uno scenario suggestivo e ben diverso da quello paventato al momento di optare per il viaggio nella "piovosa Scozia".    In barba alla psicosi della "mucca pazza", ceniamo in un "Burgher King" di Princes Street, proprio di fronte all'Hotel più lussuoso della città, godendoci le spericolate acrobazie di un'inserviente dell'albergo intento a recuperare la bandiera che si è parzialmente strappata sul pennone.    L'operazione è resa difficoltosa dal levarsi di un vento gelido e insidioso che ci rammenta ancora una volta la mutevolezza del clima a queste latitudini.    Trascorriamo la notte parcheggiati sempre sotto il castello, disturbati solamente da qualche sparuto gruppo di ragazzi ubriachi che, all'una di notte, non trovano niente di meglio da fare che cantare a squarciagola e picchiare qualche pugno contro le pareti del Camper.    La visita al castello, di prima mattina, ha inizio con una piacevole sorpresa, in quanto all'ingresso, dopo il pagamento del biglietto, ci vengono forniti un lettore CD e un paio di cuffie a testa.    Una dettagliata guida vocale, anche in italiano, provvede a fornire passo passo tutte le informazioni riguardo le varie zone del castello, risultando essere un aiuto prezioso anche a chi non conosce la lingua di Albione.    Il panorama della città, vista dall'alto delle mura, risulta essere veramente interessante, specie in questa mite giornata di sole.    Anche all'interno della gigantesca struttura, i punti di interesse non mancano, tra cui spiccano la bellissima sala delle armi, il sacrario di guerra, la chiesa e la sala in cui vengono custoditi i simboli del potere regale: la corona e lo scettro.    Durante tutto l'arco della visita, da un'infinità di riferimenti molto espliciti, si può notare la spiccata avversione degli scozzesi verso gli invasori inglesi, indice di un orgoglio nazionale molto radicato nelle loro coscienze.    Uscendo dal castello e ripercorrendo un tratto di "One Mile Drive", ci imbattiamo, ai lati della strada, in molte attrazioni per turisti, ma non reputiamo neccessaria la visita...    Lasciamo Edinburgh verso mezzogiorno e attraversiamo il Firth of Forth (braccio di mare che si incunea all'interno della costa) percorrendo un imponente ponte sospeso, simile nella sua architettura al "Golden Gate" di San Francisco, anche se di dimensioni inferiori e caratterizzato da una colorazione meno appariscente.    Effettuiamo quindi una deviazione alla volta di Culross, piccolo agglomerato urbano di stampo settecentesco, segnalato come estremamente interessante su molte guide turistiche.    L'improvviso ingrigirsi del cielo, accompagnato da una fastidiosa pioggerella, ci ha impedito di approfondire la visita di questo minuscolo gruppo di case, indubbiamente particolari, ma comunque, a nostro giudizio, non particolarmente meritevoli di essere visitate.      Ci dirigiamo quindi in direzione di Perth e Dundee, cittadine che non hanno nulla da offrire al visitatore, per poi immetterci sulla 929, seguendo le indicazioni per Forfar.    Poco dopo avere superato l'uscita per Balgray, svoltiamo a sinistra seguendo l'indicazione Glamis Castle e attraversiamo per circa 10 km una regione collinare completamente brulla e deserta, veramente particolare, se non altro perchè è la prima avvisaglia di quello che troveremo poi nella parte sud delle Highlands.    Giungiamo nella pianura verdeggiante e inconfondibilmente agricola dove è situato il Glamis Castle ed entriamo, attraverso uno stretto passaggio, all'interno del Parco del castello.    Gli ultimi cinquecento metri, percorsi su una stradina rettilinea in leggera discesa e incorniciata ai lati da una lunga teoria di alberi ad alto fusto, offrono il suggestivo spettacolo, sullo sfondo, del castello adagiato su un prato incredibilmente verde.    Il sole, spuntato ancora all'improvviso, disegna ombre orizzontali sulla strada d'accesso, che sfocia in un comodo e largo parcheggio proprio di fianco al castello.    Il Glamis Castle, residenza giovanile dell'attuale Regina d'Inghilterra, si presenta molto curato, con un piccolo ma delizioso e rilassante giardinetto sul fianco opposto al parcheggio.    Ci inoltriamo sulla stradina che, attraversando la facciata della costruzione, tra alberi e cespugli geometricamente disposti, conduce proprio in prossimità di questo piccolo angolo recintato.    Passeggiamo sull'acciottolato, sotto il pergolato di rampicanti che forma una fresca galleria e ci sediamo ad osservare i bambini che si rincorrono nei pressi della fontanella al centro del giardino.    Percorriamo un'altro tratto di un sentiero che si snoda attraverso il parco, per poi ritornare sui nostri passi e lasciare scatenare i nostri figli all'interno del Parco Giochi situato sul retro del castello, vicino al parcheggio.    E' un'area invitante, vocata ai pic-nic estivi da parte dei sicuramente numerosissimi visitatori del periodo estivo.    Non siamo particolarmente interessati alla visita interna del castello e un'improvvisa pioggerella ci invita a proseguire il nostro viaggio.    Cercando di sfruttare ancora una volta l'estrema lunghezza delle giornate, ci dirigiamo verso Stonehaven.      Poco prima di Stonehaven, proprio a picco sul mare, c'è il Dunnottar Castle, a nostro parere, il più suggestivo tra quelli visitati in questo viaggio.    Al tramonto, con solo una decina di persone nelle vicinanze, assistiamo ad uno spettacolo stupendo.    Il castello è in completa rovina, ma conserva un fascino incredibile, incastonato com'è in uno scenario bellissimo, simile a quello Normanno.      Arroccata su un gigantesco scoglio a strapiombo sul mare, quella che è stata forse l'unica fortezza inespugnata della tormentata storia scozzese, conserva ancora un'aura d'invincibilità.      L'antico ponte, che in passato permetteva di accedere al castello, col passare degli anni è crollato e i suoi resti si adagiano nel profondo canalone che separa lo spuntone roccioso dal pianoro rialzato su cui ci troviamo ora.      Scendiamo lungo il ripido sentiero che conduce alle pendici verticali dell'imponente mole rocciosa, per scoprire che l'accesso all'interno del castello, qualche decina di metri più in alto, ci è impedito dalla presenza di una porta di legno chiusa a doppia mandata.    Ci aggiriamo alla sua base, rapiti, nel silenzio interrotto solo a tratti dal richiamo dei gabbiani e dal leggero crepitare del falò approntato sulla spiaggia ciottolosa da uno sparuto gruppo di ragazzi.      La loro decisione di trascorrere la notte sulla riva del mare è evidente e li osserviamo con un pizzico di invidia, immaginando il grandioso spettacolo dell'alba che si deve godere da quella posizione.        Onestamente, credo che l'impatto con questo luogo, in altra ora, condizione climatica e concentrazione di folla, non sia assolutamente lo stesso...      Probabilmente siamo stati fortunati nel trovare riprodotte tutte le condizioni ideali, ma senz'altro, di quella tarda serata, conserviamo il ricordo più bello della nostra vacanza...      Preferiamo poi, a tarda notte, proseguire il viaggio, ma è rimasto in noi il desiderio di assistere all'alba dall'alto della scogliera...        Proseguiamo verso Aberdeen, per poi affrontare un lungo tratto, avvolti nell'oscurità, interrotta solo da rari paesini di campagna, alla volta di Ballater.    Trascorriamo la notte all'interno del paese e ripartiamo, in un mattino piovoso, per giungere di buon'ora al Balmoral Castle.      Giungiamo nei pressi del parcheggio adiacente all'ingresso del viale che porta al castello, ma ci viene negato l'accesso da un poliziotto che giustifica il divieto a causa della presenza di alcuni membri della Famiglia Reale Inglese.    Avendo preventivato questa possibilità, del resto ben evidenziata su tutte le guide turistiche, a malincuore, proseguiamo il nostro viaggio.      Il nostro stupore, derivato dalla visione di un incredibile numero di troupe televisive accampate nel parcheggio, è stato giustificato nell'apprendere, poco dopo, dell'incidente mortale occorso a Lady Diana Spencer, durante la notte appena trascorsa.        I giornalisti presenti, infatti, sono in attesa dell'uscita dal castello del Principe Carlo, diretto verso Parigi...        Scendiamo verso Braemar, fermandoci un istante presso il piccolo ma caratteristico castello di Braemar, che si intravvede sulla destra, alla fine della vallata su cui si dipana la strada, affiancata dal torrente, poco prima di giungere nei pressi del paese.    Proseguendo sempre verso sud, ci inerpichiamo verso il Devil's Elbow, passo montano incantevole, assolutamente deserto e caratterizzato dalla familiare presenza di  innumerevoli greggi di pecore...    La discesa verso il bivio per Pitlochry è veramente ripida, ma spettacolare.  Da Pitlochry, scendiamo un paio di miglia verso sud, per poter imboccare la stradina (strettissima) che costeggia il versante sud del Loch Tummel.      Costeggiamo tutto il lago fino a Foss , alla ricerca del "Queen's view", che erroneamente la cartina segna sul versante sud, percorrendo con un "bestione" di 7 metri x 2,30 una stradina in cui, a malapena, riescono a transitare un'automobile e una bicicletta appaiate.    Per nostra fortuna, non abbiamo incrociato nessuno durante le 9 miglia del percorso fino a Foss...      Il lago, su questa riva, presenta senza ombra di dubbio alcuni scorci interessanti, anche se la nostra attenzione è particolarmente rivolta alla strada...    Raggiunta la riva nord, attraverso il Tummel Bridge, continuiamo a costeggiare il lago, tornando in direzione di Pitlochry e ci fermiamo, finalmente, presso il parcheggio del famoso "Queen's view"...    Su tutte le guide turistiche, questo luogo sopraelevato che consente la vista del lago dall'alto, viene descritto come uno dei più belli di Scozia, ma, forse a causa di un improvviso acquazzone che ha ingrigito il primo pomeriggio, l'impressione che ne abbiamo avuta non è stata particolarmente entusiasmante...      Per inciso, lo spettacolo offerto dal lago di Garda, visto da Malcesine, è tutta un'altra cosa.....    Proseguiamo, sperando in una schiarita, in direzione nord, verso il Blair Castle, distante solo poche miglia.    Il castello si trova all'interno di un parco (ingresso a pagamento) veramente grande e una volta parcheggiato, si possono effettuare due itinerari differenti per visitarne i giardini.    L'ingresso al castello vero e proprio  è precluso in segno di lutto, crediamo, dal momento che la bandiera scozzese sventola a mezz'asta sullo sfondo del cielo grigio, che in questo momento concede un provvidenziale attimo di tregua.    Effettuiamo uno dei due percorsi di visita, nello specifico, quello che conduce fino al laghetto, ma anche in questo caso, non troviamo niente di particolarmente interessante, o meglio, di nuovo...    I giardini di alcuni Castelli della Loira, ad esempio, risultano essere molto più interessanti...      Abbandoniamo il Parco del Blair Castle ed iniziamo a percorrere un lungo e spesso deserto tratto di strada, che conduce, attraversando il Glen Garry e il Glen Truime, prima a Kingussie e poi a Inverness.      Il percorso si snoda attraverso vari tipi di paesaggio, comunque sempre molto interessante...    E' a questo punto che si inizia a comprendere, poco a poco, come questa terra possegga un fascino particolare, che ha legato i suoi abitanti ad essa, pur non presentando, ad un esame superficiale, niente di tutto ciò che normalmente siamo abituati a considerare "indispensabile" al fine di apprezzare il luogo in cui si vive...      Giungiamo ad Inverness, posto in invidiabile posizione, tra la foce del Loch Ness e le baie di Moray e Beauly Firth, al calare della sera.      Parcheggiamo il Camper sul lato della strada che costeggia ad est il Caledonian Canal, a pochi passi dal ponte che conduce alla zona pedonale del piccolo centro cittadino.    Sulla strada lastricata, con i lampioni adornati da vasi pensili di fiori, effettuiamo una breve passeggiata e usufruiamo dell'immancabile Mc Donald's, come sempre nei punti strategici di ogni piccola cittadina...        Rientriamo sul Camper e usciamo da Inverness attraversando il ponte tra le due baie, anche se l'oscurità, ormai completa, non ci permette di valutare il paesaggio intorno a noi, probabilmente interessante...    Alcune guide turistiche indicano come estremamente interessante, la visita della Black Isle (si chiama così, ma in realtà è la penisola che si trova appena attraversato il ponte, e che si estende verso il mare a est per circa 15 miglia), fino a Cromarty, ma noi continuiamo verso nord.    Attraversando il Cromarty Firth per mezzo di un'altro ponte, giungiamo nei pressi di Alness, dove pernottiamo nell'area adiacente una stazione di servizio di notevoli dimensioni.      Il breve tratto di strada che costeggia, una volta superato il ponte, il Cromarty Firth fino ad Alness, è caratterizzato dalla  presenza di centinaia di conigli ai lati della strada...    Probabilmente, di giorno, se ne staranno rintanati, ma se vi capita di percorrere questa strada, verificate anche voi...        Dopo Alness, inizia la vera Scozia...    Appena prima del paese, si devia a sinistra sulla 836 e si percorre un tratto assolutamente deserto, all'interno della Ardross Forest, zona montana caratterizzata dalla presenza di aree geometriche di boschi di conifere, in mezzo a radure assolutamente spoglie...        La successiva discesa verso Bonar Bridge, poi, è particolarmente interessante, se confortata da condizioni atmosferiche accettabili...    Veniamo accolti da uno stupendo paesaggio, reso particolarmente incantevole dalla luce che solo in Scozia ( e Austria) sa essere così, dopo un leggero scroscio di pioggia...    Proseguendo verso Lairg, risaliamo sul lato ovest il torrente Shin, fino a raggiungere le Falls of Shin.      Un centro visitatori, al cui interno si trova un fornito negozio di souvenirs, accoglie i turisti e i pescatori che si danno appuntamento in questo luogo con un'unico scopo: i salmoni...      Purtroppo, in qesto periodo, fuori stagione, siamo impossibilitati ad osservare, dalla balaustra a sbalzo sulle cascate del torrente, la risalita di questi caratteristici pesci.      Credo comunque che, durante la stagione della risalita, la folla accalcata nei pochi metri quadri della balaustra, risulti essere assolutamente indisponente...    Giunti a Lairg, ci dirigiamo ancora verso nord e ci inoltriamo nel cuore delle Highlands, immersi in un paesaggio che ad ogni curva regala scorci fantastici, ogni volta sotto una luce diversa, a seconda delle condizioni atmosferiche, che mutano sempre più repentinamente...        Laghi, radure erbose, montagne, roccia nuda, torrenti, cascatelle, pecore....     Nessun essere umano, se si eccettua qualche rarissima automobile, lungo la strada ad una sola corsia che attraversa questa terra di torba nera che si rivela spesso insidiosa sotto i piedi, intrisa com'è di acqua e di tane...      Ogni 150 metri, ai lati di queste stradine del nord, una piazzola consente l'incrociarsi nei due sensi dei veicoli, al cui interno, simpaticissimi, i conducenti ringraziano con la mano sollevata, il dirimpettaio che accosta per agevolarne il passaggio...        Semplicemente meraviglioso, il percorso che si snoda fino alla costa nord, nei pressi di Tongue...    Attraversando poi il Kyle of Tongue, sopra una lingua di terra che la marea ricopre quasi per intero, a intervalli regolari, proseguiamo tra belle montagne fino a Heilam (pochissime case, come del resto in tutte le rarissime e minuscole frazioni incontrate fino ad ora).        Costeggiamo interamente la lunga insenatura in cui si insinua il Mare del Nord (Loch Eriboll) e raggiungiamo Durness.    Poche miglia prima di Durness, quello che reputiamo il migliore scorcio sul mare di tutto il nostro viaggio.      Un'incredibile spiaggia rosata, con alle spalle un'alta scogliera di roccia, affacciata su un mare favolosamente limpido e dal colore caraibico...    Come al solito è necessaria la fortuna, come nel nostro caso, di giungere verso le 17.30, subito dopo una spruzzata di pioggia, con i raggi di sole che filtrano dalle nuvole improvvisamente diventate bianchissime e rade...    Poco prima di Durness,  parcheggiamo in una piazzetta e scendiamo a visitare le Caves of Smoo, due grotte naturali create dall'effetto combinato delle onde del mare che si insinuano all'interno di uno stretto, profondo canale e dalle acque di un torrente che si inabissa improvvisamente nel sottosuolo.    Vale veramente la pena di visitare questo luogo, tra l'altro, almeno nel periodo in cui siamo stati noi, senza la necessità di affrontare lunghe code per accedere alla passerella che conduce alla seconda, piccolissima grotta...        All'interno della cavità maggiore, ampia e imponente, in compagnia solo di altre due persone, osserviamo le pareti erose dai millenni e concordiamo ancora una volta che la Natura è una scultrice meravigliosa...      Nell'affrontare la risalita verso la piana che sovrasta il canalone, restiamo sorpresi dall'ennesima spruzzata di pioggia, che però ci permette di assistere, subito dopo, ad un favoloso doppio arcobaleno che si estende dalla vicina montagna, fino al livello dell'orizzonte sul mare...      Ci fermiamo, in compagnia di un rosso tramonto e di uno sparuto numero di altri campeggiatori, a pernottare in un delizioso (e unico nel raggio di 100 km) campeggio a picco sulla scogliera, con un tappeto erboso da fare invidia ad un campo da golf...      A Durness è sicuramente possibile pernottare  in Bed & Breakfast, anche se in Luglio o Agosto, dubito sia facile trovare posto...      La temperatura notturna è decisamente "frizzante", ma il silenzio è pressochè assoluto.      Vorremmo fermarci almeno per una giornata, ma il nostro programma di viaggio è assolutamente compresso...      Siamo giunti nell'estremo nord scozzese e da questo istante inizia il nostro ritorno verso sud...  Tralasciamo, forse colpevolmente, la visita di Cape Warth, sperone roccioso raggiungibile solo con la piccola traversata marina di un fiordo, a causa della necessità di lasciare il nostro automezzo per cercare un improbabile (in questo periodo) servizio di trasporto per le restanti 11 miglia del percorso.      Le condizioni della nostra famiglia, con tre bimbi piccoli, a volte non consentono di effettuare tutte le escursioni possibili, inclusa la visita della cascata più alta di Scozia (Eas Coul Aulin Water, vicino a Unapool), raggiungibile esclusivamente dopo un percorso di circa 5 miglia, interamente a piedi...      Scendiamo con calma, assaporando il paesaggio, verso Laxford Bridge, per poi immetterci, sulla 894, in direzione Scourie, continuando a costeggiare il mare.        Percorrendo stradine fatte di saliscendi e scorci suggestivi, giungiamo a Unapool, una bella zona, vocata anche al turismo stanziale...      Credo debba risultare estremamente interessante l'esplorazione del braccio di mare che si insinua all'interno della costa, creando insenature e isolette, incorniciate da una fitta natura silvestre...  Proseguiamo, sempre immersi in uno scenario meraviglioso, fino a giungere sulle rive del Loch Assynt, godendo dello spettacolo offerto dai pochi ruderi dell' Ardvreck Castle.    Pranziamo sul Camper, in una piazzola situata proprio di fianco all'isoletta su cui si adagiano i ruderi, con il suggestivo scenario creato dai raggi di sole che si specchiano sull'acqua increspata dall'immancabile brezza scozzese.        L'aria si presenta sempre frizzante, ma non è mai, almeno in questo periodo, particolarmente fredda; il che ci consente di uscire dal nostro automezzo con la sola maglia felpata.    Proseguendo sempre verso sud, attraversiamo Ledmore e raggiungiamo Ullapool.      E' il primo paesino di una certa consistenza dopo più di 300 km di Highlands e si affaccia su un piccolo porto.      Le guide turistiche lo indicano come un luogo interessante, ma noi non abbiamo trovato nulla di particolarmente eccitante, a parte il fatto che si presenta abbastanza caratteristico con le sue casette bianche e alcuni negozi dalle insegne adatte alla realizzazione di belle foto a colori.        Scendiamo poi lungo il Loch Broom percorrendo un tratto di strada (il primo dopo molto tempo) a due corsie e giungiamo, poco dopo il bivio per Auchindrean, allo spiazzo che funge da parcheggio per chi intende visitare le Falls of Measach e il Corrie Hallock.      Si tratta di una profonda insenatura nella roccia, creata nel corso dei millenni da un torrente che si è scavato l'alveo a sempre maggiore profondità.    A questo punto, abbiamo effettuato una scelta di cui ci siamo poi pentiti...      Dovendo scegliere, per motivi di tempo, se visitare in serata i Giardini di Inverewe o inoltrarci nel canalone, optiamo per la prima ipotesi e quindi ci affacciamo solo da una balaustra poco sotto il piano stradale, per osservare la notevole distanza intercorsa tra noi e l'acqua, che scorre sul fondo del crepaccio...      In questo luogo, ovviamente, abbiamo riscontrato la più alta affluenza di turisti (un paio di torpedoni e svariate decine di auto, e anche questo, forse ci ha un po' condizionato nella scelta).      Decidiamo di proseguire alla volta di Tournaig e ammiriamo una nutrita varietà di interessanti paesaggi, con particolare menzione per la spettacolare veduta dall'alto della Gruinard Bay, appena oltrepassato Coast...    Favoriti da una luce meravigliosa, resa perfetta anche dall'orario (circa le 17,30), abbiamo osservato il panorama mozzafiato della baia, dell'isoletta di Gruinard e delle piccole spiagge bianche che si affacciano su un mare dalla limpidezza incredibile.    Proseguendo verso Tournaig, con l'altrettanto splendido scenario della costa alla nostra destra, giungiamo a Inverewe, dove, una volta posizionato il Camper nell'ampio parcheggio, visitiamo il famoso Giardino Tropicale.    Le guide turistiche danno ampie informazioni su questo particolare "scherzo della Corrente del Golfo", che permette la sopravvivenza di piante e fiori tropicali a questa latitudine, anche se, a nostro giudizio, la visita risulta essere non particolarmente interessante, a meno di essere veri appassionati...      I "Giardini Sigurtà" di Valeggio sul Mincio, per intenderci, sono di ben altra caratura....      In circa un'ora, giusto quella che manca all'orario di chiusura, effettuiamo il percorso di visita e ripartiamo verso Gairloch.        Sempre sulla 832, proseguendo per circa 10 miglia, ci troviamo improvvisamente di fronte al favoloso scenario offerto dal Loch Maree, forse il più romantico dei numerosissimi laghi fino ad ora incontrati...      Il tramonto splendido, di una tenue luce rossastra, incornicia le piccole isolette del lago e l'aspro massiccio montano che dalla riva opposta, si eleva notevolmente.  Nelle due ore trascorse ad ammirare (e a cenare) il panorama, solo tre volte il silenzio viene interrotto dal passaggio di un'autovettura...      E' necessario, specialmente in questo luogo (vi sono anche cartelli che provvedono ad informare del pericolo), prestare estrema attenzione a dove si appoggiano i piedi, in quanto il terreno risulta infido a causa della sua natura porosa.      Curiosa e interessante, inoltre, la presenza sull'altra sponda di una casa isolata e irraggiungibile se non via lago, segnalata anche sulle cartine come paese a se stante: Letterewe...        Il percorso che effettuiamo successivamente e che ci porta prima ad Achnasheen e poi verso Lair, si svolge nella più completa oscurità.        Non siamo quindi in grado di apprezzare la bellezza del Glen Carron, indicato dalle guide turistiche, come una delle più belle vallate della zona.        Siamo costretti a proseguire fino a Lair, dalla totale assenza di punti adatti alla sosta notturna con il nostro mezzo di trasporto...    Pernottiamo nella piazzetta prospicente la minuscola stazione ferroviaria.      Ripartiamo, di buon'ora all'indirizzo di Achintee, dove la strada si impenna per elevarsi quasi a picco sul Loch Carron e poi ridiscendere repentinamente verso Attadale, costeggiando sempre il lago fino a Stromeferry.        Mancano poche miglia al castello più famoso di Scozia, l' Eilean Doonan Castle, vicino a Dornie.    La mattinata non risulta essere particolarmente invitante, caratterizzata da una fastidiosa pioggerella, unita ad un'uggiosissima nebbiolina stagnante, che intristisce l'apparizione del castello e dell'isoletta su cui esso è posto.      In verità, contrariamente a quanto si è indotti a pensare osservando le innumerevoli foto di questo famosissimo castello, che pare immerso in una natura incontaminata e selvaggia, la zona si presenta paesaggisticamente deturpata.      La presenza di un lungo ponte di cemento armato, dell'anonimo paesino di Dornie e di un'antiestetico parcheggio, svilisce notevolmente l'impatto visivo, costringendo il visitatore a fotografare il castello unicamente da distanza ravvicinata.      Nell'arco delle tre ore di sosta che effettuiamo, l'avvicendarsi del sole a brevissimi scrosci di pioggia, ci permette di visitare e fotografare con calma il castello.        Il suo interno, ricostruito alla fine del secolo scorso con incredibile perfezione, è semplicemente favoloso....      Diverso da tutti i castelli (e sono moltissimi, in tutta Europa) che abbiamo visitato, in esso trasuda copiosamente il senso di "antico" e di "vissuto".      Le stanze sono minuscole, se si eccettua la meravigliosa sala centrale, mentre le scalette interne che si inerpicano tra le mura spropositatamente grandi, rendono perfettamente l'idea di come doveva essere la vita all'interno di questa praticamente inespugnabile fortezza...      Gli inglesi, per raderla al suolo, hanno dovuto utilizzare i cannoni di alcune delle loro più potenti navi da guerra, incuneatesi nello stretto braccio di mare che forma il Loch Duich e su cui è affacciato il castello...        Ci associamo in pieno, almeno per una volta, al giudizio delle varie guide per turisti...    E' sicuramente il luogo "imperdibile" per antonomasia, oltre alle "Highlands", per chiunque intenda visitare la Scozia...    Dopo il pranzo, condito sempre dall'incantevole vista , di fianco a noi, della sagoma del castello (anche in questo caso, ci hanno fatto compagnia solo un paio di autobus, pochi camper e una ventina di auto), ripartiamo, sempre costeggiando il Loch Duich, in direzione di Inverinale e Shiel Bridge.        Una serie di poderosi acquazzoni, provvidenziali, nel nostro caso, ci permettono di assistere ad uno spettacolo meraviglioso, durante la nostra ascesa lungo il Glen Shiel verso il Loch Cluanie...      Enormi masse d'acqua, raccolte in migliaia di rivoli dalle molteplici dimensioni, scendono dalle pendici delle brulle e alte montagne che circondano la profonda vallata, in uno scenario assolutamente fantastico.    Cascate che conoscono la gloria di un giorno, cespugli martoriati dalla forza dirompente dell'acqua che scende inarrestabile, di colore ocra, attinto dalla torba che ricopre come un tappeto, in competizione con la roccia, le scoscese pareti ai nostri lati...      Poi, d'un tratto, spunta il sole e le pareti si colorano di un verde intenso, per poi ingrigire subitaneamente all'approssimarsi di un'altra ondata di pioggia...        Bellissimo e affascinante...      Alla fine del Loch Cluanie (lago artificiale), ci si immette sulla 87 e si può godere della vista dall'alto del Loch Loyne e successivamente, del Loch Garry.      Giunti ad Invergarry, svoltiamo verso Laggan e costeggiamo il Loch Lochy, dove in alcuni punti, l'acqua sembra quasi tracimare e invadere la strada...    Nel tardo pomeriggio giungiamo a Fort Williams, il primo agglomerato urbano degno di tale appellativo dal giorno in cui abbiamo attraversato Inverness...      Parcheggiamo nella vasta piazza in riva al lago e ci addentriamo nella vecchia via principale, chiusa al traffico degli autoveicoli.      Effettuiamo un po' di shopping nei negozi che vi si affacciano, unitamente a vari pub e ristoranti non più particolarmente frequentati, in questo periodo...      Si intuisce dalle vetrine e dalle merci esposte, che Fort Williams è una cittadina prevalentemente vocata al turismo, anche se nei dintorni spiccano le insegne di alcune distillerie di Whisky e non mancano i capannoni destinati a piccole industrie...      D'altro canto, la invidiabile posizione geografica del paese, situato proprio nel punto più interno del lunghissimo braccio di mare (denominato Loch Linnhe) che si insinua profondo nell'entroterra scozzese, lo rende sicuramente un centro nodale per il commercio marittimo...    La presenza vicinissima, inoltre, del massiccio del Ben Nevis, montagna più alta di Scozia, e del Loch Linnhe (praticamente il Lago di Garda scozzese), lo rende particolarmente appetito anche dal turismo di tipo stanziale...    Come da copione, gli acquisti effettuati vertono specialmente sui capi di lana (alcuni veramente bellissimi) e sul Wisky (molto più caro che in Italia).      I giorni ancora a nostra disposizione, veramente pochi, non ci consentono di effettuare, come speravamo, un itinerario circolare di circa 180 chilometri...    Partendo da Fort Williams, percorrendo verso ovest la 830 fino a Inverailort e successivamente seguendo la 861 in tutto il suo sviluppo, sarebbe stato possibile ritornare praticamente al punto di partenza, seguendo un percorso segnalato come interessantissimo dal punto di vista paesaggistico...      Ripieghiamo quindi verso sud, a notte inoltrata, verso North Ballachulish e subito dopo il ponte, mantenendoci sempre sulla 82 che piega verso est, sostiamo a Ballachulish nel parcheggio di "Mystery World", un padiglione dedicato alla storia e alla cultura dell'antico popolo scozzese...    Di primo mattino, approfittando di una schiarita dopo le forti piogge della nottata, ci dirigiamo velocemente verso il Passo di Glen Coe, luogo tristemente famoso, a causa di una cruenta battaglia tra clan, diversi secoli addietro...      La strada, che procede all'interno di una stretta vallata, si inerpica improvvisamente in una gola che si restringe sempre più, aggrovigliandosi al torrrente che scende a balze sulla roccia nuda e lucida, tra montagne completamente spoglie e che sembrano levigate, nelle loro forme vagamente arrotondate...    La luce filtrante dalle nuvole, unita alla nebbiolina che si è temporaneamente innalzata verso la cima delle montagne, crea delicati effetti "flou", che contribuiscono ad incrementare la particolare atmosfera di questo luogo...      L'immancabile improvviso acquazzone, dopo poche decine di minuti, ci costringe a ritornare verso Ballachulish, anche se lo spettacolo dei torrentelli che, gonfiati velocemente dalle acque, modificano letteralmente il paesaggio, ci fa ringraziare ancora una volta Giove Pluvio...        Approfittiamo del tempo, stavolta decisamente tendente al brutto, per visitare "Mystery World", anche se, nonostante gli apprezzabili tentativi da parte degli attori che animano i tre padiglioni, di recitare in un inglese abbordabile, l'esperienza è da definire piuttosto deficitaria...      All'interno del piccolo complesso, allestito con fondi statali, suddivisi in gruppi, i visitatori vengono condotti attraverso alcune rappresentazioni di tipo teatrale che hanno lo scopo di raccontare miti e leggende degli antichi "Highlanders"...      Apprezzabile l'ambientazione, veramente immersiva, come pure alcune idee veramente geniali, unite alle "performances" di alcuni personaggi, ma purtroppo, la nostra scarsa preparazione in materia non ci ha aiutato ad apprezzarne appieno la profondità...    Immancabile, subito dopo mezzogiorno, l'apparire del sole tra le nuvole bianchissime, il che ci ha permesso di ripartire in direzione sud, costeggiando ancora il Loch Linnhe, che si sta progressivamente allargando, nel suo avvicinamento al Firth of Lorn.    Nelle immediate vicinanze di Appin House, uno dei più simpatici castelli scozzesi, il Castle Stalker...      Piccolissimo, ma dalla forma sinuosa e inconfondibile, è situato sulla riva di una piccola isoletta appena distaccata dalla costa, ed è osservabile nella sua veste più gradevole, solamente dall'alto della collina che scende poi velocemente verso Portnacroish...      L'unica piazzola disponibile, ai lati della stretta strada, consente solo la sosta a poco più di un paio di vetture, tra l'altro in posizione piuttosto precaria, situata com'è, improvvisamente sulla destra, all'inizio della discesa...      Un filo spinato a lato della strada sembrerebbe indicare l'impossibilità di accedere all'invitante prato che consente un'ottima visione, anche se un po' distante, del castello, ma poche decine di metri più avanti, un comodo e rudimentale varco consente il passaggio...      Il tentativo di godere della vista del piccolo castello anche da un'altra angolazione, precisamente quella ottenibile percorrendo la minuscola stradina che conduce a Port Appin, si è rivelato fallimentare.      La deviazione, ciò nonostante, ci ha consentito di osservare ancora una volta uno dei geniali autobus-biblioteca che effettuano il servizio itinerante presso i paesini più sperduti...      Subito dopo Appin, l'incredibile percorso, tutto intorno all'ultimo braccio del Loch Creran, di almeno 10 chilometri, per ritrovarsi dall'altra parte della riva, a poche decine di metri in linea d'aria....      La zona si fa via via sempre più frequentata e i silenzi delle "Alte terre" sono ormai un ricordo, anche se alcuni tratti del nostro percorso si presentano ancora sufficientemente deserti.        Ci immettiamo sulla 85, effettuando una leggera deviazione verso Dunberg per visitare il Dunastaffnage Castle, affacciato su un piccolo istmo collinoso adiacente ad un porticciolo commerciale.      Il castello è praticamente in rovina, anche se la sua mole, adagiata su un verdeggiante prato, risulta essere di discreto impatto.      All'interno, nel cortile racchiuso dalle mura perimetrali, si possono intuire le disposizioni delle varie sezioni del Forte e accedere alla passerella che consente la vista esterna dall'alto della muraglia centrale.      Tutto sommato, la visita non risulta poi essere indispensabile, se non ai veri appassionati di queste antiche strutture, come nel nostro caso...        Dopo una rilassante passeggiata, ci dirigiamo verso il Passo di Brander, da dove si inizia a costeggiare il Loch Awe.    Nell'insenatura nord del lago, il Kilchurn Castle (quantomeno curioso, con i ruderi proprio a pelo d'acqua) funge da boa per ripiegare a destra su una piccola stradina che, attraversando il Glen Aray, conduce ad Inverary.        Alla stregua di Culross, anche Inverary, sulle guide turistiche, viene indicato come massima espressione scozzese dell'architettura rurale del 1700...      In questo caso, le caratteristiche case bianche, la torre e il castello, come pure il centro storico, risultano essere decisamente più interessanti, anche se la nostra visita si è ridotta ad una breve passeggiata ed al rifornimento d'acqua presso il piccolo molo sulla riva del Loch Fyne...    Quasi al tramonto, imbocchiamo la 83 in direzione nord verso Drishaig, costeggiando per alcuni chilometri il Loch Fyne prima di inoltrarci nel Glen Kinglas e successivamente nel Glen Croe...      Anche in questo caso, l'oscurità sopraggiunta nel frattempo, non ci ha dato modo di osservare il paesaggio.        La ricerca di un posto tranquillo dove passare la notte, ci porta sulle rive del Loch Lomond, precisamente a Luss, circa 20 chilometri dopo Tarbet...        Dal piazzale prospiciente il lago, vengono effettuate escursioni in battello all'interno del Parco regionale del Loch Lomond, composto da numerose minuscole isolette.      Preferiamo costeggiare il lago fino a Balloch, per poi risalire lungo la riva opposta e inoltrarci all'interno di una piccola strada che da Drymen giunge a Balmaha e poi risale, ancora più stretta, sempre lungo la sponda del lago, verso Cashell.      Il paesaggio è di stampo rurale ed estremamente rilassante, anche se, perdendo i connotati tipicamente scozzesi, assume l'aspetto della campagna inglese...        Stiamo vivendo le nostre ultime ore scozzesi e decidiamo di chiudere in bellezza visitando le famose Trossachs, un'area molto ristretta che ci  è stata descritta come veramente meritevole...    Ritorniamo verso Drymen, per poi svoltare a nord, in direzione di Aberfoyle, confine meridionale delle Trossachs.        Da Aberfoyle,  si sale bruscamente verso il Loch Achray, in uno stupendo scenario alpino.        Sulla sinistra, la stradina che conduce al parcheggio (a pagamento) del Loch Katrine, visitabile esclusivamente a piedi, ma incredibilmente intasato dalla presenza di un folto numero di gitanti.      La discesa successiva verso Callander, ultimo lembo di Trossachs, è benedetta da un sole caldo e molto più mediterraneo (non piove da più di 24 ore) di quello a cui ci eravamo abituati, dando come l'impressione di percorrere un itinerario trentino.    Da Callander a Stirling la strada è veloce, vera anticamera al nostro ritorno al "mondo reale", rappresentato dall'autostrada M9 che conduce verso Glasgow.      Sull'orizzonte di Stirling, imponente, si staglia la sagoma del Wallace Monument, torre che siamo impossibilitati a visitare, dal momento che il nostro programma di viaggio prevede l'arrivo nel centro dell'Inghilterra in nottata...      Dopo Glasgow, l'autostrada, lungo la sua discesa verso sud, attraversa una zona (le Lowther Hills) che ha il solo difetto di essere percorsa per ultima, in quanto risulta essere veramente gradevole, nel suo desolato aspetto...        La nostra vacanza volge al termine, in quanto abbiamo ancora a disposizione solo 3 giorni da trascorrere a Londra...        Ancora oggi, rimpiangiamo di non averli utilizzati per prolungare il nostro soggiorno all'interno delle Highlands...          Il caos cittadino di Londra, ci è risultato oltremodo antipatico, incrementando il nostro desiderio di rivivere ancora i meravigliosi silenzi della Scozia, in un prossimo futuro...

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