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Dopo
essere giunti in Inghilterra, attraversando
il Canale della Manica per mezzo dell'Eurotunnel,
ci siamo fermati nei dintorni di Londra per
visitare il primo dei 4 Parchi
di Divertimento che abbiamo incluso nel nostro programma di viaggio.
Nel tardo pomeriggio, all'uscita da THORPE PARK, iniziamo la traversata
dell'Inghilterra, seguendo l'autostrada M1
in direzione NORTH. La guida
a sinistra non è particolarmente traumatica, anche se è necessario
mantenere una maggiore concentrazione al fine di evitare di ritrovarsi
nella corsia opposta al momento sbagliato. Seguendo il
consiglio elargitoci da un gentilissimo dipendente del Parco, originario
di Newcastle, all'incrocio con la M18,
poco prima di Sheffield, svoltiamo a destra
e ci ritroviamo, dopo poche miglia, direttamente sulla A1
che porta a nord verso la Scozia, percorrendo
il lato orientale dell'Inghilterra.
Trascorriamo la notte in una delle numerose stazioni
di servizio che costeggiano l'autostrada, particolarmente apprezzate
poichè dispongono di rifornimento gratuito di aria
e acqua. Praticamente tutte
le stazioni di servizio, solitamente sul fianco o sul retro del corpo centrale
dove sono sistemate le pompe, sono dotate di rubinetto con acqua (non
potabile) ed è sufficiente il normale tubo in plastica, con
un adattatore flessibile in gomma, per essere in grado di "rifornirsi".
Percorriamo rapidamente il tratto che ci separa ancora dalla città
di Newcastle, superata la quale, la strada
si avvicina alla costa e si restringe a una sola corsia per ogni senso
di marcia. Seguendo un'altro
consiglio del ragazzo di Newcastle, poco dopo Belford,
ci inoltriamo a destra lungo una stradina che conduce, ancora in territorio
inglese, a Holy Island, un'isoletta raggiungibile
solo con la bassa marea, oasi protetta per svariate razze di volatili e
paradiso per gli appassionati di "bird watching". Il
percorso sull'esile striscia di terra che porta all'isola si snoda tra
suggestive dune di sabbia, sacche di acqua paludosa e steli d'erba frustati
dal vento. Nel centro della piccolissima
isoletta, un villaggio di poche case si frappone al Lindisfarne Castle,
raggiungibile solo a piedi, dopo avere lasciato il proprio automezzo in
uno dei piccoli e rudimentali parcheggi sorti nelle vicinanze.
E' necessario consultare, presso la tabella posizionata proprio all'inizio
del tratto che unisce la terraferma a Holy island,
l'orario delle maree, per evitare di restare
"intrappolati" per diverse ore sull'isola.
Proseguendo lungo la costa, dopo avere attraversato Berwick
e il confine, la Scozia ci ha accolto con
una spruzzata di pioggia, non più di cinque minuti, per renderci
partecipi immediatamente della repentina mutevolezza delle proprie condizioni
atmosferiche. La costa, in questo tratto, è caratterizzata
da una scogliera molto simile a quella Bretone,
di colore scuro e sferzata dal vento del Mare del
Nord. Effettuiamo un'altra deviazione e attraversiamo il piccolo
paese di Dunbar, di cui apprezziamo la sofficità
e il verde brillante del tappeto erboso di un'area pubblica prospiciente
il mare, sull'orlo della scogliera, con il curioso spettacolo di una piccola
isoletta a forma di "panettone" a poche miglia di distanza.
Siamo molto vicini a Edinburgh e decidiamo
di approfittare della estrema lunghezza delle giornate, per effettuare
una prima visita di esplorazione della città. Ci addentriamo
nel caos pomeridiano del traffico nel centro cittadino percorrendo Princes
street, che costeggia il parco di West princes
street, adagiato su una stretta e verdissima conca, alle pendici
della spettacolare cresta montuosa su cui sorge il bellissimo castello
della città. La visione d'insieme è veramente
stupenda e fatico a mantenere la concentrazione alla guida del Camper,
perso tra una miriade di "pazzi che viaggiano tutti contro mano".
Imbocchiamo a sinistra Lothian road e poi
subito dopo scendiamo in King's Stables road,
che costeggia la rupe del castello e parcheggiamo, con notevole fortuna,
proprio davanti all'ingresso ovest del parco,
con le torri del castello che ci sovrastano nella luce del tramonto.
Entriamo nel parco e ci inoltriamo in un' insospettabile oasi di silenzio
nel cuore della città, dove i rumori del traffico rimangono al di
sopra della scoscesa e verdissima radura, costellata di alberi e panchine
che si adagia alla nostra sinistra. Una fontana
si trova sul fondo di questa piccola valle e alla nostra destra, imperiosa,
si eleva per circa un centinaio di metri la parete rocciosa da cui, come
avremo modo in seguito di appurare, si gode una stupenda vista su tutta
la città. Per raggiungere la sommità della
rupe, è necessario percorrere tutto il parco e iniziare la salita
"rientrando" nella città che, ormai liberata dal traffico del pomeriggio,
si presenta decisamente più tranquilla. Giungendo
nella piazza dell'Esplanade di fronte all'ingresso
del castello, è necessario munirsi di biglietto per accedere all'interno,
dove è possibile noleggiare (gratuitamente) un lettore
CD con relative cuffie, che permette di ricevere, anche in Italiano,
una marea di interessantissime informazioni. Attenzione
agli orari, in quanto, almeno nel periodo in cui abbiamo effettuato il
nostro viaggio (dal 28 Agosto al 10
Settembre), i castelli ed altri edifici di interesse turistico,
chiudono i battenti molto presto, intorno alle 17,30...
Nel nostro caso, ovviamente, l'accesso al castello era già precluso...
Proprio di fronte all'Esplanade, ha inizio
la "One mile road", che dal castello degrada
verso l'Holyroodhouse Palace, attorniata dai
più importanti palazzi di Edinburgh.
Il tramonto sembra non finire mai e la luce rossastra che avvolge le torri
e le mura dei palazzi circostanti, ci regalano uno scenario suggestivo
e ben diverso da quello paventato al momento di optare per il viaggio nella
"piovosa Scozia".
Trascorriamo la notte parcheggiati sempre sotto il castello, sulla strada
che costeggia un "parcheggio silo" di auto,
puntuali, la mattina alle 8.00, ad inserire
le monete che ci hanno permesso di continuare a lasciare parcheggiato il
nostro mezzo sempre sulla corsia di parcheggio. Durante
la notte, siamo stati solo disturbati dal passaggio di alcuni gruppi di
studenti ubriachi, intorno all'una di notte, che, al ritorno da qualche
locale, non hanno trovato di meglio da fare che cantare a squarciagola
e picchiare qualche pugno sulle pareti del Camper.
Nulla di grave, anche perchè, fin dalla sera tardi, avevamo notato
come alcune pattuglie di polizia, periodicamente, percorrevano la strada
dove ci eravamo posizionati. Da non perdere la passeggiata
lungo la "One Mile Road", la strada in discesa
che parte dal cortile del castello, per giungere fino all' Holyroodhouse
Palace, residenza cittadina
dei reali d'Inghilterra.
Ai lati di questa strada, si possono trovare tutti o quasi gli edifici
di interesse storico, architettonico e religioso della città.
Nelle vicinanze del castello, sempre sulla strada, sono fiorite alcune
attrazioni per turisti, abbastanza pacchiane, ma che possono essere visitate,
se il tempo a disposizione abbonda... Ovviamente,
la visita al castello è d'obbligo... attenzione perchè quando
siamo andati noi, chiudeva alle 17.00 (ma
era il 30 agosto). A Edinburgh,
non essendoci fermati molto (praticamente un pomeriggio e una mattinata),
non abbiamo visto altro, anche perchè non amiamo particolarmente
le città... Servendoci di una cartina stradale
molto dettagliata, (E' risultata indispensabile la Euro
Cart 1:300.000 di SCOZIA
e Nord Inghilterra dello Studio F.M.B. Bologna
dalla copertina rossa che si trova anche negli autogrill) iniziamo dunque
il nostro viaggio verso nord... Siamo usciti da Edimburgh
verso mezzogiorno e abbiamo attraversato il Firth
of Forth (braccio di mare che si incunea all'interno della costa)
tramite il ponte sospeso della M90 che si
dirige verso Perth. Subito
dopo il ponte, abbiamo deviato a sinistra per visitare il paesino di Culross,
dove alcune guide turistiche segnalavano la presenza di un antico borgo
medievale. La nostra impressione è stata che non
ne valesse la pena e siamo subito ripartiti sempre in direzione Perth
e poi Dundee, da dove si piega a nord sulla
929 in direzione Forfar.
Poco dopo avere oltrepassato l'uscita per Balgray,
abbiamo svoltato a sinistra seguendo l'indicazione Glamis
Castle e attraversando per circa 10 km una regione collinare veramente
suggestiva (se non altro perchè è stata la prima avvisaglia
di quello che avremmo poi visto nelle Highlands del sud), siamo arrivati
nella pianura dove è situato il Glamis Castle.
Si entra nel parco e poi si parcheggia proprio di fianco al castello. (bellissimi
gli ultimi 500 metri della stradina che porta al maniero).
Una precisazione che mi sento in dovere di effettuare
e che deve essere sempre tenuta in considerazione per tutto quanto descrivo:
Il periodo da noi scelto, ci ha permesso di visitare la Scozia
in quasi assoluta solitudine, permettendoci di assaporarne la bellezza
senza le torme di turisti che, sicuramente, in piena stagione, deturpano
il paesaggio e inquinano, loro malgrado, il silenzio dei luoghi da visitare.
Probabilmente, i toni idilliaci che utilizzo nel racconto, potranno sembrare,
alla resa dei conti, un po' stonati, ma purtroppo, anche le informazioni
che via via fornisco, dovranno sempre essere rapportate ai primi
10 giorni di settembre. Un'altro appunto, prima
di continuare: Non è vero che in Scozia piove sempre, anche se nell'arco
della giornata, si puo' passare dal sole alla pioggia e viceversa anche
6 o 7 volte.. ma le ore di pioggia totali non sono poi molte....
Il fatto che noi avessimo il Camper, ci ha
agevolato moltissimo, permettendoci di cadenzare i nostri ritmi di esplorazione
anche in funzione delle condizioni climatiche e senza l'assillo di sbrigare
tutte le operazioni necessarie per trascorrere la notte in Hotel,
Bed & Breakfast o Tenda.
(In questo modo, abbiamo acquistato almeno 3 ore al giorno, rispetto ai
possessori di auto)... Dopo il Glamis
(non siamo entrati dentro, preferendo passeggiare nel parco adiacente e
osservare il castello dall'esterno), ci siamo diretti verso Forfar
e poi, sulla 94, in direzione di Aberdeen,
siamo giunti nei pressi di Stonehaven.
N.B. le giornate, in Scozia, sono lunghissime
nel periodo estivo e si riesce a sfruttarle pienamente, anche se i Castelli
effettuano orari (almeno in Settembre), piuttosto ristretti.
Poco prima di Stonehaven, proprio a picco
sul mare, c'è il Dunnottar Castle,
a mio parere, il più suggestivo di quelli visitati da noi.
Al tramonto, con solo una decina di persone nelle vicinanze, è stato
uno spettacolo stupendo. Il castello è in completa
rovina, ma conserva un fascino incredibile, incastonato com'è in
uno scenario bellissimo, arroccato su un gigantesco scoglio a strapiombo
sul mare. L'accesso al corpo centrale del castello, data
l'ora, era già precluso, e ci siamo aggirati attorno ad esso, nel
silenzio totale. Credo che l'impatto, in altra ora, condizione
climatica e concentrazione di folla, non sia assolutamente lo stesso...
Abbiamo poi preferito, a tarda notte, (ovviamente abbiamo cenato e ci siamo
lavati a bordo del nostro mezzo) proseguire il viaggio, ma mi è
rimasto il desiderio di assistere all'alba dall'alto della scogliera...
Spettacolo, credo, imperdibile, se assistito da condizioni meteorologiche
soddisfacenti... Entrando in Aberdeen,
teniamo la sinistra e imbocchiamo la 93 in
direzione Banchory e Ballater.
Siamo giunti a Ballater (dove abbiamo passato
la notte in una piazza) attraversando nell'oscurità una strada che,
forse, di giorno, deve risultare interessante dal punto di vista paesaggistico,
in quanto abbiamo percorso lunghi tratti di foresta.
Ci siamo presentati al Balmoral Castle di
primo mattino, ma la presenza dei membri della famiglia reale inglese,
non permetteva l'ingresso al castello. Tra l'altro, proprio quella
notte era accaduto l'incidente mortale a Lady Diana Spencer e noi, ignari
di tutto, abbiamo assistito allo spiegamento incredibile di troupe televisive
nel parcheggio antistante il Castello, in attesa dell'uscita dell'auto
con il Principe Carlo diretto a Parigi. Spesso, nel periodo
estivo, il castello non è agibile proprio a causa della presenza
dei reali. Siamo scesi dunque, verso Braemar,
fermandoci un istante presso il piccolo ma caratteristico castello di Braemar,
che si intravvede sulla destra, alla fine della vallata su cui scorre la
strada, affiancata dal torrente, poco prima di giungere nei pressi del
paese. Proseguendo sempre sulla 93,
in direzione sud, ci si inerpica verso il Devil's
Elbow, passo montano incantevole e assolutamente deserto, con il
solo contorno delle solite greggi di pecore. (Avremo
incrociato non più di 4 veicoli, nella salita e nella successiva
discesa, attraverso la splendida vallata di Glen
Shee)... Dopo circa un miglio dal bivio per Blacklunans,
abbiamo svoltato a destra sulla 950 in direzione
Kirkmichael (dopo 3 miglia, la 950
si immette nella 924) e Pitlochry.
Questa zona è tipicamente rurale e non presenta particolari attrattive...
Da Pitlochry, siamo scesi un paio di miglia
verso sud, per poter imboccare la stradina (strettissima) che costeggia
il versante sud del Loch Tummel.
Abbiamo costeggiato tutto il lago fino a Foss
(tre case), alla ricerca del "Queen's view",
che erroneamente la cartina segna sul versante sud, percorrendo con una
"bestia" di 7 metri x 2,30 una stradina in cui, a malapena, potevano passare
un'auto e una bici appaiate, ma per nostra fortuna, non abbiamo incrociato
nessuno, durante le 9 miglia (!!!!) del percorso fino a Foss...
(Tra l'altro, in ritardo, ci siamo accorti del divieto di transito per
gli automezzi ingombranti, ma ormai era praticamente impossibile effettuare
una inversione di marcia...) Del lago, si possono avere
degli scorci interessanti, anche se non abbiamo trovato particolarmente
interessante il tutto... Raggiunta la riva nord, attraverso
il Tummel Bridge, abbiamo costeggiato il lago,
tornando in direzione di Pitlochry, fermandoci
finalmente, quasi alla fine di esso, al famoso "Queen's
view"... Su tutte le guide turistiche, questo
luogo sopraelevato che consente la vista del lago dall'alto, viene descritto
come uno dei più belli di Scozia, ma,
forse a causa di un improvviso acquazzone, che ha ingrigito il primo pomeriggio,
l'impressione che ne abbiamo avuta, non è stata particolarmente
entusiasmante, anche se il colpo d'occhio è notevole...
Per inciso, lo spettacolo offerto dal lago di Garda,
visto da Malcesine, è tutta un'altra
cosa..... Abbiamo proseguito poi sulla E15
in direzione nord, verso il Blair Castle,
distante solo poche miglia. Il castello si trova all'interno
di un parco (ingresso a pagamento) veramente grande e una volta parcheggiato,
si possono effettuare due itinerari differenti per visitarne i giardini.
L'ingresso al castello vero e proprio (niente di speciale, da un punto
di vista architettonico) era precluso, in segno di lutto, crediamo, anche
se non ci siamo preoccupati più di tanto, dal momento che il nostro
interesse non era rivolto all'interno di quel particolare castello.
Abbiamo effettuato uno dei due percorsi di visita, nello specifico, quello
che conduce fino al laghetto, ma anche in questo caso, non abbiamo trovato
niente di particolarmente interessante, o meglio, di nuovo...
Sempre per inciso, i giardini dei Castelli della
Loira (ad esempio Villandry), sono
molto più belli! Usciti dal Blair
Castle, sempre sulla E15 nord (che poi diventa
la 9), abbiamo effettuato il lungo e spesso
deserto tratto che, attraversando il Glen Garry
e il Glen Truime, conduce prima a Kingussie
e poi a Inverness. Il percorso
si snoda attraverso vari tipi di paesaggio, comunque sempre molto interessante...
Siamo giunti ad Inverness, posto in invidiabile
posizione, tra la foce del Loch Ness e le
baie di Moray e Beauly
Firth, al calare della sera. Abbiamo
parcheggiato il Camper lungo la strada che
costeggia il Caledonian Canal sul lato est,
a pochi passi dal ponte che conduce alla zona pedonale
del piccolo centro cittadino. Sulla strada lastricata,
con i lampioni adornati da vasi pensili di fiori, abbiamo effettuato una
breve passeggiata e abbiamo usufruito dell'immancabile Mc
Donald's, come sempre nei punti strategici di ogni paese...
Abbiamo poi attraversato il Ponte tra le due baie, sempre sulla 9
in direzione nord, anche se l'oscurità, ormai completa, non ci ha
permesso di valutare il paesaggio intorno a noi, probabilmente interessante...
Alcune guide turistiche indicano come interessante, la visita alla penisola
della Black Isle (si chiama così, ma
in realtà è la penisola che si trova appena attraversato
il ponte, e che si estende verso il mare a est per circa 15 miglia), fino
a Cromarty, ma noi abbiamo continuato sulla
9 e, attraversato il Cromarty
Firth per mezzo di un'altro ponte, siamo giunti vicino ad Alness,
dove abbiamo pernottato nel parcheggio adiacente ad una grossa Stazione
di servizio, sulla sinistra. Dopo
Alness, inizia la vera Scozia!!! Appena prima del paese,
si devia a sinistra sulla 836 e si percorre
un tratto assolutamente deserto, all'interno della Ardross
Forest, zona montana caratterizzata dalla presenza di aree geometriche
di boschi di conifere, in mezzo a radure assolutamente spoglie...
Attenzione agli incredibili nugoli di piccolissimi insetti che, nel nostro
caso, appena usciti per effettuare qualche foto, ci hanno "azzannati" in
pochi secondi... La successiva discesa verso Bonar
Bridge, poi, è particolarmente interessante, se confortata
da condizioni atmosferiche accettabili... Noi siamo stati
accolti da uno stupendo paesaggio, reso particolarmente incantevole dalla
luce che solo in Scozia ( e Austria) sa essere così, dopo un leggero
scroscio di pioggia... Proseguendo verso Lairg,
circa 6 miglia prima, abbiamo effettuato una deviazione prima a sinistra
e poi subito a destra, per risalire sul lato ovest il torrente
Shin, fino a giungere, dopo circa 2 miglia, alle Falls
of Shin. Un centro visitatori con annesso negozio
di souvenir e locale da pranzo, accoglie i turisti e i pescatori che si
danno appuntamento in questo luogo con un'unico scopo: i salmoni...
Purtroppo, il periodo in cui noi ci siamo recati, fuori stagione, non ci
ha consentito di osservare, dalla balaustra a sbalzo sulle cascate del
torrente, di osservare la risalita di questi caratteristici pesci.
Giunti a Lairg, ci si dirge ancora verso nord
e, tenendo la destra, sempre sulla 836, ci
si inoltra nel cuore delle Highlands, immersi
in un paesaggio che ad ogni curva regala scorci fantastici, ogni volta
sotto una luce diversa, a seconda delle condizioni atmosferiche, che mutano
repentinamente diverse volte nell'arco della giornata...
Laghi, radure erbose, montagne, nuda roccia, torrenti, cascatelle, pecore....
Nessun essere umano, se si eccettua qualche rarissima automobile (in media
una ogni 15 chilometri), lungo la strada ad una sola corsia (ma ogni 150
metri c'è una piazzola che consente il passaggio alternato) che
attraversa questa terra di torba nera che si rivela spesso insidiosa sotto
i piedi, intrisa com'è di acqua e di tane... Semplicemente
meraviglioso, il percorso che si snoda fino alla costa nord, nei pressi
di Tongue... Si attraversa
poi il Kyle of Tongue sopra una lingua di
terra che la marea ricopre quasi per intero a intervalli regolari e si
prosegue tra belle montagne fino a Heilam
(pochissime case, come del resto in tutte le rarissime e minuscole frazioni
incontrate fino ad ora). Si costeggia interamente la
lunga insenatura in cui si insinua il Mare del Nord
(Loch Eriboll) e si raggiunge Durness.
Poche miglia prima di Durness, quello che
reputiamo il migliore scorcio sul mare di tutto il nostro viaggio...
Un'incredibile spiaggia rosata, con alle spalle un'alta scogliera di roccia,
affacciata su un mare favolosamente limpido e dal colore caraibico...
Come al solito è necessaria la fortuna, come nel nostro caso, di
giungere verso le 17.30, subito dopo una spruzzata di pioggia, con i raggi
di sole che filtrano dalle nuvole improvvisamente diventate bianchissime
e rade... A Durness (per
la precisione, 1 chilometro prima), si parcheggia in una piazzetta e si
scende a visitare le Caves of Smoo, due grotte
naturali create dall'effetto combinato delle onde del mare che si insinuano
all'interno di uno stretto fiordo e dalle acque di un torrente che si inabissa
improvvisamente nel sottosuolo. Vale veramente la pena
di visitare questo luogo, tra l'altro, almeno nel periodo in cui siamo
stati noi, senza la necessità di pagare alcun pedaggio per accedere
alle due grotte. Ci siamo fermati a pernottare
in un delizioso (e unico, nel raggio di 100 km) campeggio a picco sulla
scogliera, con un tappeto erboso da fare invidia ad un campo da golf...
A Durness è sicuramente possibile pernottare
anche in alcuni Bed & Breakfast, anche
se in Luglio o Agosto, dubito sia facile trovare posto...
Nel centro del piccolo paese, sulla destra, si trova anche un piccolo ma
fornitissimo market con Ufficio
Postale annesso. La mattina seguente
abbiamo iniziato il viaggio verso sud, tralasciando, forse colpevolmente,
la visita di Cape Warth, sperone roccioso
raggiungibile solo con una piccola traversata marina di un fiordo, con
la necessità di lasciare il nostro automezzo e cercare un improbabile
(in questo periodo) servizio di trasporto per le restanti 11 miglia del
percorso. Ovviamente, le condizioni della
mia famiglia, con tre bimbi piccoli, a volte non consentono di effettuare
tutte le escursioni possibili, inclusa la visita della cascata più
alta di Scozia (Eas Coul Aulin Water, vicino
a Unapool), distante ben più di 5 chilometri
dalla strada percorribile più vicina... Scendiamo
con calma, assaporando il paesaggio, verso Laxford
Bridge, dove teniamo la destra, immettendoci sulla 894
in direzione Scourie, continuando a costeggiare
il mare. Percorrendo stradine fatte di saliscendi
e scorci suggestivi, giungiamo a Unapool (bella
zona, adatta all'esplorazione del braccio di mare che si insinua
all'interno della costa, creando insenature e isolette, incorniciate da
una natura silvestre) e poche centinaia di metri dopo esserci immessi sulla
837, alla nostra destra, adagiato su un'isoletta
del Loch Assynt, godiamo dello spettacolo
offerto dai pochi ruderi dell' Ardvreck Castle.
Pranziamo (verso le 14,00) sul Camper in una
piazzola situata proprio di fianco all'isoletta, con il suggestivo scenario
creato dai raggi di sole che si specchiano sull'acqua mossa dalla solita
brezza scozzese (che si presenta sempre frizzante, ma non è mai,
almeno in questo periodo, particolarmente fredda... il che ci consente
di uscire sempre con solo la maglia felpata). Proseguendo
sempre verso sud sulla 837, si giunge a Ledmore,
dove si prende, a destra, la 835 verso Ullapool.
E' il primo paesino di una certa consistenza dopo più di 300 km
di Highlands e si affaccia su un piccolo porto.
Le guide turistiche lo indicano come un luogo interessante, ma noi non
abbiamo trovato niente di particolarmente eccitante, al di la del fatto
che si presenta abbastanza caratteristico con le sue casette bianche e
alcuni negozi dalle insegne particolarmente adatte alla realizzazione di
belle foto a colori. Scendiamo poi lungo il Loch
Broom percorrendo un tratto di strada (il primo dopo molto tempo)
a due corsie e giungiamo, poco dopo il bivio per Auchindrean,
allo spiazzo (sulla sinistra, all'uscita di una curva) che funge da parcheggio
per chi intende visitare le Falls of Measach
e il Corrie Hallock. Si
tratta di una profonda insenatura nella roccia, creata nel corso dei millenni
da un torrente che si è scavato l'alveo a sempre maggiore profondità.
A questo punto, abbiamo effettuato una scelta di cui ci siamo poi pentiti...
Dovendo scegliere, per motivi di tempo, se visitare in serata i Giardini
di Inverewe o inoltrarci nel canalone, abbiamo optato per la prima
ipotesi e quindi mi sono solo affacciato da una balaustra poco sotto il
piano stradale, per osservare la notevole distanza intercorsa tra me e
l'acqua che scorre sul fondo del crepaccio... (circa 45 metri...).
Abbiamo quindi proseguito, effettuando subito dopo una deviazione a destra
sulla 832, in direzione Dundonell
e Tournaig. Bella serie
di paesaggi, con particolare menzione per la spettacolare veduta dall'alto
della Gruinard Bay, appena oltrepassato Coast...
Favoriti da una luce meravigliosa, resa perfetta anche dall'orario (circa
le 17,30), abbiamo osservato il panorama mozzafiato della baia, dell'isoletta
di Gruinard e delle piccole spiagge bianche che si affacciano su
un mare dalla limpidezza incredibile. Proseguendo verso Tournaig,
con l'altrettanto splendido scenario della costa alla nostra destra, siamo
giunti a Inverewe, dove, una volta posizionato
il Camper nell'ampio parcheggio, abbiamo provveduto
a visitare il famoso Giardino Tropicale.
Le guide turistiche danno ampie informazioni su questo particolare "scherzo
della Corrente del Golfo", che permette la sopravvivenza di piante e fiori
tropicali a questa latitudine, anche se, a nostro giudizio, la visita a
questo luogo risulta essere non particolarmente interessante, se non per
veri appassionati... I "Giardini Sigurtà"
di Valeggio sul Mincio, per intenderci, sono
di ben altra caratura.... In circa un'ora, giusto quella
che mancava all'orario di chiusura, abbiamo effettuato il percorso e ci
siamo subito rimessi in marcia verso Gairloch
e sempre sulla 832, proseguendo per circa
10 miglia, abbiamo goduto del favoloso scenario offerto dal Loch
Maree, forse il più romantico dei numerosissimi laghi fino
ad ora incontrati... Il tramonto splendido,
di una tenue luce rossastra, ha incorniciato le piccole isolette del lago
e l'aspro massiccio montano che dalla riva opposta, si eleva a circa 800
metri di quota. Migliaia dei già tristemente noti piccoli
insetti "mangiauomini", mi hanno accompagnato nell'esplorazione di un piccolo
tratto di lungolago, alla ricerca di qualche spunto fotografico...
E' necessario, specialmente in questo luogo (vi sono anche cartelli che
provvedono ad informare del pericolo) prestare estrema attenzione a dove
si appoggiano i piedi, in quanto il terreno risulta infido a causa della
sua natura porosa. Curiosa e interessante,
inoltre, la presenza sull'altra sponda di una casa isolata e irraggiungibile
se non via lago, segnalata anche sulle cartine come paese a se stante:
Letterewe...
Il percorso che abbiamo effettuato successivamente e che ci ha portato
prima ad Achnasheen e poi, sulla destra (890)
verso Lair, si è svolto completamente
avvolti nelle tenebre... Non abbiamo quindi potuto verificare
la veridicità delle informazioni che descrivono il Glen
Carron, come una delle più belle vallate della zona.
D'altro canto, la zona non presentava punti adatti alla sosta notturna
del nostro mezzo di trasporto... Dalla piazzetta
di fronte alla stazione ferroviaria di Lair,
dove abbiamo pernottato, la mattina siamo ripartiti in direzione sud verso
Achintee, da dove inizia un'icredibile e breve
salita che eleva la strada quasi a picco sul Loch
Carron e poi ridiscende repentinamente verso Attadale,
costeggiando sempre il lago fino a Stromeferry.
Mancano poche miglia al luogo più famoso di Scozia, l' Eilean
Doonan Castle, vicino a Dornie.
La mattinata non risulta particolarmente invitante, anzi... una fastidiosa
pioggerella, unita ad un'uggiosissima nebbiolina stagnante, hanno rovinato
l'apparizione del Castello e dell'isoletta su cui esso è posto.
In verità, rispetto a quanto si è indotti a pensare osservando
le varie foto dedicate a questo famosissimo castello, la zona si presenta
abbastanza deturpata dalla presenza di un lungo ponte, del paese di Dornie
e di un'antiestetico parcheggio posto proprio davanti all'entrata del ponticello
che conduce verso l'ingresso dell'antico maniero. Nell'arco
delle tre ore di sosta che abbiamo effettuato, comunque, l'avvicendarsi
del sole ad un'altro paio di scrosci di pioggia, ci ha permesso di visitare
e fotografare abbondantemente il castello. Il suo interno,
ricostruito alla fine del secolo scorso in modo perfetto, è semplicemente
favoloso... E' sicuramente il
luogo "imperdibile" per antonomasia (insieme
alle "Highlands") per chiunque intenda visitare
la Scozia... Dopo il pranzo,
condito sempre dall'incantevole vista , di fianco a noi, della sagoma del
castello, siamo ripartiti, sempre costeggiando il Loch
Duich, in direzione di Inverinale e
Shiel Bridge. Una serie
di poderosi acquazoni, provvidenziali, nel nostro caso, ci hanno permesso
di assistere ad uno spettacolo meraviglioso, durante la nostra ascesa lungo
il Glen Shiel verso il Loch
Cluanie... Enormi masse d'acqua, raccolte in migliaia
di rivoli dalle molteplici dimensioni, scendono dalle pendici delle brulle
e alte montagne che circondano la profonda vallata, in uno scenario assolutamente
fantastico. Bellissimo
e affascinante... Alla fine del Loch
Cluanie (lago artificiale), ci si immette a destra sulla 87
e si può godere della vista dall'alto del Loch
Loyne e successivamente, del Loch Garry.
Giunti ad Invergarry, svoltiamo a sud sulla
82 verso Laggan
e costeggiamo il Loch Lochy, dove in alcuni
punti, l'acqua sembra quasi tracimare e invadere la strada...
Giunti a Spean Bridge, svoltiamo a destra,
proseguendo sulla 82, per giungere, ormai
nel tardo pomeriggio, a Fort Williams, il
primo agglomerato urbano degno di tale appellativo...
Parcheggiamo nella vasta piazza in riva al lago, appena superato il paese
e ci addentriamo nella vecchia via principale, chiusa al traffico degli
autoveicoli. Effettuiamo un po' di shopping
nei negozi che vi si affacciano, unitamente a vari pub e ristoranti non
più particolarmente frequentati, in questo periodo...
Si intuisce dalle vetrine e dalle merci esposte, che Fort Williams è
una cittadina prevalentemente vocata al turismo, anche se nei dintorni
spiccano le insegne di alcune distillerie di Whiskey e non mancano i capannoni
destinati a piccole industrie... D'altro canto,
la invidiabile posizione geografica del paese, situato proprio nel punto
più interno del lunghissimo braccio di mare (denominato Loch
Linnhe) che si insinua profondo nell'entroterra scozzese, lo rende
sicuramente un centro nodale per il commercio marittimo...
La presenza vicinissima, inoltre, del massiccio del Ben
Nevis, montagna più alta di Scozia, e del Loch Linnhe, (praticamente
il Lago di Garda scozzese) lo rende particolarmente
appetito anche dal turismo di tipo stanziale...
Come da copione, gli acquisti effettuati, vertono specialmente sui capi
di lana (alcuni veramente bellissimi) e sul Wiskey (molto più caro
che in Italia...). Se proprio
non si vuole acquistare una marca sconosciuta, spesso ottima, al limite
conviene acquistarlo nel Duty Free dell' Eurotunnel sotto la Manica).
I giorni ancora a nostra disposizione, veramente pochi, non ci consentono
di effettuare, come speravamo, un itinerario circolare di circa 180 chilometri...
Partendo da Fort Williams e percorrendo verso
ovest la 830 fino a Inverailort
e successivamente seguendo la 861 in tutto
il suo sviluppo, sarebbe stato possibile ritornare praticamente al punto
di partenza, seguento un percorso segnalato come interessantissimo dal
punto di vista paesaggistico... Ripieghiamo
quindi verso sud, a notte inoltrata, sempre lungo la sponda est del lago,
verso Onich, North Ballachulish
e subito dopo il ponte, mantenendoci sempre sulla 82
che piega verso est, sostiamo a Ballachulish
nel parcheggio di "Mystery World", un padiglione
dedicato alla storia e cultura celtica... Di primo mattino,
approfittando di una schiarita dopo le forti piogge della nottata, ci dirigiamo
velocemente verso il Passo di Glen Coe, luogo
tristemente famoso, a causa di una cruenta battaglia tra clan, diversi
secoli addietro... La strada, che procede
all'interno di una stretta vallata, si inerpica improvvisamente in una
gola che si restringe sempre più, aggrovigliandosi al torrrente
che scende a balze sulla roccia nuda e lucida, tra montagne completamente
spoglie e che sembrano levigate, nelle loro forme vagamente arrotondate.
L'immancabile improvviso acquazzone, dopo poche decine di minuti, ci costringe
a ritornare verso Ballachulish, anche se lo spettacolo dei torrentelli
che, gonfiati velocemente dalle acque, modificano letteralmente il paesaggio,
ci fa ringraziare ancora una volta Giove Pluvio...
Approfittiamo del tempo, stavolta decisamente tendente al brutto, per visitare
"Mystery World", anche se, nonostante gli
apprezzabili tentativi da parte degli attori che animano i tre padiglioni,
di recitare in un inglese abbordabile, l'esperienza è da definire
piuttosto deficitaria... All'interno
del piccolo complesso, allestito con fondi della Regione, suddivisi in
gruppi, i visitatori vengono condotti attraverso alcune rappresentazioni
di tipo teatrale che hanno lo scopo di raccontare l'antico spirito e la
cultura celtica...
Immancabile, subito dopo mezzogiorno, l'apparire del sole tra le nuvole
bianchissime, il che ci ha permesso di ripartire in direzione sud, sulla
828, costeggiando ancora il Loch
Linnhe, che si sta via via allargando nel suo avvicinamento al Firth
of Lorn. Nelle immediate vicinanze di Appin
House, uno dei più simpatici castelli scozzesi, il Castle
Stalker... Piccolissimo, ma dalla forma sinuosa
e inconfondibile, situato sulla riva di una piccola isoletta appena distaccata
dalla costa, è osservabile nella sua inquadratura migliore solamente
dall'alto della collina che scende poi velocemente verso Portnacroish...
L'unica piazzola disponibile, ai lati della stretta strada, consente solo
la sosta a poco più di un paio di vetture, tra l'altro in posizione
piuttosto precaria, situata com'è, improvvisamente sulla destra,
all'inizio della discesa... Un filo spinato a lato della
strada sembrerebbe indicare l'impossibilità di accedere all'invitante
prato che consente un'ottima visione, anche se un po' distante, del castello,
ma poche decine di metri più avanti, un comodo e rudimentale varco
consente il passaggio...
Subito dopo Appin, l'incredibile percorso,
tutto intorno all'ultimo braccio del Loch Creran,
di almeno 10 chilometri, per ritrovarsi dall'altra parte della riva, a
poche decine di metri in linea d'aria.... La zona si
fa via via sempre più frequentata e i silenzi delle "Alte
terre" sono ormai un ricordo, anche se alcuni tratti del nostro
percorso si presentano ancora sufficientemente deserti.
Ci immettiamo sulla 85, effettuando una leggera
deviazione verso Dunberg per visitare li Dunastaffnage
Castle, affacciato su un piccolo istmo collinoso adiacente un porticciolo
commerciale. Il castello è praticamente in rovina
totale anche se la sua mole, adagiata su un verdeggiante prato (attenzione
ai numerosi escrementi ovini presenti tutto intorno), risulta essere di
discreto impatto.
Ritorniamo poi leggermente sui nostri passi, per imboccare di nuovo la
85, che ci conduce ad est verso il Passo
di Brander da dove si inizia a costeggiare il Loch
Awe. Nell'insenatura nord del lago, il Kilchurn
Castle (quantomeno curioso, con i ruderi proprio a pelo d'acqua)
funge da boa per ripiegare a destra su una piccola stradina (819)
che, attraversando il Glen Aray, conduce ad
Inverary.
Le caratteristiche case bianche, la torre e il castello, come pure il centro
storico, risultano essere decisamente interessanti, anche se la nostra
visita si è ridotta ad una breve passeggiata ed al rifornimento
d'acqua presso il piccolo molo sulla riva del Loch Fyne, adiacente al blocco
dei bagni pubblici del poticciolo... Quasi al tramonto,
imbocchiamo la 83 in direzione nord verso
Drishaig, costeggiando per alcuni chilometri
il Loch Fyne prima di inoltrarci nel Glen
Kinglas e successivamente nel Glen Croe
Anche in questo caso, l'oscurità sopraggiunta nel frattempo, non
ci ha dato modo di osservare il paesaggio.
La ricerca di un posto tranquillo dove passare la notte, ci ha portato
sulle rive del Loch Lomond, precisamente a
Luss, sulla 82
in direzione sud, circa 20 chilometri dopo Tarbet...
Dal piazzale prospicente il lago, vengono effettuate escursioni in battello
all'interno del Parco regionale del Loch Lomond,
composto da numerose minuscole isolette. Preferiamo costeggiare
il lago fino a Balloch, per poi risalire lungo
la riva opposta (811) e inoltrarci all'interno
di una piccola strada (837) che da Drymen
giunge a Balmaha e poi risale, ancora più
stretta, sempre lungo la sponda del lago, verso Cashell.
Il paesaggio è di stampo rurale ed estremamente rilassante, anche
se, perdendo i connotati tipicamente scozzesi, assume l'aspetto della campagna
inglese... Stiamo vivendo le nostre ultime
ore scozzesi e decidiamo di chiudere in bellezza visitando le famose Trossachs,
un'area molto ristretta che ci è stata descritta come veramente
meritevole... Ritorniamo verso Drymen
e la 811, per poi svoltare a nord sulla 81,
in direzione di Aberfoyle, confine meridionale
delle Trossachs.
All'interno del paese, alcuni negozi di souvenirs si presentano ottimamente
forniti, come pure un discretamente ampio supermercato offre la possibilità
di rimpinguare le ormai scarse riserve di cibo...
Da Aberfoyle, lungo la 821,
si sale bruscamente verso il Loch Achray,
in uno stupendo scenario alpino. Sulla sinistra,
la stradina che conduce al parcheggio (a pagamento) del Loch
Katrine, visitabile esclusivamente a piedi, ma incredibilmente intasato
dalla presenza di un folto numero di gitanti. La discesa
successiva verso Callander, ultimo lembo di
Trossachs, è benedetta da un sole caldo e molto più mediterraneo
(non piove da più di 24 ore) di quello a cui ci eravamo abituati,
dando come l'impressione di percorrere un itinerario trentino.
Da Callander a Stirling
la strada è veloce, vera anticamera al nostro ritorno al "mondo
reale", rappresentato dall'autostrada M9 che
conduce verso Glasgow.
Sull'orizzonte di Stirling, imponente, si
staglia la sagoma del Wallace Monument, torre
che non abbiamo visitato a causa della mancanza di tempo, dal momento che
il nostro programma di viaggio prevedeva l'arrivo nel centro dell'Inghilterra
la sera stessa... Dopo Glasgow,
l'autostrada, (M74) lungo la sua discesa verso
sud, attraversa una zona (le Lowther Hills)
che ha il solo difetto di essere percorsa per ultima, in quanto risulta
essere veramente interessante, nel suo desolato aspetto...
Al cospetto delle Highlands, però,
ogni altro paesaggio risulta essere sminuito...
Per
qualsiasi tipo di informazione supplementare, commenti, scambio informazioni:
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(normalmente dalle 22,00 in poi)
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