1997: VIAGGIO IN SCOZIA
AL FINE DI VELOCIZZARE IL CARICAMENTO DELLA PAGINA, LE FOTOGRAFIE RELATIVE AL VIAGGIO, SI TROVANO IN UNA PAGINA SEPARATA: FOTO
SONO DISPONIBILI DUE VERSIONI DI QUESTO RESOCONTO DI VIAGGIO: 

A) "STRADALE", CON INFORMAZIONI DETTAGLIATE PER  L'ITINERARIO IN AUTO O, PREFERIBILMENTE, IN CAMPER, IN QUESTA STESSA PAGINA.
B) "CLASSICA", CON DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEI LUOGHI VISITATI.

Dopo essere giunti in Inghilterra, attraversando il Canale della Manica per mezzo dell'Eurotunnel, ci siamo fermati nei dintorni di Londra per visitare il primo dei 4 Parchi di Divertimento che abbiamo incluso nel nostro programma di viaggio.      Nel tardo pomeriggio, all'uscita da THORPE PARK, iniziamo la traversata dell'Inghilterra, seguendo l'autostrada M1 in direzione NORTH.    La guida a sinistra non è particolarmente traumatica, anche se è necessario mantenere una maggiore concentrazione al fine di evitare di ritrovarsi nella corsia opposta al momento sbagliato.    Seguendo il consiglio elargitoci da un gentilissimo dipendente del Parco, originario di Newcastle, all'incrocio con la M18, poco prima di Sheffield, svoltiamo a destra e ci ritroviamo, dopo poche miglia, direttamente sulla A1 che porta a nord verso la Scozia, percorrendo il lato orientale dell'Inghilterra.    Trascorriamo la notte in una delle numerose stazioni di servizio che costeggiano l'autostrada, particolarmente apprezzate poichè dispongono di rifornimento gratuito di aria e acqua.    Praticamente tutte le stazioni di servizio, solitamente sul fianco o sul retro del corpo centrale dove sono sistemate le pompe, sono dotate di rubinetto con acqua (non potabile) ed è sufficiente il normale tubo in plastica, con un adattatore flessibile in gomma, per essere in grado di "rifornirsi".    Percorriamo rapidamente il tratto che ci separa ancora dalla città di Newcastle, superata la quale, la strada si avvicina alla costa e si restringe a una sola corsia per ogni senso di marcia.        Seguendo un'altro consiglio del ragazzo di Newcastle, poco dopo Belford, ci inoltriamo a destra lungo una stradina che conduce, ancora in territorio inglese, a Holy Island, un'isoletta raggiungibile solo con la bassa marea, oasi protetta per svariate razze di volatili e paradiso per gli appassionati di "bird watching".    Il percorso sull'esile striscia di terra che porta all'isola si snoda tra suggestive dune di sabbia, sacche di acqua paludosa e steli d'erba frustati dal vento.      Nel centro della piccolissima isoletta, un villaggio di poche case si frappone al Lindisfarne Castle, raggiungibile solo a piedi, dopo avere lasciato il proprio automezzo in uno dei piccoli e rudimentali parcheggi sorti nelle vicinanze.    E' necessario consultare, presso la tabella posizionata proprio all'inizio del tratto che unisce la terraferma a Holy island, l'orario delle maree, per evitare di restare "intrappolati" per diverse ore sull'isola.          Proseguendo lungo la costa, dopo avere attraversato Berwick e il confine, la Scozia ci ha accolto con una spruzzata di pioggia, non più di cinque minuti, per renderci partecipi immediatamente della repentina mutevolezza delle proprie condizioni atmosferiche.    La costa, in questo tratto, è caratterizzata da una scogliera molto simile a quella Bretone, di colore scuro e sferzata dal vento del Mare del Nord.  Effettuiamo un'altra deviazione e attraversiamo il piccolo paese di Dunbar, di cui apprezziamo la sofficità e il verde brillante del tappeto erboso di un'area pubblica prospiciente il mare, sull'orlo della scogliera, con il curioso spettacolo di una piccola isoletta a forma di "panettone" a poche miglia di distanza.        Siamo molto vicini a Edinburgh e decidiamo di approfittare della estrema lunghezza delle giornate, per effettuare una prima visita di esplorazione della città.  Ci addentriamo nel caos pomeridiano del traffico nel centro cittadino percorrendo Princes street, che costeggia il parco di West princes street, adagiato su una stretta e verdissima conca, alle pendici della spettacolare cresta montuosa su cui sorge il bellissimo castello della città.    La visione d'insieme è veramente stupenda e fatico a mantenere la concentrazione alla guida del Camper, perso tra una miriade di "pazzi che viaggiano tutti contro mano".      Imbocchiamo a sinistra Lothian road e poi subito dopo scendiamo in King's Stables road, che costeggia la rupe del castello e parcheggiamo, con notevole fortuna, proprio davanti all'ingresso ovest del parco, con le torri del castello che ci sovrastano nella luce del tramonto.  Entriamo nel parco e ci inoltriamo in un' insospettabile oasi di silenzio nel cuore della città, dove i rumori del traffico rimangono al di sopra della scoscesa e verdissima radura, costellata di alberi e panchine che si adagia alla nostra sinistra.      Una fontana si trova sul fondo di questa piccola valle e alla nostra destra, imperiosa, si eleva per circa un centinaio di metri la parete rocciosa da cui, come avremo modo in seguito di appurare, si gode una stupenda vista su tutta la città.    Per raggiungere la sommità della rupe, è necessario percorrere tutto il parco e iniziare la salita "rientrando" nella città che, ormai liberata dal traffico del pomeriggio, si presenta decisamente più tranquilla.    Giungendo nella piazza dell'Esplanade di fronte all'ingresso del castello, è necessario munirsi di biglietto per accedere all'interno, dove è possibile noleggiare (gratuitamente) un lettore CD con relative cuffie, che permette di ricevere, anche in Italiano, una marea di interessantissime informazioni.    Attenzione agli orari, in quanto, almeno nel periodo in cui abbiamo effettuato il nostro viaggio (dal 28 Agosto al 10 Settembre), i castelli ed altri edifici di interesse turistico, chiudono i battenti molto presto, intorno alle 17,30...    Nel nostro caso, ovviamente, l'accesso al castello era già precluso...    Proprio di fronte all'Esplanade, ha inizio la "One mile road", che dal castello degrada verso l'Holyroodhouse Palace, attorniata dai più importanti palazzi di Edinburgh.    Il tramonto sembra non finire mai e la luce rossastra che avvolge le torri e le mura dei palazzi circostanti, ci regalano uno scenario suggestivo e ben diverso da quello paventato al momento di optare per il viaggio nella "piovosa Scozia".        Trascorriamo la notte parcheggiati sempre sotto il castello, sulla strada che costeggia un "parcheggio silo" di auto, puntuali, la mattina alle 8.00, ad inserire le monete che ci hanno permesso di continuare a lasciare parcheggiato il nostro mezzo sempre sulla corsia di parcheggio.    Durante la notte, siamo stati solo disturbati dal passaggio di alcuni gruppi di studenti ubriachi, intorno all'una di notte, che, al ritorno da qualche locale, non hanno trovato di meglio da fare che cantare a squarciagola e picchiare qualche pugno sulle pareti del Camper.    Nulla di grave, anche perchè, fin dalla sera tardi, avevamo notato come alcune pattuglie di polizia, periodicamente, percorrevano la strada dove ci eravamo posizionati.    Da non perdere la passeggiata lungo la "One Mile Road", la strada in discesa che parte dal cortile del castello, per giungere fino all' Holyroodhouse Palace, residenza cittadina dei reali d'Inghilterra.    Ai lati di questa strada, si possono trovare tutti o quasi gli edifici di interesse storico, architettonico e religioso della città.      Nelle vicinanze del castello, sempre sulla strada, sono fiorite alcune attrazioni per turisti, abbastanza pacchiane, ma che possono essere visitate, se il tempo a disposizione abbonda...      Ovviamente, la visita al castello è d'obbligo... attenzione perchè quando siamo andati noi, chiudeva alle 17.00 (ma era il 30 agosto).    A Edinburgh, non essendoci fermati molto (praticamente un pomeriggio e una mattinata), non abbiamo visto altro, anche perchè non amiamo particolarmente le città...    Servendoci di una cartina stradale molto dettagliata, (E' risultata indispensabile la Euro Cart 1:300.000 di SCOZIA e Nord Inghilterra dello Studio F.M.B. Bologna dalla copertina rossa che si trova anche negli autogrill) iniziamo dunque il nostro viaggio verso nord...    Siamo usciti da Edimburgh verso mezzogiorno e abbiamo attraversato il Firth of Forth (braccio di mare che si incunea all'interno della costa) tramite il ponte sospeso della M90 che si dirige verso Perth.    Subito dopo il ponte, abbiamo deviato a sinistra per visitare il paesino di Culross, dove alcune guide turistiche segnalavano la presenza di un antico borgo medievale.    La nostra impressione è stata che non ne valesse la pena e siamo subito ripartiti sempre in direzione Perth e poi Dundee, da dove si piega a nord sulla 929 in direzione Forfar.    Poco dopo avere oltrepassato l'uscita per Balgray, abbiamo svoltato a sinistra seguendo l'indicazione Glamis Castle e attraversando per circa 10 km una regione collinare veramente suggestiva (se non altro perchè è stata la prima avvisaglia di quello che avremmo poi visto nelle Highlands del sud), siamo arrivati nella pianura dove è situato il Glamis Castle.    Si entra nel parco e poi si parcheggia proprio di fianco al castello. (bellissimi gli ultimi 500 metri della stradina che porta al maniero).    Una precisazione che mi sento in dovere di effettuare e che deve essere sempre tenuta in considerazione per tutto quanto descrivo: Il periodo da noi scelto, ci ha permesso di visitare la Scozia in quasi assoluta solitudine, permettendoci di assaporarne la bellezza senza le torme di turisti che, sicuramente, in piena stagione, deturpano il paesaggio e inquinano, loro malgrado, il silenzio dei luoghi da visitare.    Probabilmente, i toni idilliaci che utilizzo nel racconto, potranno sembrare, alla resa dei conti, un po' stonati, ma purtroppo, anche le informazioni che via via fornisco, dovranno sempre essere rapportate ai primi 10 giorni di settembre.    Un'altro appunto, prima di continuare: Non è vero che in Scozia piove sempre, anche se nell'arco della giornata, si puo' passare dal sole alla pioggia e viceversa anche 6 o 7  volte..  ma le ore di pioggia totali non sono poi molte....    Il fatto che noi avessimo il Camper, ci ha agevolato moltissimo, permettendoci di cadenzare i nostri ritmi di esplorazione anche in funzione delle condizioni climatiche e senza l'assillo di sbrigare tutte le operazioni necessarie per trascorrere la notte in Hotel, Bed & Breakfast o Tenda. (In questo modo, abbiamo acquistato almeno 3 ore al giorno, rispetto ai possessori di auto)...      Dopo il Glamis (non siamo entrati dentro, preferendo passeggiare nel parco adiacente e osservare il castello dall'esterno), ci siamo diretti verso Forfar e poi, sulla 94, in direzione di Aberdeen, siamo giunti nei pressi di Stonehaven.    N.B. le giornate, in Scozia, sono lunghissime nel periodo estivo e si riesce a sfruttarle pienamente, anche se i Castelli effettuano orari (almeno in Settembre), piuttosto ristretti.    Poco prima di Stonehaven, proprio a picco sul mare, c'è il Dunnottar Castle, a mio parere, il più suggestivo di quelli visitati da noi.    Al tramonto, con solo una decina di persone nelle vicinanze, è stato uno spettacolo stupendo.    Il castello è in completa rovina, ma conserva un fascino incredibile, incastonato com'è in uno scenario bellissimo, arroccato su un gigantesco scoglio a strapiombo sul mare.    L'accesso al corpo centrale del castello, data l'ora, era già precluso, e ci siamo aggirati attorno ad esso, nel silenzio totale.    Credo che l'impatto, in altra ora, condizione climatica e concentrazione di folla, non sia assolutamente lo stesso...      Abbiamo poi preferito, a tarda notte, (ovviamente abbiamo cenato e ci siamo lavati a bordo del nostro mezzo) proseguire il viaggio, ma mi è rimasto il desiderio di assistere all'alba dall'alto della scogliera...    Spettacolo, credo, imperdibile, se assistito da condizioni meteorologiche soddisfacenti...    Entrando in Aberdeen, teniamo la sinistra e imbocchiamo la 93 in direzione Banchory e Ballater.    Siamo giunti a Ballater (dove abbiamo passato la notte in una piazza) attraversando nell'oscurità una strada che, forse, di giorno, deve risultare interessante dal punto di vista paesaggistico, in quanto abbiamo percorso lunghi tratti di foresta.    Ci siamo presentati al Balmoral Castle di primo mattino, ma la presenza dei membri della famiglia reale inglese, non permetteva l'ingresso al castello.  Tra l'altro, proprio quella notte era accaduto l'incidente mortale a Lady Diana Spencer e noi, ignari di tutto, abbiamo assistito allo spiegamento incredibile di troupe televisive nel parcheggio antistante il Castello, in attesa dell'uscita dell'auto con il Principe Carlo diretto a Parigi.    Spesso, nel periodo estivo, il castello non è agibile proprio a causa della presenza dei reali.    Siamo scesi dunque, verso Braemar, fermandoci un istante presso il piccolo ma caratteristico castello di Braemar, che si intravvede sulla destra, alla fine della vallata su cui scorre la strada, affiancata dal torrente, poco prima di giungere nei pressi del paese.    Proseguendo sempre sulla 93, in direzione sud, ci si inerpica verso il Devil's Elbow, passo montano incantevole e assolutamente deserto, con il solo contorno delle solite greggi di pecore.    (Avremo incrociato non più di 4 veicoli, nella salita e nella successiva discesa, attraverso la splendida vallata di Glen Shee)...    Dopo circa un miglio dal bivio per Blacklunans, abbiamo svoltato a destra sulla 950 in direzione Kirkmichael (dopo 3 miglia, la 950 si immette nella 924) e Pitlochry.    Questa zona è tipicamente rurale e non presenta particolari attrattive...    Da Pitlochry, siamo scesi un paio di miglia verso sud, per poter imboccare la stradina (strettissima) che costeggia il versante sud del Loch Tummel.    Abbiamo costeggiato tutto il lago fino a Foss (tre case), alla ricerca del "Queen's view", che erroneamente la cartina segna sul versante sud, percorrendo con una "bestia" di 7 metri x 2,30 una stradina in cui, a malapena, potevano passare un'auto e una bici appaiate, ma per nostra fortuna, non abbiamo incrociato nessuno, durante le 9 miglia (!!!!) del percorso fino a Foss... (Tra l'altro, in ritardo, ci siamo accorti del divieto di transito per gli automezzi ingombranti, ma ormai era praticamente impossibile effettuare una inversione di marcia...)    Del lago, si possono avere degli scorci interessanti, anche se non abbiamo trovato particolarmente interessante il tutto...    Raggiunta la riva nord, attraverso il Tummel Bridge, abbiamo costeggiato il lago, tornando in direzione di Pitlochry, fermandoci finalmente, quasi alla fine di esso, al famoso "Queen's view"...    Su tutte le guide turistiche, questo luogo sopraelevato che consente la vista del lago dall'alto, viene descritto come uno dei più belli di Scozia, ma, forse a causa di un improvviso acquazzone, che ha ingrigito il primo pomeriggio, l'impressione che ne abbiamo avuta, non è stata particolarmente entusiasmante, anche se il colpo d'occhio è notevole...    Per inciso, lo spettacolo offerto dal lago di Garda, visto da Malcesine, è tutta un'altra cosa.....  Abbiamo proseguito poi sulla E15 in direzione nord, verso il Blair Castle, distante solo poche miglia.    Il castello si trova all'interno di un parco (ingresso a pagamento) veramente grande e una volta parcheggiato, si possono effettuare due itinerari differenti per visitarne i giardini.    L'ingresso al castello vero e proprio (niente di speciale, da un punto di vista architettonico) era precluso, in segno di lutto, crediamo, anche se non ci siamo preoccupati più di tanto, dal momento che il nostro interesse non era rivolto all'interno di quel particolare castello.    Abbiamo effettuato uno dei due percorsi di visita, nello specifico, quello che conduce fino al laghetto, ma anche in questo caso, non abbiamo trovato niente di particolarmente interessante, o meglio, di nuovo...    Sempre per inciso, i giardini dei Castelli della Loira (ad esempio Villandry), sono molto più belli!      Usciti dal Blair Castle, sempre sulla E15 nord (che poi diventa la 9), abbiamo effettuato il lungo e spesso deserto tratto che, attraversando il Glen Garry e il Glen Truime, conduce prima a Kingussie e poi a Inverness.    Il percorso si snoda attraverso vari tipi di paesaggio, comunque sempre molto interessante...        Siamo giunti ad Inverness, posto in invidiabile posizione, tra la foce del Loch Ness e le baie di Moray e Beauly Firth, al calare della sera.      Abbiamo parcheggiato il Camper lungo la strada che costeggia il Caledonian Canal sul lato est, a pochi passi dal ponte che conduce alla zona pedonale del piccolo centro cittadino.    Sulla strada lastricata, con i lampioni adornati da vasi pensili di fiori, abbiamo effettuato una breve passeggiata e abbiamo usufruito dell'immancabile Mc Donald's, come sempre nei punti strategici di ogni paese...      Abbiamo poi attraversato il Ponte tra le due baie, sempre sulla 9 in direzione nord, anche se l'oscurità, ormai completa, non ci ha permesso di valutare il paesaggio intorno a noi, probabilmente interessante...    Alcune guide turistiche indicano come interessante, la visita alla penisola della Black Isle (si chiama così, ma in realtà è la penisola che si trova appena attraversato il ponte, e che si estende verso il mare a est per circa 15 miglia), fino a Cromarty, ma noi abbiamo continuato sulla 9 e, attraversato il Cromarty Firth per mezzo di un'altro ponte, siamo giunti vicino ad Alness, dove abbiamo pernottato nel parcheggio adiacente ad una grossa Stazione di servizio, sulla sinistra.      Dopo Alness, inizia la vera Scozia!!!    Appena prima del paese, si devia a sinistra sulla 836 e si percorre un tratto assolutamente deserto, all'interno della Ardross Forest, zona montana caratterizzata dalla presenza di aree geometriche di boschi di conifere, in mezzo a radure assolutamente spoglie...    Attenzione agli incredibili nugoli di piccolissimi insetti che, nel nostro caso, appena usciti per effettuare qualche foto, ci hanno "azzannati" in pochi secondi...    La successiva discesa verso Bonar Bridge, poi, è particolarmente interessante, se confortata da condizioni atmosferiche accettabili...    Noi siamo stati accolti da uno stupendo paesaggio, reso particolarmente incantevole dalla luce che solo in Scozia ( e Austria) sa essere così, dopo un leggero scroscio di pioggia...    Proseguendo verso Lairg, circa 6 miglia prima, abbiamo effettuato una deviazione prima a sinistra e poi subito a destra, per risalire sul lato ovest il torrente Shin, fino a giungere, dopo circa 2 miglia, alle Falls of Shin.    Un centro visitatori con annesso negozio di souvenir e locale da pranzo, accoglie i turisti e i pescatori che si danno appuntamento in questo luogo con un'unico scopo: i salmoni...      Purtroppo, il periodo in cui noi ci siamo recati, fuori stagione, non ci ha consentito di osservare, dalla balaustra a sbalzo sulle cascate del torrente, di osservare la risalita di questi caratteristici pesci.      Giunti a Lairg, ci si dirge ancora verso nord e, tenendo la destra, sempre sulla 836, ci si inoltra nel cuore delle Highlands, immersi in un paesaggio che ad ogni curva regala scorci fantastici, ogni volta sotto una luce diversa, a seconda delle condizioni atmosferiche, che mutano repentinamente diverse volte nell'arco della giornata...      Laghi, radure erbose, montagne, nuda roccia, torrenti, cascatelle, pecore....    Nessun essere umano, se si eccettua qualche rarissima automobile (in media una ogni 15 chilometri), lungo la strada ad una sola corsia (ma ogni 150 metri c'è una piazzola che consente il passaggio alternato) che attraversa questa terra di torba nera che si rivela spesso insidiosa sotto i piedi, intrisa com'è di acqua e di tane...    Semplicemente meraviglioso, il percorso che si snoda fino alla costa nord, nei pressi di Tongue...    Si attraversa poi il Kyle of Tongue sopra una lingua di terra che la marea ricopre quasi per intero a intervalli regolari e si prosegue tra belle montagne fino a Heilam (pochissime case, come del resto in tutte le rarissime e minuscole frazioni incontrate fino ad ora).    Si costeggia interamente la lunga insenatura in cui si insinua il Mare del Nord (Loch Eriboll) e si raggiunge Durness.    Poche miglia prima di Durness, quello che reputiamo il migliore scorcio sul mare di tutto il nostro viaggio...    Un'incredibile spiaggia rosata, con alle spalle un'alta scogliera di roccia, affacciata su un mare favolosamente limpido e dal colore caraibico...    Come al solito è necessaria la fortuna, come nel nostro caso, di giungere verso le 17.30, subito dopo una spruzzata di pioggia, con i raggi di sole che filtrano dalle nuvole improvvisamente diventate bianchissime e rade...    A Durness (per la precisione, 1 chilometro prima), si parcheggia in una piazzetta e si scende a visitare le Caves of Smoo, due grotte naturali create dall'effetto combinato delle onde del mare che si insinuano all'interno di uno stretto fiordo e dalle acque di un torrente che si inabissa improvvisamente nel sottosuolo.    Vale veramente la pena di visitare questo luogo, tra l'altro, almeno nel periodo in cui siamo stati noi, senza la necessità di pagare alcun pedaggio per accedere alle due grotte.      Ci siamo fermati a pernottare in un delizioso (e unico, nel raggio di 100 km) campeggio a picco sulla scogliera, con un tappeto erboso da fare invidia ad un campo da golf...    A Durness è sicuramente possibile pernottare anche in alcuni Bed & Breakfast, anche se in Luglio o Agosto, dubito sia facile trovare posto...      Nel centro del piccolo paese, sulla destra, si trova anche un piccolo ma fornitissimo market con Ufficio Postale annesso.      La mattina seguente abbiamo iniziato il viaggio verso sud, tralasciando, forse colpevolmente, la visita di Cape Warth, sperone roccioso raggiungibile solo con una piccola traversata marina di un fiordo, con la necessità di lasciare il nostro automezzo e cercare un improbabile (in questo periodo) servizio di trasporto per le restanti 11 miglia del percorso.      Ovviamente, le condizioni della mia famiglia, con tre bimbi piccoli, a volte non consentono di effettuare tutte le escursioni possibili, inclusa la visita della cascata più alta di Scozia (Eas Coul Aulin Water, vicino a Unapool), distante ben più di 5 chilometri dalla strada percorribile più vicina...    Scendiamo con calma, assaporando il paesaggio, verso Laxford Bridge, dove teniamo la destra, immettendoci sulla 894 in direzione Scourie, continuando a costeggiare il mare.      Percorrendo stradine fatte di saliscendi e scorci suggestivi, giungiamo a Unapool (bella zona, adatta all'esplorazione  del braccio di mare che si insinua all'interno della costa, creando insenature e isolette, incorniciate da una natura silvestre) e poche centinaia di metri dopo esserci immessi sulla 837, alla nostra destra, adagiato su un'isoletta del Loch Assynt, godiamo dello spettacolo offerto dai pochi ruderi dell' Ardvreck Castle.    Pranziamo (verso le 14,00) sul Camper in una piazzola situata proprio di fianco all'isoletta, con il suggestivo scenario creato dai raggi di sole che si specchiano sull'acqua mossa dalla solita brezza scozzese (che si presenta sempre frizzante, ma non è mai, almeno in questo periodo, particolarmente fredda... il che ci consente di uscire sempre con solo la maglia felpata).    Proseguendo sempre verso sud sulla 837, si giunge a Ledmore, dove si prende, a destra, la 835 verso Ullapool.    E' il primo paesino di una certa consistenza dopo più di 300 km di Highlands e si affaccia su un piccolo porto.    Le guide turistiche lo indicano come un luogo interessante, ma noi non abbiamo trovato niente di particolarmente eccitante, al di la del fatto che si presenta abbastanza caratteristico con le sue casette bianche e alcuni negozi dalle insegne particolarmente adatte alla realizzazione di belle foto a colori.    Scendiamo poi lungo il Loch Broom percorrendo un tratto di strada (il primo dopo molto tempo) a due corsie e giungiamo, poco dopo il bivio per Auchindrean, allo spiazzo (sulla sinistra, all'uscita di una curva) che funge da parcheggio per chi intende visitare le Falls of Measach e il Corrie Hallock.    Si tratta di una profonda insenatura nella roccia, creata nel corso dei millenni da un torrente che si è scavato l'alveo a sempre maggiore profondità.    A questo punto, abbiamo effettuato una scelta di cui ci siamo poi pentiti...    Dovendo scegliere, per motivi di tempo, se visitare in serata i Giardini di Inverewe o inoltrarci nel canalone, abbiamo optato per la prima ipotesi e quindi mi sono solo affacciato da una balaustra poco sotto il piano stradale, per osservare la notevole distanza intercorsa tra me e l'acqua che scorre sul fondo del crepaccio... (circa 45 metri...).    Abbiamo quindi proseguito, effettuando subito dopo una deviazione a destra sulla 832, in direzione Dundonell e Tournaig.    Bella serie di paesaggi, con particolare menzione per la spettacolare veduta dall'alto della Gruinard Bay, appena oltrepassato Coast...    Favoriti da una luce meravigliosa, resa perfetta anche dall'orario (circa le 17,30), abbiamo osservato il panorama mozzafiato della baia, dell'isoletta di Gruinard e delle piccole spiagge bianche che si affacciano su un mare dalla limpidezza incredibile.  Proseguendo verso Tournaig, con l'altrettanto splendido scenario della costa alla nostra destra, siamo giunti a Inverewe, dove, una volta posizionato il Camper nell'ampio parcheggio, abbiamo provveduto a visitare il famoso Giardino Tropicale.    Le guide turistiche danno ampie informazioni su questo particolare "scherzo della Corrente del Golfo", che permette la sopravvivenza di piante e fiori tropicali a questa latitudine, anche se, a nostro giudizio, la visita a questo luogo risulta essere non particolarmente interessante, se non per veri appassionati...  I "Giardini Sigurtà" di Valeggio sul Mincio, per intenderci, sono di ben altra caratura....    In circa un'ora, giusto quella che mancava all'orario di chiusura, abbiamo effettuato il percorso e ci siamo subito rimessi in marcia verso Gairloch e sempre sulla 832, proseguendo per circa 10 miglia, abbiamo goduto del favoloso scenario offerto dal Loch Maree, forse il più romantico dei numerosissimi laghi fino ad ora incontrati...      Il tramonto splendido, di una tenue luce rossastra, ha incorniciato le piccole isolette del lago e l'aspro massiccio montano che dalla riva opposta, si eleva a circa 800 metri di quota.  Migliaia dei già tristemente noti piccoli insetti "mangiauomini", mi hanno accompagnato nell'esplorazione di un piccolo tratto di lungolago, alla ricerca di qualche spunto fotografico...    E' necessario, specialmente in questo luogo (vi sono anche cartelli che provvedono ad informare del pericolo) prestare estrema attenzione a dove si appoggiano i piedi, in quanto il terreno risulta infido a causa della sua natura porosa.      Curiosa e interessante, inoltre, la presenza sull'altra sponda di una casa isolata e irraggiungibile se non via lago, segnalata anche sulle cartine come paese a se stante: Letterewe...          Il percorso che abbiamo effettuato successivamente e che ci ha portato prima ad Achnasheen e poi, sulla destra (890) verso Lair, si è svolto completamente avvolti nelle tenebre...    Non abbiamo quindi potuto verificare la veridicità delle informazioni che descrivono il Glen Carron, come una delle più belle vallate della zona.    D'altro canto, la zona non presentava punti adatti alla sosta notturna del nostro mezzo di trasporto...      Dalla piazzetta di fronte alla stazione ferroviaria di Lair, dove abbiamo pernottato, la mattina siamo ripartiti in direzione sud verso Achintee, da dove inizia un'icredibile e breve salita che eleva la strada quasi a picco sul Loch Carron e poi ridiscende repentinamente verso Attadale, costeggiando sempre il lago fino a Stromeferry.      Mancano poche miglia al luogo più famoso di Scozia, l' Eilean Doonan Castle, vicino a Dornie.    La mattinata non risulta particolarmente invitante, anzi... una fastidiosa pioggerella, unita ad un'uggiosissima nebbiolina stagnante, hanno rovinato l'apparizione del Castello e dell'isoletta su cui esso è posto.    In verità, rispetto a quanto si è indotti a pensare osservando le varie foto dedicate a questo famosissimo castello, la zona si presenta abbastanza deturpata dalla presenza di un lungo ponte, del paese di Dornie e di un'antiestetico parcheggio posto proprio davanti all'entrata del ponticello che conduce verso l'ingresso dell'antico maniero.    Nell'arco delle tre ore di sosta che abbiamo effettuato, comunque, l'avvicendarsi del sole ad un'altro paio di scrosci di pioggia, ci ha permesso di visitare e fotografare abbondantemente il castello.    Il suo interno, ricostruito alla fine del secolo scorso in modo perfetto, è semplicemente favoloso...        E' sicuramente il luogo "imperdibile" per antonomasia (insieme alle "Highlands") per chiunque intenda visitare la Scozia...    Dopo il pranzo, condito sempre dall'incantevole vista , di fianco a noi, della sagoma del castello, siamo ripartiti, sempre costeggiando il Loch Duich, in direzione di Inverinale e Shiel Bridge.    Una serie di poderosi acquazoni, provvidenziali, nel nostro caso, ci hanno permesso di assistere ad uno spettacolo meraviglioso, durante la nostra ascesa lungo il Glen Shiel verso il Loch Cluanie...    Enormi masse d'acqua, raccolte in migliaia di rivoli dalle molteplici dimensioni, scendono dalle pendici delle brulle e alte montagne che circondano la profonda vallata, in uno scenario assolutamente fantastico.          Bellissimo e affascinante...    Alla fine del Loch Cluanie (lago artificiale), ci si immette a destra sulla 87 e si può godere della vista dall'alto del Loch Loyne e successivamente, del Loch Garry.    Giunti ad Invergarry, svoltiamo a sud sulla 82 verso Laggan e costeggiamo il Loch Lochy, dove in alcuni punti, l'acqua sembra quasi tracimare e invadere la strada...    Giunti a Spean Bridge, svoltiamo a destra, proseguendo sulla 82, per giungere, ormai nel tardo pomeriggio, a Fort Williams, il primo agglomerato urbano degno di tale appellativo...    Parcheggiamo nella vasta piazza in riva al lago, appena superato il paese e ci addentriamo nella vecchia via principale, chiusa al traffico degli autoveicoli.      Effettuiamo un po' di shopping nei negozi che vi si affacciano, unitamente a vari pub e ristoranti non più particolarmente frequentati, in questo periodo...    Si intuisce dalle vetrine e dalle merci esposte, che Fort Williams è una cittadina prevalentemente vocata al turismo, anche se nei dintorni spiccano le insegne di alcune distillerie di Whiskey e non mancano i capannoni destinati a piccole industrie...     D'altro canto, la invidiabile posizione geografica del paese, situato proprio nel punto più interno del lunghissimo braccio di mare (denominato Loch Linnhe) che si insinua profondo nell'entroterra scozzese, lo rende sicuramente un centro nodale per il commercio marittimo...    La presenza vicinissima, inoltre, del massiccio del Ben Nevis, montagna più alta di Scozia, e del Loch Linnhe, (praticamente il Lago di Garda scozzese) lo rende particolarmente appetito anche dal turismo di tipo stanziale...    Come da copione, gli acquisti effettuati, vertono specialmente sui capi di lana (alcuni veramente bellissimi) e sul Wiskey (molto più caro che in Italia...).        Se proprio non si vuole acquistare una marca sconosciuta, spesso ottima, al limite conviene acquistarlo nel Duty Free dell' Eurotunnel sotto la Manica).      I giorni ancora a nostra disposizione, veramente pochi, non ci consentono di effettuare, come speravamo, un itinerario circolare di circa 180 chilometri...    Partendo da Fort Williams e percorrendo verso ovest la 830 fino a Inverailort e successivamente seguendo la 861 in tutto il suo sviluppo, sarebbe stato possibile ritornare praticamente al punto di partenza, seguento un percorso segnalato come interessantissimo dal punto di vista paesaggistico...      Ripieghiamo quindi verso sud, a notte inoltrata, sempre lungo la sponda est del lago, verso Onich, North Ballachulish e subito dopo il ponte, mantenendoci sempre sulla 82 che piega verso est, sostiamo a Ballachulish nel parcheggio di "Mystery World", un padiglione dedicato alla storia e cultura celtica...    Di primo mattino, approfittando di una schiarita dopo le forti piogge della nottata, ci dirigiamo velocemente verso il Passo di Glen Coe, luogo tristemente famoso, a causa di una cruenta battaglia tra clan, diversi secoli addietro...      La strada, che procede all'interno di una stretta vallata, si inerpica improvvisamente in una gola che si restringe sempre più, aggrovigliandosi al torrrente che scende a balze sulla roccia nuda e lucida, tra montagne completamente spoglie e che sembrano levigate, nelle loro forme vagamente arrotondate.        L'immancabile improvviso acquazzone, dopo poche decine di minuti, ci costringe a ritornare verso Ballachulish, anche se lo spettacolo dei torrentelli che, gonfiati velocemente dalle acque, modificano letteralmente il paesaggio, ci fa ringraziare ancora una volta Giove Pluvio...      Approfittiamo del tempo, stavolta decisamente tendente al brutto, per visitare "Mystery World", anche se, nonostante gli apprezzabili tentativi da parte degli attori che animano i tre padiglioni, di recitare in un inglese abbordabile, l'esperienza è da definire piuttosto deficitaria...        All'interno del piccolo complesso, allestito con fondi della Regione, suddivisi in gruppi, i visitatori vengono condotti attraverso alcune rappresentazioni di tipo teatrale che hanno lo scopo di raccontare l'antico spirito e la cultura celtica...          Immancabile, subito dopo mezzogiorno, l'apparire del sole tra le nuvole bianchissime, il che ci ha permesso di ripartire in direzione sud, sulla 828, costeggiando ancora il Loch Linnhe, che si sta via via allargando nel suo avvicinamento al Firth of Lorn.    Nelle immediate vicinanze di Appin House, uno dei più simpatici castelli scozzesi, il Castle Stalker...    Piccolissimo, ma dalla forma sinuosa e inconfondibile, situato sulla riva di una piccola isoletta appena distaccata dalla costa, è osservabile nella sua inquadratura migliore solamente dall'alto della collina che scende poi velocemente verso Portnacroish...      L'unica piazzola disponibile, ai lati della stretta strada, consente solo la sosta a poco più di un paio di vetture, tra l'altro in posizione piuttosto precaria, situata com'è, improvvisamente sulla destra, all'inizio della discesa...    Un filo spinato a lato della strada sembrerebbe indicare l'impossibilità di accedere all'invitante prato che consente un'ottima visione, anche se un po' distante, del castello, ma poche decine di metri più avanti, un comodo e rudimentale varco consente il passaggio...          Subito dopo Appin, l'incredibile percorso, tutto intorno all'ultimo braccio del Loch Creran, di almeno 10 chilometri, per ritrovarsi dall'altra parte della riva, a poche decine di metri in linea d'aria....    La zona si fa via via sempre più frequentata e i silenzi delle "Alte terre" sono ormai un ricordo, anche se alcuni tratti del nostro percorso si presentano ancora sufficientemente deserti.      Ci immettiamo sulla 85, effettuando una leggera deviazione verso Dunberg per visitare li Dunastaffnage Castle, affacciato su un piccolo istmo collinoso adiacente un porticciolo commerciale.    Il castello è praticamente in rovina totale anche se la sua mole, adagiata su un verdeggiante prato (attenzione ai numerosi escrementi ovini presenti tutto intorno), risulta essere di discreto impatto.          Ritorniamo poi leggermente sui nostri passi, per imboccare di nuovo la 85, che ci conduce ad est verso il Passo di Brander da dove si inizia a costeggiare il Loch Awe.    Nell'insenatura nord del lago, il Kilchurn Castle (quantomeno curioso, con i ruderi proprio a pelo d'acqua) funge da boa per ripiegare a destra su una piccola stradina (819) che, attraversando il Glen Aray, conduce ad Inverary.          Le caratteristiche case bianche, la torre e il castello, come pure il centro storico, risultano essere decisamente interessanti, anche se la nostra visita si è ridotta ad una breve passeggiata ed al rifornimento d'acqua presso il piccolo molo sulla riva del Loch Fyne, adiacente al blocco dei bagni pubblici del poticciolo...    Quasi al tramonto, imbocchiamo la 83 in direzione nord verso Drishaig, costeggiando per alcuni chilometri il Loch Fyne prima di inoltrarci nel Glen Kinglas e successivamente nel Glen Croe      Anche in questo caso, l'oscurità sopraggiunta nel frattempo, non ci ha dato modo di osservare il paesaggio.      La ricerca di un posto tranquillo dove passare la notte, ci ha portato sulle rive del Loch Lomond, precisamente a Luss, sulla 82 in direzione sud, circa 20 chilometri dopo Tarbet...        Dal piazzale prospicente il lago, vengono effettuate escursioni in battello all'interno del Parco regionale del Loch Lomond, composto da numerose minuscole isolette.    Preferiamo costeggiare il lago fino a Balloch, per poi risalire lungo la riva opposta (811) e inoltrarci all'interno di una piccola strada (837) che da Drymen giunge a Balmaha e poi risale, ancora più stretta, sempre lungo la sponda del lago, verso Cashell.    Il paesaggio è di stampo rurale ed estremamente rilassante, anche se, perdendo i connotati tipicamente scozzesi, assume l'aspetto della campagna inglese...      Stiamo vivendo le nostre ultime ore scozzesi e decidiamo di chiudere in bellezza visitando le famose Trossachs, un'area molto ristretta che ci  è stata descritta come veramente meritevole...      Ritorniamo verso Drymen e la 811, per poi svoltare a nord sulla 81, in direzione di Aberfoyle, confine meridionale delle Trossachs.      All'interno del paese, alcuni negozi di souvenirs si presentano ottimamente forniti, come pure un discretamente ampio supermercato offre la possibilità di rimpinguare le ormai scarse riserve di cibo...      Da Aberfoyle, lungo la 821, si sale bruscamente verso il Loch Achray, in uno stupendo scenario alpino.      Sulla sinistra, la stradina che conduce al parcheggio (a pagamento) del Loch Katrine, visitabile esclusivamente a piedi, ma incredibilmente intasato dalla presenza di un folto numero di gitanti.    La discesa successiva verso Callander, ultimo lembo di Trossachs, è benedetta da un sole caldo e molto più mediterraneo (non piove da più di 24 ore) di quello a cui ci eravamo abituati, dando come l'impressione di percorrere un itinerario trentino.    Da Callander a Stirling la strada è veloce, vera anticamera al nostro ritorno al "mondo reale", rappresentato dall'autostrada M9 che conduce verso Glasgow.      Sull'orizzonte di Stirling, imponente, si staglia la sagoma del Wallace Monument, torre che non abbiamo visitato a causa della mancanza di tempo, dal momento che il nostro programma di viaggio prevedeva l'arrivo nel centro dell'Inghilterra la sera stessa...    Dopo Glasgow, l'autostrada, (M74) lungo la sua discesa verso sud, attraversa una zona (le Lowther Hills) che ha il solo difetto di essere percorsa per ultima, in quanto risulta essere veramente interessante, nel suo desolato aspetto...    Al cospetto delle Highlands, però, ogni altro paesaggio risulta essere sminuito...
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