1991: VIAGGIO IN AUSTRIA

AL FINE DI VELOCIZZARE IL CARICAMENTO DELLA PAGINA, LE FOTO RELATIVE AL VIAGGIO, SI TROVANO IN UNA PAGINA SEPARATA:  FOTO

A distanza di tanti anni, ricordo ancora con assoluta precisione tutti i particolari di un viaggio che si è rivelato un'autentica sorpresa…    L'Austria, essendo un paese poco reclamizzato in Italia, nell'immaginario collettivo, consta solamente d'alte montagne adatte agli sport invernali e presenta due sole realtà altamente espressive come Vienna e Salisburgo.    Questa convinzione svanisce al cospetto di un enorme patrimonio naturale preservato con cura maniacale dal popolo austriaco che, per civiltà e educazione, non è secondo a nessuno e che è maestro nel valorizzare ogni più piccola caratteristica positiva della propria terra.    Il viaggio intrapreso, ha seguito una connotazione naturalistica, con qualche lieve digressione durante la visita a Salisburgo e Bad Ishl, ritengo pertanto inopportuno effettuare riferimenti di tipo storico, architettonico o culturale, lasciandomi quindi trasportare dal puro piacere della narrazione di un viaggio nella  spettacolare natura austriaca...    La prima impressione positiva sull'Austria, l'abbiamo vissuta all'apertura dell'enorme busta inviataci a tempo di record dall'Ufficio del Turismo Austriaco, piena zeppa d'itinerari, depliants, cartine geografiche e informazioni varie.    Verso la fine di Agosto, alla guida di un Camper a noleggio, abbiamo iniziato il nostro viaggio entrando in Austria attraverso il passo del Brennero.    Evitando volutamente Innsbruck, appena giunti nei pressi di Schwaz, dominata dal suo splendido castello, ci siamo diretti verso Zell am Ziller, da cui inizia una strada molto stretta che s'inerpica, tra verdi vallate in direzione del Gerlospass.Ai lati della strada, quella che sarebbe stata una costante del nostro viaggio, la presenza di rilassanti  e caratteristiche piccole mandrie di bovini al pascolo, contenute in recinti che si integrano perfettamente con il paesaggio alpino.    Superato lo sbarramento di pagamento pedaggio (alcuni passi di montagna richiedono il versamento di una tariffa che concorre alla manutenzione del parco naturale in cui la strada è inserita), il paesaggio ha mutato aspetto a causa della presenza sempre più massiccia di boschi di conifere, che, assieme ad un tramonto nuvoloso e spruzzato qua e là da qualche goccia di pioggia,  ha contribuito a creare  un'atmosfera precocemente autunnale.    Superato il passo, una schiarita, ci ha permesso di godere dall'alto del maestoso spettacolo offerto dalle cascate di Krimml,  situate alle pendici dei monti oltre la stretta valle che si trova a strapiombo centinaia di metri sotto di noi.    Dalla piazzola gremita d'auto e camper situata in prossimità di un tornante in posizione strategica, ho potuto finalmente scattare le mie prime foto di viaggio e una volta discesi fino al parcheggio adiacente alle cascate, abbiamo trascorso la notte.    Alla mattina ci ha sorpreso positivamente constatare di essere praticamente gli unici fruitori della selvaggia bellezza di queste due cascate, una a monte dell'altra, inserite in una cornice di alberi e rocce strapazzate dalla furia dell'acqua in caduta libera e successivamente dispersa in mille rigagnoli.      L'improvviso peggioramento delle condizioni meteorologiche, ci ha impedito di salire lungo la strada che, immersa nel bosco, conduce alla sommità della prima cascata, alcune centinaia di metri sopra di noi, sede anche di una costruzione, che abbiamo reputato essere un ristorante, probabilmente l'unica nota stonata di tutto il contesto.    Abbiamo quindi  deciso di proseguire il viaggio, costeggiando il fiume Salzach alla volta di Zell am See, situato in una piccola pianura caratterizzata dalla presenza di un lago di discrete dimensioni che viene utilizzato dai villeggianti austriaci alla stregua del nostro lago di Garda.    Non siamo particolarmente amanti delle pedalate in bicicletta, ma ci siamo resi conto proprio in questo paese di come sia rilassante effettuare un lungo giro del lago con le biciclette che avevamo provveduto ad aggiungere al nostro bagaglio.    Il pomeriggio è trascorso incredibilmente in fretta, complice una graditissima schiarita tra le nuvole ormai rade, lungo i circa quindici chilometri della circonferenza del lago, tra spiaggette, radure incolte e vagamente paludose, campeggi prospicienti la riva e attracchi per le numerose barche a vela.      La sera, ci siamo diretti verso Fusch, che ci ha ospitati in una piazzetta tranquilla, dove abbiamo trascorso la notte e al mattino ci ha offerto la prima opportunità di assaggiare le famose torte di cui vanno orgogliosamente fieri gli austriaci.    Alla fine del viaggio, notevolmente ingrassati, abbiamo comunque convenuto che questi monumenti al colesterolo, dovevano essere obbligatoriamente onorati… e lo abbiamo fatto molto volentieri.    Da Fusch, proseguendo sulla strada a pedaggio che conduce al Passo Grossglockner, abbiamo ammirato la splendida vallata costellata di piccole cascate che scendono dalle montagne color verde intenso e che si alzano sempre di più man mano che ci avviciniamo ai 2505 metri del valico.    Gli ultimi chilometri sono spettacolari, forti della presenza sulla destra di un ghiacciaio imponente  anche a fine Agosto, di tornanti adagiati su una natura ormai brulla e un cielo tipicamente austriaco, color blu "polarizzato".    Alla sommità del Passo, l'aria è effettivamente frizzantina e scendo giusto il tempo di filmare lo scenario notevole delle altre cime che fungono da corollario al massiccio montuoso e alla lunga teoria di automobili che affrontano i tornanti lungo il versante salisburghese dal quale proveniamo.    Poi, dopo avere oltrepassato una galleria scavata nella viva roccia, iniziamo la discesa che ci porta, attraverso numerosi tornanti, verso Heiligenbluth, in Carinzia.    Ci fermiamo poi, una volta raggiunta la vallata sottostante, nei pressi di una interessante cascata nascosta tra gli alberi, opportunamente segnalata da cartelli indicatori, solitamente numerosi in tutto il paese, a riprova di una costante valorizzazione delle risorse ambientali.    Al sopraggiungere della sera, abbiamo deciso di effettuare la sosta notturna in un piccolo ma attrezzato campeggio alla periferia di Lienz, in SudTirolo, zona vocata al turismo invernale, con numerose piste da sci e incastonata in una vallata ampia, con alle spalle una mezzaluna formata da picchi rocciosi molto elevati.      Interessante anche il castello presente nella parte nord della cittadina, adagiata sulle rive del torrente Drau, a soli cinquanta chilometri dall'italiana Dobbiaco.    Scendendo lungo la valle del torrente, abbiamo notato con piacere che un intelligente uso di varianti stradali consente di lasciare all'esterno della via che porta verso Spittal i tranquilli paesini che abbiamo incontrato lungo il percorso.    Molte volte abbiamo operato le deviazioni che ci hanno portato nel centro di questi piccoli agglomerati con l'immancabile chiesa dall'alto campanile, la piazza lastricata di pietre e le caratteristiche pasticcerie, sede di puntuali soste ipercaloriche… Spittal è situata in un'ampia vallata e l'autostrada che la percorre, ci ha improvvisamente riportato in uno scenario completamente diverso da quello prettamente alpino appena percorso.        Il tragitto fino a Villach nel centrosud della Carinzia, si snoda senza particolari attrattive, se si escludono le due salite effettuate per godere dello splendido panorama dall'alto dei laghi Millstatter e Ossiacher see. (nelle vicinanze, rispettivamente, di Spittal e Villach).        Queste ripide e tortuose salite hanno messo a dura prova il nostro ingombrante automezzo, ma la tranquillità dei luoghi raggiunti, assolutamente privi , dato il periodo, della presenza di turisti estivi e invernali, ha ampiamente ripagato la nostra temerarietà.  Proseguendo alla volta di Klagenfurt, abbiamo deciso di trascorrere un paio di giorni rilassanti fermandoci in un campeggio sulle rive del lago di Worth, a pochi chilometri dalla città.      La presenza di vacanzieri austriaci è ancora molto elevata e dopo esserci recati in una radura attrezzata come una stazione balneare a diretto contatto con l'acqua, ci siamo resi conto del motivo di questa atipica affluenza…    La temperatura dell'acqua è incredibilmente elevata, considerando che ci troviamo in una vallata circondata da monti che sfiorano i mille metri.    Non ci siamo preoccupati di capirne il motivo e abbiamo effettuato una salutare nuotata in mezzo alla tranquilla e silenziosa folla di bagnanti dislocata attorno ad un piccolo approdo per barche a vela, numerosissime sulla superficie del lago.    Partendo dal campeggio e percorrendo circa 5 chilometri, tutti interamente su piste ciclabili e costeggiando un canale navigabile, siamo giunti nel centro di Klagenfurt, città che conserva un caratteristico centro storico, inserito in un contesto vagamente metropolitano.          Effettuata una rapida visita del centro, abbiamo dedicato una buona parte del pomeriggio alla visione di MINIMUNDUS, un parco in cui vengono riprodotte in scala ridotta le costruzioni più famose del mondo, sullo stile dell'analoga attrazione riminese "l'Italia in miniatura".      Dopo questi due giorni vissuti da "stanziali", siamo ripartiti verso nord, alla volta del castello di Hochosterwitz, situato sulla cima di uno sperone roccioso nel bel mezzo di una pianura coltivata che ne esalta ancor più massicciamente l'imponenza.      Nell'avvicinarsi al castello, non si può fare a meno di commiserare i temerari che in epoche lontane hanno tentato l'assalto a questa roccaforte che, per la sua conformazione, risultava essere ai suoi tempi, assolutamente imprendibile.    Partendo dal parcheggio situato proprio sotto lo spuntone roccioso che si erge per più di un centinaio di metri sopra le nostre teste, ci siamo resi conto degli enormi sforzi costruttivi effettuati per la realizzazione di questo capolavoro.    Attraversando la porta di ingresso, ci si inerpica lungo una strada di sassi interamente murata ai lati, che si snoda a spirale attorno alla montagna, con varie porte di sbarramento a costituire un ulteriore  difesa del corpo centrale del castello che si trova nella parte più alta.    La vista dall'alto della pianura sottostante, nella sua spettacolarità, rende accettabile lo sforzo compiuto nella salita, considerando anche di essere stati appesantiti dalla presenza nell'apposito zainetto, del nostro "vitellino" di 12 chili…    La chiesa e un piccolo giardino, aggrappati all'ultima cinta muraria, fanno passare in secondo piano l'unica, a nostro parere, nota stonata dell'intero complesso: la presenza di un bar all'interno dello  splendido chiostro situato alla sommità del castello, dove si trova anche un piccolo museo che custodisce armi, costumi e armature.    Proseguendo sempre verso nord, ci siamo fermati alcune ore nella cittadina di Friesach, a circa 50 chilometri da Klagenfurt, proprio al confine con la Stiria.    La caratteristica piazza con il municipio e la fontana, unitamente ad alcuni affreschi murari tipici di molte facciate delle case austriache, ci ha permesso di scattare ulteriori fotografie a ricordo del nostro viaggio che è giunto ormai alla sua metà, essendo trascorsa la prima settimana.    La traversata della Stiria è stata effettuata con calma, osservando il paesaggio alpino caratterizzato da frequenti passi di media altezza, torrenti spesso impetuosi e pascoli verdissimi, con le immancabili vacche ai bordi della strada e numerose Gasthof, piccoli ristoranti a conduzione familiare.  In una di queste trattorie, ci siamo fermati a gustare l'ottima carne e anche il conto si è rivelato più che onesto, contribuendo al rammarico di non esserci mai fermati prima in luoghi simili, tra l'altro caratterizzati dalla presenza all'esterno di aree attrezzate con giochi per bambini.    Continuando ancora verso nord, lasciandoci alla sinistra Judenburg, passando per St. Johann a. Tauern e giungendo a Rottenmann, abbiamo affrontato l'ultimo tratto in autostrada (150 Km) per arrivare alle prime ombre della sera a Gmunden, nel Salisburghese.    La cittadina si trova sulla punta a nord del Traunsee, lago dalla forma allungata e incastonato tra alte montagne a picco sull'acqua, con scorci che ricordano la sponda nord-ovest del nostro Lago di Garda.    Al nostro arrivo, abbiamo potuto godere dell'incantevole spettacolo delle luci della città vecchia riflesse sulle rive del lago e di una cena deliziosa all'interno di un piccolo ristorante completamente in legno, situato al secondo piano in una ripida viuzza del centro, caratterizzato dalla presenza di numerosi locali di quel tipo, aperti fino a tardi.    Dopo avere trascorso la notte nel parcheggio di un centro congressi che quella sera ha ospitato un sontuoso ricevimento, la mattina, ci siamo recati al castello Ort, un piccolo monastero con una caratteristica torre, situato su un'isoletta collegata alla riva da un ponte di legno lungo un centinaio di metri.    L'interno del castello è molto piccolo, ma la visione offerta dalla riva, col castello sull'acqua e le cime dei monti al di là del lago è molto suggestiva e vale la visita.    Poi, proseguendo sul lungolago in direzione di Bad Ischl, abbiamo concordato che questo è forse il lago, paesaggisticamente parlando, più interessante che abbiamo visitato e lo devono pensare anche le centinaia di velisti che ne gremiscono la superficie.     Bad Ischl è famosa per essere stata la residenza estiva dell'imperatore Francesco Giuseppe, che in questi luoghi coltivava la propria passione per la caccia e dell'imperatrice Sissi che si fece costruire nel parco della Kaiservilla un padiglione da tè chiamato Marmorschlossl.    Questo padiglione, situato in posizione elevata rispetto alla villa e nascosto nel bosco, è costruito interamente in marmo rosa e fornisce un interessante soggetto fotografico specialmente se accostato al blu intenso del cielo e al verde smeraldo del prato che lo circonda.      All'interno di questo piccolo padiglione, con gli interni tappezzati di damasco cremisi, viene ospitato un minuscolo e originale museo della fotografia.    Dopo avere dedicato una rapida visita anche al centro cittadino, sede di un imponente teatro, ci siamo diretti decisamente verso la più famosa città austriaca dopo Vienna, la sorprendente Salisburgo.    All'arrivo, abbiamo optato ancora una volta per un campeggio, allo scopo di ottenere una buona base di partenza per le nostre escursioni in bicicletta verso il centro della città.    Salisburgo si adagia sulle rive del fiume Salzach e il lungofiume è molto interessante, con le magnifiche ville che vi si affacciano e le piste ciclabili che ne permettono una rilassante esplorazione.    La vista della fortezza Hohensalzburg, che domina dall'alto tutta la città è veramente indimenticabile, come pure la visita del suo interno, dopo essere saliti utilizzando una vertiginosa cabina a cremagliera.      Dall'alto della fortezza si può osservare la geometria della città e la bella cattedrale che si trova nella parte vecchia, proprio sotto di noi, insieme alla piazza principale, sempre gremita di persone, la maggior parte turisti, che accorrono tutto l'anno, richiamati dal fascino indiscutibile di Salisburgo.    Sempre vicino alla Cattedrale, a due passi dal fiume, si trova la casa natale di Mozart, inserita in una stradina ormai preda di negozi per turisti e di un provvidenziale Mc Donald, da noi molto amato e di cui, per ovvi motivi, non avevamo ancora usufruito nella nostra vacanza.      Poco distante da Salisburgo, nella parte sud della città, inserito in un paesaggio veramente incantevole, pur se pianeggiante, è situato il castello di Hellbrunn.    Si tratta di un enorme parco al cui interno possiamo trovare una costruzione eseguita seguendo il modello di "villa suburbana italiana", con giardini stupendi, boschi secolari, un discreto parco zoologico, fontane e soprattutto l'ornamentale giardino barocco coi famosi giochi d'acqua.  Il percorso che si snoda all'interno di questo giardino è ricco di sorprese, a partire dal famoso "tavolo principesco" interamente in pietra, dai cui sgabelli di marmo, l'arcivescovo che in quel periodo ne era il proprietario, faceva sgorgare zampilli d'acqua che bagnavano le parti "meno nobili" degli illustri e malcapitati ospiti intenti a cenare.    Proseguendo la visita, ci si imbatte nel teatro meccanico, una rappresentazione della vita e delle attività di una cittadina barocca con tutte le sue professioni e classi sociali: il macellaio macella il suo vitello fuori sulla strada, i musicanti suonano, i muratori manovrano gli argani e davanti al municipio, la sentinella marcia su e giù.  Il meccanismo di questo impianto è in gran parte originale e funziona ad acqua, fornendo una prova inconfutabile dell'abilità mostrata dai costruttori nella realizzazione di questo piccolo capolavoro.    La visita prosegue, sempre tra giochi d'acqua, fontane, cascatelle  e ingegnosi meccanismi che innescano gli "umidi" scherzetti del diabolico arcivescovo.    Dopo Salisburgo, ci siamo spinti verso sud, visitando il Konigssee, lago alpino che offre notevoli scorci paesaggistici, per poi dirigerci verso quella che è stata la maggiore sorpresa di tutto il nostro viaggio: le Liechtenstein Klamm.    Avevamo trovato vaghe notizie sulla presenza di questa particolare gola rocciosa sfogliando alcuni depliants, ma non mi aspettavo sicuramente lo scenario che si è presentato successivamente ai nostri occhi.    Ancora una volta, il periodo favorevole in cui abbiamo trascorso le vacanze ci ha permesso di accedere a questa curiosità naturale in totale solitudine, fatto che probabilmente ha accresciuto il fascino della nostra visita.    Partendo dal parcheggio situato poco più a valle dell'ingresso, ci siamo addentrati in una stretta gola incassata tra due alte pareti di roccia e sul cui fondo scorre impetuoso un torrente, reso ancora più turbolento dalla presenza di grossi massi che ne ostacolano il cammino.    Il rombo delle acque si insinua attraverso le pareti che si fanno sempre più alte e strette, al punto che il sentiero si restringe alle dimensioni di un uomo e risulta essere scavato completamente nella roccia, mentre ardite passerelle effettuano alcuni passaggi da una sponda all'altra.    Il sentiero si inoltra infine anche all'interno di una galleria alla cui uscita, si assiste al progressivo allargamento del fronte roccioso e, nella piccola conca che si viene a formare, una spettacolare cascata alimenta il torrente che abbiamo appena risalito.      La visione di quella che, in pieno inverno deve essere una cascata impressionante, risulta essere molto suggestiva e uno sguardo all'idirizzo della strada che riusciamo a scorgere almeno a cento metri sopra di noi, ci fa sentire ancora più piccoli al confronto della forza della natura che ha scavato queste rocce nell'arco di migliaia di anni.      Ci soffermiamo a lungo tra le pareti di questo Canyon, ad osservarne ogni particolare e una volta tornati al Camper, ci ripromettiamo solennemente di ritornare, prima o poi.    Siamo ormai alla fine del nostro viaggio, anche se abbiamo ancora il tempo di visitare la tanto bella quanto sconosciuta Cascata di Golling e salire verso Goldegg, alla ricerca di un castello che si rivela inferiore alle aspettative ma che ci da modo di osservare un campo da golf inserito in uno scenario inconsueto, data l'altezza del territorio.    Infine, ci rechiamo a Saalfelden, dove trascorriamo l'ultima notte nella sua piazza e alla mattina cerchiamo di provare il brivido della discesa sugli slittini presso la locale pista in cemento, famosa per essere la più lunga d'Europa.      Purtroppo risulta essere chiusa e dobbiamo ripiegare su quella di ST. Johann in Tirol, vicino a Kitzbuhel, comunque ugualmente soddisfacente nonostante la lunghezza leggermente inferiore.      Per salire a monte, si utilizzano i normali impianti di risalita utilizzati dagli sciatori nel periodo invernale e si viene dotati di uno slittino con due lunghi pattini in materiale plastico nella parte inferiore.
Ci si posiziona alla partenza di una pista in cemento che si dipana parallela alle piste da sci e che scende alternando rettilinei a curve abbastanza dolci per evitare la fuoriuscita dai bordi e si ha a disposizione, tra le gambe, un freno a leva che crea, se tirato, un attrito con il fondo della pista e rallenta la velocità dello slittino.  I ragazzini si divertono come matti, ma posso assicurare che anche noi ci siamo divertiti moltissimo, come del resto è successo durante tutta la nostra vacanza in questo, lasciatemelo dire ancora una volta, stupendo paese.    Il ritorno prevedeva anche una breve sosta a Innsbruck, ma una volta raggiunto il centro del paese, ci siamo resi conto di come il traffico assomigliasse troppo a quello delle nostre città e volendo conservare un ricordo intatto della tranquilla e rilassante Austria, abbiamo proseguito la nostra marcia.      Ci siamo fermati solamente appena attraversato il confine per gustarci un cappuccino, l'unico  particolare dell'Italia che ci è mancato in questi 13 giorni di viaggio...

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