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#32 KEVIN MCHALE      
  3 NBA CHAMPIONSHIPS WITH THE  BOSTON CELTICS

THE STORY
Quando gli arrivava la palla non la restituiva mai: per questo fu ribattezzato "The Black Hole", ma accanto a Bird ha costruito la dinastia dei Celtics degli anni '80.

Alla fine degli anni '80, la front-line dei Celtics contava su Dave Cowens (2.01), Cedric Maxwell (2.03) e Larry Bird (2.05). Buonissima ma troppo piccola e leggera per reggere il confronto con le grandi squadre dell' epoca. I Sixers, che li avevano eliminati nella finale conference del 1980, avevano Caldwell Jones (2.11) e Darryl Dawkins (2.13) in quintetto pi� Bobby Jones come sesto uomo. Ma Red Auerbach, in un altro dei suoi fortunati e geniali colpi di mercato, risolse il problema per almeno una decina di anni. L'estate precedente i Celtics avevano firmato M.L. Carr strappandolo a Detroit. Carr aveva giocato tre buone stagioni ai Pistons e voleva rimanere. Ma c'era un accordo sulla parola in base al quale al termine di ogni stagione avrebbe ricevuto un premio se avesse giocato bene. Dopo il terzo anno il premio non arriv� perch� i Pistons volevano includerlo come parte del nuovo contratto. Su questa banale questione di principio si giunse alla rottura e Carr fin� a Boston. Allora quando un "free agent" cambiava squadra, il suo vecchio club aveva diritto ad una compensazione. Se le parti non trovavano l'accordo, decideva il commissioner (all'epoca Larry O'Brien). Detroit e Boston litigarono a lungo, fino a che i Pistons chiesero ai Celtics Bob McAdoo. In cambio a Boston sarebbero finite le due prime scelte di Detroit del 1980. McAdoo era un fantastico attaccante uscito da North Carolina. Aveva vinto tre volte la classifica marcatori della NBA, era stato MVP della Lega nel 1976 quando giocava a Buffalo (franchigia poi trasferita a San Diego): era un grosso nome ma a Boston non si era mai ambientato. Per Detroit andava bene perch� la squadra, debole, aveva bisogno di un realizzatore, e lui avrebbe anche portato pubblico. Auerbach accett� cos� la proposta dei Pistons e si present� ai draft del 1980 con la scelta numero 1 e la numero 13, perch� la fortuna l'aveva aiutato e i Pistons erano stati terribili nella stagione 1979-80. Tre giocatori del college erano particolarmente seguiti allora: Joe Barry Carroll da Purdue era un centro con mani buonissime di 2.13, il miglior post-basso dei draft; poi c'era Darrell Griffith, una guardia di 1.95 che aveva portato al titolo Louisville, un tiratore-contropiedista con un'elevazione spaventosa. Infine Kevin McHale, un 2.10 da Minnesota, bianco, con braccia lunghissime. Ad Auerbach non piaceva Carroll e non voleva sceglierlo col numero 1, non voleva Griffith perch� era solo una guardia e non avrebbe risolto i problemi della squadra, voleva McHale ma sapeva bene che non era un centro. Golden State aveva la scelta numero 3 e cercava un centro per sostituire Robert Parish, che in California non aveva convinto nessuno ed era in lista di partenza. Ma Carroll, secondo tutti, sarebbe finito a Boston e per i Warriors ci sarebbe stato solo McHale, a patto che Utah, col numero 2, avesse davvero scelto Griffith. Auerbach architett� allora uno scambio geniale: offri a Golden State la scelta numero 1 e la 13, ovvero la certezza di prendere Carroll in cambio della numero 3 e di Robert Parish. Con Parish, Boston diventava comunque pi� forte dentro l'area e se poi la fortuna l'avesse assistita, col numero 3 sarebbe arrivato anche McHale, altrimenti i Celtics erano pronti a ripiegare su Griffith. La fortuna assistette ancora Auerbach: Utah aveva problemi di pubblico e Griffith era un giocatore eccitante. A Boston arrivarono Parish e McHale, nacque cos� la "front line" pi� forte della storia.

Kevin McHale era un'ala forte di 2.10, nato a Hibbing nel Minnesota, posto di minatori. Aveva giocato a Minnesota all'universit� dopo essere stato seguito a lungo da Utah. Braccia lunghissime, che arrivavano ovunque, fisico d'acciaio, con petto in fuori, grande combattente, � stato il giocatore con i miglior movimenti in post-basso della storia. Dopo qualche anno lo ribattezzarono "the black hole", il buco nero, scherzando sul fatto che quando gli arrivava la palla spalle a canestro non la restituiva mai, tirava sempre. Ma erano anche due punti automatici. McHale e il leader dei Celtics di quegli anni, Larry Bird, furono sempre uniti da grande reciproco rispetto ma fuori del campo legarono sempre molto poco. Se Bird era ossessionato dal basket, se tutto per lui ruotava attorno alla partita, McHale era pi� scanzonato, sdrammatizzava le situazioni, tendeva ad accontentarsi e qualche volta in allenamento si rilassava, scherzava, mentre Bird era sempre concentratissimo. Ci fu un incidente fra i due quando la stella dei Celtics degli anni '80 cominci� ad oscurarsi (l'ultimo titolo fu vinto nel 1986, l'ultima Finale venne giocata nel 1987). McHale dichiar� che Bird stava cominciando a credere a tutto quello che i giornali scrivevano su di lui, ovvero che era un semidio. Bird rispose che a lui interessava solo il parere di Parish e di Dennis Johnson, altro giocatore chiave dei Celtics. Ma la stima tra i due era enorme.
Bird, al suo primo anno, ebbe subito un grosso impatto sui Celtics, McHale invece part� piano: davanti a lui c'erano Parish e Cedric Maxwell (che nell''81 fu nominato miglior giocatore della Finale vinta dai Celtics contro Houston), mentre Cowens si ritir� durante il precampionato e poi torn� a Milwaukee dopo un paio di stagioni. Cos� McHale nel suo primo anno gioc� solo 20 minuti per gara con 10.4 punti e 4.4 rimbalzi. Cominci� cos� a rinfrescare la grande tradizione dei sesti uomini dei Celtics, avviata anni prima da Frank Ramsey e resa davvero popolare da John Havlicek. McHale divent� titolare solo nella stagione 1985-86 quando Boston mand� Cedric Maxwell ai Clippers per prendere Bill Walton. Nel 1985-86 per la prima volta Bird, McHale e Parish cominciarono e finirono la stagione tutti insieme da titolari. E arriv� il terzo titolo degli anni '80, sempre contro Houston (il secondo fu vinto dai "tre grandi" nel 1984 contro i Lakers di Magic Johnson e Jabbar).

Per Kevin McHale la vita a Boston � stata anche complicata. La sua prima stagione cominci� in ritardo per una disputa contrattuale. Addirittura McHale vol� in Italia, a Milano, per verificare se era possibile giocare in Europa una stagione. Fu una mossa chiave perch� Boston capitol� accettando la sue condizioni proprio durante il suo soggiorno italiano. Al termine della stagione 1982-83, alla scadenza del suo primo contratto, McHale voleva guadagnare un milione di dollari e flirt� con i Knicks. Allora i Celtics fecero offerte ufficiali a Sparrow, Webster e Sly Williams, tre giocatori di New York, mettendo i Knicks in difficolt�: se avessero trattenuto i loro giocatori non avrebbero avuto i soldi da dare a McHale, se avessero preso McHale avrebbero poi dovuto rifare la squadra. Alla fine, dopo essere stato ritratto sulla stampa di Boston come un traditore, McHale firm� di nuovo con i Celtics per 4 milioni di dollari e 4 anni, il contratto che voleva. Nel corso della sua carriera, come Bird, McHale ha sempre giocato a Boston. Si ritir� un attimo dopo la fine della stagione 1992-93 dopo una sconfitta a Charlotte nei playoff. Disse che avrebbe dovuto farlo un anno prima ma non voleva perdersi una stagione in cui i suoi tre figli sarebbero stati i "ball boys" dei Celtics. Nella vita McHale ha sempre mantenuto tutto in prospettiva, con le giuste priorit�, anche se questo gli � forse costato il titolo di MVP nel 1986. Dopo aver smesso nel 1993, McHale � tornato nel Minnesota e oggi � l'executive dei Timberwolves.
(Fonte: American Superbasket)

Nel 1999 McHale � stato indotto nella Hall of Fame.

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