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9/4/02 Viaggio a Boston, l'analisi della squadra

Allora, fans, come promesso, let's take a look ai giocatori e al coaching staff della squadra biancoverde. Naturalmente i giudizi su ogni giocatore o allenatore si riferiscono alle sole tre partite che ho visto dal vivo (GSW, Dal, Milw) + se vogliamo a quelle di Det e Mia che ho visto in tv, quindi da essi si possono trarre indicazione certe sullo stato di salute attuale della squadra, un p� pi� approssimativamente sulle caratteristiche generali del gioco dei biancoverdi (con un certo grado di incertezza statistica, dunque). Partiamo prima dal quintetto base standard per poi passare ai backups e poi agli allenatori.

LA SQUADRA:

PIERCE: � senza dubbio il go to guy, il leader della squadra,il giocatore pi� in forma, motivato e concentrato in ogni azione, inarrestabile in penetrazione (sia dal centro che dalla linea di fondo), preciso nel tiro da fuori e dalla media. Forte pure a rimbalzo e nelle palle rubate in anticipo, pi� che per atletismo (che comunque � sempre ad alti livelli), perch� � dotato di grande tempismo e di soprannaturale intelligenza cestistica. E' un fortissimo difensore, anche se, dando il 110% in attacco, in difesa ne risente un pochino. Si prende lui la squadra sulle spalle nei momenti difficili e raramente sbaglia una partita. E' un All Star punto e basta. Beniamino incontrastato del pubblico; il bello � che secondo me pu� ancora migliorare nel passaggio e nella precisione del tiro da tre.........

WALKER: croce e delizia della squadra. Sinceramente, non l'ho visto in gran forma, sia da un punto di vista fisico che psicologico. Fisicamente appare un p� stanco, perch� � qullo che gioca di pi�, ma allora coach O'Brien dovrebbe farlo riposare un p�, il fatto � che la sua presenza � indispensabile per vari motivi che vedremo. Psicologicamente, il suo approccio alla partita � tutto l'opposto di Pierce. Appare spesso svogliato, strafottente, confida troppo sul suo talento, che � inestimabile, per cui spesso non appare concentrato e ne risente soprattutto la difesa. Ma veniamo ai motivi per cui DEVE giocare. Eccezionale palleggiatore e passatore (ha sparato un paio di no look pass da paura!) e infatti coach O'Brien spesso lo utilizza come point forward, alternandolo in cabina di regia ai vari Strickland e Delk (ma quest'ultimo � una shooting guard pura), mancando l'infortunato Anderson. Tutti i giochi passano per lui, anzi, � lui che chiama quasi tutti gli schemi, anche se l'80% delle volte lo schema, quando lui ha la palla in mano, � l' I-SO, ossia l'isolamento per l'uno contro uno, che � fenomenale. E' una stella, senza dubbio, rimbalzista eccezionale, quando vuole, ma tiratore da tre discontinuo: nella partita contro i Bucks ha fatto 1 su 9 da tre e la gente al Fleet, con la squadra avanti di trenta, non ha esitato a fischiarlo sonoramente (con i famosi BOO americani). E' un X-generation guy e a Boston sono abituati con i contadini da French Lick..... Sono sicuro che ai playoffs, con le partite che contano, ritorner� in formissima.

BATTIE: magrissimo, grande atleta, � un ottimo stoppatore, ma rimbalzista appena sufficiente (meglio in attacco) perch� soffre i muscolari dentro l'area, sopratutto appunto in difesa. In attacco non gioca mai naturalmente spalle a canestro, � il destinatario di tutti i passaggi (compresi gli alley-hoops) dentro l'area che si tramutano in lay-ups o schiacciate, ma se c'� un big man sono dolori... Perfetto per i giochi in contropiede, ha sviluppato un inaspettato buon tiro dalla media, soprattutto dagli angoli. Comunque non � un centro ma un'ala.

WILLIAMS: il buon Eric mi ha fatto un'ottima impressione. E' il tuttofare della squadra, difende bene su guardi e ali, ottimo atleta, ha il fisico migliore in assoluto. Si � fatto male il ginocchio contro Golden State, ma ha ripreso a giocare come se niente fosse successo, � un lottatore. Si � rivelato anche un ottimo attaccante, come del resto aveva dimostrato al college a Providence (a pochi km da Boston), i suoi tiri sono quasi tutti scaturiti da penetrazioni con arresto e tiro dal post medio. Se giocasse in squadraccie tipo Denver ne metterebbe 20 a sera tranquillamente.

ANDERSON: ha giocato benino contro Detroit e Miami ma poi si � infortunato (brutta distorsione alla caviglia), dovrebbe tornare nella partita contro i Lakers. Si � visto in borghese domenica , zoppicante. E' comunque per lui una stagione positiva, la migliore in maglia biancoverde (bravo in attacco nel tiro, nelle penetrazioni e negli assists, un p� meno in difesa, il tipico giocatore da playground di NY). La sua mancanza per� in campo non si � notata e questo dovrebbe far riflettere....

STRICKLAND: � il sesto uomo della squadra, lo specialista difensivo. O'Brien lo impiega infatti soprattutto per marcare la migliore guardia attaccante avversaria. Ma � anche un buon tiratore (costruito in palestra) e all'occorrenza sa mettere il tiro da tre. E' un duro e un grande lavoratore, � solito rimanere a tirare dopo ogni allenamento, nonch� da solo prima di ogni partita. Va riconfermato assolutamente, � indispensabile.

POTAPENKO: sta giocando poco e male, non gli piace stare dentro l'area, scarso a rimbalzo , buono solo col tiretto dalla media e nei blocchi. Con quel fisico che ha dovrebbe dominare sotto i tabelloni. Ha un contratto lungo e blindato, soldi purtroppo sprecati, e pensare che per prendere lui abbiamo sacrificato una prima scelta che si � poi tramutata in Andre Miller. Panca punitiva per lui domenica, il coach non gli ha fatto neppure giocare il garbage time..... Forse ci sono dei problemi fisici o caratteriali sotto.

ROGERS: ottimo giocatore! Fisico da culturista, � forte a rimbalzo sia in difesa che in attacco e tira bene da tre, � lui che marca i big men avversari, anche se non eccelle un granch� in difesa. In attacco ha invece talento, ma non gioca tantissimo per le suddette carenze difensive. Ha confessato che per ora continuer� a vivere a Phoenix, il che lascia presagire che difficilmente l'anno prossimo rimarr�. Ma allora i rimbalzi chi li prende?

DELK: non � in formissima, lui dovrebbe essere la terza opzione offensiva della squadra, ma finora lo � stato solo Strickland. Discreto in difesa, soprattutto nell'anticipo, grazie alle braccia lunghe che si ritrova. E' un giocatore discontinuo, in attacco alterna grandi prestazioni (tiro e penetrazioni in ugual misura) a anonime apparizioni, � stato preso cmq per essere lo specialista offensivo dei Celtics, in grado di cambiare ritmo, ma viene dopo Strickland. Una curiosit�, ha detto che l'anno prossimo indosser� la casacca n.11, ci� significa che rimarr� a Boston.

MCCARTY: anche lui beniamino del pubblico. Il migliore atleta della squadra (insieme a Kedrick Brown), grande saltatore (sta in aria per un tempo interminabile), runner perfetto per i contropiedi, bravissimo nelle schiacciate, negli alley-hoops e i tap in, ma sa fare solo questo. Misterioso il motivo per cui in difesa non sia un grande stoppatore. Forse nei playoffs, dove storicamente si gioca molto a met� campo e prediligendo la difesa, trover� poco spazio.

FORTE: passiamo ora ai giocatori che sono fuori dalla rotazione di O'Brien. Per quel poco che ha giocato, si � notato che Joseph ha talento in attacco, mentre in difesa siamo agli antipodi. Non � ancora pronto per la NBA, ma � tenuto in grande considerazione dal coach, prodigo di consigli per lui.

K. BROWN: salta come un grillo, ma sa fare poco altro. Anche lui assolutamente non � ancora pronto, ma ha un grande potenziale. La scommessa di Wallace.

BLOUNT: scalda la panca. Dovrebbe essere un buono stoppatore.

MCLEOD: in injured list, scherza, ride e d� high five in panchina. Simpaticone.

 

IL COACHING STAFF:

O'BRIEN: nel programma gratuito della partita contro i Warriors, Delk, intervistato, afferma di vedere coach O'Brien molto pi� tranquillo e rilassato dei tempi in cui era assistente di Pitino a Kentucky. Ed � questa l'impressione che d�. Molto composto, calmo, ma parimenti concentratissimo prima della partita. Durante la partita rimane con questo aplomb: con la sua bottiglietta d'acqua sempre vicino, segue la squadra in piedi, chiamando i giochi ad alta voce, e il pi� delle volte urla consigli ai singoli giocatori, scuotendo il suo testone o urlando un semplice "WHAT?" per qualche chiamata arbitrale sfavorevole, senza per� mai protestare pi� di tanto. Chiama a s� qualche volta vicino i suoi giocatori per dare loro indicazioni durante, per es. i tiri liberi, e nei time out ha sempre qualcosa da dire. Credo che sia ben voluto e rispettato daIla squadra, perch� � un duro, ma allo stesso tempo sa come trattare i giocatori e quando lasciare spazio al talento e all'inventiva dei singoli, il che lo pone parecchi gradini pi� in alto del suo predecessore (che non nomino pi� senn� porta scalogna), � il classico player's coach. Riuscire a tenere unito uno spogliatoio NBA a gestire Walker come fa lui non � cosa facile. Laureato in marketing con master in Business Administration, � quindi una persona colta e pratica. Non � stato mai visto ridere in campo.

CARROLL: � il primo assistant coach, � quindi colui che sostituirebbe O'Brien se il coach venisse espulso. Ha il compito principale di curare i giochi offensivi della squadra, spesso si alza anche lui per urlare consigli ai giocatori. La costosissima "Celtics Media Guide" dice che � laureato in Psicologia, benissimo............

CONNER: l'ex giocatore di colore di Golden State ha il compito di curare i fondamentali in attacco e in difesa della squadra, oltre che compiti di scouting. Le buone prestazioni al tiro o in difesa sono quindi anche merito suo.

HARTER: l'ex assistente di Bird, � noto per essere il mago dei giochi difensivi. Ed � certa la sua impronta sulla squadra: i Celtics quest'anno difendono duro, compensando con la difesa l'ormai cronica debolezza a rimbalzo. Del resto ha formato lui i Bad Boys dei Pistons, e portato in finale i Knicks e i Pacers. Da Hall of Fame. Curioso quel suo nasone a peperone, � Dick ma quanti bicchieri di vino ti fai prima della partita?

VOGEL: arrivato da Kentucky, dove era Student Manager e Video-Coordinator, ha solo 30 anni ma, come dice la guida, "ha conquistato il posto di assistente passando intere notti in bianco alla visione dei video e allo scouting delle squadre avversarie, dando aiuto consigliando le pi� moderne tecnologie di riproduzione di immagini". Non male per un biologo......

BRAUN: anche lui da Kentucky � "Strenght & Conditioning Coach", cio� il suo compito � quello di far lavorare in palestra i giocatori, sia aerobicamente (corsa, step,ecc.), sia anaerobicamente (pesi), nonch� di garantire la riabilitazione e il recupero fisico dei giocatori infortunati.

LACERTE: storico trainer dei Celtics, dal'87 � il preparatore atletico della squadra, la guida dice testualmente che "il suo compito � quello di garantire il top della condizione fisica di tutti i giocatori durante tutta la stagione". Pi� i playoffs, aggiungo io, finalmente!

DR. SCHELLER: � il medico ufficiale dei Celtics anche lui dall'87, professore associato di ortopedia.

LUCKY 99: il leprechaun (il dispettoso folletto del logo) � la mascotte, poco atletica, dispensa foto al pubblico e scompare durante il match, anticonformista.....
Vittorio Festa

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