Il rovo                                                                                                       Marco Bernasocchi 1E 97/98

Rubus Fruticosus LINNEO
Classificazione: Cormofite / spermatofite / angiosperme /  dicotiledoni / rosacee

Caratteristiche:
Il rovo è un arbusto cespuglioso perenne, e può raggiungere i 2 metri. Grazie ai suoi lunghi e flessibili rami forma spesso delle “ macchie” molto estese; I rami che sono provvisti di peli ghiandolari e di aculei robusti ed adunchi, sono di colore rosso scuro per la parte esposta al sole e verde per quella all’ombra, invecchiando i rami diventano marrone scuro.
Le foglie sono composte da 3, 5 o 7 foglioline (vedi riferimento no. 2) lunghe da 2 a 8 cm, larghe da 3 a 6 cm, di forma obovato acuta e sono disposte in modo alterno sul ramo. La pagina superiore è solitamente verde scuro lucente mentre quella inferiore è di colore grigio-verde con le nervature principali, abbastanza evidenti, protette da piccoli aculei.
I suoi fiori sono bianchi appena sfumati di rosa, non hanno odore e trasformandosi originano frutti di color nero-violaceo detti more, commestibili (conosciuti sin dall’antichità). (vedi riferimento no. 1).

Habitat:
Il rovo era originariamente una pianta boschiva ma oggi la possiamo trovare anche nelle boscaglie, nelle siepi e nei pascoli. Esso è inoltre una pianta pioniera e favorisce la riformazione di un bosco. Da noi vive soprattutto sul piano collinare     (fino ai 900 metri) e su quello montano (fino ai 1700 metri).
Esistono altre varietà che si trovano nelle praterie umide o negli acquitrini comunque sempre in zone settentrionali temperate.

Modi di vita:
Il rovo fiorisce da marzo ad agosto, i suoi fiori bianco-rosati sono solitari. I petali ed i sepali sono 5; gli stami ed i carpelli sono numerosi. Il ricettacolo è convesso. Il frutto che da essi si crea è composto da piccole drupe ( frutti costituiti da una parte esterna membranosa, la buccia, da una parte centrale carnosa, la polpa, e da una parte interna legnosa, nocciolo, come per esempio le olive) con un solo seme.
I rovi si riproducono per apomissia, ciò significa, sostanzialmente, che un nuovo individuo viene formato in assenza di anfimissi, cioé senza la fusione dei 2 gameti.
Questo tipo di riproduzzione é una sorta di riproduzione vegetativa che da un individuo ne forma un altro tramite propagoli (per es. bulbi, tuberi, stoloni, gemme).

Altre oss.:
Le more oltre che essere utilizzate per preparare marmellate vengono usate anche come base per uno sciroppo astringente, ed inoltre sono ricche di vitamina C.
Vengono inoltre usati i fiori in bocciolo e le foglie (prima della fioritura) per le loro proprietà antidiabetiche, depurative e toniche.
Il decotto che si ottiene dal rovo è utilissimo nei casi di diaree e nelle dissenterie, nei casi di reumatismi e mestruazioni eccessive. E ancora per uso esterno si può utilizzare per fare gargarismi nei casi di affezioni della cavità orale e per lavaggi
vaginali.

Note bibbliografiche:
F. Perry, Flowers of the Word, Feltham GB, The Hamlyn Publishings Group, 1977
AAVV, Le piante e l’uomo, vol. 5, Busto Arsizio, Bramante Editrice, 1981
AAVV, Segreti e virtù delle piante, Reader’s Digest
AAVV, Enciclopedia Treccani, Torino,Treccani
 
 

                                                                         
 
 

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