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| SETI SuperStar Award - Dec. 2006 | ||||||||||||||||||
| Carl Sagan Brooklyn, New York, 9 novembre 1934 Seattle, Washington, 20 dicembre 1996 |
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| Bruno Moretti ricorda l'amico Carl Sagan Pubblicata su Astrocultura UAI. Redazionata sotto forma di lettera, questa intervista � stata pubblicata dal direttore Corrado Lamberti, (SETI ITALIA Team G. Cocconi member), su "Le Stelle" N. 48, febbraio 2007, pag. 5. Pasqua Gandolfi (Consiglio Direttivo UAI, resp. Astrocultura): Bruno, quando hai incontrato Carl Sagan? Bruno Moretti: Nel maggio del 1990 per puro caso. In un ristorante di Pasadena in California me lo sono trovato seduto al tavolo di fianco al mio. Non ci avevo neanche fatto caso. Quando il cameriere l'ha chiamato "Doctor Sagan", mi sono girato, mi sono accorto che era lui in carne ed ossa, e a momenti mi viene un colpo! A quel tempo il mio inglese era peggiore di adesso. A cavarmi d'impaccio � stata la mia compagna dell'epoca (astrofila pure lei ed italo-americana) che ha attaccato bottone a Carl dicendo che io ero un "italian astronomer" (sfacciatamente senza aggiungere "amateur"), suo grande ammiratore e che volevo fare la sua conoscenza. Con un "I love Italy" (io amo l'Italia) generosamente Carl ci ha invitati al suo tavolo. Notato il mio gilet con il nominativo IK2WQA da radioamatore ricamato a punto catenella, Carl mi ha chiesto se mi interessavo al SETI, la famosa ricerca di segnali radio provenienti da eventuali civilt� extraterrestri. Sempre utilizzando la mia compagna come interprete gli ho risposto, imbarazzatissimo, che sapevo benissimo cos'era il SETI, ma non avevo un... radiotelescopio! A quei tempi SETI@home e il calcolo scientifico distribuito erano ancora di l� da venire. Avendo letto il suo libro del 1974 "The cosmic connection" (ver. it.: Contatto Cosmico - una prospettiva extraterrestre, BUR Rizzoli, 1985) gli ho chiesto quante probabilit� c'erano che il Pioneer 10 con la famosa "targa di Sagan" venisse ritrovato da qualche ET. Carl, sorridendo, mi ha risposto canticchiando "Bruno, I�m a dreamer, but I'm not the only one" (Bruno, io sono un sognatore, ma non sono il solo) il ritornello della splendida "Imagine" di John Lennon e mi ha spiegato che la "targa di Sagan" era utile soprattutto per divulgare l�idea del SETI ai terrestri, non certo perch� sperasse che il Pioneer venisse ritrovato da alieni, partendo dalla considerazione in base alla quale si calcolano in miliardi i meteoroidi da un metro cubo presenti in un sistema planetario. E una sonda con le batterie scariche � un meteoroide da un metro cubo! Pasqua Gandolfi: Avete parlato solo di SETI? Bruno Moretti: In campo astronomico s�. Ma io ammiravo moltissimo Carl come epistemologo propugnatore e divulgatore della razionalit�, dello scetticismo e della cultura scientifica. Carl Sagan, oltre ad essere stato uno dei fondatori di The Planetary Society, la pi� grande associazione mondiale di astrofili, con Isaac Asimov e Paul Kurtz � stato uno dei fondatori dello CSICOP, Committee for the Scientific Investigation of Claims of the Paranormal (comitato per l'investigazione scientifica delle affermazioni del paranormale, quello che poi in Italia, grazie al collega Piero Angela, � diventato il CICAP) e del Council for Secular Humanism (consiglio per l'umanesimo laico), una delle pi� grandi organizzazioni mondiali di atei e agnostici. Io, che ero e sono membro, oltre che di The Planetary Society, sia dello CSICOP che del Council for Secular Humanism, ho spostato il discorso su questo argomento. Carl ha iniziato con una affermazione bellissima: "Porsi degli interrogativi occupa il posto dell�elemento pi� pesante nella Tavola Periodica." Io gli ho ricordato i due noti aforismi latini: "Dubitando ad veritatem pervenimus" e "Ubi dubium, ibi libertas". Poi, mettendo parzialmente in crisi la mia interprete con la velocit� della sua parlata, Carl si � lanciato in una appassionata "filippica" sull'importanza dello scetticismo non solo in campo scientifico, ma in tutti i campi con particolare riferimento al campo politico e a quello militare. Per molti versi Carl ha prefigurato a grandi linee i contenuti di "The Demon-Haunted World. Science as a Candle in the Dark" (ver. it.: Il mondo infestato dai demoni. La Scienza e il nuovo oscurantismo, Baldini & Castoldi, 1997), ultimo suo libro nonch� testamento epistemologico, scritto quando il cancro aveva gi� comiciato ad aggredire il suo organismo. "Il mondo infestato dai demoni" dovrebbe essere un testo scolastico fin dalle medie, se aneliamo ad un futuro migliore per l'umanit�. Occorre imparare fin da piccoli la razionalit�, altrimenti non dobbiamo stupirci di ritrovarci con adulti irrazionali, fondamentalisti, clienti di vannamarchi, UFOti & affini. Sono proprio gli UFOti quelli che deprezzano il SETI scientifico! Perch� nell'immaginario collettivo del vulgus anche noi veniamo confusi con loro! Continua a pagina 2 Copyright � 2006-2007 Bruno Moretti IK2WQA I documenti, i grafici e le immagini pubblicati su questo sito sono copyrighted. Collegamenti (links) a questi documenti sono permessi e incoraggiati. Nessuna copia pu� essere fatta senza permesso. |
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