di Asimov

   

Reverendo William Cooper
SESSO ESTREMO
saggio - Castelvechi Editore
Collana Contatti
Prima edizione - 1995
brossurato - lire 15.000

Il "Reverendo William Cooper" � lo pseudonimo dietro al quale si nasconde un giornalista musicale proveniente dall'ambiente punk molto attivo sul versante della comunicazione cibernetica. "Reverendo" � in effetti il soprannome con cui viene chiamato nell'ambiente dei praticanti il sesso estremo, mentre Willian Cooper � il nome di un religioso anglicano autore, nella prima met� dell'Ottocento, di una "Storia della flagellazione" le cui descrizioni sui vari modi di portare il cilicio (o di sottoporre a punizioni corporali gli studenti delle scuole inglesi) sono, o sembrano, molto vicine alle pratiche sadomaso. L'argomento del libro � appunto quello delle pratiche sessuali estreme, alternative: il Reverendo non le propugna in assoluto, ma sostiene che per molti individui che le praticano esse possano essere liberatorie e catartiche nei confronti dei condizionamenti a cui ci sottopone la societ� borghese, e i generale servano ad ampliare la gamma delle sensazioni e i limiti della conoscenza del proprio corpo. "Mi piace assaporare una gamma molto vasta di sensazioni - scrive il Reverendo - ma soprattutto detesto l'idea di negarmi una nuova esperienza, per quello che posso apprendere e comunicare attraverso di essa. Si vive una volta sola. Una sola. una". Secondo Cooper, il nostro corpo � una sviluppatissima macchina sensoriale e occorre sfruttarla appieno. Averla e non sondarne le capacit� e come adoperare "una sofisticata sonda spaziale della NASA per fare le foto di compleanno della vostra nipotina: verrebbero senz'altro delle bellissime foto, ma vi perdereste l'occasione di conoscere i venusiani". Sulla base di queste premesse, il Reverendo comincia a descrivere le pratiche sessuali pi� esteme: il sesso anale o orale non sono neppure presi in considerazione, sono dati per "normali". Si comincia con il sadomasochismo, di cui si sviscerano tutte le caratteristiche e le potenzialit�, con partiucolare attenzione all'esame della singolare psicologia di chi atteggia a "master" e di chi a "servant"; si procede con il piercing, il feticismo del cuoio o del latex, il bondage, il fist-fucking, le pratiche transessuali o con animali, la coprofilia e via dicendo. Nonostante molte di queste pratiche suscitino nel lettore "normale" una certa impressione se non ripugnanza, il Reverendo � molto abile nell'esporre i suoi argomenti con una certa levit� di penna in modo da far capire senza offendere eccessivamente la sensibilit� dei non-iniziati. Tuttavia, alcuni suoi atteggiamenti suscitano comunque un po' di fastidio. Per esempio, quando non condanna la droga ma la descrive come comunemente usata in certi ambienti per esaltare maggiormente la sensibilit� o per favorire lo "sballo" sensoriale (lui stesso ammette di fare uso, in certe occasioni, di LSD e di droge pesanti). Oppure, quando predica la perdita di coscienza e lo straniamento, l'andare fuori di testa, come fine ultimo di certe pratiche che invece dovrebbero essere gustate con la piena coscienza di s�, pena appunto l'esaltazione della narcosi e della tossicodipendenza.


Autori Vari
EROTICAMENTE
Saggistica critica fumettistica - Tornado Press
A cura di Pino Di Genua e Ugo Rocchino
Collana Immagini & Parole - Prima edizione 1995
brossurato - 130 pagine - lire 20.00

Il bel titolo gioca sulle due parole "erotica" e "mente" unite insieme in un unico vocabolo come in una sciarada. La copertina � strepitosa, opera di un Tarlazzi al top, con la grande idea di farla estendere in senso orizzontale sulla prima e la quarta di copertina. Mostra una ragazza (dovrebbe essere Selen ma � assai pi� bella della pornodiva) che si tocca sotto le mutandine. La confezione del volume, insomma, � ottima e accattivante. I contenuti lo sono un po' meno. Primo, per la stampa: assolutamente insufficiente nella riproduzione delle foto e delle mezzetinte. Secondo, per la scelta di limitare il campo d'interesse alla rivista "Selen" e a poco altro come se la "cultura erotica nel fumetto" promessa dal sottotitolo fosse tutta l�. Va bene, si parla anche di Glamour e di Blue, ma il fumetto sexy ha radici un po' pi� antiche ed � un fenomeno assai pi� esteso. Per non scomodare Pantera Bionda si poteva partire da Isabella. Ma ugualmente l'elenco delle testate, dei personaggi e degli autori sarebbe stato lunghissimo. Invece, i pur bravi Di Genua e Rocchino si concentrano su "Selen", l'ultima nata nel panorama delle riviste erotiche a fumetti. E parlano anche diffusamente di Selen intesa come attrice, tale Luce Caponegro, intervistata in tutte le salse: ma che c'entrano i suoi film (brutti) come "Concetta Licata" con il fumetto? E soprattutto, con il fumetto che c'incastra, direbbe qualcuno, la sua storia d'amore con il marito (brutto pure lui)? Va be', il volume vale l'acquisto anche solo per la copertina. Ecco per� l'elenco dei contenuti: si comincia con una presentazione di Selen (che potrebbe presentare forse un libro sui film hard made in Italy, ma � incongruente un suo scritto sui fumetti); poi finalmente tocca a Gianni Brunoro, che non si scomoda pi� di tanto e si limita giustamente a prefazionare i limitati contenuti del volume; segue un breve scritto di Franco Spiritelli sull'erotismo d'autore (accenni a Frollo, Manara, Crepax, Magnus, ma velocemente, senza approfondire). Claudio dell'Orso parla poi di Glamour, e ancora Brunoro intervista Antonio Vianovi (divertenti le foto). Giuseppe Pollicelli esamina quindi le caratteristiche di Selen e Blue, messe a confronto, e quindi intervista Stefano Trentini e poi Francesco Coniglio. Fin qui, tutto interessante. Ma ecco irrompere Sergio Gabriele che presenta i redattori di Selen e ci parla diffusamente della vita in redazione. Gi� l'interesse comincia a scemare, come se in un saggio dedicato al fumetto western la magna pars fosse dedicata alle biografie delle segretarie di Sergio Bonelli. Claudio Falco d� poi un resoconto biografico sulla vita di Selen. Il nostro ipotetico saggio sul western a fumetti si dedica insomma all'agiografia non di John Wayne, che gi� sarebbe un nume, ma di Giuliano Gemma. Pino di Genua intervista quindi la stessa Selen, che lo prende a male parole quando si accorge che l' intervistatore non ha visto "Concetta Licata". Il che dovrebbe invece essere un punto a suo favore, vista la noia abissale che trasmette il film in questione. Le foto di scena dei film hard di Selen, con la ragazzotta impegnata in varie posizioni, sono interessanti ma, primo, la ragazzotta non � granch�, secondo sono stampate malissimo. Akam, amico dell'attrice e dunque non proprio imparzialissimo, si cimenta in una disamina dei film a luce rossa della stessa Selen. Poi, meno male, seguono disegni dedicati a Luce Caponegro da parte di fumettisti quali Filippucci, Della Monica, Natali e altri. Disegni tutti belli, certo pi� dell'eroina raffigurata. Giuliano Piccinno, sul finire, intervista (era ora) un disegnatore di fumetti: Luca Tarlazzi. Poi, dalle stelle alle stalle, Domenico Cammarota incontra Giovanna Casotto. Infine, Daniele Bevilacqua redige una corposa bibliografia sul fumetto erotico. Come dire: noi del fumetto erotico non ne abbiamo quasi parlato, arrangiatevi da soli con questi altri libri.


Luciano Spadanuda
JUS PRIMAE NOCTIS
Saggistica storica - Scipioni
Collana Curiosit�
Prima edizione 1995
brossurato - 84 pagine - lire 4.900

Molti storici del Diritto ritengono che non sia mai esistito, in epoca feudale come in nessun altro tempo, il cosiddetto "jus primae noctis". A sostegno dei loro dubbi, portano il mancato rinvenimento di leggi che regolino il diritto in termini giudici. L'autore di questo breve ma documentato libretto, Luciano Spadanuda, sostiene che da questo punto di vista, gli studiosi in questione hanno indubbiamente ragione: con ogni probabilit�, non si trattava di un vero e proprio "jus", cio� di un diritto giuridico. Per�, da qui ad arrivare ad affermare che non esistessero prevaricazioni del genere perpetrate dai potenti nei confronti dei loro sudditi, e che la pretesa di deflorare le loro novelle spose non venisse mai fatto valere nei fatti, ce ne corre. Gli esperti di Diritto concedono l'esistenza di un diritto dei signori feudali di percepire un tributo ogni qual volta uno dei propri vassalli o servi contraesse matrimonio e lo volesse consumare: si tratta dello "jus cunnatici", cio� il "diritto di usufruire del conno", ovvero della vagina della moglie. Secondo Spadanuda, questo diritto deriva proprio dalla trasformazione in tassa dello "jus primae noctis", che veniva praticato eccome. Esisterebbe anche, sostiene l'autore, un modo di dire abbastanza esplicito, riferito a donne talmente brutte da essere state rifiutate dal sovrano e che venivano sbeffeggiate come "scarto del Duca". La "jus cunnatici" viene giustificata dagli storici come fiscalizzazione di un falso diritto su cui i feudatari speculavano. Cio�, i potenti (ma anche la Chiesa) avrebbero fatto credere che esistesse lo "jus primae noctis" per poi poterlo sostituire con la tassa sul matrimonio. A Spadanuda (e anche a noi, in verit�) sembra che questa ricostruzione sia un po' forzata. In tempi crudeli e cinici come quelli medievali non valeva la pena di mettere in piedi una farsa cos� complessa per riscuotere una tassa, quando le tasse venivano imposte su tutti e tutto senza tanti problemi. L'autore sostiene insomma che lo "jus primae noctis", bench� non giuridicamente attestato, sia perfettamente compatibile con un'epoca come quella feudale in cui non si aveva alcun rispetto per la femminilit� e gli esseri deboli. Probabilmente lo "jus primae noctis" esisteva nei fatti, senza bisogno di codificazione giuridica. 


Barbara Keeslig
COME FARE L'AMORE TUTTA LA NOTTE
Saggistica - Sperling & Kupfer
Prima edizione 1996
Collana Guida
Traduzione di Sofia Mohamed
brossurato - 174 pagine - lire 19500

Secondo la dottoressa Keesling (e sembra convincente) non solo esistono uomini multiorgasmici, ma qualunque uomo, sottoponendosi ai giusti esercizi, pu� diventarlo. Pu�, cio�, controllare l'eiaculazione e riuscire a raggiungere l'orgasmo senza espellere seme, cos� da poter continuare l'atto sessuale a piacimento, eiaculando solo quando lo vuole. Con evidente soddisfazione della partner che, di solito, raggiunge l'orgasmo pi� lentamente rispetto al maschio. La possibilit� di non essere costretti a interrompere il rapporto con la rapida eiaculazione maschile non � solo esercizio ginnico o prestazione erotica epicurea e sollazzevole: �, e non si pu� dar torto alla Keesling, un modo per cementare l'unione fra i coniugi, l'intesa fra uomo e donna, l'amore reciproco. Molte delle crisi coniugali vengono infatti aggravate dalla scarsa soddisfazione sessuale. L'autrice del libro , terapeuta californiana, sostiene di aver insegnato a decine di suoi pazienti la tecnica dell'orgasmo multiplo maschile, e con successo. Con una prosa efficace e convincente, attenta a non turbare la sensibilit� di alcuno, la Keesling prende per mano i suoi lettori uomini rivolgendosi anche alle loro compagne donne e dopo aver spiegato perch� la sua tecnica sia utile e necessaria a persone di tutte le et�, guida i pazienti attraverso un percorso di esercizi che si basano soprattutto sull'autocoscenza dei fenomeni del proprio corpo e sul controllo del muscolo pubococcigeo, che deve essere allenato per poter essere attivato al momento giusto, sul cosiddetto "punto di non ritorno" dell'orgasmo maschile. In teoria la cosa sembra fattibile (anche se non facilissima, visto l'autocontrollo richiesto in momenti che invece portano all'abbandono). 


Nadine Strossen
DIFESA DELLA PORNOGRAFIA
Saggistica - Castelvecchi
Prima edizione 1995
Collana Contatti
brossurato - 150 pagine - lire 25.000

La cosa che colpisce di pi� in questo libro � che la difesa della pornografia, assolutamente doverosa in nome della libert� fondamentali e inalienabili dell'individuo, potrebbe benissimo, oggi, essere considerata di "destra", in quanto inseribile nel contesto della pi� ampia ideologia liberale e liberista. Negli anni Sessanta, la generazione dei "Porci con le ali" si considerava di sinistra, e a destra stavano i reazionari, i censori, i moralisti. Nadine Strossen, insegnante di Diritto Costituzionale alla New York University, sostiene, a ragione, che gli anti-pornografi sono i veri reazionari e gli anti-anti-pornografi sono progressisti, ma in Italia questa affermazione scandalizzerebbe molti. Scrivo anti-anti-pornografi perch� non si tratta di essere a favore della pornografia considerandola un valore assoluto. Si tratta di essere contro coloro che vogliono impedire a chi lo desideri di fruire della pornografia. Secondo la Strossen, la censura che molte veterofemministe ideologicizzate vorrebbero imporre sulla pornografia (come su moltissime altre forme di espressivit�) � di per s� stessa fautrice di un ordine costituito che salvaguardia il vecchio, mentre la libert� porta avanti il nuovo. "Difendere in ogni sua forma la libert� di parola � un compito che va di pari passo con la battaglia per la libert� d'azione e di espressione delle donne", spiega l'editore italiano in quarta di copertina, sintetizzando il punto di vista della scrittrice. E ancor meglio, nello stesso spazio: "L'autrice di questo libro, femminista militante lei essa e autorevole studiosa dei problemi legati alla libert� di opinione e di parola, sostiene che la censura - qualunque sia l'oggetto cui viene applicata - � stata (e continua a essere) il primo strumento di repressione antifemminile". Gli argomenti portati dalla Strossen a difesa della pornografia sono tutti condivisibili e inoppugnabili. Si parte dal concetto che la libert� di espressione, e di fruizione di quella espressione, sono intangibili; ma poi si arriva a sostenere, giustamente, che la pornografia non � di per s� stessa n� malvagia, n� controproducente, n� deleteria. Non provoca stupri e violenze ma anzi in gran parte li esorcizza, li distrae. Ad altre femministe pro-censura che sostenevano di aver visionato migliaia di film porno e di essere arrivate alla conclusione che quelle pellicole sconvolgono l'equilibrio psichico di chi le guarda, giustamente la Strossen ribatte che i casi sono due: o � vero che lo sconvolge e allora le censuratrici sono inattendibili in quanto sconvolte, o allora devono spiegare perch� loro stesse non ne sono uscite trasformate in maniache, dopo tante ore di visione. Continua la Strossen dicendo che la pornografia non strumentalizza le donne in quanto sia chi si presta a foto e film porno, sia chi ne fruisce (il 40 per cento del pubblico, in America, � femminile), � in genere consenziente e soddisfatto.Inoltre, la pornografia soddisfa bisogni inespressi, ed � per molta gente (incapace di altri contatti) l'unico modo per vivere una forma di sessualit�. La Strossen nota inoltre che la pornografia � un concetto dai confini assai indeterminati, per cui ammettendo la censura si potrebbe porre il veto a certe statue greche nude, o alla stessa Bibbia che � piena zeppa di violenza sulle donne. Il difetto del libro � per� quello di essere molto contestualizzato nell' ambito di un dibattito interno alla cultura americana e dunque la Strossen, in gran parte del testo, attacca e risponde alle tesi di altre femministe che, viceversa, sostengono con rabbia la necessit� di censurare ogni forma di pornografia. 


Marco Gregoretti
PORNOSTAR SYSTEM
Saggistica - Edimar Editrice
Prima edizione 1995
Collana Miele e Fiele
brossurato - 176 pagine - lire 24.000

"Pornostar System � la prima inchiesta giornalistica su questo mondo, questo system che ha regole, protagonisti, linguaggio, conti economici propri e inaspettati. Senza moralismi e senza mai scivolare in volgarit�, Gregoretti d� vita a una farsa del piacere e del dolore. Con un coro di voci". Cos� i risvolti di copertina. Ora, non so se questa sia davvero la prima inchiesta giornalistica sul mondo del porno system (mi sembra strano), ma certo come inchiesta lascia molto a desiderare. E' assolutamente parziale e incompleta, superficiale e inesaustiva. Sembra che chi scrive non conosca che di straforo la produzione porno; in ogni caso la giudica con sospetto e con una malcelata puzza sotto il naso: infatti non scava nel profondo per paura di sporcarsi le mani. In generale, questi sono difetti di quel tipo di scrittura che si dice "giornalistica", sinonimo di informazione superficiale e frivola, fatta di chiacchiere e di rimandi alla politica, all'opinionista del momento, al parere dell'esperto. Met� libro � fatta intervistando Stefano Zecchi, Alba Parietti, Elio Fiorucci, Vittorio Sgarbi, Dino Cafaro... ma perch�? Una inchiesta sulla pornografia, anzi, sul Pornostar System, dovrebbe innanzitutto fornire una panoramica mondiale. Non sono (o non sono state) pornostar le americane Traci Lord, Ginger Lee, Savannah e Keisha (tanto per fare dei nomi)? O il francese Gabriel Pontello? Perch� di loro non si deve parlare? Perch� Hustler deve rimanere fuori causa, cos� come l'impero di Private o il mito di John Holmes o la leggenda di Betty Page? Misteri gregorettiani. Ma se proprio ci si vuole limitare alle pornostar di casa nostra (mamma mia che squallore), perch� partire da Cicciolina e non da Clara Calamai o da chi posava nuda nei primi anni del secolo per filmati e foto clandestine? In ogni caso, vogliamo dare un quadro completo dei medium utilizzati dalla pornografia (che creano le star del porno), tracciando la storia del cinema, del fotoromanzo, delle riviste per adulti? Vogliamo parlare di come cresce e si diffonde questo tipo di produzione? Chi la finanzia, chi la dirige, chi la distribuisce, chi la fruisce? Cosa c'� dietro le quinte di un set hard? Come si arriva dal film soft al film hard nel corso degli anni? Come si reclutano gli attori e le interpreti? Insomma, gli argomenti da approfondire sarebbero stati tanti. Invece si fa una breve storia quasi da elzeviro della vita di Moana Pozzi, si parla delle disavventure politiche di Cicciolina, si chiede a Alba Parietti se guarda film porno. Chiacchericci che lasciano il tempo che trovano, da talk show televisivo. Qualche brano interessante, in ogni caso, il libro lo offre (il capitolo su Rocco Siffredi, per esempio), ma nel complesso i limiti sono evidenti e i difetti sovrano i pregi.


Eleonora Del Vecchio
SEX MARKET
Saggistica - Castelvecchi
Prima edizione 1996
Collana Contatti
brossurato - 130 pagine - lire 16.000

Eleonora del Vecchio, autrice di racconti e di fumetti erotici, si propone come guida nel mondo dei sexy shop. Peccato che, da quel che sembra, quando ci entra facendo strada ai suoi lettori pare che per lei sia per la prima volta, e comunica impressioni da neofita che informano poco o nulla. Il libro � deludente perch�, a conti fatti, non fa altro che descrivere una visita dell'autrice in un negozio di articoli sessuali, con commenti abbastanza ingenui su ci� che la attrae e ci� che le fa storcere il naso, senza nessuna vera spiegazione sul perch� e il percome degli oggetti, sul loro effettivo uso, sui bisogni che soddisfano, sulle esperienze che danno (la Del Vecchio sembra non aver provato nessuno degli articoli di cui parla, n� pare aver raccolto i resoconti di chi l'ha fatto). Non propone dati su quanti negozi ci sono, sul tipo di pubblico che li frequenta, su come si diversificano nel mondo, su come sono nati, sugli accessori erotici dell'antichit� (i godimich� non sono certo un'invenzione recente, e i preservativi risalgono alla preistoria). Niente. La ragazza entra in un sexy shop, si guarda attorno incuriosita, parla con il gestore, ne raccoglie qualche aneddoto, intervista qualche cliente, esce e scrive un libro. Libro che si legge con piacere, figuriamoci, cos� come se si fosse seduti in pizzeria e la Del Vecchio ci raccontasse le stesse cose a voce. Ma da un saggio pubblicato e mandato il libreria ci si aspetta di pi�.  


Jacopo Fo
LO ZEN E L'ARTE DI SCOPARE
Saggistica - Demetra
Terza edizione 1996
Collana L'Espresso
brossurato

A parziale giustificazione di Jacopo Fo c'� un fatto: la maggior parte dei testi contenuti in questo libro, proviene da suoi articoletti apparsi in precedenza sulla rivista clandestina "Cacao". Cio�, non sono articoli o saggi seri scritti apposta per essere pubblicati sottoforma di saggio da libreria. Perch� in effetti come libro questo manualetto non sussiste. Raccoglie discorsi gradevoli, ma appunto chiacchierate. Confessioni dell'autore sulle proprie esperienze erotiche, consigli da bar su come migliorare le proprie prestazioni sessuali, "sentite dire" sullo zen e sugli esercizi per ritardare l'eiaculazione, buon senso liberista e libertario profuso a iosa, su cui siamo tutti d'accordo, ma insomma sono cose scontate. Eppure questo opuscolo ha avuto un certo successo. Secondo me, perch� � diventato un manualetto semiclandestino per adolescenti alle prime esperienze, che ancora non sanno dov'� il (o la) clitoride (ma davvero c'� bisogno di spiegarlo?) o si piccano di trovare il "punto G" nella ragazzina di turno. Ha preso il posto del fondamentale "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere". Solo che l�, bench� scritto con levit� e chiarezza, le cose erano precise, corrette, ben organizzate. Qui si procede a braccia, e a forza di "non so bene perch�, ma � cos�". Non che Jacopo Fo dica che i bambini nascono dal sedere, per� si perde a dirci che aveva una ragazza di Comunione e Liberazione che accettava solo il petting e non voleva arrivare al rapporto. Bene, l'abbiamo saputo, e ora? Oppure che a forza di fare esercizi sul muscolo dell'uretra gli � venuta la cistite. Ma insomma, le cose andrebbero sublimate, rese pi� generali, spiegate pi� approfonditamente nei perch� e nei percome. Invece, purtroppo, si resta al livello delle (gradevoli) chiacchiere da bar.  


Rev. William Cooper
SESSO ESTREMO II
saggistica - Castelvecchi
Seconda edizione marzo 1971
brossurato - 146 pagine - lire 18.000

Il precedente libro del Reverendo Cooper (sulle origini di questo pseudonimo si veda la scheda di "Sesso Estremo" parte prima) � divenuto un testo di culto per migliaia di lettori. Io che l'ho letto non ne faccio un libro da comodino ma certo l'ho trovato interessante. Questo secondo manuale � invece molto pi� indigesto. Non per lo stile o per le tesi di fondo, che restano gli stessi: si predica il sesso estremo come pratica di liberazione, si fa della "contaminazione" dei fluidi corporali un elemento di lotta politica. "Io credo che ci sia tanta di quella politica nell'orgasmo e nello scambio dei fluidi, quanta neanche il comandante Che Guevara ha saputo immaginarne nella sua breve e lunga vira. E il fatto � questo: non so immaginare un piacere che comporti il piacere dell'altro/a, non mi impegnerei per una liberazione erotica e politica del fottente che non comporti la liberazione erotica e politica del fottuto. Ecco il punto: se lo sperma cola nella sopraffazione e nell'umiliazione delle dignit�, o se cola nel chiuso di una comunit� chiusa, alla fine � sperma malato. E quindi la liberazione non sta nel fare di pi� l'amore, ma nel fare amore fuori, fuori dai confini della nostra trib� e del nostro ceto. Nel contaminarci. Se questo libro fosse un manifesto teorico, lo chiamerei 'Manifesto per la circolazione e lo scambio dei fluidi'. Portare l'amore e il fluido sessuale, portare l'energia di liberazione nel mondo � un fatto che richiede tutta la nostra immaginazione politica". William Cooper predica la libert� e la volont� di fare, qualunque cosa si voglia fare, per assecondare le proprie pulsioni e pulsare secondo le pulsioni altrui e quelle stesse della natura, del mondo, dell'energia. Si vedano le pagine sulla dendrofilia, o l'amore per le piante, in cui si dice che strofinando i genitali contro una corteccia si arriva a percepire lo scorrere della linfa. Mah. Io condivido la libert� che deve essere concessa a ciascuno di fare sesso, anche estremo, come, quanto, dove gli pare (purch� con partner consenzienti) e mi preoccuperei se moralisti o benpensanti di ogni tipo dovvessero porre freni o paletti a chicchessia. Mi interessa anche leggere delle varie pratiche che si possono mettere in atto, senza che mi venga in mente di condannarle o praticarle io stesso. Per�, mentre sul primo volume di "Sesso Estremo" si leggeva di penetrazioni anali, di fist fucking, di rapporti sadomaso, di pissing e di coprofilia, e tutto ci� mi pareva comprensibile, ecco che adesso le pratiche proposte nel secondo volume mi sembrano del tutto improponibili. Si parla di punture di insetti ("bee sting"), di catetere, di cocktail di sperma, sangue e feci da bere (anzi, da degustare), di infusioni scrotali che fanno aumentare a dismisura il volume dello scroto, di scosse elettriche e di peni messi a friggere nell'olio, di zoofilia con formiche o con animali di peluche, di modellamenti del pene con iniezioni sottocutanee, di deprivazioni sensoriali e di "oxygen regulation", di dildi applicati a trapani. Il troppo stroppia. Pi� che un manuale di pratiche sessuali, questo sembra un romanzo dell'orrore. Arrivo perfino a dubitare che ci sia davvero qualcuno che pratica certe cose. Se qualcuno c'�, e se si diverte, faccia pure. Ma se mi divertivo a sentir parlare di alcuni dei giochi del primo "Sesso Estremo", qui non c'� niente di divertente. In appendice, il Reverendo pubblica un estratto da "Hot Blades", un libro di un suo amico, Harry Skipper, divenuto intovabile e oggetto di sequestri e censure. "Il libro nel suo insieme si triva oggi in pochissimi esemplari o circola in fotocopia, dopo essere stato sequestrato un certo numero di volte per le affermazioni apologetiche dell'autore sulla pedofilia e la necrofilia".  


Margot Saint-Loup
LE 7 LEGGI FONDAMENTALI PER DIVERTIRSI DA PAZZI A LETTO
Saggistica - Club degli Editori
Edizione settembre 1998
Su licenza Sperling & Kupfer
Traduzione di Laura Businelli
cartonato - 140 pagine - p.n.i.

Con tutta franchezza, le 7 leggi della Saint-Loup io le conoscevo gi�. Non c'� nessun consiglio dato dalla francese Margot che mi sia apparso come una rivelazione. Con ci�, l'intento � nobile e il punto di partenza degno di essere riferito: "Un recente sondaggio rivela che il 43 per cento delle donne preferisce una bella notte di sonno a una focosa notte d'amore". In effetti, la percentuale � disarmante, soprattutto se si considera che del restante 57 per cento di donne, il 20 per cento non ha risposto. Dunque solo il 37 per cento preferisce fare l'amore al dormire. Molto triste. Ma mi pare di poterlo riscontrare anche nella mia esperienza personale: il numero di volte in cui io sarei disposto a fare sesso � indubbiamente superiore al numero di volte in cui � disposta la mia lei. Di qui l'esigenza di stimolare la coppia al recupero della passionalit� e della disponibilit� nei rapporti erotici. Bene, credo che il messaggio vada rivolto soprattutto alle lettrici donne. Sono loro, di solito, a essere refrattarie. Ci� chiosato, credo di saper fare del mio meglio quanto al resto.
Le 7 leggi fondamentali sono:
1) conoscere e amare il proprio corpo (il suo e il vostro): perfetto, conosco e amo;
2) procurarsi il piacere (masturbarsi e masturbare): nessuna obiezione in merito;
3) vincere la routine (fantasia e variet� nei momenti e nelle ore in cui fare l'amore), cosa che io predico da sempre;
4) non eludere i preliminari, e se fosse per me sarebbero interminabili;
5) variare le posizioni, cosa che faccio e che farei ancora di pi�;
6) raggiungere l'estasi, e beh... si fa sesso per quello, no?;
7) vivere le fantasie.
Ottimi consigli, la scoperta dell'acqua calda, in conclusione un libretto per ragazzini alle prime armi o persone arretrate o inibite. Che sono molte pi� di quanto si pensi, purtroppo.


Staci Keith
COME FARLA IMPAZZIRE A LETTO
Saggistica - Club degli Editori
Edizione ottobre 1995
Su licenza RCS
Traduzione di Edoardo Reggiani
cartonato - 230 pagine - p.n.i.

A lettura ultimata, non so se sentirmi deluso o soddisfatto. Soddisfatto perch�, incredibile ma vero, non c'� nessuno dei suggerimenti dati dall'autrice che io gi� non conoscessi e, in gran parte, che non metta in pratica. Inoltre, nel test per scoprire se il lettore � o non � sessualmente evoluto, ho avuto il massimo del punteggio e questo lusinghiero giudizio: "Congratulazioni! Sei davvero uno che ci sa fare". Deluso, perch� non ci voleva molto a raggiungere questo risultato, visto che le dare altre risposte al test significava essere cafoni della peggior specie, gente che o picchia la moglie o la ignora, o va con le prostitute o cose del genere. A volte si ha l'impressione che il libro non sia stato scritto per i tipi a modino come il sottoscritto, ma per i classici americani di provincia o dei ghetti urbani che bevono litri di birra, si grattano la pancia davanti alla TV, che hanno mogli di duecento chili e le umiliano facendo loro vedere come siano belle le starlet del piccolo schermo, e che vanno a fa rsi praticare il sesso orale sul marciapiede dalla prima battona di passaggio. Infatti i consigli che vengono dati sono soprattutto tesi a evitare che gli uomini NON si comportino cos�. Grazie tante, fin qui ci arrivavo anch'io. Tuttavia, procedendo nella lettura, qualche piccolo suggerimento utile viene pure dato, non cose dell'altro mondo, diciamo pure solo il rimarcare qualcosa di cui ero comunque conscio, e che � sempre bene tenere presente. Il libro � strutturato bene, nei limiti del manale scritto a uso e consumo di bestie imbranate: spiega dove trovare delle donne, come corteggiarla, come non avere i modi da elefante in una cristalleria. Poi parla di posizioni e di trucchetti (quelli che tutti impariamo dopo tre volte che siamo andati con una donna), di ci� che le donne rimproverano all'uomo e viceversa. Ci sono poi risposte alle FAQ e a lettere di casi vissuti. Lo stile � semplice e corretto, ed � evidente la scelta della Keith, una nota sessuologa americana, di rivolgersi a un pubblico di adolescenti o di gente di cultura piuttosto bassa (anche se ci sono cafoni laureati, per carit�). 


John Holmes
RE DEL PORNO
Autobiografia - Derive Approdi
Prima edizione febbraio 1999
Collana Vita Activa
Traduzione di Fabrizio P. Belletati / Introduzione di Marco Giovannini /Postfazione di Roberta Tatafiore
brossurato - 194 pagine - 24.000

Un libro che si legge tutto d'un fiato come se si stesse ad ascoltare il narratore, lo stesso John Holmes, mentre racconta a voce la propria vita. E proprio come accade quando il racconto � detto piuttosto che scritto, alcune parti sono meglio sviluppate, finanche con una buona capacit� affabulatoria, in altre invece gli avvenimenti sono appena accennati, en passant, nel modo tipico della narrazione non strutturata. Del resto John Holmes, Mister 35, King of Porn, il pornodivo pi� dotato e pi� pagato d'America, sulla breccia per vent'anni consecutivi e con all'attivo oltre 2000 film, non ha scritto materialmente questo libro: l'ha in pratica dettato, sul letto di morte, al giornalista Fred E.Basten e alla sua seconda moglie Laurie Rose, meglio nota come pornoattrice sotto il nome di Misty Dawn. Dopo la morte di Holmes, per dieci anni il testo � rimasto nelle mani di Laurie perch� la famiglia del marito era contraria alla pubblicazione, infine comunque avvenuta. Chi si aspetti un libro "morboso" resta deluso. Al contrario, la lettura finisce per essere uno spaccato drammatico e inquietante della societ� americana, con risvolti addirittura da thriller metropolitano nelle pagine in cui l'autore narra del suo coinvolgimento in una strage avvenuta per un regolamento di conti fra malavitosi trafficanti di droga. La vicenda, che cost� all'attore quasi due anni di carcere prima del proscioglimento, e che comunque lo segn� per il resto della vita ossessionandolo dal pensiero di poter essere a sua volta ucciso, segna il punto culminante della discesa agli inferi di un uomo passato da una infanzia povera a una giovent� squattrinata e quindi al successo e alla ricchezza, per poi venire inghiottito dal baratro della tossicodipendenza. John Holmes non nasconde nulla ai suoi lettori, e lo fa con una franchezza che a tratti pare addirittura ingenua e disarmante. Non cerca scuse, racconta di come spacciasse droga e trafficasse con armi e merce rubata, come se fosse la cosa pi� normale del mondo, certo immedesimandosi nella sua condizione di allora. Il John Holmes giunto alla fine della sua vita, iniziata l'8 agosto del 1944, pare aver preso coscienza del fatto di aver vissuto in ambienti dove l'unico intento era quello di accumulare denaro, scopo per il quale si era disposti a trasformare in merce qualsiasi cosa. Nelle ultime pagine commuovono l'amore di John per la madre e la moglie Laurie, la sua convinzione di essere stato comunque un uomo fortunato solo per il fatto di averle avute accanto, la sua determinazione a non fare niente per prolungare la sua agonia, desiderando solo di morire, e infine la preoccupazione perch� il suo corpo fosse cremato intero, nel timore che qualcuno potesse evirarlo, gi� cadavere, per mettere in formalina o imbalsamare il pene che lo aveva reso un fenomeno in tutto il mondo. Ma non c'� solo questo: il racconto dell'attore consente anche di seguire l'evoluzione dell'industria del porno, dalle fasi iniziali dei primi anni Sessanta, con il mercato clandestino e la produzione di "loop" di brevissima durata, sempre realizzati con il rischio che la polizia facesse irruzione sui set, fino al mercato dei video che verso la fine degli anni Ottanta cominciarono a soppiantare definitivamente le pellicole cinematografiche. Infine, una considerazione: sia l'eccellente traduttore e l'ottima postfattrice mettono in dubbio che Holmes sia davvero morto di AIDS. Ritengono che la morte dei divo sia stata utilizzata dall'america reaganiana, all'epoca impegnata in una crociata contro la pornografia, per dimostrare la pericolosit� delle pratiche sessuali promiscue. In realt� � dimostrato che Holmes non infett� nessuno pur avendo continuato a lavorare anche dopo i test di sieropositivit� (n� la moglie, n� per esempio la pornodiva Cicciolina), e la sua morte pare dovuta piuttosto ai suoi otto pacchetti di sigarette il giorno, all'abuso di droghe e di alcool. Holmes era gi� un uomo morto prima che il cosiddetto AIDS se lo portasse via.  


Patrizia D'Agostino
ROCCO SIFFREDI
Saggistica - Castelvecchi
Collana Contatti
Prima edizione dicembre 1998
brossurato - 100 pagine - lire 16.000

"Il mito di un uomo italiano", recita il sottotitolo. E se di un mito si tratta, allora gli � stato reso un servizio un po' scarsino. Neppure cento paginette compresa una introduzione di Antonio Tentori che riassume le stesse cose dette subito dopo dall'autrice, poi un'intervista che � la magna pars del volume, poi una videografia incredibilmente succinta, dedicata solo ai film che Siffredi ha firmato come regista. Il tutto starebbe sulle pagine di un giornale, magari sottoforma di dossier. Da un saggio monografico uno si aspetta una maggiore completezza, una maggiore esaustivit�. Soprattutto perch� il personaggio di Rocco Siffredi meriterebbe un'attenzione ben pi� approfondita. Si poteva offrire la sua filmografia completa, invece ci si limita alle poche opere da lui prodotte e realizzate in proprio, commentandole in modo molto discorsivo, ripetendo spesso gli stessi concetti, rifacendosi alle notizie che lo stesso Siffredi poi d� nell'intervista e che erano del resto contenute nel libro di Gregoretti sul pornostar system. Niente di veramente nuovo, se non le idee di Rocco sulla politica e sull'aldil�, davvero sorprendenti (e finanche condivisibili: anticomunista e anticlericale, ma fiducioso in una vita nell'aldil�). Il ritratto che ne viene fuori (soprattutto attraverso l'intervista, che alla fine � la parte pi� interessante del volume) � di una brava persona, non un pozzo di scienza e di cultura, ma una brava persona che fa un mestiere strano, lo fa bene.

 

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