Aspetto con tanta verità… sono stato umiliato per nulla e per
quattro anni sono in tutti i tribunali.
Ho solo perso la mia voglia di essere come tanti altri sportivi
ma il Ciclismo ha pagato molto e molti ragazzi hanno perso la
speranza nella giustizia e io mi sto ferendo con la deposizione
di una verità sul mio documento perché il mondo si renda conto
che tutti i miei colleghi hanno subito umiliazioni in camera,
con telecamere nascoste per cercare di rovinare molti rapporti
tra le famiglie… dopo come fai a non farti male.
Io non so come mai mi fermo, in casi di sfogo, come questi…
Mi piacerebbe che io so di no aver sbagliato con prove….
Ma solo quando la mia vita sportiva soprattutto privata è stata
violata ho perso molto e sono in questo paese con la voglia di
dire che ASTA LA VITTORIA è un grande scopo per uno sportivo…
Ma il più difficile è di aver dato il cuore per uno sport con
incidenti e infortuni e sempre sono ripartito….
Ma cosa resta se tanta tristezza e rabbia per le violenze che
la giustizia a te ti è caduta in credere?
Ma la mia storia spero che sia di esempio per gli altri sport…
che le regole ci siano ma devono essere uguali per tutti. |
Non esiste lavoro che per esercitare si deve dare il sangue e
i controlli di notte a famiglie di atleti.
Io non mi sono sentito più sereno di non essere controllato in
casa, in albergo da telecamere e sono finito per farmi del male…
per non rinunciare alla mia intimità che la mia donna e gli altri
colleghi hanno perso, e molte storie di famiglie violentate.
MA ANDATE A VEDERE COSA E’ UN CICLISTA… e quanti uomini vanno
in mezzo alla torrida tristezza per cercare di ritornare con i
miei sogni di uomo che si infrangono con droghe … ma dopo la mia
vita di sportivo.
E se un po’ di umanità farà capire che con uno sbaglio vero si
capisce e ci si batte per chi ti sta dando il cuore.
Questo documento è verità e la mia speranza è che un uomo vero
o donna legga e si ponga in difesa di chi come me voleva dire
al mondo regole per sportivi uguali. E non sono falso.
Mi sento ferito e tutti i ragazzi che mi credevano devono parlare.
Ciao Marco.
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