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Cartomante

 

Court de Gebelin


Antonie Court di Gebelin nacque a Nimes (Francia) nel 1725 e morì a Parigi il 10 di maggio di 1784. Studiò Teologia a Losanna e, come suo padre, esercitò il ministero di pastore della Chiesa Riformata.
Sosteneva che le carte del Tarocco erano di origine egiziana, che si consideravano come un geroglifico sacro e spirituale, lascito di quell'epoca e che arrivò da noi di generazione in generazione attraverso i tempi.
Se facciamo caso del suo criterio, le carte del Tarocco erano una filosofia dello stile di vita egiziana. Gebelin sostenne sempre che il Tarocco era di origine egiziana, dal momento che si basa nel numero sette, che i bastoni coincidono con le quattro grandi case egiziane, che la parte dei trionfi sta chiaramente relazionata con motivi egiziani.
Gebelin tracciò la rotta seguita dal tarocco durante il tragitto verso l'Europa della seguente forma: questo gioco rimase confinato in Italia dai primi secoli dopo Gesù Cristo poiché Roma era strettamente legata all'Egitto attraverso i riti ed il culto ad Iside che adottò per prima. Fino a quando la Germania fu unita con l'Italia, si diffuse questo gioco per il paese. Se non arrivò da Parigi fu dovuto in gran parte alla rarità delle figure ed in particolare alla voluminosità delle carte che non poteva risultare gradita al gusto delle signore parigine. Posteriormente divenne necessario fare più piccole le carte, per soddisfare queste esigenze. Al contrario, questo gioco non sopravvisse in Egitto poiché questo paese cadde nella schiavitú e nell'ignoranza, perse ogni capacità di espressione artistica e non stava più in condizioni di produrre una sola lettera di tarocco.

 

 


Etteilla

 

Etteilla
Un appassionato seguace di Gebelin, Alliette, si dedicò alla divulgazione delle idee del maestro, per acquisire fama e fortuna. Era un astuto opportunista di gran inventiva. Collocò in senso opposto le carte del suo cognome per ottenere un nome meno corrente e come Etteilla si dedicò allo studio dei numeri d’accordo al sistema di Pitágora. Pubblicò le sue scoperte su varie opere e siccome conosceva l'arte di suggestionare le menti dei suoi contemporanei, adattò gli antichi tarocchi ai suoi sistemi matematici, sviluppò al massimo la cartomanzia e incominciò a conciliare la sua inventiva con la massima precisione scientifica.

Questo tarocco, conosciuto come le Grand Etteilla, sono carte emblematiche basate nelle tipiche rappresentazioni del tarocco ed accompagnate da una serie, numerata dal 1, Etteilla argomentava, fino al 78, Folie. Totalizzando, uguale ai preesistenti tarocchi veneziani, lo stesso numero di 78 pezzi.
I disegni dei bastoni sono rozzi, bicchieri, spade ed ori. Le figure sono complete e portano nella mano i simboli dei bastoni. Alcune carte vanno accompagnate dai simboli astrologici ed astronomici. Ogni carta porta il titolo nella parte superiore ed inferiore, ed il numero nell'angolo superiore sinistro. Gli assi sono rappresentati mediante una mano col suo avambraccio che sostiene il simbolo del bastone.

 

 

 


Eliphas Levi

 

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Della stessa forma che Gebelin ed Etteilla tentarono di dimostrare scientificamente le origini egiziane delle carte del tarocco, questo signore considerava che le carte del tarocco erano un alfabeto sacro e nascosto, che gli ebrei attribuirono ad Enoch, primogenito di Caino; gli egiziani a Hermes Trismegisto, il dio Thoth, ed i greci a Cadmo, il fondatore di Tebas

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Eliphas Levi fu un filosofo ed uno studioso di simbolismo. Il suo vero nome era Alphonse Louis Constant, ed era sacerdote cattolico.
Levi vide nelle carte del tarocco una sintesi della scienza e la chiave per interpretare la Cabala. Osservò che, nella Cabala l'albero della vita ha ventidue sentieri che uniscono tra sé i Sephiroth o Numeri.
Successivamente combinò i sentieri con le ventidue carte dell'alfabeto ebraico. Infine, affermò che i ventidue arcani maggiori dovrebbero accoppiarsi alle carte dell'alfabeto, raggiungendo così la completa simbiosi delle lettere, delle carte e dei sentieri.

 

In modo che il Tarocchi?

Il Tarocchi è i més liberi di mezzi del videnzia che la relativa interpretazione ricca fatta esiste li dà al profilo adella persona che chiede e del ambito della gente che circonda all'individuo all'edizione.

 

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