Qual è il governo migliore?



 E' difficile individuare in Voltaire (1694-1778) una precisa prospettiva politica: egli manifestò, indubbiamente, aperta simpatia nei confronti del dispotismo illuminato e scrisse in favore del sistema politico-costituzionale inglese. Fu, comunque, un moderato e, forse, per lui, il miglior sistema di governo era quello che permetteva ad ognuno, tranquillamente, di "coltivare il proprio giardino" (secondo l'invito che viene rivolto alla fine del Candido). Riportiamo la voce del suo Dizionario filosofico (1764) dal titolo: "Stati, Governi - Qual è il migliore?".

 "Stati, Governi - Qual è il migliore?". Fino ad oggi non ho mai conosciuto nessuno che non avesse governato uno Stato. Io non parlo dei sigg. ministri, che governano in effetto, chi per due o tre anni, chi per sei mesi o per sei settimane: parlo di tutti gli altri uomini che, a cena o chiacchierando nel loro studio, sviluppano il loro sistema di governo, riformano la Guerra, la Giustizia, la Chiesa e la Finanza [ ... ]. I vantaggi e gli svantaggi di tutte le forme di governo sono stati esaminati assai accuratamente in questi ultimi tempi. Ditemi un po', voi, uomo istruito, che avete viaggiato e visto molti paesi, in quale Stato, sotto che tipo di governo vorreste essere nato? Io mi figuro che un gran proprietario terriero francese non sarebbe scontento d'esser nato in Germania, perché là si troverebbe principe invece d'esser suddito. E così un Pari di Francia sarebbe molto contento di godere i privilegi dei Pari d'Inghilterra: là potrebbe legiferare; mentre il magistrato e il finanziere preferirebbero la Francia agli altri paesi. Ma qual patria sceglierà, potendolo, un uomo savio, libero, di giusta agiatezza, e senza pregiudizi? Una volta un membro della Reggenza di Pondichéry, piuttosto colto, tornava in Europa con un bramino, più istruito di quel che siano di solito i bramini. "Come trovate il governo del Gran Mogol?" disse il consigliere. "Abominevole" rispose il bramino. "Come volete che uno Stato possa essere ben govemato da un tartaro? I nostri rajà, i nostri nababbi, per parte loro ne sono contentissimi; ma i loro cittadini no certo, e l'opinione di qualche milione di cittadini conterà pur qualcosa." Il consigliere e il bramino attraversarono così ragionando tutta l'Asia antica." Voglio notare una cosa" disse il bramino: "che non c'è una sola repubblica in tutta questa parte del mondo, che è pur grande". "C'è stata una volta la Repubblica di Tiro," disse il consigliere, "ma non è durata molto. Ce n'era anche un'altra, dalle parti dell'Arabia Petrea, in un piccolo angolo chiamato Palestina" [ ... ]. "Capisco," disse il bramino, "come sulla terra si trovino assai poche repubbliche. Gli uomini sono ben di rado degni di governarsi da soli. Questa fortuna non può toccare se non a certi piccoli popoli,appartati in qualche isola o fra le montagne, come i conigli che si tengon nascosti dagli animali carnivori; ma alla lunga sono scoperti e divorati". Quando i due viaggiatori furono arrivati in Asia Minore, il consigliere disse al bramino: "Credereste voi che c'è stata una repubblica, fondata in una piccola regione d'Italia, che ha durato più di cinquecento anni, e che ha posseduto questa Asia Minore, un altro bel pezzo d'Asia, l'Africa, la Grecia, e leGallie, e la Spagna, oltre a tutta l'Italia?". "Essa dové trasformarsi assai presto in monarchia" rispose il bramino. "L'avete indovinata" disse l'altro. "Ma poi quella monarchia è caduta, e noi facciamo ogni dì le più belle dissertazioni per trovare le cause della sua decadenza e della sua fine." "Vi affaticate a cercarlo? Bisognerebbe rispose: bramino Il consigliere. il disse paese?? questo sarà dove ?Ma l?altro. ribatté buona? sempre ma chia ?Vec- vecchia? risposta una ?E bramino. 9 rispose ìeo? alle soltanto obbedisce si ?Quello reste??. sceglie- stato di tipo quale insomma, ?ma l?europeo, bene,? «Va cosa.? stessa la dicevano che chi, tur- persiaiú, tonchinesi, siamesi, molti trovato già ho compagno. suo to pron- mio? H fosse non paese altro que qualun- vivere?? preferireste governo sotto Stato, in sentite: Ma ?Già. I. ... [ no? nessu- adular ad bligato ob- è pubblica, re- meglio molto trova virtuoso l?uomo d?altronde verità. dire coraggio avere per dispotico, principe un con parecchia, vuoi ne ce virtù, alla quanto E carattere. né onore deve strada, far cortigiano, pe, princi- gran sentenza quella secondo carica, ottenere facilmente trà po- Corte mentre rato; disono- se riuscirà ci popolo, dal eleggere farsi pretende ?un?uomo diceva ?Perché? chico. rnonar- uno virtù bisogno più c?era e repubblica, necessario piu era 1.?onore onore, gnifica si- cosa spiegare fatto essersi dopo L?indiano, repubblica??. necessaria tico, dispo- re l?onore sia ro ve- sembra ?vi proposito,? ?A gol?. Mo- Gran del all?impero stesso lo capiterà za speran- ferma io sca; fini- tutto pur sogna Bi- esisteva. prima perché caduto ?quell?irnpero l?indiano: nulla,? affaticate ?Vi fine.? sua della decadenza cause le trovare dissertazioni belle pìù dì ogni facciamo noi ta, cadu- monarchia ?in> molto per nulla," disse l'indiano: "quell'impero è caduto perché prima esisteva. Bisogna pur che tutto finisca; e io ho ferma speranza che capiterà lo stesso all'impero del Gran Mogol".

"A proposito," disse l'europeo, "vi sembra vero che sia più necessario l'onore sotto un re dispotico, e più necessaria la virtù in una repubblica?".

L'indiano, dopo di essersi fatto spiegare che cosa significa onore, rispose che l'onore era piu necessario in una repubblica, e che c'era molto più bisogno di virtù in uno stato monarchico. "Perché" diceva "un uomo che pretende di farsi eleggere dal popolo, non ci riuscirà se è disonorato; mentre a Corte potrà facilmente ottenere una carica, secondo quella sentenza di un gran principe, che un cortigiano, per far strada, non deve avere né onore né carattere. E in quanto alla virtù, ce ne vuol parecchia, con un principe dispotico, per avere il coraggio di dire la verità. Ma d'altronde l'uomo virtuoso si trova molto meglio in una repubblica, dove non è obbligato ad adular nessuno" [ ... ].

"Già. Ma sentite: in quale Stato, sotto quale governo preferireste vivere?" disse il consigliere.

"In qualunque altro paese che non fosse il mio" rispose pronto il suo compagno.

"E ho già trovato molti siamesi, tonchinesi, persiani, turchi, che dicevano la stessa cosa."

"Va bene," disse l'europeo, "ma insomma, quale tipo di stato scegliereste?". "

Quello dove si obbedisce soltanto alle leggi" rispose il bramino.

"E una risposta vecchia" disse il consigliere.

"Vecchia ma sempre buona" ribatté l'altro.

"Ma dove sarà questo paese?" disse il consigliere.

Il bramino rispose: "Bisognerebbe cercarlo".


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