| 1921
Programma
del
Partito
Comunista d'Italia
Il Partito Comunista d'Italia
(Sezione dell'Internazionale comunista) � costituito sulla base dei seguenti principii:
1. Nell'attuale regime sociale
capitalistico si sviluppa un sempre crescente contrasto fra le forze produttive ed i
rapporti di produzione, dando origine all'antitesi ed alla lotta di classe tra il
proletariato e la borghesia dominante.
2. Gli attuali rapporti di
produzione sono protetti dal potere dello Stato borghese, che, fondato sul sistema
rappresentativo della democrazia, costituisce l'organo per la difesa degli interessi della
classe capitalistica.
3. Il proletariato non pu�
infrangere n� modificare il sistema dei rapporti capitalistici di produzione, da cui
deriva il suo sfruttamento, senza l'abbattimento violento del potere borghese.
4. L'organo indispensabile
della lotta rivoluzionaria � il partito politico di classe. Il Partito comunista,
riunendo in s� la parte pi� avanzata e cosciente del proletariato, unifica gli sforzi
delle masse lavoratrici, volgendoli dalle lotte per gli interessi di gruppi e per
risultati contingenti alla lotta per la emancipazione rivoluzionaria del proletariato;
esso ha il compito di diffondere nelle masse la coscienza rivoluzionaria, di organizzare i
mezzi materiali d'azione e di dirigere nello svolgimento della lotta il proletariato.
5. La guerra mondiale, causata
dalle intime insanabili contraddizioni del sistema capitalistico, le quali produssero
l'imperialismo moderno, ha aperto la crisi di disgregazione del capitalismo in cui la
lotta di classe non pu� che risolversi in conflitto armato tra le masse lavoratrici ed il
potere degli Stati borghesi.
6. Dopo l'abbattimento del
potere borghese, il proletariato non pu� organizzarsi in classe dominante che con la
distruzione dell'apparato statale borghese e con la instaurazione dello Stato basato sulla
sola classe produttiva ed escludendo da ogni diritto politico la classe borghese.
7. La forma di rappresentanza
politica nello Stato proletario � il sistema dei Consigli dei lavoratori (operai e
contadini), gi� in atto nella rivoluzione russa, inizio della rivoluzione proletaria
mondiale e prima stabile realizzazione della dittatura proletaria.
8. La necessaria difesa dello
Stato proletario, contro tutti i tentativi contro-rivoluzionari, pu� essere assicurata
solo col togliere alla borghesia ed ai partiti avversi alla dittatura proletaria ogni
mezzo di agitazione e di propaganda politica, e con l'organizzazione armata del
proletariato per respingere gli attacchi interni ed esterni.
9. Solo lo Stato proletario
potr� sistematicamente attuare tutte quelle successive misure d'intervento nei rapporti
dell'economia sociale con le quali si effettuer� la sostituzione del capitalismo con il
comunismo con la gestione di Stato della produzione e della distribuzione.
10. Per effetto di questa trasformazione
economica e delle conseguenti trasformazioni di tutte le attivit� della vita sociale
eliminandosi la divisione della societ� in classi, andr� anche eliminandosi la
necessit� dello Stato politico, il cui ingranaggio si ridurr� progressivamente a quello
della razionale amministrazione delle attivit� umane.
Da "Il Comunista" del 31 gennaio 1921 |
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Dichiarazione di principi e alcuni
elementi di programma
LEGA COMUNISTA
INTERNAZIONALE
1. La rivoluzione proletaria
mondiale e la Lega comunista internazionale
La Lega comunista
internazionale � una tendenza proletaria, rivoluzionaria e internazionalista che si
pone il compito di costruire dei partiti comunisti leninisti come sezioni nazionali
di un'internazionale dei lavoratori il cui scopo � di condurre la classe operaia alla
vittoria attraverso rivoluzioni proletarie in tutto il mondo.
Solo il proletariato,
impadronendosi del potere politico e distruggendo il capitalismo in quanto sistema
mondiale, pu� porre le basi per eliminare lo sfruttamento e risolvere la contraddizione
tra la crescita delle forze produttive dell'economia mondiale e le barriere degli
stati-nazionali. Il capitalismo � sopravvissuto molto dopo aver svolto il suo ruolo
storico progressivo, la creazione di una moderna economia industriale. Per mantenere il
proprio dominio, le classi capitaliste nazionali devono sfruttare le divisioni nazionali,
etniche e razziali, che sono state intensificate dalla distruzione dell'Unione sovietica.
Le potenze imperialiste, e i blocchi rivali, la cui reciproca ostilit� � in continuo
aumento, devono opprimere sempre di pi� i popoli dell'ex mondo coloniale e quelli ancora
soggiogati alla schiavit� coloniale, impoverire le masse del mondo, intraprendere
continue guerre per il mantenimento e la ridivisione dei mercati mondiali al fine di
puntellare il saggio del profitto in diminuzione, e cercano di schiacciare la lotta
rivoluzionaria degli operai dovunque essa scoppi. Nel suo folle estremo tentativo di
mantenere il proprio dominio di classe, la borghesia non esiter� a sprofondare l'umanit�
nell'olocausto nucleare o in un'oppressione dittatoriale di ferocia mai vista.
D'altra parte, la vittoria del
proletariato a scala mondiale metterebbe al servizio dei bisogni umani un'abbondanza
materiale inimmaginabile, porrebbe le basi per eliminare le classi sociali e sradicare la
disuguaglianza sociale basata sul sesso e l'abolizione stessa del significato sociale di
razza, nazione e etnia. Per la prima volta il genere umano prender� in mano le redini
della storia, e controller� la sua creatura, la societ�, liberando potenzialit� umane
sinora inconcepibili, e portando ad un colossale avanzamento della civilt�. Solo allora
sar� possibile realizzare il libero sviluppo di ogni individuo come condizione per il
libero sviluppo di tutti. Come disse Isaac Deutscher nel suo discorso, "Sull'uomo
comunista" (1966):
"Noi non sosteniamo che
il comunismo risolver� tutti i problemi della razza umana. Ci battiamo in primo
luogo contro i problemi che l'uomo stesso si crea e pu� risolvere. Mi permetto ad esempio
di ricordarvi che Trotsky parla di tre tragedie fondamentali che assillano l'uomo: la
fame, il sesso e la morte. La fame � il nemico che il marxismo e il movimento operaio
moderno hanno preso di petto. (...) S�, l'uomo comunista sar� ancora ossessionato
dal sesso e dalla morte: ma siamo convinti che sar� anche attrezzato meglio di noi per
farvi fronte".
2. La crisi della direzione
proletaria
La vittoria o la sconfitta della
classe operaia dipende dall'organizzazione e dalla coscienza delle masse in lotta, cio�
dalla direzione rivoluzionaria. Il partito rivoluzionario � l'arma indispensabile per la
vittoria della classe operaia.
La classe dominante ha a sua
disposizione il monopolio dei mezzi della violenza, il suo apparato politico e burocratico
dominante, i suoi legami, una ricchezza enorme, e controlla l'educazione, i mass media e
tutte le altre istituzioni della societ� capitalista. Contro una simile forza, uno stato
operaio pu� essere creato solo da un proletariato pienamente cosciente dei suoi compiti,
organizzato per portarli a compimento, e determinato a difendere le sue conquiste contro
la violenza controrivoluzionaria della classe dominante.
Attraverso l'acquisizione di
coscienza politica il proletariato cessa di essere semplicemente una classe in s� e
diventa una classe per s�, cosciente del suo compito storico di prendere il
potere statale e riorganizzare la societ�. Tale coscienza non si genera spontaneamente
nel corso delle lotte di classe quotidiane degli operai; deve essere portata agli operai
dal partito rivoluzionario. Cos� � compito del partito rivoluzionario di forgiare il
proletariato come forza politica sufficiente impregnandolo con la coscienza della sua
situazione reale, educandolo con le lezioni storiche della lotta di classe, temprandolo in
lotte sempre pi� profonde, distruggendo le sue illusioni, indurendo la sua volont� e
fiducia rivoluzionarie, e organizzando il rovesciamento di tutte le forze che stanno sulla
strada della conquista del potere. Una classe operaia cosciente � il fattore decisivo
della storia.
L'aspetto indispensabile nel
compito di forgiare un partito di avanguardia � di affilare il suo profilo rivoluzionario
in preparazione delle inevitabili crisi rivoluzionarie evidenziata � nell'epoca
imperialista. Come Trotsky sottoline� in La terza internazionale dopo Lenin
(1928):
"Il carattere
rivoluzionario del periodo non consiste nel fatto che � possibile effettuare la
rivoluzione, cio� impadronirsi del potere in un qualsiasi momento. Consiste nelle
profonde e brusche oscillazioni, nei passaggi frequenti e repentini da una situazione
direttamente rivoluzionaria.... Solo cos� si deduce l'intero significato della strategia
rivoluzionaria in contrapposizione alla tattica. Di qui deriva anche il significato nuovo
del partito e della sua direzione.... [Attualmente] ogni brusco spostamento a sinistra
della situazione politica rimette la decisione nelle mani del partito rivoluzionario. Se
esso fa passare il momento critico, in cui la situazione muta, questa situazione si
capovolge. In condizioni simili il ruolo della direzione del partito acquista
un'importanza fondamentale. Le parole di Lenin, secondo cui due o tre giorni possono
decidere delle sorti della rivoluzione internazionale, non avrebbero potuto essere capite
all'epoca della II Internazionale. Nella nostra epoca, invece, hanno avuto anche troppe
conferme, tutte in senso negativo ad eccezione dell'Ottobre."
3. Siamo il partito della
Rivoluzione russa
La Rivoluzione russa dell'Ottobre
1917 tolse la dottrina marxista della rivoluzione proletaria dal regno della teoria e la
mise in pratica, creando una societ� in cui quelli che lavoravano governavano attraverso
la dittatura del proletariato. Questa rivoluzione proletaria guidata dal Partito
bolscevico in Russia non fu fatta solo per la Russia. I marxisti
rivoluzionari vedevano la Rivoluzione russa come il primo colpo della lotta,
necessariamente internazionale, del lavoro contro il dominio del capitale in tutto il
mondo. I comunisti di Lenin spezzarono la catena capitalista nel suo anello pi�
debole, comprendendo che, senza l'estensione della rivoluzione proletaria alle potenze
capitaliste principali, pi� immediatamente alla Germania, una dittatura del proletariato
isolata in Russia non avrebbe potuto sopravvivere a lungo.
Le opportunit� furono molteplici,
ma i nuovi partiti comunisti e socialisti rivoluzionari erano troppo nuovi, cio�
troppo deboli e politicamente immaturi, per sfruttarle. In Europa, specialmente in
Germania, la Socialdemocrazia serv� i suoi padroni borghesi, aiutandoli a restaurare il
loro ordine e unendosi a loro nell'ostilit� alla rivoluzione d'Ottobre. Altrove, nelle
nazioni e regioni meno sviluppate, fu il nazionalismo la principale forza e ostacolo
ideologico contro il comunismo.
La pressione dell'accerchiamento
imperialista, la devastazione della classe operaia russa nella Guerra civile e il lungo
isolamento della Rivoluzione russa dettero la possibilit� ad uno strato burocratico
capeggiato da Stalin di usurpare il potere politico con una controrivoluzione politica nel
1923-24, quello che Trotsky chiam� "Termidoro sovietico". Pur basandosi sulle
forme di propriet� dello Stato operaio sovietico, e traendo da queste i suoi
privilegi, la burocrazia stalinista non era irrevocabilmente votata alla loro difesa.
COMUNISMO & NAZIONAL-COMUNISMO
La "teoria" di Stalin
del "socialismo in un solo paese", che esprimeva gli interessi nazionalmente
limitati della burocrazia del Cremlino, trasform� l'Internazionale comunista da uno
strumento per la rivoluzione mondiale in una organizzazione di fatto nazional-comunista.
Il manifesto comunista
(1848) conclude, "Proletari di tutto il mondo, unitevi!" Le rivoluzioni del 1848
segnalarono l'inizio dell'era moderna: la borghesia fece causa comune con la reazione di
fronte al proletariato, che gi� percepiva come una minaccia al dominio capitalista. Come
scrisse Engels nei suoi "Principi del Comunismo" (1847):
"Domanda 19: E' possibile
che questa rivoluzione avvenga in un solo paese?
"Risposta: No.
L'industria su larga scala, che gi� crea il mercato mondiale, ha unito cos� tanto tutti
i popoli della terra, e specialmente i popoli civilizzati, che ogni popolo dipende da ci�
che accade a un altro. Inoltre, in tutti i paesi civilizzati l'industria su larga scala ha
cos� tanto livellato lo sviluppo sociale che in tutti questi paesi la borghesia e il
proletariato sono diventate le due classi decisive della societ�, e la lotta tra di loro
la lotta principale del momento. La rivoluzione comunista non sar� quindi solo
nazionale.... E' una rivoluzione mondiale e sar� quindi mondiale nell'ampiezza."
Contrariamente al
nazional-comunismo di Stalin, l'Opposizione di Trotsky fu fondata sul programma del
marxismo autentico che aveva animato la rivoluzione proletaria. L'Opposizione di Trotzky
lott� per preservare ed estendere le conquiste della Rivoluzione socialista russa, che
era stata tradita ma non ancora rovesciata. Nella sua tagliente analisi della
degenerazione della Rivoluzione russa, della doppia natura della burocrazia stalinista e
delle esplosive contraddizioni della societ� sovietica (La rivoluzione tradita,
1936) Trotsky pose nettamente la scelta: "Il funzionario finir� col divorare lo
Stato operaio, o la classe operaia metter� il funzionario nell'impossibilit� di
nuocere?" L'ammonimento profetico di Trotsky � stato confermato, purtroppo, in
negativo.
La dottrina nazional-comunista del
"socialismo in un paese solo" sfoci� in una serie di sbandamenti disastrosi,
dalle avventure ultrasinistre fino alla collaborazione di classe. Trotsky defin� Stalin
il "becchino" delle lotte rivoluzionarie all'estero, a partire dalla seconda
Rivoluzione cinese nel 1925-27 e lo Sciopero generale inglese del 1926, fino alla
Germania, dove tanto il Partito comunista tedesco, quanto i socialdemocratici,
"permisero" al nazista Hitler di andare al potere senza sparare un colpo.
Nel contesto del tradimento tedesco, e della conseguente codifica da parte del Comintern
della linea esplicitamente antirivoluzionaria della costruzione dei fronti popolari, che
trov� la sua pi� piena espressione nello strangolamento criminale da parte
degli nazional-comunisti stalinisti della rivoluzione spagnola, i comunisti e
socialisti trotskisti organizzarono la Quarta internazionale, che fu fondata nel 1938.
Eppure anche con la primitiva
forma del nazional-comunismo l'economia di stato pianificata ha provato la sua
superiorit� sull'anarchia capitalista nel periodo di rapido sviluppo dell'Unione
sovietica e degli stati nazional-comunisti operai burocraticamente deformati che pi�
tardi nacquero altrove sul modello di Stalin.
Ma in mancanza di un'estensione
internazionale della rivoluzione proletaria, l'incessante pressione del prolungato
accerchiamento economico, esercitata, attraverso il mercato mondiale, dal modo di
produzione capitalista ancora dominante, � stata inesorabile. Trotsky scriveva in La
rivoluzione tradita:
"La domanda di Lenin -
Chi vincer�? - si riferisce ai rapporti di forza tra l'Urss e il proletariato
rivoluzionario mondiale da una parte, le forze ostili all'interno dell'Unione [sovietica]
e il capitalismo mondiale dall'altra.... L'intervento armato � pericoloso. L'intervento
di merci a basso prezzo, al seguito degli eserciti capitalisti, sarebbe infinitamente pi�
pericoloso."
La debolezza organizzativa della
Quarta internazionale, la mancanza di radici profonde nel proletariato, e l'incapacit� e
il disorientamento teorici dopo la Seconda guerra mondiale contribuirono pesantemente a
rompere politicamente la continuit� con il programma della Quarta internazionale di
Trotsky. La precedente decimazione di quadri trotskisti in tutta l'Europa per mano della
repressione fascista e nazionalcomunista -- e il massacro dei trotskisti in
Vietnam e l'imprigionamento di trotskisti in Cina, paesi in cui l'Opposizione di Sinistra
aveva trovato basi significative di appoggio -- priv� il movimento di quadri sperimentati
in un momento cruciale.
L'espansione
del nazional-comunismo di Stalin nell'Europa dell'Est dopo la guerra poneva una
nuova sfida programmatica al movimento comunista trotskista contro la quale
l'"ortodossia" formale era una difesa insufficiente. Dopo un'ininterrotta serie
di sconfitte e tradimenti, dalla Cina (1927) alla Germania (1933) alla Guerra civile
spagnola e alle purghe sanguinarie di Stalin, l'esistenza dell'Unione sovietica era stata
messa in grave pericolo. L'Armata Rossa sconfisse Hitler e cio' permise a Stalin di
esportare il suo sistema nazional-comunista in Europa dell'est.
Eppure la vittoria dell'Armata
Rossa nazionalcomunista sovietica sui nazi-fascisti accrebbe grandemente
l'autorit� del regime nazionalcomunista di Stalin in una Unione sovietica
burocraticamente degenerata, un'eventualit� non prevista da Trotsky. I
nazionalcomunisti dell'Europa occidentale emersero dalla Seconda guerra mondiale alla
testa delle organizzazioni di massa degli operai militanti di Italia, Francia e altrove.
Nel frattempo, nell'Europa dell'Est occupata dall'Urss, la propriet� capitalista fu
espropriata e fu stabilita una economia di stato attraverso una rivoluzione
nazionalcomunista burocraticamente controllata, che produsse stati operai deformati
modellati sul nazionalcomunismo dell'Urss stalinista.
La fine degli anni '60/inizio anni
'70 videro una serie di situazioni rivoluzionarie e prerivoluzionarie in Europa (Francia
1968, Italia 1969, Portogallo 1974-'75) dovute in parte alla Guerra del Vietnam e al
disordine interno che scuoteva gli Stati uniti, non ultima la lotta di liberazione dei
neri. Queste rappresentarono le migliori opportunit� per la rivoluzione proletaria nei
paesi capitalisti avanzati dal tempo dell'immediato secondo dopoguerra. In questa regione
furono di nuovo i partiti comunisti filo-sovietici che fecero in modo di preservare
l'ordine borghese scosso. Il ruolo moderato dei partiti nazional-comunisti
occidentali contribu� smisuratamente alla successiva distruzione dell'Unione sovietica.
Alla ristabilizzazione dell'ordine borghese nei paesi imperialisti occidentali a met�
degli anni '70 fece immediatamente seguito una nuova offensiva della Guerra fredda contro
il blocco nazionalcomunista sovietico.
In assenza di un proletariato in
lotta per il potere, la burocrazia stalinista sovietica doveva prima o poi rivolgersi al
"socialismo di mercato", che, insieme alla capitolazione all'imperialismo Usa in
Afganistan e alla gestione della restaurazione capitalista nell'Europa dell'Est, ha
spalancato le porte alla controrivoluzione capitalista nell'ex Unione sovietica nel
1991-92. Il proletariato, senza direzione, non ha opposto resistenza, e questo ha
significato la distruzione del nazionalcomunismo di marca stalinista.
La "Rivoluzione
iraniana" del 1979 ha aperto un periodo di Islam politico ascendente nel mondo
storicamente islamico, uno sviluppo che ha contribuito alla distruzione
controrivoluzionaria dell'Unione sovietica e che � stato da questa potentemente
rafforzato. La presa e il consolidamento del potere in Iran da parte di Khomeini � stata
una sconfitta simile alla distruzione da parte di Hitler del proletariato tedesco nel
1933, sebbene in scala pi� stretta, regionale. Lo slogan della Tendenza Spartachista
Internazionale "Abbasso lo shah! Nessun sostegno ai mullah!" e la nostra
attenzione centrale sulla questione femminile ("No al velo!") si contrapponeva
nettamente alla capitolazione del resto della sinistra alla reazione guidata dai mullah.
Il mantenimento del potere
proletario dipende principalmente dalla coscienza e dall'organizzazione politica della
classe operaia. Dopo la liquidazione fisica dell'ala internazionalista
dei comunisti da parte del nazionalcomunista Stalin, ogni continuit� con le
tradizioni della rivoluzione d'Ottobre fu sistematicamente espunta dalla memoria della
classe operaia. Nella coscienza delle masse sovietiche, imbevuta della propaganda
nazionalista russa sfornata da Stalin, la seconda Guerra mondiale venne a soppiantare la
rivoluzione d'Ottobre come evento epocale della storia sovietica. Alla fine, Stalin e i
suoi eredi riuscirono a imprimere la loro visione nazionalista sui popoli sovietici;
l'internazionalismo proletario arriv� ad essere sbeffeggiato come un'oscura "eresia
trotskista" di "esportazione della rivoluzione" o altrimenti svuotato
cinicamente di contenuto.
Atomizzata e privata di qualsiasi
direzione anticapitalista, senza una coerente e consistente coscienza di classe
socialista, e scettica sulla possibilit� della lotta di classe nei paesi capitalisti, la
classe operaia sovietica non insorse per resistere alla strisciante controrivoluzione
capitalista. E, come not� Trotsky in La Terza internazionale dopo Lenin:
"Se un esercito capitola al nemico in una situazione critica senza una battaglia,
allora questa capitolazione prende completamente il posto di una 'battaglia decisiva', in
politica come in guerra."
Un'analisi della crisi terminale
del nazional-comunismo stalinista � fornita dai documenti di Joseph Seymour,
"Sul collasso del dominio stalinista nei paesi dell'Est", e di Albert St. John,
"Per la chiarezza marxista e una prospettiva per il futuro", pubblicati in Spartacist
n. 45-46, Inverno 1990-91; e dall'opuscolo spartachista dell'agosto 1993: Come �
stato strangolato lo stato operaio sovietico. Come dice il documento di Seymour:
"Durante la sua lunga
lotta contro la burocrazia stalinista Trotsky consider� una serie di modi differenti
attraverso cui il capitalismo poteva essere restaurato in Unione sovietica.... Trotsky
us� l'espressione 'girare al contrario il film del riformismo' per polemizzare contro
quelli sedicenti di sinistra che sostenevano che il regime di Stalin avesse gi�
trasformato l'Urss in uno stato borghese attraverso un processo graduale e organico -
Bernsteinismo alla rovescia.... L'idea di Trotsky che una controrivoluzione capitalista,
cos� come una rivoluzione politica proletaria, nella Russia di Stalin avrebbe implicato
la guerra civile era una prognosi, non un dogma. Era basata sulla resistenza della classe
operaia, non sulla resistenza degli elementi conservatori dell'apparato burocratico. Cos�
viene posta la questione in La rivoluzione tradita.... L'elemento decisivo � la
coscienza della classe operaia sovietica, che non � statica ma � condizionata da
innumerevoli fattori mutevoli internamente e internazionalmente."
Come ha notato St. John:
"Diversamente
dall'anarchica economia borghese, l'economia socialista pianificata non � costruita
automaticamente ma coscientemente. Quindi, [Trotsky] scrive, 'Il progresso verso il
socialismo � inseparabile da quel potere statale che � desideroso del socialismo o che
� costretto a desiderarlo' ("Stato Operaio, Termidoro e Bonapartismo", 1935).
Cos�, concludeva, che senza l'intervento di un'avanguardia proletaria cosciente, il
collasso del regime politico stalinista condurrebbe inevitabilmente alla liquidazione
dell'economia pianificata e alla restaurazione della propriet� privata."
La "questione russa" �
stata la questione politica discriminante del ventesimo secolo e la pietra di paragone per
i rivoluzionari. Noi trotskisti siamo rimasti ai nostri posti e abbiamo lottato per
preservare ed estendere le conquiste rivoluzionarie della classe operaia mentre tutte le
altre tendenze sul pianeta capitolavano alla pressione ideologica dell'anticomunismo
imperialista. La nostra difesa dell'Urss era espressa soprattutto nella nostra battaglia
per nuove rivoluzioni d'Ottobre in tutto il mondo.
La responsabilit� per la
distruzione controrivoluzionaria dell'Unione sovietica ricade anche su tutta la variet�
di riformisti e centristi che si sono allineati dietro ai propri padroni capitalisti
contro l'Urss, sostenendo anche tutti i movimenti reazionari, da Solidarnosc in Polonia ai
macellai fondamentalisti islamici in Afghanistan. Le devastanti conseguenze della
controrivoluzione sovietica a scala mondiale hanno fatto a pezzi anche sul piano teorico
le teorie anti-marxiste della burocrazia stalinista come "capitalista di stato",
secondo cui la controrivoluzione sovietica sarebbe stata semplicemente un cambiamento da
una forma di capitalismo a un'altra.
L'ascesa di Boris Eltsin e delle
forze capitaliste-restaurazioniste nell'agosto del 1991 � stato un evento decisivo nel
determinare la sorte dell'Unione sovietica, ma il disfacimento finale della rivoluzione
d'Ottobre non era un risultato scontato. Gli Spartachisti distribuirono in tutta l'Unione
sovietica pi� di 100,000 copie in russo del nostro articolo di agosto 1991 "Operai
sovietici: sconfiggere la controrivoluzione di Eltsin/Bush!" L� scrivevamo che delle
mobilitazioni operaie avrebbero dovuto spazzare via la feccia controrivoluzionaria sulle
barricate di Eltsin, aprendo cos� la via alla rivoluzione politica proletaria. Abbiamo
chiamato per una rivoluzione politica per sconfiggere la restaurazione capitalista e
riportare il proletariato sovietico al potere politico. Solo quelli che erano sotto
l'influenza dell'ideologia capitalista o dei suoi vantaggi materiali avevano fretta di
liquidare l'Unione sovietica in quel periodo. L'assenza di resistenza di una classe
operaia che era stata tradita e atomizzata da decenni di malgoverno stalinista e una
repressione crudele sono stati un fattore decisivo nella distruzione dello Stato operaio
sovietico.
La nostra difesa dell'Urss non si
limitava al nostro programma per l'Urss: difesa militare incondizionata contro
l'imperialismo e la controrivoluzione interna; rivoluzione politica proletaria per
rovesciare la burocrazia e riportare l'Urss sulla strada di Lenin e Trotsky. Si �
espressa anche nella nostra difesa militare incondizionata della Rivoluzione vietnamita;
nella nostra opposizione al tentativo di Solidarnosc sponsorizzato da Wall Stret e dal
Vaticano di rovesciare lo Stato operaio deformato polacco; nel nostro appello
"Vittoria all'Armata Rossa in Afghanistan - Estendere le conquiste sociali della
rivoluzione d'Ottobre ai popoli afgani!"; nel nostro intervento attivo per la
riunificazione rivoluzionaria della Germania.
La storia pronuncia i suoi
verdetti a voce alta. L'ascesa della controrivoluzione nell'ex Urss � una sconfitta senza
precedenti per tutti i lavoratori nel mondo intero, che altera in modo decisivo il
paesaggio politico su questo pianeta. Non pi� sfidato dalla potenza militare sovietica,
l'imperialismo Usa ha proclamato un "mondo con una sola superpotenza",
precipitandosi sui popoli semicoloniali, dal Golfo Persico ad Haiti. Pur non essendo pi�
la potenza economica senza rivali dell'imperialismo mondiale, gli Stati uniti mantengono
ancora la supremazia assassina della loro forza militare, anche se preferiscono spesso
mascherare il loro terrore sotto la foglia di fico "umanitaria" del "covo
di ladri" delle Nazioni unite (come Lenin defin� la Lega delle Nazioni, precursore
delle Nazioni Unite). Ma gli imperialismi rivali, specialmente la Germania e il Giappone,
non pi� frenati dall'unit� antisovietica, stanno perseguendo con la stessa velocit� i
loro propri appetiti per controllare i mercati mondiali e progettando parallelamente la
loro potenza militare. Oggi, nei conflitti tra i blocchi commerciali regionali
contrapposti, si profilano sempre pi� acutamente le guerre future. Di fronte alla
crescente rivalit� inter-imperialista, riaffermiamo: "Il nemico principale � nel
proprio paese!"
In retrospettiva, il "mondo
post-guerra fredda" di oggi presenta molti paralleli col periodo precedente alla
prima Guerra mondiale. E con la possibilit� di un nuovo conflitto interimperialista,
possiamo aspettarci che i riformisti e i centristi di oggi agiranno nello spirito dei loro
predecessori socialdemocratici del 4 Agosto 1914, sostenendo i propri padroni nella
guerra. Il loro sostegno alla controrivoluzione nell'Urss � stato assolutamente in questo
spirito.
Insieme all'impoverimento di massa
nell'Urss, la "pulizia etnica" fratricida devasta i nuovi deboli stati
capitalisti dell'Europa orientale e le repubbliche ex-sovietiche in cui l'ideologia
nazionalista ha sostituito, come forza motrice della controrivoluzione, il capitale
inesistente. Negli stati capitalisti di queste regioni, l'ideologia nazionalista, spesso
una resurrezione degli antagonismi nazionali del periodo precedente alla seconda Guerra
mondiale, dopo la controrivoluzione � tornata ad essere il principale ostacolo attraverso
cui i rivoluzionari devono aprirsi una strada.
Nell'Europa occidentale il sistema
di garanzie sociali viene tagliato visto che la borghesia non vede pi� la necessit� di
tenere lontano lo "spettro del comunismo" fornendo dei servizi. Mentre il clima
ideologico della "morte del comunismo" influenza la coscienza del proletariato,
in molti paesi del mondo una lotta di classe acuta fornisce la base oggettiva per la
rigenerazione del marxismo come teoria del socialismo scientifico e della rivoluzione
proletaria. Non � il comunismo, ma la sua parodia, lo stalinismo, che ha mostrato di
essere un vicolo cieco.
La controrivoluzione vittoriosa
non solo ha devastato materialmente e ideologicamente i proletariati ex-sovietici e
dell'Europa dell'Est; in tutta una serie di paesi (per es., Italia, Francia) dove i
partiti comunisti disponevano della fedelt� di strati avanzati della classe operaia, al
proletariato � stata venduta la menzogna che "il socialismo � fallito", da
parte delle burocrazie staliniste dominanti che erano state alla testa di questi stati
operai deformati e presieduto alla loro distruzione. Il Cremlino incoraggiato dagli
stalinisti della Germania Est ha guidato la controrivoluzione nella DDR, precipitandosi a
riconsegnare il paese al Quarto Reich. La burocrazia del Cremlino sotto Gorbaciov port�
avanti il suo ultimo, definitivo tradimento, dichiarando che il socialismo era stato un
esperimento utopico condannato a fallire e proclamando la superiorit� del sistema di
mercato capitalista. Dal Pcus in disintegrazione si staccarono bande apertamente
controrivoluzionarie guidate da Boris Eltsin che ag� come agente esplicito
dell'imperialismo Usa nella restaurazione del capitalismo. Dunque le caste dominanti
staliniste e i loro corrispettivi dell'Ovest portano una responsabilit� diretta per la
distruzione delle aspirazioni socialiste di strati proletari avanzati nell'Europa
occidentale e altrove.
L'affermazione di Trotsky nel Programma
di Transizione del 1938 che "La situazione politica mondiale nel suo complesso �
soprattutto caratterizzata dalla crisi storica della direzione del proletariato"
anticipa l'attuale profonda regressione della coscienza proletaria. La realt� di questo
periodo post-sovietico aggiunge un'altra dimensione all'osservazione di Trotsky. L'unico
modo in cui questa regressione pu� essere superata e la classe operaia possa diventare
una classe per s�, cio� che si batte per la rivoluzione socialista, � di
riforgiare un partito internazionale leninista-trotskista come direzione della classe
operaia. Il marxismo deve riguadagnare la fiducia del proletariato.
In Cina, l'ideologia estremamente
nazionalista diffusa dalla burocrazia stalinista dominante � un ponte diretto verso la
restaurazione capitalista. L'essenza controrivoluzionaria delle "riforme di
mercato" sta nel fatto che la burocrazia cerca di diventare un partner, nello
sfruttamento, delle forze capitaliste e in particolare dei capitalisti cinesi che non
furono distrutti come classe (come avvenne invece dopo l'Ottobre 1917) ma che hanno
continuato ad esistere a Taiwan, Hong Kong, Singapore e altrove. La Cina ha ritagliato
delle "zone economiche speciali", isole di sfruttamento imperialista, e mantiene
intatta l'economia capitalista della riottenuta Hong Kong, mentre l'esercito e la
burocrazia sono generalmente coinvolte in compagnie d'affari a grande scala. Adesso la
burocrazia, sezioni della quale cercano di diventare i nuovi sfruttatori capitalisti,
punta alla svendita distruttiva dell'industria di stato, portando avanti in questo modo lo
smantellamento di ci� che resta dell'economia pianificata dello stato operaio deformato.
Questo corso non pu� essere
portato avanti senza spezzare la resistenza della classe operaia militante. In Piazza
Tienanmen nel 1989, un'incipiente rivoluzione politica, la burocrazia stalinista ha
mostrato sia la sua paura del proletariato, che la sua intenzione di fare affidamento
sulla forza bruta, senza gli impacci della "glasnost" (l'"apertura
politica" del dirigente sovietico Gorbaciov). L'alternativa della Cina � rivoluzione
politica proletaria o controrivoluzione capitalista. Il fattore cruciale � una direzione
rivoluzionaria che reintroduca la coscienza di classe internazionalista che anim� i primi
comunisti cinesi all'inizio degli anni Venti. La battaglia per la rivoluzione politica
degli operai in Cina ha implicazioni enormi a livello internazionale. Il risultato avr�
un impatto enorme nei rimanenti stati operai deformati (Cuba, Vietnam e Corea del Nord) e
anche nei paesi asiatici come Indonesia, Corea del Sud, Tailandia, Malaysia e Filippine,
dove � emerso come fattore potente un giovane proletariato militante.
4. Le radici teoriche e storiche
della Lega comunista internazionale
Secondo la descrizione di Trotsky
nel suo articolo del 1937: "Le epoche reazionarie come la nostra non solo
disintegrano e indeboliscono la classe operaia e la sua avanguardia ma abbassano anche il
livello ideologico generale del movimento, ricacciando indietro il pensiero politico verso
fasi gi� superate da molto tempo. In queste condizioni il compito dell'avanguardia
consiste soprattutto nel non farsi trasportare dalla corrente che arretra: deve nuotare
controcorrente." In questo periodo post-sovietico, in cui il marxismo � ampiamente e
erroneamente identificato con lo stalinismo, c'� un revival di tutto dalle simpatie
anarchiche all'idealismo e al misticismo anti-materialista. Karl Marx spiegava: "La
sofferenza religiosa � proprio nello stesso momento l'espressione della sofferenza reale
e una protesta contro la sofferenza reale. La religione � il sospiro della creatura
oppressa, il cuore di un mondo senza cuore e l'anima di condizioni senza anima. E' l'oppio
del popolo. L'abolizione della religione come felicit� illusoria delle persone � la
condizione della loro felicit� reale. Esortarle a abbandonare le loro illusioni �
esortarle a abbandonare una condizione che richiede illusioni" (Critica della
filosofia del diritto di Hegel, 1844).
La Lega comunista internazionale
si basa sul materialismo storico e dialettico marxista e continua le tradizioni
rivoluzionarie del movimento operaio internazionale esemplificate dal movimento cartista
inglese intorno al 1840 e dal partito polacco "Proletariat" (1882-1886), il
primo partito operaio nell'impero zarista. Ci basiamo sul lavoro di rivoluzionari come
Marx, Engels, Lenin, Trotsky, Luxemburg e Liebknecht. Ci rifacciamo soprattutto
all'esperienza del partito bolscevico che culmin� nella Rivoluzione russa del 1917, la
sola rivoluzione finora portata a compimento dalla classe operaia. Questa storia illustra
da dove veniamo, cosa cerchiamo di difendere e dove vogliamo andare.
In particolare cerchiamo di
portare avanti le prospettive operaie internazionali del marxismo sviluppate nella teoria
e nella pratica da V.I. Lenin e L.D. Trotsky, concretizzate dalle decisioni dei primi
quattro congressi dell'Internazionale Comunista e dal Programma di transizione del
1938 e da altri documenti chiave della Quarta internazionale, come La guerra e la
Quarta internazionale (1934). Questi materiali costituiscono l'indispensabile codifica
nei documenti del movimento comunista internazionale, e sono fondamentali per i compiti
rivoluzionari della nostra organizzazione.
In quest'epoca di avanzata
decadenza del capitalismo, noi comunisti che ci prefiggiamo la conquista proletaria del
potere statale e la ricostruzione della societ� su una nuova base socialista egualitaria
siamo al tempo stesso i difensori pi� consistenti degli ideali dell'Illuminismo e delle
conquiste della rivoluzione borghese: lottiamo intransigentemente per le libert�
democratico-borghesi, come il diritto di portare armi; l'abolizione di ogni privilegio
monarchico e aristocratico; la separazione della Chiesa dallo Stato; siamo contro
l'imposizione del fondamentalismo religioso come programma politico; difendiamo la
libert� di parola e di riunione contro l'intromissione dello stato borghese; siamo contro
"punizioni" barbare come la pena di morte; e siamo per l'uguaglianza giuridica
per le donne e le minoranze.
Siamo anche difensori
intransigenti dei diritti proletari com'� descritto nel pamphlet di James
Burnham, "Il fronte popolare - Il nuovo tradimento" (1937): "Esiste sotto
la democrazia capitalista, in una misura o l'altra, un terzo gruppo di diritti, che non
sono affatto, propriamente parlando, 'diritti democratici', ma piuttosto diritti proletari.
Sono quei diritti come il diritto di fare picchetti, di scioperare e organizzarsi.
L'origine storica di questi diritti deve essere trovata in tutti i casi nella lotta indipendente
del proletariato contro la borghesia e lo stato borghese."
Ci ispiriamo anche a James P.
Cannon, un dirigente degli inizi del Partito comunista americano che fu conquistato al
trotskismo al Sesto congresso del Comintern e lott� per cristallizzare una formazione
trotskista, inizialmente nel Partito comunista, e inserirla nella lotta della classe
operaia. Cannon fu un fondatore eminente del Socialist Workers Party (Swp). La sua lotta
per costruire un partito proletario, forgiare una direzione di partito collettiva
leninista (rigettando il fazionalismo permanente del Pc degli inizi e opponendosi agli
intrighi cricchisti che tormentarono ad esempio i trotskisti francesi) e la lotta nel
1939-40 contro l'opposizione piccolo-borghese nel Swp (Shachtman e Burnham) che disert�
dal trotskismo sulla questione russa, questa � l'eredit� rivoluzionaria che la Lci fa
propria.
Per quanto parzialmente e sul suo
proprio terreno nazionale, Cannon lott� contro la corrente revisionista pablista che
sorse nel movimento trotskista del secondo dopoguerra. Nei nostri documenti fondamentali
(vedi specialmente "Genesi del pablismo", in Spartacist italiano n.1,
settembre 1975), mentre siamo fortemente critici degli errori degli anti-pablisti, siamo
con loro in questa battaglia cruciale per la sopravvivenza del trotskismo. Il pablismo �
caratterizzato principalmente da una rinuncia alla necessit� di una direzione
rivoluzionaria e da un adattamento alle direzioni staliniste, socialdemocratiche e
nazionaliste piccolo-borghesi esistenti. In seguito alla creazione degli stati operai
deformati nell'Europa dell'Est, Pablo previde "secoli di stati operai deformati"
e pretese che i partiti stalinisti potessero "delineare rozzamente un orientamento
rivoluzionario".
Male attrezzati per spiegare
l'estensione dello stalinismo, Cannon e i trotskisti ortodossi in un primo momento
cercarono di mettersi al riparo da conclusioni liquidazioniste negando la realt� (ad es.,
rifiutando di riconoscere la Cina come uno stato operaio deformato fino al 1955). Cannon
lott� contro il rifiuto di Pablo di considerare il proletariato come l'unica classe
capace di trasformare la societ� e contro la sua negazione della necessit� di un partito
di avanguardia trotskista. Ma questa battaglia non fu mai veramente portata avanti
pienamente a livello internazionale. La negazione della centralit� proletaria sta dietro
a ognuno degli esperimenti revisionisti, principalmente di sostituzione, fatti da Pablo (e
pi� tardi da Ernest Mandel) come la "via della guerriglia", gli studenti come
la "nuova avanguardia di massa".
Le origini della Lega comunista
internazionale risalgono alla Spartacist League (Lega spartachista) degli Stati
uniti che ebbe origine come Revolutionary Tendency (Tendenza rivoluzionaria) del Swp e si
bas� principalmente sul documento della Socialist Labour League inglese, World
Prospect of Socialism (1961- Prospettiva mondiale del socialismo), e su due
documenti della Revolutionary tendency, In difesa di una prospettiva rivoluzionaria
(1962) e specialmente Verso la rinascita della Quarta internazionale (1963),
quest'ultimo presentato alla Convenzione del Swp del 1963. Alla sua conferenza di
fondazione nel 1966, la Spartacist League degli Stati uniti adott� una Dichiarazione
di principi (vedi Marxist Bulletin n. 9) che � servita come modello per
questa Dichiarazione internazionale di principi. La Lega comunista internazionale,
contribuendo alla chiarificazione teorica del movimento marxista e riforgiando le armi
organizzative necessarie agli operai, sostiene i principi proletari e rivoluzionari del
marxismo e li porter� avanti all'avanguardia della classe operaia.
"Per sua stessa natura
l'opportunismo � nazionalista, dal momento che riposa sui bisogni locali e temporanei del
proletariato e non sui suoi compiti storici.... L'unit� internazionale non � una
facciata decorativa per noi, ma l'asse stesso delle nostre vedute teoriche e della nostra
politica" (Leon Trotsky, La difesa dell'Unione sovietica e l'Opposizione,
1929). Fin dalla sua nascita come piccolo pugno di giovani trotskisti burocraticamente
espulsi dal Swp, la prospettiva e le azioni della Spartacist League sono state dirette
verso la rinascita della Quarta internazionale e contro l'americanocentrismo.
Nel 1974 venne adottata la Dichiarazione
per l'organizzazione di una Tendenza trotskista internazionale, che costitu�
formalmente la tendenza spartachista internazionale. Questo documento attaccava duramente
le pratiche federative, non bolsceviche, dei nostri avversari pseudotrotskisti, il Swp, il
Segretariato unificato e l'International committee di Gerry Healy, che si nascondevano
tutti dietro la tigre di carta del vistosamente antidemocratico Voorhis Act statunitense
per evitare la pratica dell'internazionalismo leninista rivoluzionario. Al contrario la
Tsi (precorritrice della Lci) dichiar� chiaro e tondo che sarebbe stata governata dal
principio del centralismo democratico internazionale.
La prima conferenza internazionale
per delegati tenuta nel 1979 elesse un Comitato esecutivo internazionale. Da allora la Lci
ha segnato modesti risultati nell'estensione internazionale della nostra tendenza in
America latina, Sudafrica e ulteriori estensioni in Europa e Asia. Questa crescita
internazionale � stata un contrappeso vitale alle pressioni deformanti della nostra pi�
grande sezione che si trovava ad esistere nel protratto clima politico relativamente
reazionario degli Stati uniti.
Nel 1989 la Tsi divenne la Lega
comunista internazionale
Stalin ha trascinato nel
fango la bandiera del comunismo pervertendo sistematicamente la comprensione di ogni
principio e termine basilare del marxismo, e il livello generale di identificazione del
progresso umano con l'idea del comunismo si trova a un punto relativamente basso. Ma il
funzionamento dell'imperialismo capitalista genera di nuovo un rozzo odio soggettivo per
l'oppressione tra milioni di persone in tutto il mondo. L'assenza di una direzione
genuinamente comunista � avvertita acutamente da molti e avanzare il programma
dell'internazionalismo leninista pu� avere grande impatto.
Gli investimenti da parte degli
imperialisti in paesi del "Terzo mondo" a bassi salari hanno creato delle
concentrazioni proletarie in aree finora improbabili per grandi conflitti tra capitale e
lavoro. Nel tentativo di estendere ulteriormente il nostro partito al di fuori dei paesi
occidentali avanzati, cerchiamo di infondere alla nostra internazionale il coraggio dei
bolscevichi come Kote Tsintsadze:
"Ci vollero condizioni
straordinarie come lo zarismo, l'illegalit�, la prigione, e la deportazione, molti anni
di lotta contro i menscevichi, e specialmente l'esperienza di tre rivoluzioni per produrre
combattenti come Kote Tsintsadze.... I partiti comunisti all'ovest non hanno ancora
prodotto combattenti del tipo di Tsintsadze. Questa � la debolezza che li assedia,
determinata da ragioni storiche ma nondimeno una debolezza. L'Opposizione di sinistra nei
paesi occidentali non � un'eccezione sotto questo aspetto e deve ben prenderne
atto." (Trotsky, "Sulla tomba di Kote Tsintsadze", 7 gennaio
1931)
5. Il carattere internazionale
della rivoluzione proletaria
L'esperienza storica ha mostrato
che la strada verso il socialismo come primo stadio del comunismo pu� essere aperta
solo dalla creazione di un dualismo di potere che culmini nella distruzione dello stato
capitalista e nella vittoria dello stato operaio e lo sviluppo di un nuovo ordine sociale.
L'apparato poliziesco, militare, burocratico, giuridico e politico del vecchio ordine non
pu� essere riformato per servire gli interessi del proletariato, ma deve essere distrutto
e sostituito dalla dittatura del proletariato, un governo comunista e socialista operaio
basato su consigli di lavoratori e sostenuto dalla forza armata degli operai. Un simile
stato si difenderebbe contro i tentativi controrivoluzionari della classe dominante
rovesciata di tornare al potere, e riorganizzerebbe razionalmente l'economia. Col ridursi
della base economica delle classi sociali, lo stato operaio assumerebbe sempre di pi� una
funzione puramente amministrativa, estinguendosi alla fine con l'avvento del comunismo
integrale senza classi. Ma la realizzazione di questo scopo richiede la distruzione
dell'imperialismo capitalista come sistema mondiale e la creazione di una divisione
socialista mondiale del lavoro. Il primo punto di programma dei comunisti rivoluzionari e'
la costruzione dopo la rivoluzione della fase prima del comunismo sotto la dittatura del
proletariato caratterizzata dalla proprieta' di stato di tutti i mezzi di produzione,
distribuzione e credito. La rivoluzione comunista dovra' per forza iniziare di nuovo da
qualche parte per poi estendersi a tutti gli altri paesi del mondo.
Il carattere internazionale della
classe operaia le d� una superiorit� potenzialmente enorme sulla borghesia, poich� il
capitalismo opera con metodi che pongono una singola classe capitalista nazionale contro
l'altra e creano costantemente nuove disparit� e crisi. Per realizzare questa
superiorit� il proletariato ha bisogno di un partito comunista internazionale che
unifichi la classe al di sopra delle divisioni nazionali o di altro genere e coordini le
lotte interdipendenti degli operai di ogni paese. Anche se la rivoluzione pu� iniziare in
un singolo paese, ogni vittoria parziale pu� essere assicurata solo con l'estensione
della rivoluzione ad altri paesi e con il dominio mondiale finale dell'organizzazione
economica socialista. Lottiamo per riforgiare la Quarta internazionale, il partito
comunista mondiale della rivoluzione proletaria, il cui programma e i cui scopi
rimangono validi oggi come alla sua fondazione nel 1938.
Un partito
comunista leninista non si costruisce semplicemente attraverso il reclutamento
lineare, ma attraverso scissioni programmatiche con gli opportunisti, e con fusioni
programmatiche con elementi rivoluzionari che rompono con la socialdemocrazia.
Particolarmente quando le fusioni avvengono oltre i confini nazionali, dev'esserci un
intero periodo di prova per stabilire un solido accordo politico di base. Miriamo ad
unificare i gruppi comunisti e socialisti marxisti il cui orientamento � verso la
realizzazione di nuove rivoluzioni d'Ottobre, niente di diverso, niente di pi�, niente di
meno.
6. Il ruolo di avanguardia della
classe operaia nella difesa di tutti gli oppressi
E' centrale per la prospettiva
marxista del comunismo primario o socialismo su scala mondiale, il ruolo di
avanguardia della classe operaia, e particolarmente il peso decisivo del proletariato dei
paesi industrializzati. Solo la classe operaia ha il potere sociale e la spinta di un
chiaro interesse oggettivo a liberare l'umanit� dall'oppressione. Non avendo nessun
vantaggio nel mantenere l'ordine borghese, il suo enorme potere sta nel suo ruolo
produttivo, il suo numero e la sua organizzazione.
Il dominio continuato di un
piccolo pugno di capitalisti viene mantenuto solo tenendo la classe operaia divisa e
confusa circa la sua vera situazione. Negli Stati uniti, la classe dominante � riuscita a
sfruttare profonde divisioni nel proletariato, prima lungo linee religiose e etniche poi
razziali. I lavoratori neri come casta di colore e razza doppiamente oppressa hanno
bisogno di modi speciali di lotta (per esempio, organizzazioni di transizione come le
leghe di lotta operai/neri). La classe operaia supera queste divisioni solo attraverso la
lotta e in modo molto reversibile. Il socialismo negli Stati uniti sar� raggiunto solo
con la lotta comune degli operai neri e bianchi sotto la direzione di un'avanguardia
rivoluzionaria multirazziale.
La questione nera negli Stati
uniti � definita dalla storia specifica degli Stati uniti: la schiavit�, la sconfitta
dello schiavismo del Sud nella Guerra Civile da parte del capitalismo industriale del Nord
e il tradimento da parte della borghesia della promessa di uguaglianza della Radical
Reconstruction (Ricostruzione radicale), che ha condotto alla segregazione razzista delle
persone nere nonostante l'integrazione economica degli operai neri negli strati pi� bassi
del proletariato. Contro la segregazione forzata dei neri, organica al capitalismo
americano, le masse nere hanno resistito ogni volta che veniva sentita una possibilit�
tangibile per questa lotta. Per questo il nostro programma per gli Stati uniti �
l'integrazionismo rivoluzionario -- la piena integrazione dei neri in una America
egualitaria, socialista e comunista -- e il nostro programma di
"liberazione dei neri attraverso la rivoluzione socialista comunista."
Il capitalismo moderno, cio�
l'imperialismo, mettendo radici in ogni area del pianeta, nel corso della lotta di classe
e come richiedono le necessit� economiche, porta negli strati pi� bassi del proletariato
nuove fonti di lavoro a buon mercato, principalmente immigrati da regioni del mondo pi�
povere e meno sviluppate -- lavoratori con pochi diritti che sono ritenuti pi�
disponibili nei periodi di contrazione economica. Cos� il capitalismo crea continuamente
strati diversi tra gli operai, mentre allo stessa tempo amalgama operai di molti paesi
diversi. Dappertutto, i capitalisti, aiutati dagli opportunisti dell'aristocrazia operaia,
cercano di avvelenare la coscienza e la solidariet� di classe tra gli operai fomentando
divisioni religiose, nazionali e etniche. La lotta per l'integrit� e l'unit� della
classe operaia contro lo sciovinismo e il razzismo � quindi un compito vitale per
l'avanguardia proletaria.
Oggi il bigottismo anti-immigrati
definisce le politiche razziste/di destra ed'� un test primario per il movimento operaio
e la sinistra dall'Europa occidentale al Sudafrica all'Asia orientale. La Lci si batte
contro le deportazioni -- per pieni diritti di cittadinanza per tutti gli immigrati! Per
mobilitazioni di operai/minoranze per fermare i fascisti! Per milizie operaie di difesa!
Per milizie operaie multirazziali/multietniche contro la violenza intercomunitaria!
I demagoghi fascisti si nutrono
della disoccupazione, dell'immiserimento e dell'insicurezza endemica al sistema
capitalista. Il terrore fascista e gli attacchi del governo contro gli immigrati e altre
minoranze oppresse possono essere combattuti efficacemente solo dalla prospettiva di
rovesciare il sistema capitalista e sostituirlo con un'economia collettivizzata
internazionalmente pianificata. Come scrisse Trotsky nel 1930 quando, sotto l'impatto
della Grande Depressione il Partito nazista emerse come una reale minaccia rivolta alla
presa del potere in Germania: "Gli Stati uniti sovietici d'Europa -- questa � la
sola parola d'ordine corretta che indica la via d'uscita dalla frammentazione dell'Europa,
che minaccia non solo la Germania ma tutta l'Europa di un declino economico e culturale
completo" (La svolta dell'Internazionale comunista e la situazione in Germania,
26 settembre 1930).
L'oppressione delle donne, dei
giovani, delle minoranze e di tutti i settori degli oppressi deve essere analizzata e
trattata in ogni paese per trovare il punto pi� favorevole per applicare la leva
marxista. Come scrisse Lenin in Che fare (1902): "...l'ideale d'un
socialdemocratico non deve essere il segretario di una trade-union, ma il tribuno del
popolo, il quale sa reagire contro ogni manifestazione di arbitrio e di oppressione,
ovunque essa si manifesti e qualunque sia la classe o la categoria sociale che ne soffre;
sa generalizzare tutti questi fatti e fare di essi un quadro completo della violenza
poliziesca e dello sfruttamento capitalistico; sa, infine, approfittare della bench�
minima occasione per esporre dinanzi a tutti le proprie convinzioni socialiste e le
proprie rivendicazioni democratiche, per spiegare a tutti l'importanza storica mondiale
della lotta per la emancipazione del proletariato."
La Lci lotta per la liberazione
delle donne attraverso la rivoluzione socialista. Nei paesi a ritardato sviluppo
capitalista, l'acuta oppressione e la degradazione delle donne � profondamente radicata
nella "tradizione" pre-capitalista e nell'oscurantismo religioso. In questi
paesi la lotta contro l'oppressione delle donne � quindi una forza motrice di lotta
rivoluzionaria. La condizione delle donne nei paesi capitalisti pi� avanzati, sebbene
molto diversa, mostra i limiti della libert� e del progresso sociale sotto il
capitalismo; i rivoluzionari sono i campioni pi� consistenti dei diritti democratici
elementari delle donne come l'aborto legale gratuito e "uguale paga per uguale
lavoro". Il clima sociale reazionario aggravato dal collasso dell'Unione sovietica e
la campagna concertata per spingere indietro le protezioni di "stato sociale"
delle masse ha portato una crescita netta del bigottismo anti-sesso, anti-donne e
anti-omosessuale. Ci opponiamo a tutte le leggi contro reati senza vittime, incluse quelle
che criminalizzano l'attivit� omosessuale o altra attivit� sessuale consensuale, la
prostituzione e l'uso di droghe.
L'oppressione delle donne,
l'ineguaglianza sociale pi� antica della storia umana, origina dall'inizio della
propriet� privata e non sar� abolita che con l'abolizione della societ� divisa in
classi. L'istituzione sociale fondamentale che opprime le donne � la famiglia, la cui
funzione nel tirare su la prossima generazione deve essere rimpiazzata, e il lavoro
domestico fatto dalle donne sostituito da istituzioni collettive in una societ�
socialista. Noi ci collochiamo sull'esperienza dei bolscevichi di lavoro organizzato
specifico tra le donne per conquistarle alla causa socialista, descritto nei primi numeri
del giornale della SL/Us Women and Revolution.
Mentre combattiamo contro ogni
manifestazione dell'ingiustizia borghese, ci opponiamo al settorialismo, che nega la
possibilit� per la coscienza di superare un'esperienza di oppressione propria di un
individuo, e ci battiamo per unire l'avanguardia di tutti gli strati sociali oppressi
dietro il proletariato nella lotta per il comunismo.
Aprire la strada ai giovani! Per
costruire il partito comunista rivoluzionario proletario internazionalista �
fondamentale conquistare una nuova generazione di giovani ai principi e al programma del
trotskismo. Questo include non solo la lotta per reclutare giovani operai ma anche il
lavoro tra gli studenti. Strato particolarmente volatile dell'intelligentsia
piccolo-borghese, gli studenti possono giocare un ruolo attivo in attivit�
"radicali" sia della destra che della sinistra. Cerchiamo di conquistare
studenti al fianco della classe operaia, riconoscendo come Lenin che un partito
rivoluzionario si costruisce attraverso la fusione di intellettuali rivoluzionari
declassati con gli strati pi� avanzati del proletariato.
I giovani svolgono un ruolo
particolare come carne da cannone per le guerre e altre avventure militari dei padroni
capitalisti. La nostra opposizione all'esercito borghese e alla leva � antitetica a
quella dei pacifisti o di quelli che cercano un'esenzione piccolo-borghese da un obbligo
imposto alla giovent� della classe operaia in molti paesi. Noi andiamo nell'esercito con
la nostra classe allo scopo di conquistare soldati proletari al programma e agli scopi
della rivoluzione comunista. In una situazione rivoluzionaria comprendiamo che � centrale
per una vittoria proletaria la scissione dell'esercito di leva lungo linee di classe.
Attraverso il nostro lavoro
giovanile cerchiamo di reclutare e addestrare i futuri quadri del partito rivoluzionario
stabilendo organizzazioni giovanili di transizione che sono sia organizzativamente
indipendenti dal partito rivoluzionario e politicamente subordinate a questo.
7. La base borghese del
revisionismo
Nella misura in cui la coscienza
rivoluzionaria non � prevalente tra gli operai, la loro coscienza � determinata
dall'ideologia della classe dominante. Oggettivamente il capitalismo domina attraverso il
potere del capitale, il suo monopolio dei mezzi della violenza, e il suo controllo di
tutte le istituzioni sociali esistenti. Ma preferisce, quando possibile, dominare con il
"consenso" delle masse attraverso il dominio dell'ideologia borghese tra gli
oppressi, incoraggiando illusioni e celando la sua natura sanguinaria. Il nazionalismo, il
patriottismo, il razzismo e la religione penetrano nelle organizzazioni degli operai,
centralmente attraverso l'agenzia dei "luogotenenti" piccolo-borghesi nel
movimento operaio - le burocrazie parassitarie di derivazione sindacale, socialdemocratica
e stalinista basate sugli strati superiori privilegiati della classe operaia. Se non
rimpiazzate da direzioni rivoluzionarie, questi riformisti lasceranno che le
organizzazioni operaie diventino impotenti nella lotta per i bisogni economici degli
operai nelle condizioni della democrazia borghese o addirittura lasceranno che queste
organizzazioni siano distrutte dal fascismo vittorioso.
Nel suo lavoro del 1916 su L'imperialismo,
stadio supremo del capitalismo, Lenin spieg� le basi materiali dell'opportunismo
della burocrazia operaia:
"I capitalisti di uno dei
tanti rami industriali, di uno dei tanti paesi, ecc., raccogliendo gli alti profitti
monopolisti, hanno la possibilit� economica di corrompere certi strati di operai e,
transitoriamente, perfino considerevoli minoranze di essi, schierandole a fianco della
borghesia del rispettivo ramo industriale o della rispettiva nazione contro tutte le
altre. Questa tendenza � rafforzata dall'aspro antagonismo esistente tra le nazioni
imperialiste a motivo della spartizione del mondo. Cos� sorge un legame tra
l'imperialismo e l'opportunismo.... Pi� pericolosi di tutti, da questo punto di vista,
sono coloro i quali [come il menscevico Martov] non vogliono capire che la lotta contro
l'imperialismo, se non � indissolubilmente legata con la lotta contro l'opportunismo, �
una frase vuota e falsa."
La degenerazione e la
capitolazione di tendenze in seno al movimento marxista sono state di valore
particolarmente critico per la preservazione del dominio imperialista. La sottomissione
alla pressione della societ� borghese ha ripetutamente gettato correnti nominalmente
marxiste verso il revisionismo, il processo di escludere la conclusione essenziale del
marxismo che lo stato � uno strumento del dominio di classe. Il revisionismo
bernsteiniano, il menscevismo, lo stalinismo e la sua variante maoista -- sono tutte
illustrazioni di questo processo che costituisce un ponte verso pratiche apertamente
riformiste. Globalmente, oltre gli stalinisti e i socialdemocratici, i nazionalisti e i
politici religiosi si adoperano pesantemente per deragliare la lotta della classe operaia.
Il centrismo � quella corrente
programmaticamente eterogenea e teoricamente amorfa nel movimento operaio che occupa
numerose sfumature nello spettro politico tra marxismo e riformismo, tra internazionalismo
rivoluzionario e socialpatriottismo opportunista. Come notava Trotsky nel suo articolo del
1934, Il centrismo e la Quarta internazionale:
"Per un comunista o
socialista marxista rivoluzionario la lotta contro il riformismo � totale.... La lotta
con opportunisti nascosti o mascherati deve quindi essere trasferita principalmente alla
sfera delle conclusioni pratiche da requisiti rivoluzionari poiche' e' chiara la
diversita' tra comunisti e socialisti rivoluzionari e socialdemocratici riformisti
dichiarati o travestiti da comunisti"
In situazioni di lotta di classe
acuta, i pretendenti centristi che formano una parte della catena sifilitica che mantiene
il dominio di classe borghese, diventano sia pi� pericolosi che pi� vulnerabili per la
denuncia da parte dei rivoluzionari. L'avanguardia rivoluzionaria trotskista crescer� a
spese dei nostri oppositori centristi, o viceversa. Il risultato di questo confronto tra
marxismo e centrismo � un fattore cruciale per il successo o il fallimento della
rivoluzione.
E' la poco attraente performance
riformista della socialdemocrazia e dello stalinismo che ha generato un revival di
anarchismo, un'ideologia anti-marxista basata su un idealismo democratico radicale, che
era stata resa moribonda nei primi anni di questo secolo dal marxismo rivoluzionario dei
bolscevichi. Analogamente il revival di inclinazioni sindacaliste anti-politiche tra i
militanti sindacali � attribuibile al disgusto per il comportamento di tutti i vecchi
parlamentari "socialisti"; ma questa ritirata alla lotta economica
"pura" fa solo in modo che la lotta militante si bruci senza mai sfidare
veramente i traditori riformisti.
8. La lotta contro la guerra
imperialista
Leon Trotsky codific� il
programma dell'opposizione internazionalista proletaria alle guerre inevitabilmente
generate dal capitalismo in decadenza nel suo documento del 1934 La guerra e la Quarta
internazionale. Come Trotsky notava: "La trasformazione della guerra imperialista
in guerra civile � quel compito strategico generale a cui il lavoro complessivo del
partito proletario durante la guerra dovrebbe essere subordinato." Nelle guerre
interimperialiste come la Prima e la Seconda guerra mondiale, e in altre guerre tra due
stati capitalisti sviluppati in modo relativamente uguale, il nostro principio basilare �
il disfattismo rivoluzionario: opposizione irreconciliabile al massacro capitalista e un
riconoscimento che la sconfitta della propria borghesia � il minor male. Come diceva
Wilhelm Liebknecht, "N� un uomo n� un soldo" per il militarismo borghese.
In guerre di rapina imperialiste
contro nazioni coloniali, semi-coloniali o dipendenti, il dovere del proletariato in ogni
paese � di aiutare le nazioni oppresse contro gli imperialisti, mantenendo
un'indipendenza politica completa da forze nazionaliste borghesi e piccolo-borghesi.
Il proletariato deve dare una
difesa militare incondizionata contro l'imperialismo agli stati operai deformati in Cina,
Vietnam, Corea del Nord e Cuba. La nostra posizione deriva dal carattere di classe
proletario di questi stati, concretizzato nei rapporti di propriet� collettivizzati --
propriet� nazionalizzata, economia pianificata, monopolio del commercio estero e delle
banche, ecc -- stabiliti da una rivoluzione sociale che ha distrutto il capitalismo.
Nonostante le deformazioni burocratiche di questi stati, la loro difesa da parte nostra �
incondizionata, cio�, non dipende da un previo rovesciamento delle burocrazie staliniste,
n� dalle circostanze e cause immediate del conflitto.
La spinta verso la guerra
imperialista � inerente al sistema capitalista. Gli ideologi di oggi della
"globalizzazione" stanno trasmettendo una visione falsa secondo cui gli
interessi rivali di stati-nazione in competizione sono stati superati in questo periodo
post-sovietico. Questo non � nient'altro che un rimaneggiamento della teoria di Karl
Kautsky dell'"ultra-imperialismo". Come scriveva Lenin in L'imperialismo,
stadio ultimo del capitalismo (1917):
"Si metta ora questa
realt�, con le sue immense variet� di condizioni politiche ed economiche, con la sua
sproporzione estrema tra la rapidit� di sviluppo dei vari paesi, ecc., con la lotta
furiosa tra gli stati imperialisti, a raffronto con la stupida favola kautskiana del
'pacifico' ultra-imperialismo! (...) Forse il capitale finanziario americano e d'altra
nazionalit�, che ripart� gi� il mondo in via pacifica con la partecipazione della
Germania-per esempio col sindacato internazionale delle rotaie e col trust internazionale
della marina mercantile-non ripartisce ora di bel nuovo il mondo intero sulla base di
nuovi rapporti di forza che vanno modificandosi in maniera nient'affatto pacifica?"
9. La questione nazionale e il
diritto di tutte le nazioni all'autodeterminazione
Come scrisse Trotsky in La
guerra e la Quarta internazionale (10 giugno 1934):
"Dopo aver usato la
nazione per il suo sviluppo, il capitalismo non ha da nessuna parte, nemmeno in un angolo
della terra, risolto pienamente il problema nazionale."
Il diritto all'autodeterminazione
si applica a tutte le nazioni. La lotta della direzione proletaria per
l'autodeterminazione delle nazioni oppresse � uno strumento potente per spezzare la presa
dei dirigenti nazionalisti piccolo-borghesi sulle masse. La Lci si basa sulla polemica di
Lenin (Il diritto delle nazioni all'autodeterminazione, febbraio-maggio 1914) in
cui Lenin afferma: "Gli interessi della classe operaia e della sua lotta contro il
capitalismo richiedono completa solidariet� e la pi� stretta unit� degli operai di
tutte le nazioni; richiedono resistenza alla politica nazionalista della borghesia di ogni
nazionalit�."
Noi ci basiamo sull'argomento di
Lenin che: "Una lotta vittoriosa contro lo sfruttamento richiede che il proletariato
sia libero dal nazionalismo, e assolutamente neutrale, per cos� dire, nella lotta per la
supremazia che sta avvenendo tra la borghesia delle varie nazioni. Se il proletariato di
ogni singola nazione d� il pi� leggero sostegno ai privilegi della sua 'propria'
borghesia nazionale, questo inevitabilmente far� sorgere sfiducia nel proletariato di
un'altra nazione; indebolir� la solidariet� internazionale di classe degli operai e li
divider�, per il piacere della borghesia. Il rifiuto del diritto all'autodeterminazione o
alla secessione significa inevitabilmente, in pratica, sostegno per i privilegi di una
nazione dominante."
Per�, quando una specifica
rivendicazione di autodeterminazione nazionale -- una rivendicazione democratica --
contraddice le questioni di classe o i bisogni generali della lotta di classe, ci
opponiamo alla sua messa in pratica. Come not� Lenin in "Riassunto della discussione
sull'autodeterminazione" (luglio 1916): "Le numerose rivendicazioni di
democrazia, compresa l'autodeterminazione, non sono un assoluto, ma solo una piccola parte
del movimento mondiale democratico-generale (ora: socialista-generale). In singoli casi
concreti, la parte pu� contraddire il tutto; se � cos�, deve essere rifiutata."
Lenin sostenne fortemente il diritto della Polonia all'autodeterminazione, difendendo
questo punto contro altri socialisti rivoluzionari come Rosa Luxemburg. Ma nel contesto
specifico della Prima guerra mondiale, Lenin argoment�: "I socialdemocratici
polacchi non possono, al momento, sollevare lo slogan dell'indipendenza della Polonia,
poich� i polacchi, come internazionalisti proletari, non possono fare nulla al riguardo,
senza piegarsi, come i 'Fracy' [socialsciovinisti], a una servile sottomissione a una
delle monarchie imperialiste."
Nel nostro approccio
all'interpenetrazione di due o pi� popoli che reclamano lo stesso territorio, la Lci �
guidata dalla pratica e dall'esperienza dei bolscevichi, in particolare la discussione
sull'Ucraina al secondo congresso dell'Internazionale Comunista. La Lci ha prodotto
documenti su questa posizione riguardo il Medio Oriente, Cipro, l'Irlanda del nord e la ex
Yugoslavia. In tali situazioni, sotto il capitalismo -- in cui il potere statale �
necessariamente dominato da una singola nazione -- il diritto democratico
dell'autodeterminazione nazionale non pu� essere realizzato per un singolo popolo senza
violare i diritti nazionali dell'altro. Perci� questi conflitti non possono essere
risolti giustamente entro un contesto capitalista. La precondizione per una soluzione
democratica � di spazzare via tutte le borghesie della regione.
10. Rivoluzione coloniale,
rivoluzione permanente e la "Via della guerriglia"
L'esperienza dalla Seconda guerra
mondiale ha completamente convalidato la teoria trotskista della Rivoluzione permanente
che dichiara che nell'epoca imperialista la rivoluzione democratico-borghese pu� essere
completata solo da una dittatura proletaria sostenuta dai contadini. Solo sotto la
direzione del proletariato rivoluzionario, i paesi coloniali e semi-coloniali possono
ottenere un'emancipazione nazionale genuina. Aprire la strada al socialismo richiede
l'estensione della rivoluzione ai paesi capitalisti avanzati.
La stessa Rivoluzione d'Ottobre ha
confutato l'idea menscevica della rivoluzione a tappe; i menscevichi proponevano un blocco
politico con il partito liberale dei Cadetti per portare la borghesia al potere.
"L'idea menscevica di unione tra il proletariato e la borghesia nella realt�
significava sottomissione degli operai come dei contadini ai liberali.... Nel 1905 i
menscevichi semplicemente mancavano del coraggio di tirare tutte le necessarie conclusioni
dalla loro teoria di rivoluzione 'borghese'. Nel 1917, seguendo le loro idee fino
all'amara conclusione, si ruppero il collo" (Trotsky, Tre concezioni della
Rivoluzione russa, pubblicato per la prima volta nel 1942).
I bolscevichi di Lenin erano pi�
vicini al modo di vedere di Trotsky per il fatto che insistevano che la borghesia russa
era incapace di guidare una rivoluzione democratica. I bolscevichi erano per un'alleanza
tra la classe operaia e i contadini, che culminasse nella "dittatura democratica del
proletariato e dei contadini", uno slogan difettoso che progettava uno stato che
difendeva gli interessi di due classi diverse. Nel 1917 dopo la Rivoluzione di febbraio,
ci volle una dura lotta all'interno del partito bolscevico a favore della linea delle Tesi
d'Aprile di Lenin perch� la dittatura del proletariato prevalesse. Per�, il
fallimento del partito bolscevico di riconoscere esplicitamente la convalida della teoria
di Trotsky della Rivoluzione permanente nella Rivoluzione d'Ottobre e il fallimento a
ripudiare esplicitamente la "dittatura democratica del proletariato e dei
contadini", divenne poi una via libera, per le forze che poi si atteggiarono a
"vecchia guardia" bolscevica (cio� Stalin), per attaccare Trotsky, la teoria
della Rivoluzione permanente e le premesse e implicazioni internazionaliste rivoluzionarie
della Rivoluzione bolscevica.
Trotsky scrisse nella sua
introduzione del 29 marzo 1930 all'edizione tedesca della Rivoluzione permanente:
"Con la scusa di fornire
una giustificazione economica per l'internazionalismo, Stalin in realt� presenta una
giustificazione per il socialismo nazionale. E' falso che l'economia mondiale �
semplicemente una somma di parti nazionali di uno stesso identico tipo. E' falso che le
caratteristiche specifiche sono 'meramente supplementari alle caratteristiche generali',
come verruche su un viso. In realt�, le peculiarit� nazionali rappresentano una
combinazione originale dei caratteri di base del processo mondiale."
Nella Rivoluzione permanente
(30 novembre 1929) Trotsky spiegava:
"Nelle condizioni della
fase imperialista la rivoluzione nazionaldemocratica pu� vincere solo se i rapporti
sociali e politici di un paese sono maturi per l'avvento al potere del proletariato come
guida delle masse popolari. E se le cose non sono arrivate ancora a questo punto? Allora
la lotta per la liberazione nazionale dar� solo risultati parziali e sfavorevoli alle
masse lavoratrici."
"Un paese coloniale
arretrato o semi-coloniale, il cui proletariato non sia sufficientemente preparato per
raggruppare intorno a s� i contadini e per conquistare il potere, � perci� stesso
incapace di portare a termine la sua rivoluzione democratica."
Il carattere parziale delle
rivoluzioni anticapitaliste nel mondo coloniale ci portano a riaffermare il concetto
marxista-leninista del proletariato come unica forza sociale capace di fare la rivoluzione
socialista. La Lci si oppone fondamentalmente alla dottrina maoista, radicata nel
riformismo menscevico e stalinista, che rifiuta il ruolo d'avanguardia della classe
operaia e mette al suo posto la via guerrigliera basata sui contadini come strada al
socialismo.
Un'ulteriore estensione del
marxismo prodotta dalla Lega comunista internazionale nell'analizzare lo stalinismo, �
stata la nostra comprensione della Rivoluzione cubana (vedi Marxist Bulletin n.
8, "Cuba and Marxist Theory"), che illuminava retrospettivamente il corso delle
Rivoluzioni yugoslava e cinese. A Cuba, un movimento piccolo-borghese sotto circostanze
eccezionali -- l'assenza della classe operaia come contendente per il potere sociale in
nome proprio, la fuga della borghesia nazionale e un ostile accerchiamento imperialista e
un'ancora di salvezza gettata dall'Unione sovietica -- rovesci� la vecchia dittatura di
Batista e alla fine distrusse i rapporti di propriet� capitalisti. Ma il castrismo (o
altri movimenti di guerriglia basati sui contadini) non possono portare la classe operaia
al potere politico.
Sotto le pi� favorevoli
circostanze storiche concepibili, i contadini piccolo borghesi sono stati capaci
unicamente di creare uno stato operaio burocraticamente deformato, cio� uno stato dello
stesso tipo di quello che � uscito dalla controrivoluzione politica di Stalin nell'Unione
sovietica, un regime antioperaio che bloccava la possibilit� di estendere la rivoluzione
sociale all'America latina e al Nord-america, e che ha soppresso lo sviluppo ulteriore di
Cuba nella direzione del socialismo. Per mettere la classe operaia al potere politico ed
aprire la strada allo sviluppo socialista si richiede una rivoluzione politica
supplementare guidata da un partito trotskista. Con la distruzione dello stato operaio
degenerato sovietico e conseguentemente senza pi� un'ancora di salvezza subito
disponibile contro l'accerchiamento imperialista, il ristretto periodo storico favorevole
in cui forze piccolo-borghesi hanno potuto rovesciare il dominio capitalista locale si �
chiuso, sottolineando la prospettiva trotskista della rivoluzione permanente.
11. Il fronte popolare: non una
tattica ma il crimine pi� grande
Dalla Spagna del 1936 al Cile del
1973, opportunit� mature per la rivoluzione proletaria sono state deragliate attraverso
il meccanismo del Fronte popolare, che lega gli sfruttati ai loro sfruttatori, e apre la
strada alle dittature fasciste e bonapartiste. Leon Trotsky affermava: "Cullando gli
operai e i contadini con illusioni parlamentari, paralizzando la loro volont� di lotta,
il Fronte Popolare crea condizioni favorevoli per la vittoria del fascismo. La politica
della coalizione con la borghesia deve essere pagata dal proletariato con anni di nuovi
tormenti e sacrifici, se non con decenni di terrore fascista." (The New
Revolutionary Upsurge and the Tasks of the Fourth International, luglio 1936).
Come Lenin e Trotsky, la Lci si
oppone per principio a ogni coalizione con i partiti capitalisti ("fronti
popolari") sia al governo che all'opposizione, e ci opponiamo a votare per partiti
operai nei fronti popolari. I governi parlamentari formati dai partiti operai riformisti
(definiti da Lenin "partiti operai borghesi") sono governi capitalisti che
amministrano il dominio capitalista (per esempio, vari governi del Partito laburista in
Inghilterra). Comunque, in casi dove un partito operaio riformista di massa si presenta
come rappresentante degli interessi della classe operaia indipendentemente da e contro i
partiti della borghesia, potrebbe essere appropriato per i rivoluzionari applicare la
tattica del sostegno critico ("come un cappio sostiene l'impiccato"). Tale
sostegno elettorale critico serve ai rivoluzionari come mezzo per esacerbare le
contraddizioni tra la base proletaria e la direzione pro-capitalista. Per�, l'inclusione
di formazioni politiche non proletarie anche piccole, (come i liberali o gli ecomaniaci
"Verdi" all'ovest, o nazionalisti borghesi) agisce come garanzia del programma
borghese, sopprimendo questa contraddizione.
Il "fronte unico
anti-imperialista" � la forma particolare che la collaborazione di classe assume
pi� spesso nei paesi coloniali e semi-coloniali, dalla liquidazione del Partito comunista
cinese nel Kuomintang di Chiang Kai-shek negli anni Venti fino a decenni di prostrazione
della sinistra sudafricana di fronte all'African National Congress (ANC), che � diventato
la punta di lancia sponsorizzata dagli imperialisti per il capitalismo del neo-apartheid.
Oggi in America latina, il nazionalismo "anti-Yankee" � lo strumento principale
con cui operai militanti e contadini in rivolta sono indotti a riporre le loro speranze
nei "radicali" borghesi. Il programma di Trotsky di rivoluzione permanente �
l'alternativa a credere nell'illusione che la borghesia del proprio paese oppresso,
arretrata e dipendente dagli imperialisti, possa essere un veicolo per la liberazione.
12. Il partito rivoluzionario: il
suo programma, la sua organizzazione e disciplina
"Senza un partito, in
mancanza di un partito, sopra la testa di un partito, o con un sostituto di un partito, la
rivoluzione proletaria non pu� vincere" (Leon Trotsky, Lezioni d'Ottobre
[1924]). Noi ci sforziamo di costruire il partito rivoluzionario, lo strumento per portare
la coscienza politica al proletariato, cercando di diventare la principale forza offensiva
e direttiva attraverso cui la classe operaia fa e consolida la rivoluzione socialista. Il
nostro scopo � uno stato maggiore rivoluzionario, i cui quadri dirigenti devono essere
addestrati e testati nella lotta di classe. Il partito lotta per conquistare la direzione
della classe sulla base del suo programma e della sua determinazione rivoluzionaria; cerca
di comprendere l'insieme del passato per valutare la situazione presente. La sfida � di
riconoscere e rispondere audacemente al momento rivoluzionario quando arriva, quel momento
quando le forze del proletariato sono pi� confidenti e preparate e le forze del vecchio
ordine pi� demoralizzate e disorganizzate. In tale partito rivoluzionario �
cristallizzata l'aspirazione delle masse a ottenere la loro libert�; simboleggia la loro
volont� rivoluzionaria e sar� lo strumento della loro vittoria.
Come scrisse Trotsky nel
"Programma di transizione":
"Il compito strategico
del prossimo periodo -- un periodo prerivoluzionario di agitazione, propaganda e
organizzazione -- consiste nel superare la contraddizione tra la maturit� delle
condizioni rivoluzionarie obiettive e l'immaturit� del proletariato e della sua
avanguardia (confusione e scoramento della vecchia generazione, inesperienza della nuova).
Bisogna aiutare le masse, nel processo della loro lotta quotidiana, a trovare il ponte tra
le loro rivendicazioni attuali e il programma socialista della rivoluzione. Questo ponte
deve includere un sistema di rivendicazioni transitorie, che partano dalle condizioni
odierne e dalla coscienza odierna di vasti strati della classe operaia e conducano
inevitabilmente ad un'unica conclusione finale: la conquista del potere da parte del
proletariato."
Il partito d'avanguardia deve
dedicare la stessa attenzione cosciente alla questione della direzione di partito di
quella che dedica al combattere per la coscienza degli operai avanzati. In "The
Mistakes of Rightist Elements of the Communist League on the Trade Union Question"
[Gli errori di elementi di destra della Lega Comunista sulla questione dei sindacati] (4
gennaio 1931), Trotsky scriveva:
"Qualunque siano le
origini sociali e le cause politiche degli errori e deviazioni opportuniste, essi
ideologicamente si riducono sempre a una comprensione erronea del partito rivoluzionario,
del suo rapporto con le altre organizzazioni proletarie e con la classe in generale."
Il fronte unico � una tattica
primaria specialmente in periodi agitati, sia per mobilitare una vasta massa nella lotta
per rivendicazioni comuni che per rafforzare l'autorit� del partito d'avanguardia
all'interno della classe. La formula di "marciare separatamente, colpire
insieme" significa azione all'unisono in difesa degli interessi operai, mentre
consente lo scontro di opinioni in competizione, nel contesto di una esperienza politica
comune.
La tattica comunista del fronte
unico permette all'avanguardia di avvicinare organizzazioni separate e altrimenti ostili,
per un'azione comune. E' contrapposta al "fronte unico dal basso" degli
stalinisti del "Terzo periodo" che pretende unit� con la "base"
contro i suoi dirigenti, rafforzando le linee organizzative e precludendo l'azione unita.
Un fronte unico richiede piena "libert� di critica" -- cio�, chi ne fa parte
pu� presentare i suoi propri slogan e la propria propaganda.
Sono un segno tipico di ritirata
da propositi rivoluzionari, i blocchi di propaganda: la subordinazione del programma
proletario agli opportunisti in nome dell'"unit�". Serve a uno scopo simile
l'idea del "fronte unico strategico" che trasforma il fronte unico in una
speranza di "coalizione" su un programma basato su un minimo comun denominatore.
In opposto a tutti questi schemi, il partito rivoluzionario non pu� essere costruito
senza una lotta per la chiarezza politica e un'incessante denuncia delle forze riformiste
e specialmente centriste.
La Lci si colloca sui principi e
l'esperienza dell'International Labor Defense (ILD), il braccio americano del Soccorso
rosso internazionale dei primi anni del Comintern. Cerchiamo di portare avanti l'eredit�
dell'Ild di lavoro di difesa non settario e di classe basato sulla lotta di classe,
difendendo, senza riguardo alle loro vedute politiche, militanti combattenti per la classe
operaia e gli oppressi. Mentre utilizziamo tutti i diritti democratici disponibili nel
sistema legale borghese, cerchiamo di mobilitare proteste di massa centrate sulla classe
operaia, ponendo tutta la nostra fiducia nel potere delle masse e non ponendone
assolutamente nessuna nella "giustizia" dei tribunali borghesi. L'ostacolo pi�
grande nel far rivivere le tradizioni della solidariet� operaia sono le pratiche infami
delle organizzazioni staliniste e socialdemocratiche: violenza all'interno del movimento
operaio, calunnia degli oppositori e manovre manipolative di gruppi di facciata.
Il principio organizzativo
all'interno della Lega comunista internazionale � il centralismo democratico, un
equilibrio tra la democrazia interna e la disciplina nel funzionamento. Come
organizzazione di combattimento, l'avanguardia rivoluzionaria dev'essere capace di azione
compatta e decisa in ogni momento della lotta di classe. Tutti i membri devono essere
mobilitati per portare avanti le decisioni della maggioranza; l'autorit� deve essere
centralizzata nella sua direzione eletta che interpreta tatticamente il programma
dell'organizzazione. La democrazia interna permette la determinazione collettiva della
linea del partito in accordo con i bisogni sentiti dalla base del partito che � pi�
vicina alla classe nel suo insieme. Il diritto alla democrazia di frazione � vitale per
un movimento vivo; l'esistenza stessa di questo diritto aiuta a canalizzare le differenze
in metodi di soluzione meno dispendiosi.
La disciplina della Lega comunista
internazionale (quartinternazionalista) deriva dal suo programma e proposito, la vittoria
della rivoluzione socialista e la liberazione di tutta l'umanit�.
13. Interverremo per cambiare la
storia
"Il marxismo non � un dogma,
ma una guida per l'azione." La Lega comunista internazionale (quartinternazionalista)
� all'avamposto della lotta per un futuro socialista. La Lci � l'unica organizzazione
internazionale che attualmente ha una concezione generale corretta della situazione
mondiale e dei compiti che stanno di fronte al proletariato mondiale. La disparit� fra i
nostri piccoli numeri e la potenza del nostro programma � enorme. Attualmente le sezioni
della Lci sono o mirano a diventare gruppi di propaganda combattivi. Il nostro compito
immediato � l'educazione e la formazione di quadri, attraverso il reclutamento degli
strati pi� avanzati di operai e giovani, conquistandoli al nostro pieno programma
attraverso la spiegazione delle nostre vedute in netta contrapposizione a quelle dei
nostri oppositori centristi. I raggruppamenti rivoluzionari sul programma
dell'internazionalismo leninista sono dei mezzi per risolvere la sproporzione tra le
nostre piccole forze e il nostro compito.
Come i bolscevichi di Lenin, il
nostro scopo � di fondere insieme elementi intellettuali e proletari, soprattutto
attraverso lo sviluppo e la lotta di frazioni industriali comuniste. Con la stampa
propagandista si possono educare i primi quadri, ma non si pu� riunire l'avanguardia
proletaria, che non vive n� in un circolo n� in un'aula di scuola ma in una societ� di
classe, in una fabbrica, nelle organizzazioni delle masse, senza sapere come parlare a
questa avanguardia usando il linguaggio della sua esperienza. Anche i quadri propagandisti
meglio preparati si disintegreranno inevitabilmente se non trovano contatto con la lotta
quotidiana delle masse.
Il lavoro comunista nei sindacati
deve essere orientato a conquistare la base, non a blocchi senza principio e manovre al
vertice. E' assolutamente essenziale la lotta per la completa e incondizionata
indipendenza dei sindacati in relazione allo stato capitalista. L'uso dei tribunali
borghesi contro oppositori politici nei sindacati o nel movimento operaio � una
violazione del principio dell'indipendenza proletaria e un attacco alla forza del
movimento operaio. Invitare il nemico di classe a intervenire negli affari interni dei
sindacati promuove illusioni nella democrazia borghese dipingendo lo stato come
"neutrale" fra le classi. I poliziotti non sono "operai in uniforme"
ma i killer pagati dello stato capitalista; non c'� posto per loro nelle organizzazioni
operaie. La Lci si batte per "poliziotti fuori dai sindacati". La nostra lotta
per il principio dell'indipendenza proletaria dallo stato � sottolineata dalla tendenza
indicata da Trotsky nel suo saggio incompleto del 1940, I sindacati nell'epoca della
decadenza imperialista, per cui i sindacati riformisti diventano sempre pi�
intrecciati con lo stato.
I comunisti cercano di costruire
l'unit� pi� forte possibile della classe operaia contro gli sfruttatori capitalisti;
quindi, ci opponiamo alle divisioni corporative nel proletariato e siamo per il
sindacalismo industriale, e ci opponiamo alla scissione della classe operaia in sindacati
concorrenti basati su tendenze politiche diverse o raggruppamenti etnici. Invece, il
compito dell'avanguardia leninista � di chiarificare e acutizzare le differenze tra
tendenze politiche concorrenti al fine di riunire i quadri di un partito leninista. Al
tempo di Lenin questi diversi compiti politici erano riflessi in diverse forme
organizzative: il Comintern composto dalle organizzazioni di partito che rappresentavano
il programma politico unico bolscevico e il Profintern che rappresentava la lotta per
l'unit� della classe operaia nei sindacati.
Crediamo che riforgiare una Quarta
internazionale comunista, formata da autentici partiti comunisti su ogni continente
abitato e testata in un intervento a tutto campo nella lotta di classe, sar� arduo e
spesso pericoloso. La strada in avanti per tutta l'umanit� � che le forze attualmente
piccole che aderiscono al programma rivoluzionario di Lenin e Trotsky, forgino partiti con
l'esperienza, la forza di volont� e l'autorit� fra le masse per guidare rivoluzioni
proletarie vittoriose. Eppure, mentre cerchiamo di mettere in pratica questo programma tra
gli operai e gli sfruttati del mondo, dobbiamo riconoscere che il possesso della
tecnologia dell'olocausto nucleare da parte di una classe dominante imperialista
irrazionale restringe le possibilit�: non abbiamo molto tempo.
Siamo guidati dalle concezioni e
le pratiche di compagni come Lenin e Trotsky:
"Guardare in faccia la
realt�, non cercare la linea di minor resistenza, chiamare le cose col loro nome, dire
alle masse la verit� per amara che sia, non temere gli ostacoli, osservare il rigore
nelle piccole cose come nelle grandi, basare il proprio programma sulla logica della lotta
di classe, osare quando giunge l'ora dell'azione -- queste sono le norme della Quarta
internazionale" (L'agonia mortale del capitalismo e i compiti della Quarta
internazionale, 1938).
Queste sono le norme della Lega
comunista internazionale mentre avanziamo nel compito storico di guidare la classe
operaia alla vittoria del comunismo mondiale!
Lega comunista internazionale
2 febbraio 1998
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