Associazione Famiglie Ripabottonesi

il poeta

l'Angolo del Poeta

Ripabottoni Notizie

 

 

 

 (trascrizione e HTML di Matteo Fiorito)


 

Poesie estratti da Ripabottoni Notizie

 

   

CHE ARIA CALDA!

Che aria calda stasera! Sembra che il sole, anche ora che è tramontato, ci scaldi con i suoi raggi. i grilli cantano lontano... per i campi.

A distanza si vedono le luci dei trattori che arano indaffarati e rimboccano le "sulle" e le "grampalupine" vecchie, nei solchi.

Che aria calda stasera! Le rondini sono quiete ... dormono... chissà se sentono anche loro il caldo?

Un cane abbaia lontano... pensa di correre per le "briscicce" e i "grani" pieni di papaveri

Per andare dietro le lepri o le quaglie, ma sta legato e, dannandosi del giorno in cui è nato, abbaia rabbioso.

Che aria calda stasera! Solo la campana non si suda tutte le volte che batte le ore.

 Più fa notte, più caldo fa. Solo verso la mattina, rigirandomi nel letto, cerco le coperte che, con quest'aria calda della sera, ho buttato.

Allora ripenso a te nei giorni d'inverno che, anche con il cappotto, non ti riscaldi mai come adesso.

Giovanni Tamilia


 

La fine del mondo ...

 Nella Bibbia ci sta scritto che il mondo finirà: tutti dobbiam morire, nessuno si salverà.

Raduno di scienziati han detto che il mondo, la Bibbia hann'accusato, che il '6 finirà.

Cattolici e Protestanti, Islamici e Induisti, terremoto, piaghe e fuoco tutto distruggerà.

Per voi, o Sindacati, con scioperi e aumenti la roba è aumentata, la vita è,sempre là.

0 voi, Parlamentari, che fate il girotondo, adesso finisce il mondo, e chè giocate afa'?

 Pensateci, ragazzi, che vi divertite un mondo: il '6 finisce il mondo, che ci volete fa'?

Nel campo dell'amore non si capisce niente, credenti o non credenti: c'è sesso a volontà

Tu, gente di pallone, non "arrabbiarti " tanto, due anni ancora, è niente, poi tutto finirà.

Parliamo di partiti: tutti voglion comandare, "Perché vi bisticciate? Più niente c'è da fa'!"

Un secolo è passato; si cantava questa canzone; speriamo che il mondo è buono; ciò non succederà

Minco Di loia


 

 

Paese mio

Più mi guardo intorno e più ammiro l'immensìtà del mondo.

Guardo gli alti pioppi che, con le loro cime, sembra sfiorino il cielo.

 Guardo un laghetto da sopra un dirupo e vedo la mia sagoma riflessa dai tiepidi raggi del sole nelle sue acque.

 Guardo un piccolo viottolo che sparisce tra le siepi.

Guardo una lucertola che si arrampica furtiva su per un sasso. Anche se il mondo è immenso, io mi sono fermato al mio paese:

 Ripabottoni, non ti potrò mai lasciare...

Giovanni Tamilia, 26.03.1984

 

 


 

In Campagna

Ogni mattina il sole mi illuminava il viso

e il gallo mi dava la sveglia;

i grilli intonavano un concerto, stridendo.

L'aria era infesta;

saltando dal letto vi partecipavo:

che gioia l'aria salubre

e il profumo delta terra arata!

La campagna si trasformava,

ormai, pronta e feconda,

aspettando il seme

che, germogliando, da la vita alla spiga:

pane per l'umanita.

                             Giovanni Tamilia


Passeggiata autunnale

 Mentre il chiarore

di questa splendida luna

illumina con la sua luce fioca

i nostri volti in penombra,

si sente una leggera brezza

sfiorare i nostri visi.

I lievi scalpiccii tra le foglie

di questo meraviglioso viale

ci accompagnano

in una indimenticabile passeggiata.

Mano nella mano...

sentire da lontano

una canzone triste.

Tu, luna,

ci accompagni, silente,

con il tuo chiarore,

in questa passeggiata autunnale.

Le stelle ti hanno incoronata ...

da secoli...

Ormai sei la Regina delta notte ...

 

Giovanni Tamilia 24.10.1984


UNA SCATOLA DI FIAMMIFERI

Una scatola difiammiferi

Cinesi

Dai riflessi metallici

Uun invito

Introdotto di nascosto

In una scatola cinese

Dai riflessi di fiammiferi

 

 

 Un'introduzione nascosta

 

Invitata

In una scatola metallica

Dai riflessi cinesi

Un nascondiglio

Nell'invito metallico

D'un fiammifero

Introdotto

In una scatole di riflessi.

Lisa Carducci


 TERRA DI GENTE VALOROSA

 La terra ha tremato

Ma non ha vinto

Le trebbiatricí di nuovo attive

 La fanno oggi tremare.

Scorrono il Cigno, il rio Maio

E le generose fontane

Diluendo a poco a poco

La macchia novembrina

Rigogliose le colline

Di smeraldo e oro dipinte

 Nutriscono la gente valorosa

Del mio ameno paese

Lisa Carducci

A Montecastello, 24.7.04


 

 

DI RIPA (MI)  RESTA

 

Una terra di pietra

 ferita nel cuore

che si piange da figlia.

Soffoca il ferro

la storia e le case

ed uomini donne e bambini

si nutre la speranza dei bene

perso nei meandri della parola

fare e subito

perché non si deve morire.

Si piange qui oggi di gioia.

Plaudono le sorelle

belle alle casette

rievocando paure

e scacciando fantasmi.

Si piange così di gioia.

Lisa, Celestino, Francesco

nel cuore un palpito

per Ripa.

Confuso lo sguardo

si attarda

sul volto di un bimbo

inciso nell'oro.

Rose secche a memoria.

 Ripabottoni, 18 luglio 2004

Ida Di Ianni

Cerro al Volturno (IS)


 

 

 

 

 

IL MIO PAESELLO É PICCOLO MA TANTO BELLO !

 

La gente era gentile, buona affabile, amichevole e servizievole;

La guerra é arrivata e le cose sono cambiate Tanta miseria é arrivata,

La gente era disperata e in tutto il mondo ha emigrato,

Quanti ricordi con se ha portato

Gli anni sono passati e il paese hanno aggiustato,

L'acqua in casa hanno portato

Quante cose sono cambiate,

Gli emigranti dopo tanti anni in vacanza sono tornate

Ma la gente molto cambiata ha trovato

Indifférente é diventata e il povero emigrante la delusione si é ingoiata.

E a tanti anche, fastidio hanno dato

Cosi il vacanziero al paese adottivo e ritornato Amaramente ha constatato che al suo paese natio,

Mai più si sarebbe ritrovato.

 

Pierina salvatore

 

 

Veechi ricordi

Senza idee chiare, barcolli; invano appoggiandoti ad un lampione, cerchi di smaltire la sbronza.

Ma con la testa ronzante ed il pensiero confuso ti riaffiorano i ricordi più belli delta vita.

Apri gli occhi, ma il tuo sguardo é offuscato, le pupille si annebbiano, la strada si sdoppia e tu continui a barcollare al buio.

Non hai più amici. Le tue amiche più care sono la bottiglia e la solitudine.

 Misurando la strada con passi tremolanti arrivi alla porta di casa, forse con rancore, per non trovare nessuno ad attenderti.

Ti accasci su di una sedia e, appoggiandoti col capo sopra il tavolo, cerchi di dormire. Ma la tua testa éun alveare in rivolta e il ronzio ti trascina pian piano nel mondo dei sogni..

Giovanni Tamilia, 8 luglio 1984.


IL MANDORLO

 

Quel mandorlo fiorito

per me era la vita.

Ti ho visto crescere insieme a me

anno dopo anno.

Ora qualche ramo ti abbandona

e tu resti mutilato.

L'acqua corrode le tue radici

ma tu resisti,

e col passar degli anni

ti spuntan nuovi rami

e rafforzi le radici.

I tuoi fiori bianchi, segno di purezza,

e le tue gemme dorate

son segno di potere.

I1 tuo tronco cresposo innalza gli alti rami.

Sfidi le tempeste, 1'acqua e il sole

e resti monumentale,

fermo in attesa del domani.

 

Giovanni Tamilia, 26 aprile 1984


Amica quercia

Sto immobile innanzi a te, maestosa creatura,

 cercando di scoprire la tua origine, ma invano.

 Tu, o quercia, chissà quante primavere

hai visto prima di me...

Il tuo tronco secolare,

contorto sotto i raggi cocenti del sole,

i tuoi rami e le tue foglie verdeggianti

mi fanno ombra.

Un piccolo raggio di sole ti filtra tra le fronde formando un fascio di luce.

Migliaia difortniche si arrampicano sul tuo tronco formando una scia

tra la tua corteccia ruvida e crespata.

Tu, silente, resti immobile

e ti lasci cullare dal vento...

Giovanni Tamilia, 27 marzo 1984


NONNO

Siedi tremante su quella seggiola

e lasci che il sole riscaldi il tuo volto.

Tu nonno, ormai ottantenne,

ripensi alle fatiche e al lavoro

 compiuto in gioventù.

Ora guardi le tue mani fragili

e piene di rughe, man mano ritirarsi ogni giorno di più.

I tuoi zigomi sono nascosti

tra  la foltiglia

delle sopracciglia bianche

Anche i tuoi capelli bianchi

indicano gli anni trascorsi.

Tu, nonno,

ora ti lasci riscaldare

dai tiepidi raggi del sole

e ti culli pian piano

sulla seggiola ...

Giovanni Tamilia, 29.10.84 .


DA’ RIPE ‛A PEZZUTE

Chiovere pe'ffore

e nuje ne'peteme esci'.

I reuere correne chine d'acque;

‘a neve ze sta squeglianne chiane chiane.

'U sole errete 'na nuvele

z'ennesconne come velesse dice:

" Ce sctonghe pure ije,

me je 'ngore prescte pe' sci

Chiovere e chiovere engore

e ne' vo' chiù lenta.

'A neve z'é quasce fenute de squeglià

me nze vede a vij de llentà.

I llameture quentinuene e chelà

lappe i macchie sementate.

I ruetielle correne e vocche chiene

e vanne tutte e sbeccà dent'u Remeje

o 'nu vellone Fejete.

Chiovere, chiovere: mo je tembe,

me 'a de sci pure 'u  bontembe.

Chiane chiane, balle pu' Colle di Lame

o pu' Colle Masctendonije,

cu'bevenghe 'ngoppe i spalle,

feschenne 'na chenzone,

me ne vaglie chiane chiane.

Giovanni Tamilia


FANGSHAN (Cina)

Che mi ricordi..

I picchi erano bianchi

Non era neve

Ma la cenere del mio cuore

Tutto è grigio ancora

Il gelsomino zuccherino sveglia

I fiori trasparenti

dal generoso calice

Le cime lanuginose

Avranno presto capelli verdi

Né muschi né erba né foglie

Ma il colore della mia speranza

Lisa Carducci


TERRA MOLISANA

Tutta nel grigio immersa

 Aspra era la terra molisana

 Del nostro ultimo incontro

Venne il contadino

Tenace e sorridente le disse

Sarà la nostra primavera

In te credo e ti amo

Con l'aratro t'accarezzerò

Dipazienza ti nutrirò

Tanta speranza - o sposina

Non puoi de ludere

Ora in giugno è tutta bionda

Al venir del luglio dorato

Mille per uno renderà

Terra molisana

1 nostri padri abbandonasti

Falce sulla spalla

partirono

Portar lontano le loro

pene

Ingrata sei stata

Ma poi ti sei pentita

Generosa accogli oggi

Chi ti ricorda e ti

vuol bene.

Lisa Carducci


Terra di gente valorosa

La terra ha tremato

Ma non ha vinto

Le trebbiatrici di  nuovo attive

La fanno oggi tremare.

Scorrono il Cigno, il rio Maio

E le generose fontane

Diluendo a poco a poco

La macchia novembrina

 Rigogliose le colline

Di smeraldo e oro dipinte

Nutriscono la gente valorosa

Del mio ameno paese

Lisa Carducci

(A. Montecastello, 24.7.04)


RIPABOTTONI
 
Briciole bianche
di pietre stanche
graffi di oleandro
meandri di scale
sudano sole

Giuseppe Cristofaro
 

 

 


 

 

 

'Angolo del Poeta

leggete la storia della fontana

IL GUERRIERO SANNITA

 


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