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La Regola
nella vita consacrata è la norma di vita scritta e approvata dalla Chiesa, che governa la vita di un ordine religioso. Generalmente viene fissata dal suo fondatore. A partire dal sec. XI, gli Ordini cominciano ad aggiungere le costituzioni (documento complementare) alla regola di base. In seguito, regola e costituzioni si useranno come sinonimi, ma di fatto il sostantivo
regola viene riservado per gli ordini antichi e medievali e le "Costituzioni" per quelli moderni. Dopo il Concilio Vaticano II, tutti gli Istituti religiosi hanno aggiornato le loro regole.

Il sostantivo eremita,

proviene dal greco eremos che significa deserto. L'eremita è colui che adotta la vita religiosa in solitudine per dedicarsi alla ricerca della perfetta unione con Dio. Il luogo dove vivono gli eremiti si chiama eremo. Sebbene il numero di eremiti sia diminuito, gran parte della loro tradizione è passata in ordini monastici come i Certosini, i Camaldolesi, gli Eremiti di Monte Corona e i Trappisti. Oltre ai già citati istituti maschili dediti alla vita contemplativa, la Chiesa riconosce la vita eremitica dei singoli fedeli che vivono in solitudine e sotto la guida del loro Vescovo diocesano nelle cui mani professano pubblicamente i tre consigli evangelici ed osservano il programma di vita che gli è propria  (cf. CIC 603).

La Vita Eremitica
ebbe inizio verso il termine delle persecuzioni romane, nei deserti dell'Egitto, della Palestina e della Siria, forse come un'alternativa eroica al martirio reale. Il fondatore di questa forma di vita ascetica fu sant' Antonio (ca. 251-356). Antonio nacque a Coma, Egitto. Dopo i vent'anni cercò la comunione con Dio nella solitudine e lontano dalla vita mondana. Trascorsi molti anni così fino a quando la fama della sua santità valicò le mura e il deserto. Ciò svegliò in molti il desiderio d'imitarlo. Antonio organizzò i suoi discepoli attorno ad una regola di vita e a guide spirituali. Morì sul monte Colcim, vicino al Mar Rosso, nel luogo dove sorge tuttora il monastero a lui dedicato. La sua vita fu narrata da sant'Atanasio: "La Vita di Antonio" (PG 26, 835-978). Questo libro fu il primo best-seller dell'antichità cristiana, ed è considerato come uno dei primi trattati di ascetica. Inoltre,  fu per lunghi secoli manuale di vita monastica, non solo solitaria, ma anche cenobitica. In esso sant'Antonio incarna il nuovo modello di santità: il martirio della coscienza. La Regola scritta che gli si attribuisce non si considera autentica. Sono attendibili invece un certo numero di lettere.

In Occidente
questa forma di vita fu seguita da molti. San Benedetto di Norcia visse come eremita  prima di riorganizzare le comunità monastiche del suo tempo. A partire dal sec. X, c'è stato un rifiorire di questo genere di vita, e nascono degli ordini monastici strettamente contemplativi.

Attraverso un percorso biografico sui fondatori di questi istituti, intendiamo presentare la Storia della vita eremitica maschile in Occidente  e la loro proposta vocazionale (Regola).
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