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Re: Nevrosi da contatto ed intoccabilita' (per Iakov Levi)


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Inviato da: Iakov Levi il August 26, 2002 at 00:46:39:

In risposta a: Nevrosi da contatto ed intoccabilita' (per Iakov Levi)
Inviato da Calamelli Maurizio il August 25, 2002 at 17:06:50:

Gentile Maurizio Calamello,

Non sono uno studioso di cultura indiana, quindi
non posso fare riferimento diretto a questa.
Tuttavia, siccome per i primitivi il tabù
dell’intoccabilità, in una forma o un’altra, era
universale, e in alcune manifestazioni passò
anche ai popoli antichi non più primitivi, forse,
procedendo per analogie, ci arriviamo lo stesso.

Il primo esempio, molto simile a quello indiano,
di casta intoccabile appare in Erodoto Hist.
,II,47).

“Gli Egiziani hanno sempre ritenuto il maiale un
essere immondo: prima di tutto, se uno di loro,
passando accanto a un maiale soltanto lo sfiora,
corre subito a gettarsi nel fiume completamente
vestito; in secondo luogo, i guardiani di porci,
anche se sono Egizi di nascita, sono i soli fra
tutti che non possono entrare in un tempio, fra
quanti ve ne sono in Egitto. Nessuno suole dar
loro la propria figlia in moglie, né sposarne le
figlie, sicché i porcari accasano e si accasano
senza uscire dalla loro cerchia”

Quindi una casta di intoccabili, che non potevano
avvicinarsi al sacer dei templi, in quanto
l’immondezza delle bestie che allevavano passava
alla loro stessa persona attraverso il contatto.
Già, ma se i maiali erano considerati una bestia
immonda al punto che era proibito toccarli,
perché gli Egizi li allevavano?
Erodoto continua:

“Mentre gli Egiziani non ritengono giusto
sacrificare maiali agli altri dèi, solo a Selene
e a Dioniso [che Erodoto stesso aveva
precedentemente identificato con Osiride], nel
medesimo tempo e proprio nel plenilunio, li
sacrificano mangiandone le carni.
Perché mai in questa circostanza usino immolare
dei maiali, mentre nelle altre feste ne rifuggono
con disdegno, esiste una spiegazione che viene
raccontata dagli Egiziani. Ma io, pur
conoscendola, non trovo conveniente riferirla”.

Accidenti a Erodoto e alla sua reticenza da
educanda. Pensate a quanta fatica ci avrebbe
risparmiato se si fosse scucito!

Dunque i maiali erano immondi, ma ne avevano
bisogno per sacrificarli. Gli antichi
sacrificavano agli dei solo le bestie perfette,
che non avevano difetto alcuno.
In ebraico Qaddosh , sacro, letteralmente
significa “messo da parte – dedicato a”. Quindi
sacro significa dedicato al dio.
Ma sacro, il sacer degli antichi è tale
perché non si può toccare in quanto tabù, ovvero,
incute orrore proprio perchè dedicato ed
associato al dio.
Come ha provato Freud, gli animali che venivano
sacrificati, erano l’evoluzione di uno stadio
precedente in cui il dio stesso era l’animale che
veniva sacrificato (il Totem).
Quindi, il maiale era immondo poiché tropo sacro
per essere toccato, in quanto rappresentava il
dio stesso.
Gli Egizi avevano molti dei, ma quello più
importante era Osiride, il giudice supremo del
regno dei morti, dio del sole, e dunque dio
padre, che solo posteriormente passerà il suo
simbolo solare al figlio Horus.
Non a caso Erodoto lo identifica con Dioniso.
Questi era stato infatti il dio padre e capro
delle tribù greche, prima di passare la
supremazia ad Apollo, dio figlio, come Horus, e
entrambi gli dei figli diventeranno dio-sole,
come accadrà anche al Cristo.
Quindi il maiale era il dio Totem, primo Padre
degli Egizi, quando questi erano ancora
strutturati a società tribale, come il capro era
stato il Totem e Padre delle tribù greche, prima
che queste si strutturassero a società apollinea.
Maiale = Totem = Padre = sacro = intoccabile =
Tabù.

Ma perché il corpo del Totem - Padre ucciso è
intoccabile =Tabù?

Per capire questo punto bisogna dare uno sguardo
ad altri tipi d’intoccabilità e Tabù.

Per gi ebrei, come per la tribù africana degli
Yaho, il tabù mestruale proibisce di toccare una
donna per sette giorni da quando ha avuto
l’ultimo sangue. Toccare in modo molto concreto,
non traslato. Per gli ebrei è proibito perfino
sedersi sulla stessa panca insieme a una donna
che non sia la moglie, o darle la mano, nel
dubbio che questa possa essere nel suo ciclo
mestruale.
Per quello che riguarda la moglie, un uomo sa
quando questa ha le sue mestruazioni, e quindi si
astiene dal dividere la stessa panca solo fino a
sette giorni dall’ultimo sangue.
Ma non solo la stessa panca. Non può neanche
toccare gli stessi oggetti mentre li sta toccando
la moglie, poichè il Tabù, appunto, passa al
contatto.

Per capire il perché il sangue mestruale sia
Tabù, mi servirò di un’altra proibizione
ebraica: “Non mangerai il sangue poiché il sangue
è l’anima”.
Come spiegazione a questo versetto, Eben Ezra, un
importante commentatore di testi sacri, un
rabbino spagnolo dell’XI secolo, dice: “La
proibizione di cibarsi del sangue deriva dal
fatto che l’uomo ha una passione naturale per il
sangue”, e poi aggiunge: “La proibizione di
cibarsi del sangue deriva dal fatto che l’uomo ha
un orrore naturale per il sangue”.
Bellissima! Una cosa e il suo contrario ed Eben
Ezra, che era una mente molto sofisticata, direi
senz’altro psicoanalitica, non ci trova nessuna
contraddizione.
Eben Ezra aveva afferrato il vero senso del Tabù:
L’uomo ha orrore per il sangue proprio
perché
ha una passione naturale per il
sangue. Eben Ezra per “passione” adopera la
parola Te’avah, che può essere benissimo
tradotta come libido.
Quindi, l’uomo si astiene dal toccare la moglie
durante il suo ciclo mestruale poiché ha orrore
della propria libido che si potrebbe risvegliare
all’odore o al contatto del suo sangue, e
potrebbe uscire di controllo da tanto è forte.

Un altro Tabù, che è comune sia agli ebrei che ad
alcune tribù australiane ed africane è il Tabù
dei morti.
Un uomo che tocchi un cadavere o anche solo entri
in cimitero, diventa lui stesso Tabù per sette
giorni, ovvero è proibito toccarlo, poichè, anche
qui, il Tabù passa da uno all’altro attraverso il
contatto.
I Cohanim (la casta sacerdotale), hanno la
proibizione assoluta di entrare in cimitero, e
solo negli ultimi secoli è stato permesso loro di
entrarci per uno dei due genitori, i figli o la
moglie.

Sette giorni è immonda = intoccabile la donna
dall’ultimo sangue. Sette giorni è immondo =
intoccabile colui che entra in contatto con il
morti.
Per associazione con “Non mangerai il sangue
poiché il sangue è l’anima”, in entrambi i casi
dietro all’intoccabilità si cela una passione
proibita dalla connotazione
sadico orale.
Questo legame associativo è confermato
dall’usanza presso i popoli, anche più civili, di
sedersi a mensa comune, dopo un funerale. In
certi paesi dell’estremo oriente, non possono
neanche trattenersi e tornare a casa, e lo fanno
in cimitero.

Se torniamo a quello che ci ha detto Freud in
Totem e Tabù, quando i fratelli dell’orda
uccisero il Padre, ne divorarono il corpo. Anche
qui, uno sfogo libidinoso di carattere sadico –
orale.
Quindi il Totem – corpo del dio è intoccabile
come difesa dalla pulsione di sbranarlo.

Ed ecco perchè i maiali in Egitto erano
intoccabili e chiunque li toccasse, come la casta
dei porcari, diventasse lui stesso tabù.
I porcari erano dunque una casta di sacerdoti,
come i Cohanim ebrei, che probabilmente in
origine erano anch’essi intoccabili in quanto
toccavano il Totem –corpo del dio. Col passare
del tempo, la proibizione di toccare i Cohanim fu
spostata a questi di entrare in contatto con i
morti, estensione del morto per eccellenza, che
era il corpo del Padre ucciso.
Quando Erodoto dice che ai suddetti porcari non
fosse permesso entrare nei templi, probabilmente
intendeva “non potevano entre nei templi di altri
dei”, per non contaminarli con la propria
sacralità intoccabilità. Oppure, cosa ancora più
probabile, durante i secoli era andato perso il
senso originale di porcari = sacerdoti del Totem,
e da tali si erano trovati semplici porcari. Il
senso autentico era stato rimosso, ma questo
continuava a persistere nella loro intoccabilità.
Dopotutto, ai tempi di Erodoto, erano già passati
quasi 3000 anni da quando i riti totemici tribali
erano stati abbandonati,
e ai suoi tempi questa era solo la traccia
mnestica degli eventi originali

Se torniamo all’India, una casta d’intoccabili
può solo voler dire la stessa cosa, ovvero, una
casta di sacerdoti.
Cosa che si ricollega benissimo a quello che già
sappiamo, anche perchè i Leviti, la casta
sacerdotale ebraica da cui venivani i Cohanim (la
scissione tra i due è una sovrapposizione
posteriore) erano i più reietti e poveri del
popolo, in quanto non possedendo terra propria,
dipendevano dall’elemosina della comunità entro
la quale vivevano, malgrado fossero addetti al
servizio sacro.

Probabilmente, come era accaduto ai poveri
porcari di Erodoto, anche in India, il senso
originale di paria e sacerdoti è andato perso, ma
rimane nella loro intoccabilità e reiettezza.
Triste sorte di un prete.




Vedi articolo:
Sacralità, intoccabilità e tabù





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