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settembre 2006

Come un viaggio - Loretta Lo Giudice

Un treno, una stazione. Sintesi di un percorso artistico che ha inizio nel 1996, approda al primo decennio, si incammina verso altro. Il viaggio di Antonella Prota Giurleo pone al centro del suo lavoro il tema della relazione e la sua mostra personale (29 settembre – 15 ottobre 2006) è un momento di approdo.

Una stazione dismessa, ma fatta rivivere da un’associazione -Gheroartè- che le ha dato nuovi indirizzi, è lo spazio scelto per le installazioni: un luogo di incontro, che ben si armonizza con il tema di fondo, un luogo di passaggio, che opportunamente rappresenta il cammino di anni nella pittura e nell’espressione visiva.

Le installazioni sono allestite in buona parte in un vagone ferroviario. Ciò consente ad A. Prota Giurleo di favorire il dialogo-la relazione, appunto- con i visitatori: come in un viaggio d’altri tempi quando il viaggiatore si affacciava allo scompartimento, gettava uno sguardo, entrava o proseguiva lungo il corridoio per fermarsi dove avesse trovato quel posto che sembrava aspettare proprio lui.

In ogni scompartimento un’opera, in una successione data dall’avvicendarsi cromatico di bianco e colore. Una sorta di ritmo emotivo, come se l’artista volesse riposarsi nella pacatezza, e nel superamento di tutti i colori. E il dominio del bianco è uno dei più recenti traguardi della ricerca di A. Prota Giurleo. Se si considerano le sue prime opere, appare evidente che il bianco era un elemento presente, ma complementare e discreto tra gli altri. La predominanza del colore, giocato con modalità diverse (quadrati, strappi, fili, inserti di stoffa, retine, tulle), è evidente fino all’approdo più recente all’oro. Ma ora il bianco rappresenta un passo in più: è un momento di pace, di serenità.

L’incontro con i visitatori è propositivo: sono chiamati a interagire con le opere lasciando un biglietto con un pensiero in cambio di un piccolo oggetto o nello scoprire ciò che è avvolto nella carta o, come spesso accade alle amiche di Antonella Prota Giurleo, nella ricerca e nella raccolta di materiali "preziosi" per la creazione.

 

Gheroartè è un’associazione culturale dedita all’arte e al recupero di aree dismesse.

In pochi anni ha trasformato la stazione ferroviaria di Corsico, abbandonata da quasi un decennio, in un luogo di scambi culturali e di sperimentazioni artistiche.

Progetta e realizza eventi, promuove artisti ed artigiani, rende possibili scambi tra linguaggi differenti, a diversi livelli.

Linea di un confine surreale, piccola oasi periferica, luogo di partenze ed arrivi, stimola nuove formule di vita, suggerisce modi su come attraversare luoghi e viverli.

 

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