Leggere è uno dei miei passatempi preferiti, e i miei libri preferiti sono saggi storici, biografie o testi antichi; in pratica quasi tutto quello che è stato scritto fino al 1815. Il mio primo libro fu "Un americano alla corte di re Artù", di Twain,che lessi a circa 12 o 13 anni, e scoprendo solo dopo la grandezza dell'autore. Non mi piace molto la poesia, sebbene abbia qualche libro di questo genere, e mi sia dilettato, durante l'adolescenza, a comporre rime amorose o giocose in Italiano del '300, o almeno facevo finta che fosse così... In quanto ai romanzi, mi avevano un po' annoiato, forse per colpa di Banana Yoshimoto, e per circa 3 anni quasi non ne ho letti; adesso c'è un nuovo interessamento al genere, e come è mio solito ne sto leggendo 3 parallelamente. Sul romanzo fantasy mi piace la signora Zimmer-Bradley, Brook, ma ho trovato "Il signore degli anelli" di una noia mortale, anche se so che questa affermazione mi costerà l'ira e i più terrificanti malefici da parte dei fanatici di Tolkien... Come studente di giapponese sono passato anch'io per la fase mangamaniacale, ma è stata molto leggera, anche perchè presa molto precocemente, e quindi difficile da alimentare all'epoca. In realtà non c'è alcun legame tra i miei studi universitari e la lettura di fumetti giapponesi, mentre con mio grande dolore molti degli studenti di giapponese si iscrivono proprio per questo...Mmm, capisco che la cosa non è chiara dal punto di vista logico, sarebbe come dire che si studia anglo- americano per Batman o Topolino, ma occorre sempre partire dal presupposto che TUTTI gli studenti di giapponese non sono normali, ma neppure stravaganti, sono solo malati e molto poco artistici, ma questo è un discorso che esula dalla pagina... Ad ogni modo, il fumetto, in linea generale, non mi piace e trovo noiosissimi quelli che hanno solo quello come argomento di conversazione. Ah, che liberazione!!!!!!!!!!!! E' inutile dire che ho provato milioni di volte a scrivere un racconto, o un romanzo, ma immancabilmente mi areno dopo poche righe per la mia mania di voler "essere allegorico", di voler costruire numerosi livelli di lettura, e non mi entra in testa che in realtà sono i lettori a trovarli, e non l'autore a costruirli, almeno per la maggior parte dei casi. Comunque, prima o poi anche un miserissimo raccontino riuscirò a scriverlo : è inevitabile, la letteratura è talmente inquinata che la mia creatura passerà inosservata senza destare critiche. E' il bello della nostra epoca, si può essere artisti anche come pornodivi.
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