Caro Mauro,
sono a risponderti dopo un risultato elettorale per tutti noi indigesto. Ho aspettato alcuni giorni affinché i primi confronti sui risultati fossero pubblici. Avevo già preparato questa corrispondenza, ma il tuo articolo del 13 Giugno su "Repubblica" e le motivazioni prodotte conseguentemente Barbi, sul "Domani" di venerdì 22 giugno mi impongono, dopo avermi sconcertato, di modificare l'analisi. Già nel tuo articolo a questo sito ti eri fortemente speso per quella che definisci "la mia parte politica (che) è ora e sempre, la sinistra" quasi ad offendere chi, pur se solo in auto, affronta una rotonda a destra. Smettiamola di anteporre ad ogni concetto l'appartenenza, dimostriamola invece nelle cose che diciamo e soprattutto che facciamo. Il 13 giugno poi, vai giù pesante: il concetto "condurre il partito in battaglia" mi ricorda riti e metodi estremi, destra o sinistra che siano, e ancor di più mi preoccupi quando dici che "bisogna allargare le alleanze sociali con l'associazionismo, le coop, il sindacato, la cna". Mi chiedo e ti chiedo se forse non intravedi come una delle possibili cause della sconfitta elettorale il fatto di non aver saputo ancora di più allargare a tutta la società, ai più deboli ed indifesi del sistema sociale e di potere, le ragioni di una necessari apolitica di sinistra senza privilegi o sconti a chichessia. Di certo queste tue affermazioni hanno trovato subito una buona linea Maginot: Barbi, quasi a voler dimostrare di essere l'azionista di maggioranza del gruppo, rincara la dose liberandosi immediatamente della foglia di fico-ulivo perché da sola non è bastata e ovviamente condisce il tutto con "l'orgoglio dell'identità di sinistra".
Vedi Mauro, io credo, e ho trovato conferma in questi anni di impegno di base nel magma degli Ulivisti convinti, che non sia l'identità a dover prevalere bensì le ragioni, che traiamo dalle origini e dalle esperienze, che vogliamo affermare. Ragioni ed esperienze debbono però essere verificate e non vi è sede migliore per far ciò di un consesso pluralista e articolato, per costruire una prospettiva di obiettivi sociali condivisi. per dirtela in breve: nessuno nell'Ulivo ha mai pensato che io fossi di destra, anche se la mia identità non veniva dichiarata, venivo e vengo discusso o accettato per quello che dico. Ciò non mi ha indebolito, ma al contrario, arricchito.
Gli elettori e gli astensionisti vogliono dagli Amministratori e dai Parlamentari soluzioni, tutela e opportunità. Che Guazzaloca trovi da dormire per 12 punkabestia e che Ruggero voglia tutelare le ragioni e il diritto di chi manifesta a Genova e che ciò non l'abbiano detto o fatto la Golfarelli o DIni mi lascia indifferente, quasi fosse solo un fatto estetico; l'etica è contenuta nell'affermazione di mie (nostre) ragioni e metodi.
Caro Mauro dette queste troppe confuse cose, ma da cui non potevo esimermi dato il dibattito in corso, voglio manifestarti la volontà politica della redazione di www.progettodemocratico.com di poterti incontrare magari organizzando una possibile tavola rotonda alla Festa dell'Unità di Bologna e fino ad allora di continuare a lavorare affinché il nostro sito internet sia sempre più un punto di incontro di valori e di progettualità democratica.