1 - Prima che venisse ricoperto il rio che costeggiava alla
sinistra la strada per chi arriva da Asti, il viale
di tigli produceva sul fianco del terrapieno un grande quantit� di
tartufi.
Un giorno misero un tubo in cemento e le rupe livellarono il
terreno. Pare ci siano stati casi di crisi depressive e di
tentato suicidio tra i "trifulau".
2 - La valle che va dalla "fornace Cellino" verso il Ras�, e
nottetempo molto frequentata.
Anche qui sono gli alberi lungo i rii che costeggiano il sentiero
ad essere indagati da cani e padroni.
3 - La valle che dalla cresta, subito dopo Cascina Ricci scende
verso i Berruti � anch'essa costeggiata da canali di scolo
ed � umida e ricca di alberi di alto fusto.
Anche qui ombre notturne e lampi di lampadine tascabili sono
frequenti da Settembre a tutto Novembre....
4 - La valle della R�ta (o della Rotta, da un poco probabile
sconfitta di federico Barcarossa e relativa fuga) ha le
caratteristiche giuste, rii, filari di alberi, umidit�. E' una
indicazione vaga, ma qui il traffico � intenso!
5 - Sotto le frazioni Sassia ci sono altre corte vallette cieche,
sar� un caso che molti "trifolau" sono di questa frazione?
6 - Il luogo "portacomarese" per eccellenza � val
"môrette", un stretta valletta che si incontra
sulla destra per chi va da Portacomaro a Castiglione, alla cima
della salita delle "gaggie",
prima del Cimitero e della localit� "Mont�".
Arrivati alla cappella di San Rocco, all'incrocio delle strade per
il Castellazzo e Miravalle, non si
prende n� l'una ne' l'altra strada, ma si scende per il sentiero
che si apre nel punto di incontro delle due strade.
La valle, ombrosa, fresca, boscosa, si allarga alla cascina del
"Masô�" (Masoero) per poi
sboccare nei pressi della frazione Cornap�. Buona Fortuna!