Il massacro di Tex
di Luca Brunori
Il n. 109 di Tex "Massacro!" e più esattamente la storia iniziata a pagina 44 dell'albo precedente, è la versione a fumetti del miniromanzo scritto dallo stesso G.L. Bonelli nel 1956 ed avente per protagonista il famoso ranger: "Il Massacro di Goldena".

La storia si conclude con l'inseguimento da parte di Tex del "rinnegato" colpevole del massacro. Al momento delle ultime due tavole Fraser si trova ormai accasciato per terra, ferito ad un braccio e ad una gamba, e disarmato; Tex imperioso di fronte a lui.

La tavola conclusiva (pagina 89) si apre con una vignetta doppia che con un campo lungo ci mostra i due personaggi, Tex di spalle in primo piano. La scelta probabilmente è determinata dal fatto che nella pagina precedente non si erano mai visti i due contemporaneamente (se si eccettua la penultima vignetta dove, in un inquadratura abbastanza inusuale per Bonelli, si vede anche Tex solo dai ginocchi in giù) e quindi si doveva ridare al lettore un quadro completo della situazione. Le parole di Tex sono la diretta continuazione del monologo che aveva iniziato nella tavola precedente, annunciando un regalo a Fraser. Questi nelle ultime tavole pronuncia solo due parole: - Ammazzami, Willer. - a sottolineare lo stato di completa sottomissione a Tex e rassegnazione al proprio destino.

La seconda vignetta è un po' più stretta di metà striscia e vede lo sfondo ridursi al minimo (in Bonelli, a parte i primissimi piani, non vi sono mai vignette senza sfondo) per concentrare l'attenzione sull'azione di Tex il quale, chinandosi, deposita una pistola per terra. Poteva gettarla, ma sarebbe stato un gesto meno solenne e inadatto ad essere rafforzato dalla frase: - C'è un solo colpo, Fraser ... . -
La terza vignetta è conseguentemente più larga e permette un'inquadratura abbastanza ampliata: un controcampo della prima immagine. Spostando così Fraser in primo piano e permanendo il suo silenzio si rafforza il valore di sentenza delle parole di Tex: - ...ma basterà per cancellare subito dalla tua mente gli spettri di coloro che hai fatto massacrare e per annegare nell'eterno silenzio l'eco delle loro grida disperate e il vicino ululare dei lupi. - A questo punto la storia poteva dirsi conclusa. Nel miniromanzo Tex non lascia la pistola e quindi la possibile alternativa del suicidio, si limita a profetizzare quale sarà la fine del "rinnegato".
Normalmente Bonelli non lascia al lettore punti interrogativi, sono pochi i casi in cui non viene narrato fino in fondo il destino di tutti i personaggi, ma qui addirittura ha aumentato l'incertezza rispetto al miniromanzo. In quest'ultimo i dubbi sul cosa accadrà a Fraser sono minimi, dato che solo un miracolo potrebbe salvarlo dall'essere sbranato dai lupi; al contrario nel fumetto può decidere lui se aspettare oppure spararsi, quindi le possibilità per l'uno o l'altro caso sono al 50%. Si sarebbe potuto aggiungere una ulteriore tavola per risolvere il tutto: l'ultima vignetta della tavola in esame avrebbe visto Tex allontanarsi e la tavola successiva si sarebbe aperta con una didascalia annunciante l'arrivo della notte, quindi si sarebbero visti i lupi, i fantasmi dei morti del massacro, ecc. ..., e Fraser dopo aver aspettato fino all'ultimo avrebbe magari deciso per una pallottola nella tempia.

Ma così non è, e tornando all'ultima tavola osserviamo che dopo le tre vignette già prese in esame, Bonelli dovendo concluderla ha optato per un'inquadratura molto bella e suggestiva: la pistola per terra in primo piano e Fraser un po' distante col suo dubbio amletico. Oltre a questa immagine si è però sentito il bisogno di una didascalia a colonna che in pratica dà una conclusione letteraria alla storia e l'ultima vignetta diventa più un'illustrazione legata a questa che non essa stessa la conclusione fumettistica (non a caso la didascalia è posizionata prima dell'immagine anziché dopo come la logica del fumetto avrebbe voluto).
Bonelli ha sempre sostenuto la prevalenza del testo sul disegno nel fumetto e quanto sopra non è che un ulteriore dimostrazione della provenienza del nostro dal romanzo. Nella tavola presa in esame e in quella precedente pur nell'osservanza di certe regole accademiche del fumetto (in precedenza evidenziate), con la variazione del finale rispetto al miniromanzo e con l'audacia dell'inquadratura degli arti inferiori di Tex di cui si diceva, non vi è la rinuncia al tocco letterario. In pratica l'ultima striscia viene tolta al fumetto e sacrificata ad un finale descritto a parole accompagnate da un immagine che poco ha a che vedere a livello di consequenzialità con quelle che la precedono.





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