CHIMERA - parte sesta

Furono segregati in delle strane celle con le pareti di vetro. Vincent stava ispezionando il suo strano costume. Era nero e lucido, quasi una seconda pelle. Copriva anche i piedi. Si sedette sul letto e guardò nell'altra cella, dov'era confinato l'alieno. La piccola creatura era in piedi vicino al vetro che li separava e anch'essa lo osservava, curiosa. Teneva una mano appoggiata al vetro e i polpastrelli vi sembravano aderire come ventose. Non possedeva palpebre, cosicché quello sguardo dagli occhi perennemente sgranati inquietava alquanto Vincent. Era già abbastanza strano averlo lì, nella cella accanto... Catherine probabilmente si sarebbe stupita quando...
Catherine...
Quel dolce, dolcissimo pensiero cancellò tutti gli altri, Vincent si ritrovò a sorridere come un bambino mentre cercava di riallacciare il loro Legame... doveva essere così preoccupata!
"Chi é Catherine?"
Di nuovo l'alieno stava leggendogli la mente.
"E cos'è questa sensazione che stai provando?"
Vincent non voleva correre l rischio di parlare: sapeva che li stavano osservando.
"Lei è una mia amica."
"Abbiamo... familiarità?... col vostro concetto di amore."
Vincent sorrise.
"Siete innamorati?", chiese l'alieno piegando di lato il capo e premendo ancora più la mano contro il vetro.
Poi: "Vieni più vicino", trasmise.
Vincent questo non se l'aspettava, e non sapeva proprio cosa fare: doveva soddisfare la richiesta dell'alieno o no? Poi ricordò la chiacchierata che aveva fatto con Mulder.
Si avvicinò al vetro.
L'alieno fece aderire completamente la mano al vetro e invitò Vincent a fare altrettanto. Vincent, un po' riluttante, toccò il vetro freddo coprendo con il suo palmo il palmo dell'alieno.
Non era preparato a quel che successe.
Fu come se fosse invaso da un impeto di energia, che sembrò colmargli l'anima, trovando e invadendo anche gli spazi più nascosti, per poi proiettarla nello spazio.
Vincent gettò indietro la testa, catturato da quel turbinio di sensazioni che mai aveva provato, o temuto di provare... fu come avere il corpo di Catherine avvolto tutto intorno a lui.
L'alieno allora appoggiò anche l'altra mano al vetro, imitato da Vincent... Fu come se tutti e tre fossero connessi e la presenza dell'alieno decuplicava la forza del Legame. Un vento sorto dal nulla fece drizzare la chioma di Vincent, e il potere era tale che Vincent chiuse gli occhi, e riuscì a pensare solo e soltanto a Catherine.
Immediato, il desiderio di averla non solo come amata, ma anche come amante, lo travolse e tutto sembrò possibile...

****

Mulder stava guidando velocemente lungo l'autostrada. Scully gli era seduta al fianco, Catherine era sul sedile posteriore, lo sguardo perso nel buio. Ad un tratto si inarcò contro lo schienale con un singulto.
-Oh, mio Dio!-, esclamò Scully, -Sta avendo un qualche attacco. Accosta, Mulder!
Fermata la macchina, Mulder si affrettò ad aprire lo sportello posteriore. Catherine si trascinò fuori, mentre le convulsioni continuavano.
-Che le sta succedendo?
-Non ne ho idea! Sembra quasi epilessia...
Catherine sentiva Vincent così vicino! Non aveva mai percepito il loro Legame in maniera così forte! Sembrava che Vincent fosse lì, al suo fianco. Riusciva a sentire il suo respiro, sentiva il suo corpo stretto attorno a lei, con una tale chiarezza, con una tale intensità, che le precedenti esperienze con il Legame erano solo pallide ombre al confronto. Era doloroso, ma la pena era così dolce!
Dopo un paio di minuti, e grazie anche agli sforzi di Mulder e Scully, gli spasmi si attenuarono e infine Catherine riuscì a parlare di nuovo: -Dio...-, disse, -Oh, mio Dio...
-Va tutto bene adesso, Catherine?-, le chiese Scully.
Catherine cercò di alzarsi. Lungo la strada, le macchine rallentavano per capire cosa fosse successo, ma nessuna si fermò.
-Cosa è successo?
Catherine sembrava disorientata, incerta su come rispondere.
-Era... non so come spiegarmi... era come se tutti gli umori di Vincent... paura, amore; odio, comprensione, tutti...era come se mi si fossero appiccicati addosso, e avessero invaso la mia anima tutto in una volta!
-Che cosa? - Scully ancora non sapeva del legame. -Mi stai forse dicendo che Vincent sta cercando di stabilire una specie di contatto con te?
-Io... io non lo so! Non mi era mai successo prima! Non sono mai stata in grado di sentirlo come lui sentiva me, prima! Solo un a volta, quando rimase intrappolato con Padre...- Si strinse la testa tra le mani: -... ma non fu minimamente paragonabile a questo!
Mulder intervenne: -Dobbiamo andare. Prima arriveremo e prima troveremo risposta alle nostre domande.

****
IBRIDAZIONE DNA COMPLETATA.

INIZIO COLTURA SOGGETTO CHIMERA DUE.

L'Uomo Che Fuma osservò lo sviluppo del processo, che avveniva in una specie di enorme contenitore di vetro ripieno di liquido ambrato. Presto avrebbero avuto una creatura talmente potente da ripagarli infine di tutti gli sforzi compiuti in tutto quel tempo. Continuò a guardare, inorgoglito dalla nuova tecnologia aliena che ora erano in grado di controllare e affascinato dall'embrione che si stava via via sviluppando sotto i suoi occhi. Tuttavia, riusciva a mantenere un'espressione gelida ed impassibile.
-Chiedo scusa, signore.
L'Uomo si girò verso il nuovo dottore responsabile del progetto. Lo guardò interrogativamente.
-Sta succedendo qualcosa di strano. I soggetti base stanno in qualche modo interagendo fra loro... non riusciamo a capire. Sembra che l'alieno stia emettendo una qualche energia dal suo corpo...
-Come? Non avevate preso tutte le precauzioni necessarie?
-Bene, in effetti il vetro è di un materiale speciale, ma sembra che non funzioni come dovrebbe...
-Prendete quella cosa verde e portatela nell'altro sottolivello, e fate in modo che resti confinata nel laboratorio D.
-E riguardo a Chimera Uno, Signore? E' un eccezionale soggetto da studiare...
-Fatene ciò che volete... Non abbiamo più bisogno di lui.
Si girò a guardare nuovamente nel contenitore di vetro e rimase scioccato alla vista del feto, che cresceva ad una velocità spaventosa...

****

I laboratori della Genecorp sembravano chiusi. Il che non sorprese né Scully né tantomeno Mulder.
-E adesso cosa facciamo?-, chiese Catherine.
-Troviamo semplicemente l'entrata posteriore...
Mulder guidò tutt'intorno al complesso finché effettivamente incappò nell'entrata posteriore. C'era luce. E c'era una guardia.
-Dovrebbe essere facile...
Mulder indossò un camice bianco, lo stesso che aveva usato per penetrare nei laboratori la prima volta, e impugnò la carta nera datagli da Gola Profonda. Si diresse deciso verso il posto di guardia esibendo la carta. La guardia annuì e lo lasciò proseguire.
"Oh, santo cielo!". Il commento alla Charlie Brown gli salì spontaneo alle labbra quando incontrò un cancello che gli sbarrava il passo. Fece scorrere la carta magnetica nell'apposita fessura sulla serratura del cancello e attese che si accendesse la luce verde, ma qualcosa sembrava non andare per il verso giusto: si accese infatti una lucetta rossa. Riprovò una, due, tre volte, finché la guardia, insospettita, gli si avvicinò. Mulder non riusciva a credere che tutto stesse già per finire.
-Mi scusi, signore. C'è qualche problema?
Mulder esibì il suo miglior sorriso.
-Sì... sembra che la carta non voglia funzionare!
La guardia però sembrava sospettare qualcosa e Mulder ne fu sicuro quando il raggio di una torcia gli venne puntato dritto in faccia.
-Le dispiacerebbe seguirmi, signore?
"Dannazione!"
Lo aveva appena pensato, quando la guardia cadde esanime al suolo. Alle sue spalle, Scully brandiva la pistola tenendola per la canna.
-Non ho mai sopportato i bulletti in divisa.
Mentre Catherine e Scully nascondevano la guardia svenuta, Mulder provò una volta ancora ad inserire la carta. Finalmente si accese la luce verde e con un sospiro di sollievo entrò, seguito da Scully e Catherine, sebbene avesse cercato di dissuaderle.
Il vasto edificio sembrava completamente deserto.
-Da questa parte-, disse Mulder.
Si avviarono lungo il corridoio che Mulder e Scully avevano già percorso e che conduceva agli uffici.
-Cosa stiamo cercando di preciso?
-Lui ha detto di cercare a fondo nella Genecorp...
-"Lui" chi?
Mulder ignorò la domanda di Scully. Catherine procedeva come in trance lungo i corridoi, lo sguardo fisso ad un punto lontano. Mulder se ne accorse, e intuì che stava cercando di trovare la strada sfruttando l'incredibile Legame che la univa a Vincent. E sembrava stesse funzionando. Catherine si bloccò di fronte all'ufficio di Holston, afferrò la maniglia e aprì la porta, entrando nella stanza.
-Mulder! Ma cosa sta facendo?
-E' in contatto con Vincent grazie a non so che legame... Lo so, per te é difficile crederci, ma è così, Scully, lo puoi vedere da te!
-Non so cosa sto vedendo... So che sembra talmente irreale!
-Già. Incredibile, vero?
Entrarono anche loro nell'ufficio e Scully ebbe l'accortezza di chiudersi la porta alle spalle. Catherine intanto stava rimuovendo dalla libreria tomi su tomi; quando ne tolse uno dedicato al DNA, fece scattare un meccanismo segreto. Una porta, celata nello spazio esiguo compreso tra la libreria e l'entrata del bagno, si aprì davanti ai loro occhi rivelando una piccola scala a chiocciola.
Catherine prese a scendere. Non aveva dubbi: Vincent era molto vicino, lo sentiva!
Dietro a Catherine venivano Scully e Mulder. Arrivarono ad un corridoio - lunghissimo, con una sola porta ad una estremità. Non appena lo imboccarono, trovarono anche ciò che sembrava essere una scatola metallica, magnetica, con un tastierino alfa-numerico.
Mulder provò a inserirvi la carta magnetica e subito una frase apparve sul display del tastierino:
INSERIRE CODICE PREGO
Mulder digitò CHIMERA, ottenendo però come risposta:
CODICE ERRATO.
AVETE DUE ALTRI TENTATIVI PRIMA DELL'ARRIVO DELLA SICUREZZA.

"Pensa, Mulder. Pensa!"
Riandò col pensiero alla chiacchierata con Gola Profonda, quindi digitò:
LIBERTA'
Ma ottenne in risposta:
CODICE ERRATO.
AVETE UN ALTRO TENTATIVO PRIMA DELL'ARRIVO DELLA SICUREZZA.

"... mi dicono ci sia stato un bellissimo concerto l'altra sera... "
-Svelte! Che concerto hanno dato ieri al Central Park?
Fu Catherine a rispondere: -Beethoven... "L'Eroica", mi sembra.
-O la va, o la spacca...
EROICA
(...)
CODICE ACCETTATO. GRAZIE.

****

-Siamo pronti per i tests primari?
Una ragazza bionda osservò una serie di numeri e rispose: -Affermativo, signore. Il soggetto ha raggiunto una età apparente di 30 anni.
-Bene. Bene! Allora facciamo divertire gli spettatori!
L'Uomo Che Fuma stava osservando tutto grazie allo schermo gigante appeso alla parete. La Creatura appena nata era in una grande incubatrice nell'angolo della sala di un biancore accecante. Era ovviamente nuda ed era ovviamente tutt'altro che normale; sembrava il riflesso distorto di Chimera Uno... un qualcosa di più bestiale. Chiese:
-Vogliamo cominciare questa terapia d'urto? Dobbiamo sbrigarci, finché è ancora tranquillo e finché il Comitato é ancora riunito: é necessario abbiano subito dei risultati su cui discutere.
-Non appena gli esami primari saranno completati, Signore.
L'uomo Che Fuma accese un'altra sigaretta e espirò lentamente il fumo azzurrognolo.
-Un semplice appunto, dottore...- disse, -se mandate tutto all'aria, avrò la vostra testa.
-Certamente,Signore. Non ci saranno errori.
-Non ve li potete permettere.
L'Uomo Che Fuma uscì dalla porta metallica e si allontanò lungo il corridoio.
Dall'altra parte del complesso, Mulder, Scully e Catherine si erano persi nel guazzabuglio di stanze e interminabili corridoi.
-Da che parte? Catherine, rispondimi!
Lei era concentrata al massimo... per Vincent sembrava essere così semplice, ma per lei era una esperienza completamente nuova. Poi, percepì qualcosa.
-Da questa parte!-, esclamò.
-Dobbiamo fare in fretta, Mulder! Probabilmente a quest'ora la guardia...- Scully non finì la frase. Catherine si era bloccata all'improvviso di fronte ad una porta a vetri, e Mulder le stava a fianco, guardando con occhi sgranati la creatura che, dall'altra parte, a sua volta li osservava con quei suoi occhi scuri privi di palpebre.
-Mio Dio...-, riuscì a dire Cathy.
-L'ho sempre creduto-, mormorò Mulder.
Un nuovo flusso di sensazioni colpì Cathy attraverso il Legame e lei si diresse di corsa alla porta in fondo al corridoio. Le bastò un'occhiata il vetro della porta per individuare Vincent, il quale alzò subito la testa e le sorrise. Lei allora strattonò la maniglia, cercando di entrare, ma qualcuno la bloccò.
Era L'Uomo Che Fuma.
-Fermo!-, urlò Mulder, ma L'Uomo lo degnò solo di uno sguardo distratto, poi spinse Catherine nella stanza dov'era imprigionato Vincent e si chiuse la porta alle spalle. Mulder tentò inutilmente di seguirli: la porta era bloccata. Attraverso il vetro vide che L'uomo stava componendo un numero telefonico, senza dubbio per chiamare la Sicurezza. Alle sue spalle, però, Vincent, vedendo Catherine in pericolo, fece appello a tutto il nuovo potere riversatogli dall'alieno e la sua rabbia crebbe, e crebbe, e crebbe finché, con un potente ruggito, balzò contro al vetro della sua prigione, mandandolo in frantumi e atterrando di fianco a Catherine.
Mulder non poteva fare niente: lui e Scully potevano solo stare a guardare, spettatori impotenti inorriditi e allo stesso tempo affascinati da quella dimostrazione di pura furia inarrestabile. L'Uomo Che Fuma era pietrificato, una sigaretta accesa che pendeva dall'angolo delle labbra semiaperte in un grido silenzioso. Era sempre stato convinto che quelle pareti di vetro speciale fossero assolutamente infrangibili, e inoltre avere un essere dal volto leonino che lo sollevava per il colletto e lo schiacciava contro la parete non era mai stata precisamente la sua idea di "primo contatto". Vincent lo scrollò quasi fosse un pupazzo, con furia e per vendetta, mentre Catherine si aggrappava al suo petto e cercava di riportarlo alla ragione. Ma lui sembrava essere cieco e sordo a quanto lo circondava.
-Catherine! Stiamo per avere compagnia!-, le gridò Mulder attraverso il vetro.
Scully era corsa intanto all'estremità del corridoio e, riparata dall'angolo, aveva impugnato la pistola all'arrivo di due uomini armati.
Vincent stava ancora stringendo per il collo L'Uomo Che Fuma quando infine parlò:
-Il mio nome è Vincent.-, gli sussurrò in un brontolio, -Ora ascolta la mia voce!
E, mentre ruggiva in faccia all'Uomo Che Fuma, gli passò lentamente le dita sul petto, incidendogli camicia e pelle: sapeva che stava causando puro terrore nell'Uomo e che per sempre questi avrebbe avuto le cicatrici dei suoi artigli sul petto e l'eco del suo ruggito nella testa.
-Catherine!- supplicò Mulder. E lei:-Vincent! Dobbiamo andarcene! Ti prego!
Vincent sembrò tornare in sé e lasciò cadere a terra il corpo insanguinato dell'Uomo. Girandosi incrociò gli occhi verdi di Catherine e sospirò di sollievo: si sentiva di nuovo a casa.
-Andiamo.
Sbloccarono la porta e Scully aprì la bocca, ma Mulder intervenne: -Non è il momento delle spiegazioni.
-Hanno creato un ibrido, Mulder... è qui, da qualche parte in questo edificio.
Mulder smise di correre... era un affare troppo serio per essere lasciato in sospeso.
-Mulder, no! Non abbiamo tempo! Tutte le squadre della Sicurezza staranno per piombarci addosso!
-Lo so, lo so... hai ragione, Scully, dobbiamo andarcene!
-Da questa parte!
Nella loro corsa verso la salvezza, passarono nuovamente davanti alla stanza in cui era rinchiuso l'alieno e lì Vincent si fermò.
"Lasciami andare, umano."
-Vincent! Cosa stai facendo?
Senza rispondere a Mulder, gonfiando i muscoli Vincent forzò la maniglia, strappandola. Poi, lasciando la porta aperta, si avvicinò a Mulder, che lo guardava senza capire ,e gli sussurrò: -Andrà tutto bene.
-Muovetevi! -, urlò loro contro Scully. Alcune guardie erano già comparse in fondo al corridoio e stavano correndo verso di loro, ignorando la porta aperta e la cella vuota. Scully sparò, mirando alle gambe, e la prima guardia cadde, ma le altre la superarono con un salto e continuarono la loro caccia.
Catherine e gli altri correvano a più non posso.
Poi Vincent e Mulder si fermarono quasi contemporaneamente a fronteggiare le guardie... in effetti, il compito di Mulder fu enormemente facilitato, perché tutta l'enorme energia che pervadeva ancora Vincent fece sì che egli in pochi minuti mettesse al tappeto tutte le guardie. Vincent ricevette un colpo alla gamba, ma l'allibito Mulder vide la ferita richiudersi e scomparire sotto i suoi occhi.
-Andiamocene, amico mio.
-E riguardo al mutante?
Vincent sorrise e non replicò: sapeva che qualcuno si stava già occupando della faccenda.

****

La stanza di controllo era immersa in una strana atmosfera. Erano tutti immobilizzati, a occhi sbarrati e bocche spalancate, con del sangue che usciva dal naso.
L'alieno osservò i vari monitor, finché individuò la stanza in cui era imprigionato il mutante, appeso a delle cinghie e continuamente attraversato da scariche elettriche. Indossava la solita tuta nera. L'alieno si diresse alla stanza e ne spinse la porta una, due, tre volte, finché questa volò addosso ai dottori che controllavano il mutante. Guardarono con terrore l'alieno avanzare, e lo sentirono penetrare nelle loro menti finché, con un semplice "tocco", i loro cervelli si fusero. Uscì del sangue, dal naso e dalle orecchie, ma erano già morti.
L'alieno si girò verso la creatura che lo stava osservando.
Il viso ricordava Vincent, ma qui finiva la rassomiglianza. L'espressione era più tetra, pelle e pelo erano di colore diverso, le mani erano simili a quelle dell'alieno, ma provviste di artigli. Il corpo era deforme, ma gli occhi, uno blu elettrico l'altro di un nero profondo, lasciavano trasparire tutto il Vincent racchiuso in quell'anima sfortunata.
L'alieno rimosse le cinghie che trattenevano la povera creatura.
Chimera Due emise un suono gorgogliante che si trasformò rapidamente in una parola comprensibile: -Sì...
Aveva la stessa voce profonda di Vincent.
"Non avere paura... non ti farò del male."
Si presero per mano e il potere crebbe, finché, circonfusi in un'aura di intensa luce brillante e sferzati da un vento sorto dal nulla, scomparvero nel nulla.

****

-Allora? Ancora nessuna notizia dall'agente Wells?
Scully stava finendo di fare la valigia. Avrebbero lasciato New York il giorno dopo, e si sarebbero dovuti occupare dei rapporti necessari a definire il caso Sutton.
Mulder era in ansia.
-Avrei dovuto andare con lui-, mormorò.
-Mulder, Mulder... ieri notte non ti sei divertito abbastanza?
Fox la guardò e sorrise. Era così sollevato dal fatto che fosse tutto finito.
Il telefono squillò.
-Sono Mulder!
Devin camminava avanti e indietro nel parcheggio della Genecorp. Non sapeva da che parte cominciare.
-Agente Mulder! Sono un po' confuso...
-Già, sembrano essere proprio i "grigi", non è vero?
-No... Non proprio... Agente Mulder, la Genecorp è vuota. Completamente. Non c'è più niente là dentro. E' solo un grande edificio abbandonato. E quella stanza che avrebbe trovato Cathy... non esiste! E mi creda, l'abbiamo cercata con cura!
-Ma... e i corpi? Che ne è stato dei corpi?
-Abbiamo trovato, sì, delle tracce di sangue, ma poche...
-Non posso crederci.
-Mi dispiace... ma siamo arrivati tardi.
-Già... dispiace anche a me-, e riappese.
Era il destino di Mulder fare un passo avanti e due indietro. Scully vide l'espressione dipinta sul suo viso, comprese tutto al volo e gli risparmiò le domande.
Bussarono alla porta: era Frohike.
-Allora... Scully... pronta per andare alla Statua della Libertà?
Dana alzò gli occhi al cielo e Mulder scoppiò a ridere, dimenticando fallimenti e sfortuna.

****

Quella notte, Mulder e Scully si recarono al tunnel di Central Park, ed entrarono, cercando di arrivare al Mondo di Sotto.
Il loro tentativo fallì miseramente: ben presto si resero conto di essersi perduti.
-Oh, bene, questa è proprio da raccontare!
Ma i tunnels hanno occhi, e ben presto Vincent e Catherine, avvertiti dalle sentinelle, vennero in loro aiuto. Li trovarono in un grande collettore, circondati da del vapore che spandeva uno strano odore nell'aria.
-Siamo passati giusto per dare un salutino-, scherzò Mulder, -Dobbiamo tornarcene a Washington...
-Così presto?
Catherine si staccò dal fianco di Vincent e andò ad abbracciare Mulder, baciandolo su di una guancia.
Scully guardò Vincent, scontrandosi con l'intensità di quegli occhi blu, ma non riuscì ad imitare Catherine. Dopo tutto, loro due non erano così intimi. Optò per una stretta di mano ed un sorriso, che Vincent ricambiò, con calore. Dana avrebbe conservato per sempre quel sorriso nel cuore.
-Grazie per tutto quello che avete fatto per me e per Vincent... non lo scorderemo mai.
-Il vostro segreto è al sicuro con noi. Non ne parleremo in alcun rapporto...
Mulder si girò verso Vincent e quando gli strinse la mano, Mulder gli diede una amichevole pacca sulla spalle, dicendo: -Ci vediamo, ragazzone!
Vincent ne fu sorpreso, ma non lo diede a vedere.
-Arrivederci... Spettrale Mulder.
Mulder sorrise scuotendo la testa e lui e Dana rimasero a guardare mente quella strana coppia scompariva tra le nebbie del Mondo di Sotto.

****

Stavano camminando con calma, quando Catherine ruppe il silenzio: -Vincent...
-Sì?
-C'è una cosa che ti devo dire.
-Che cosa?
-L'altra notte, quando hai... provato quelle sensazioni... le ho provate anch'io.
Vincent si fermò per guardarla, temendo ciò che lei stava per dirgli: quel che lui aveva provato erano i sentimenti più nascosti, i segreti più bui, cose che mai avrebbe voluto ammettere, anche se veritiere...
Che cosa gli stava dicendo? Poteva essere possibile? Poteva lei aver realmente provato TUTTE le sensazioni che aveva provato lui?...
-Sì... Tutte- mormorò Catherine, quasi gli leggesse nella mente.
-Catherine, io...
-Shhhh! Zitto-, disse lei in un sospiro, e gli mise un dito sulle labbra, -Non parlare... Semplicemente, ascolta il tuo cuore.
Egli si chinò, cercando le sue labbra .
E lei non si negò. All'improvviso, tutto fu semplice...

****

Mulder e Dana camminavano in silenzio, nel parco. Fu Mulder a rompere il ghiaccio.
-Sai, il solo pensare che quei due si amano mi fa sperare che l'umanità abbia ancora una chance, non credi?
Scully sorrise, scostandosi una ciocca dal viso.
-Per quel che mi riguarda...mi fa pensare che a volte l'amore ci aspetta proprio dietro l'angolo, ma noi siamo troppo ciechi per accorgercene.
Mulder si fermò e le prese la mano, costringendola a fermarsi a sua volta.
Scully era confusa. Forse voleva prenderla in giro? No, non questa volta. Gli si avvicinò e riuscì a dire ciò che da tempo le occupava la mente.
-Dimmi, Mulder... E noi?... Siamo ciechi, noi?...
Mulder la guardò in silenzio. Poi sollevò una mano, le accarezzò il viso...
E per la prima volta non esitò.

FINE

 


Note sull'Autrice:

Inês Costa, portoghese, é una appassionata sia di "La Bella e La Bestia" che di "X-files" (del resto il suo indirizzo e-mail è scully_101!)
Ha cominciato a scrivere "in maniera seria" quando aveva solo 12 anni, pubblicando alcuni racconti e delle poesie, quali "Autumn", "The tears of a rose" e "Laura".
Smise di scrivere a 14 anni, a causa degli studi che la portarono a diventare Ingegnere Ambientale. Solo 13 anni dopo, con la messa in onda in Portogallo della prima serie di "La Bella e La Bestia", ha trovato nuova ispirazione per creare delle storie. La prima fu "A Small Sense of Freedom" ("Un assaggio di libertà") e, con "Chimera", spera ardentemente che la sua nuova carriera nel web, come scrittrice di racconti ambientati nell'universo di LBeLB, metta definitivamente radici.

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DISCLAIMER:

©Chimera is written (and intelectual property) by Inês Costa .
The artwork ©B-files you see here are property of Jamie Murray. For every uses of them or some acquisiton you must ask to the artist. Thank you.

La traduzione di ©Chimera è stata realizzata da Paolo Mazzon con il consenso dell'Autrice. Per qualsiasi uso, chiedete! Grazie.

"Beauty and the Beast" and its original characters are the creation of Ron Koslow and is owned by Republic Pictures and its owners. The stories shown here are written strictly for the enjoyment of fans, and no infringement is meant in any way

This page is compiled and edited by Paolo "Vastus" Mazzon. It is an amateur publication, and as such does not intend to infringe on any of the copyrights held by Republic Pictures, Witt/Thomas Productions, CBS
Television, or any other holder of Beauty and the Beast copyrights. This story is based also on the characters and situations created by Cris Carter, Ten Thirteen Productions and Fox Broadcasting. No infringement of that copyright is intended... so please don't sue. Actually, all characters are used without permission and, again, no infringement is intended. Also, anything about copyrighting that I missed...insert here.

 

 

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