torna a parabole

A CONFRONTO CON IL CRISTIANESIMO

 

Le grandi esperienze religiose sono considerate con grande rispetto dalla Chiesa cattolica, che di esse si è occupata in modo esplicito sia durante l'ultimo grande Concilio Ecumenico, sia in varie forme di incontro, di dialogo e di solidarietà nel corso degli ul­timi decenni.

La dottrina cristiana riconosce grande valore alle varie esperienze religiose, e scopre in esse, nelle culture più diverse, l'ansia dell'uomo che è alla ricerca di un senso per la propria esistenza, di un rapporto con il divino e di indicazioni chiare, autorevoli su come debba spendere, con azioni “giuste", gli anni della propria vita sulla terra.

D'altra parte, la dottrina cristiana riconosce anche i limiti di queste esperienze. quello di essere, di solito, frutto del ragionamento e della ricerca puramente umani, e di non far riferimento ad una solida tradizione di rivelazione divina, che la Chiesa rintraccia solo nella fede cristiana e nella sua eredità proveniente da Israele.

Se io infatti vado alla ricerca di Dio con il solo aiuto della mia ragione, finirò per costruirmi un dio... grande solo come me. I cristiani invece accettano di credere ad una rivelazione portata loro, attraverso gli Apostoli, da Gesù Cristo, il Risorto, il Figlio di Dio.

 

Gli uomini dalle varie religioni attendono la risposta ai reconditi enigmi della condizione umana che ieri come oggi turbano profondamente il cuore dell'uomo: la natu­ra dell'uomo, il senso e il fine della nostra vita, il bene e il peccato, l'origine e il fine del dolore, la via per raggiungere la vera felicità, la morte, il giudizio e la sanzione dopo la morte, infine l'ultimo e ineffabile mistero che circonda la nostra esistenza, donde noi traiamo la nostra origine e verso cui tendiamo.

Le religioni, invece, connesse col progresso della cultura, si sforzano di rispondere alle stesse questioni con nozioni più raffinate e con un linguaggio più elaborato. Come nell' Induismo, gli uomini scrutano il mistero divino e lo esprimono con la inesauribile fecondità dei miti e con i penetranti tentativi della filosofia; essi cercano la liberazione dalle angosce della nostra condizione sia attraverso forme di vita ascetica, sia nella meditazione profonda, sia nel rifugio in Dio con amore e confidenza. Nel Buddhismo secondo le sue varie scuole, viene riconosciuta la radicale insufficienza di questo mondo materiale e si insegna una via per la quale gli uomini, con cuore devoto e confidente, siano capaci di acquistare lo stato di liberazione perfetta o di pervenire allo stato di illuminazione suprema per mezzo dei propri sforzi e con l'aiu­to venuto dall'alto. Ugualmente anche le altre religioni che si trovano nel mondo intero si sforzano di superare, in vari modi, l'inquietudine del cuore umano proponen­do delle vie, cioè dottrine. precetti di vita e riti sacri.

La Chiesa Cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, quantunque in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella Verità che illumina tutti gli uomini.

Essa però annuncia, ed è tenuta ad annunziare incessantemente il Cristo che è «via, verità e vita» (Gv. 14,6) in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita reliqiosa e in cui Dio ha riconciliato a Se stesso tutte le cose.

 

Dai documenti del Concilio Vaticano II, un brano della Nostra Aetate

torna a inizio pagina

Hosted by www.Geocities.ws

1