http://www.geocities.com/pietromele
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Non ho mai fatto politica, e per questo, da osservatore esterno, mi
permetto di scrivere e proporre questo brevissimo "manuale". Mi scuso
anticipatamente se la cosa può far supporre una mia qualche
presunzione, ma è solo che ne ho le palle piene per come non
funziona il mio paese, e volevo rendere pubblica questa mia condizione,
che sarà sicuramente condivisa da molti italiani. |
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Un sistema politico deve essere, nell'ordine:
1. Efficente 2. Rappresentativo L'efficenza è prioritaria poichè è preferibile avere uno stato snello e reattivo anche se retto solo da una maggioranza relativa degli elettori, piuttosto che uno stato che rappresenta tutti e che proprio per questo è bloccato. Quindi no ad un sistema proporzionale puro, no ad un parlamento bicamerale puro, no alla complessità eccessiva (dei codici, delle procedure, ecc.), e sì ad un sistema maggioritario, che preveda premi di maggioranza, e che preveda il ritorno alle urne in caso di cambi di maggioranza. |
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Le questioni da affrontare hanno una priorità diversa, e le
questioni di più alta priorità vanno affrontate per prime
(lo so, sembra un concetto banale, ma visto che viene puntualmente ignorato, mi permetto di esporlo...).
Una mia definizione di priorità: La questione A è prioritaria rispetto alla questione B se la soluzione della questione B e la non soluzione della questione A rende insignificante il fatto che la questione B sia stata risolta. In particolare, la priorità è tanto maggiore quanto: 1. Più grande è il numero di persone coinvolte. 2. Più esteso è il periodo temporale sul quale la questione ha effetto. 3. Più intenso è l'effetto della soluzione o non soluzione della questione, considerando anche altre questioni che ne possono discendere a cascata. Faccio un esempio con due questioni prese a caso: la questione energetica e la legge sui DICO (relativa alle coppie di fatto, riguardo alla quale premetto di non essere contrario). Vediamo chi ha la priorità: DICO: 1. Numero di persone coinvolte: 10% (stima). 2. Aspetti temporali: quando la legge viene approvata, gli effetti sono immediati. 3. Intensità dell'effetto: moderato (cambiano alcuni diritti e doveri tra i componenti della coppia). Energia: 1. Numero di persone coinvolte: 100% (tutti). 2. Aspetti temporali: sono necessari decenni per cambiare una fonte primaria di energia. 3. Intensità dell'effetto: enorme; a seconda delle scelte, si può prospettare un futuro di declino sotto ogni punto di vista, o uno status di indipendenza energetica e di benessere. Quindi in questo caso non ci sono dubbi che la questione prioritaria è quella energetica. Ecco un altro esempio: la questione energetica e il problema della disoccupazione. Se non si risolve il problema energetico, in futuro i posti di lavoro caleranno inevitabilmente, a causa del conseguente regresso industriale. Qualunque legge per la tutela del lavoro si faccia, in un futuro non lontano sara' inutile per ridurre la disoccupazione. Quindi il parlamentare, il Parlamento, deve dare la priorità all'una anzichè all'altra. Non è questione di opinioni, non c'è nulla di soggettivo: quando si confrontano questioni così diverse, quando c'è una urgenza la cui criticità rischia di ripercuotersi sul futuro di una nazione, non ci sono scuse: la si deve risolvere e subito! Ve lo immaginate cosa ne importerà ai nostri figli se tra quarant'anni potranno convivere con i DICO, ma non avranno elettricità, cibo e acqua a sufficienza, se l'inquinamento non sarà più controllabile, e la vita media sarà più corta e di peggior qualità? Qui trovate un mio articolo a riguardo. P.S.: mi ripeto, questo discorso non vuole essere ne pro ne contro i DICO; è solo un esempio per spiegare il concetto di priorità. |
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