| Sergio Leone, le ultime parole famose di G. Famiglietti, (da "Il Principe" n. 19 del XI 1996) |
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| L'idea che Sergio Leone aveva del Western prevedeva molta azione e poco dialogo, ma quel poco doveva colpire in modo indelebile la fantasia dello spettatore. "Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola � un uomo morto". La frase rivolta da Ramon Rojo (Gian Maria Volont�) a Joe (Clint Eastwood) in Per un pugno di dollari (1964) � la prima di una lunga serie di proverbi, motti di spirito, battute fulminanti che servono a delineare personaggi e situazioni, e proprio per la loro valenza spesso ironica (nel caso citato Ramon sar� smentito da Joe in occasione del duello finale) rimangono impressi nella memoria e costituiscono uno dei motivi di successo dei film di Leone. Una maggiore variet� di dialoghi e di battute � presente in Per qualche dollaro in pi� (1965). "Dove vai?" chiede l'Indio (G.Maria Volont�) al Monco (C. Eastwood) dopo averlo accettato nella banda. E il Monco: "A dormire. Quando devo sparare la sera prima vado a letto presto". E' questo un esempio della sommessa ironia che contraddistingue e accompagna i personaggi interpretati da Eastwood lungo tutta la "trilogia del dollaro". Simile a questa citata, ma assolutmente priva di connotazioni proverbiali e ironiche � la "celebre frase" che in C'era una volta in America (1984) -film della memoria dolorosa in cui non c'� posto per le battute di spirito- Noodles (Robert De Niro) rivolge a Moe quando si incontrano da vecchi: "Che hai fatto in tutti questi anni Noodles?". "Sono andato a letto presto". Ma tornando alla comicit� talvolta macabra dei dialoghi di Per qualche dollaro in pi�, non pu� sfuggire lo scambio di battute tra Mortimer (Lee Van Cleef) e Wild (Klaus Kinski) nella taverna di Agua Caliente, quando il secondo riconosce nel colonnello l'uomo che gli aveva acceso un fiammifero sulla gobba. Wild: "Guarda chi si vede: il fumatore... Ti ricordi di me, amigo?... Ma s�, El Paso". Mortimer: "Il mondo � piccolo". Wild: "S�, e anche molto cattivo... Prova ad accendere un altro fiammifero". Mortimer: "Abitualmente fumo dopo mangiato. Perch� non ritorni tra dieci minuti?". Wild: "Tra dieci minuti fumerai all'inferno, alzati!". La scena si conclude con la morte di Wild. Autentica miniera di frasi celebri � per� Il buono, il brutto e il cattivo (1966), film che chiude la "trilogia"; come quando Tuco (Eli Wallach) e il Biondo (Eastwood) in momenti diversi si scambiano in una visione manichea del mondo opinioni esistenziali: "Gli speroni si dividono in due categorie: qualcuno passa dalla porta e qualcuno dalla finestra". O ancora: "Il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola e chi scava. Tu scavi". Infine: "Il mondo � diviso in due, amico: quelli che hanno la corda al collo e quelli che la tagliano". A testimonianza di come queste frasi a effetto servano anche a delineare il carattere dei personaggi, si possono ancora citare alcuni dialoghi tra il sempre flemmatico Biondo e l'esuberante ed esagitato Tuco: "Ehi tu, lo sai che la tua faccia somiglia a quella di uno che vale duemila dollari?" commenta uno dei bounty-killer che minacciano Tuco. E il Biondo entrando in scena all'improvviso: "Gi�, ma tu non somigli a quello che li incassa"; o ancora, mentre Tuco e il Biondo viaggiano alla volta di Sad Hill travestiti da sudisti, compare in lontananza un drappello di soldati dalle divise grigie. Tuco esclama: "Urrah! Evviva la Confederazione! Evviva il generale... come si chiama?". "Lee" risponde il Biondo. "Il Generale Lee! Evviva il Sud, morte ai nordisti! Ah, ah! Dio � con noi, perch� anche Lui odia gli yankees!". "No, Dio non � con noi perch� anche Lui odia gli imbecilli" conclude il Biondo quando si accorge che i presunti soldati sudisti sono in realt� nordisti con le divise impolverate. Una volta catturati, nel campo di prigionia sono torturati dal caporale Wallace (Mario Brega), al quale Tuco si rivolge cos�: "I tipi grossi come te mi piacciono, perch� quando cascano fanno tanto rumore". Addirittura proverbiale, infine, la battuta che conclude il film quando, appena liberato dal cappio in un'interminabile attesa in precario equilibrio su una croce di legno, Tuco apostrofa da lontano il Biondo: "Ehi Biondo! Lo sai di chi sei figlio tu? Sei figlio di una grandissima puttan..". L'ultima parola si confonde nell'eco della musica di Ennio Morricone, mentre il Biondo di allontana definitivamente. In C'era una volta il west (1968), film dai ritmi lenti e dalle atmosfere dilatate, si parla poco, ma Leone non rinuncia a qualche dialogo brillante: osservando i lunghi soprabiti di Cheyenne (Jason Robards) e dei suoi uomini, Armonica (Charles Bronson) commenta: "Ho visto tre spolverini proprio come questi tempo fa. Dentro c'erano tre uomini e dentro agli uomini tre pallottole". Nel Saloon di Flagstone durante l'asta per il terreno di Jill (Claudia Cardinale) Armonica consegna Cheyenne allo sceriffo subito dopo aver fatto un'offerta di 5000 dollari: "La taglia sulla testa di Cheyenne � di cinquemila dollari, giusto?". Il fuorilegge di rimando ad Armonica: "Giuda si � accontentato di 4970 dollari di meno". "Non c'erano i dollari allora" risponde Armonica. E Cheyenne conclude: "Ma i figli di puttana s�". Ma la grande novit� di C'era una volta il west per il cinema di Leone � rappresentata dalla Donna, per la prima volta protagonista nell'universo quasi totalmente maschil del Far West. La Donna, Jill (C. Cardinale), che rappresenta il futuro dell'America, il nucleo della societ� in sviluppo nell'America finalmente unificata da costa a costa dalla ferrovia. E anche Jill come tutti i personaggi fondamentali usa parole pesanti, frasi ad effetto. Rivolta a Cheyenne: "Se ti gira puoi sbattermi sul tavolo e divertirti come vuoi, e poi chiamare anche i tuoi uomini. Nessuna donna � mai morta per questo... Quando avrete finito, mi baster� una tinozza d'acqua bollente e sar� esattamente quella di prima. Solo con un piccolo, schifoso ricordo di pi�!". Gi� la testa (1971) gi� nei titoli riporta una frase celebre di Mao Tze Tung: "La rivoluzione non � un pranzo di gala, non � una festa letteraria, non � un disegno o un ricamo, non si pu� fare con tanta eleganza, con tanta serenit� e delicatezza, con tanta grazia e cortesia. La rivoluzione � un atto di violenza". E legato al tema della consapevolezza rivoluzionaria che attraversa il film � il dialogo tra John (James Coburn) e Juan (Rod Steiger) a bordo del treno che li porta verso il quartier generale di Pancho Villa; John dice: "Non dimenticare che tu sei un grande, glorioso eroe della rivoluzione...". "Ehi, posso dirti una cosa?" lo interrompe il messicano. "Che?" chiede John. "Vaffanculo!". Gianluca Famiglietti |
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