Gian Maria Volont�
di
S. Bulleri (da "il Principe" n.�19 del XI 1996)
Gian Maria Volont� nasce a Milano nel 1933.
Dopo inizi teatrali che lo vedono spaziare da Shakespeare a Goldoni, ai pi� recenti Roli e Vincenzoni (per i quali interpreta Sacco in
Sacco e Vanzetti) conosce con L'Idiota di Dostoevskij un notevole successo televisivo.
E' per� il cinema, nel quale esordisce nel 1960, a dargli statura europea e a far esplodere la sua poliedrica personalit� artistica in tutta la sua potenza.  Tra il '62 e il '63 con altri film consolida il suo ruolo di attore "impegnato" (
Le quattro giornate di Napoli di Loy, Un uomo da bruciare dei Taviani, Il terrorista di De Bosio e Il peccato di Jorge Grau).

Il grosso successo di pubblico arriva con
Sergio leone e lo spaghetti-western: nel '64 gira Per un pugno di dollari e nel '66 Per qualche dollaro in pi� con lo pseudonimo di John Wells.  Altro grande successo del '66 nel ruolo di un nobile bizantino -con tanto di evve moscia- che sfida Gasmann a duello in L'armata Brancaleone.
Dopo il '66 continua il suo preciso impegno politico-sociale con film come
Sacco e Vanzetti di Montaldo dove, questa volta, interpreta il ruolo di Vanzetti -anarchico italiano giustiziato in America nel'27; Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Petri ('70, premiato con l'Oscar per la migliore pellicola straniera) dove un efficace Volont� � un alto funzionario di Polizia che uccide la amante mitomane, rea di essersi presa giuoco del potere costituito; La classe operaia va in paradiso, alienante trasformazione dell'operaio Ludovico Massa.
E come, infine,
Il caso Mattei e soprattutto Il caso Moro, dove Volont� rende una magistrale e sofferta interpretazione dello statista democristiano trucidato dalle Brigate Rosse nel maggio del 1978.

Cinquantadue film interpretate in trentuno anni di carriera cinematografica.  Cinquantadue pellicole che continuano a eternarlo nonostnte la sua scomparsa piuttosto recente.
Prima di morire, facendo un breve bilancio di questa sua carriera, disse:
"...io sono un attore...  mi basta di aver avuto la certezza di operre scelte che mi piacevano e che ritenevo giusto fare in quei momenti.  Mi sento bene".

                                                                                           Simone Bulleri
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