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3.  LA GESTIONE DEL POTERE; I PRIMI LAGER DELLA STORIA
Salito al potere dopo la rivoluzione d'ottobre inaugura -solo otto mesi pi� tardi- il primo campo di sterminio della Storia: � il "GULag" di Sviajsk nel Kazan, nel luglio 1918.  Poi molti altri, centinaia, cominciano a spuntare come funghi.
Il 20 aprile 1921 il Politbur� da lui presieduto approva la costruzione di un campo di concentramento capace di ospitare da 10 a 20mila  prigionieri a Oukhta, nel grande nord: proprio l� vennero deportati i marinai di Cronstadt che si erano ribellati al "nuovo corso" del regime bolscevico dopo esserne stati convinti partigiani.
�Dobbiamo ripulire la terra russa da tutti gli insetti nocivi�, dice Lenin: saranno oltre un milione e mezzo i morti nei campi di prigionia dal 1918 al 1924, anno della morte di Lenin, secondo la contabilit� del presidente della Commissione parlamentare russa incaricata di catalogare gli archivi del Pcus nel 1993, generale Dimitri Volkogonov.
Il successore di Lenin,
Josif Vissarionovic Dzugasvjli detto "Stalin" (letteralmente "acciaio"), restando nel medesimo solco non fu certo da meno, e non a caso durante i terribili anni Trenta la propaganda affermava senza posa �Stalin � il Lenin odierno�.

Anche dopo aver ottenuto il potere, Lenin continuava a comportarsi come un cospiratore permanente: su tutti i documenti, gli ordini, le lettere, scriveva di suo pugno "segreto", o "non fare mai una copia", "da restituirmi con commenti al margine".
In uno di questi, una direttiva per reprimere nel sangue una rivolta dei kulaki (i piccoli proprietari terrieri) del 1918 contro la confisca delle terre e di tutti i beni, scrive:
�Impiccare -e quando dico impiccare intendo dire appenderli bene in vista perch� tutti vedano- almeno cento kulaki (�) E questo andr� fatto in modo che tutti lo sappiano e che la gente, per centinaia di miglia tutt'intorno, tremi di paura�.

Ma il cinismo e la crudelt� di Lenin si fondono nella lettera "segretissima" del '22 indirizzata al compagno Molotov, nella quale spiega il proposito di approfittare della terribile carestia che stava colpendo tutta la Russia per confiscare i beni della Chiesa col pretesto soccorrere con essi la popolazione.  In realt� il valore in denaro degli arredi sacri confiscati risult� pateticamente inferiore alle
�centinaia di milioni (forse qualche miliardo)� di rubli oro sognati da Lenin.
Non un solo rublo, comunque and� ai soccorsi per gli affamati (il pretesto ufficiale per le requisizioni).
�Ora o mai pi�� scrive Lenin nella circostanza �Adesso che dove c'� la carestia si arriva al cannibalismo e per le strade si ammucchiano centinaia di cadaveri, noi possiamo (e quindi dobbiamo) procedere alla requisizione degli arredi sacri con l'energia pi� feroce e spietata, senza fermarci davanti alla necessit� di soffocare qualsiasi resistenza  Ora, e solo ora,la stragrande maggioranza delle masse contadine sar� con noi, o per lo meno non sar� in grado di sostenere con una certa efficacia quel pugno di preti sciovinisti e di borghesi cittadini reazionari che possono e vogliono tentare la carta politica dell'opposizione violenta alla requisizione degli arredi sacri.�
�Per questo sono venuto alla conclusione irremovibile che noi dobbiamo impegnare battaglia in questo preciso momento contro il clero sciovinista, con decisione e implacabilmente, e dobbiamo schiacciarne la resistenza con tanta ferocia che non se la dimenticher� per alcuni decenni (�)  Pi� rappresentanti del clero reazionario e della borghesia reazionaria riusciremo a fucilare con questa scusa, meglio sar� perch� �le masse popolari non possono tollerare l'uso prolungato della ferocia�.
Furono uccisi nell'occasione 4653 tra preti e frati e 3447 suore.


4.  LA RIVOLUZIONE DIVORA I SUOI FIGLI
A partire dal 1921 Lenin comincia a soffrire di vertigini, vuoti di memoria e di parola: quel potere che aveva tanto voluto inizia a distruggerlo velocemente; in effetti fu lo stress ad ucciderlo: sofferente di una grave malattia nervosa che gli impedisce di lavorare, viene per questo a poco a poco estromesso dal potere del Politbur�.
Nell'estate del 1922 il suo medico scriveva nel proprio diario (poi divenuto anch'esso un segreto di Stato)
�Lenin � incapace di eseguire le pi� semplici funzioni aritmetiche ed ha praticamente perduto la capacit� di ricordare, se non qualche breve frase�.
Fu quindi lui ad inaugurare la tradizione sovietica dei dirigenti-mummia: dal 1923 non era pi� che un simbolo, un'icona per il Politbur�; ai pochi privilegiati che gli potevano rendere visita a Gorky, un paesino presso Mosca, bastava un'occhiata per capire le sue condizioni.
E Stalin, che era stato incaricato di vegliare sulla salute del Grande Padre, seppe sfruttare bene queste sue relazioni privilegiate con un moribondo.  Lenin chiede pi� volte al compagno "acciaio" dell'arsenico per suicidarsi, ma Stalin -bench� promesso di portarglielo- non lo far� mai.  Non osa prendere questa decisione da solo: ne parla con il Politbur�, che si oppone.
E quando nel 1924 Vladimir Ilic Uljanov si spegne,
Trotzky accusa Stalin di averlo avvelenato, ma a torto.
In compenso, poco tempo dopo, Stalin far� fuori l'avversario e diverr� il Piccolo Padre.

                                                                                                               Patrizio Senese
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Lenin e Stalin, Gorky 1920
"Stalin � il Lenin odierno"
affermava la propaganda sovietica negli anni Trenta
"Pi� rappresentanti del clero sciovinista e della borghesia reazionaria riusciremo a fucilare con questa scusa, meglio sar�"
Lenin, 1923
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