La ricerca moderna ha dimostrato che un'alimentazione vegetariana favorisce una buona salute emotiva in generale, e soprattutto aiuta a controllare in modo naturale i livelli di aggressivit� determinati dalla produzione di adrenalina. Ogni organismo � in grado di produrre adrenalina a seconda delle situazioni, ma mentre nei vegetariani l'adrenalina presente nell'organismo � quella prodotta solo dall'organismo stesso, i carnivori assorbono anche vari livelli di adrenalina dai tessuti animali di cui si nutrono. In natura il meccanismo della caccia, con l'inseguimento e la cattura, consente all'organismo della preda non solo di produrre adrenalina, ma anche di scaricarla con un'azione fisica, mentre nel sistema di allevamento e macellazione intensivo gli animali sono impossibilitati a difendersi o fuggire, perci� tutte le endorfine rimangono in circolo fino alla morte.

Tutti noi abbiamo sperimentato l'azione dell'adrenalina sul nostro stesso organismo: il cuore pompa pi� velocemente, la respirazione si fa pi� veloce, le riserve alimentari delle cellule vengono smobilitate d'urgenza per fornire una enorme quantit� di energia in un tempo molto breve. Di fronte a un pericolo o a una minaccia, le forze si moltiplicano, si diventa pi� veloci, si fanno cose che solitamente non si riuscirebbe a fare. Ci sono testimonianze di persone di scarsa forza fisica che sono state capaci di sollevare pesi enormi per salvare il proprio bambino, o di balzi prodigiosi per sfuggire alla morte, oppure di risultati fisici molto rilevanti scatenati dalla collera. In tutti questi casi, l'effetto dell'adrenalina � del tutto simile a quello di altri eccitanti o droghe (e quindi viene chiamato "endorfina", cio� sostanza stupefacente prodotta dall'organismo stesso), cio� ha un "picco" di azione e una brusca caduta, con effetti tossici. Infatti questa "energia" non � fornita da una fonte esterna, ma viene attinta forzatamente dalle riserve dell'organismo stesso, che ne viene impoverito immediatamente.
Gli effetti tossici pi� evidenti nel "dopo spavento" o "dopo arrabbiatura" sono mal di testa (dovuto all'eccesso di tossine da smaltire), nausea seguita da una fame acuta, debolezza generale fino allo svenimento, vertigini, irritazioni cutanee, caduta della pressione sanguigna e danni pi� o meno gravi a fegato, stomaco, cuore, intestino, in ordine di importanza.
In quanto sostanza tossica, l'adrenalina pu� dare origine a tossicodipendenze, cio� un'assuefazione da adrenalina dannosa all'organismo, come possiamo notare nelle persone di carattere collerico, che hanno uno stile di vita stressante o che amano i film d'azione, di terrore, di violenza, gli sport violenti (sia come protagonisti che come tifosi), il gioco d'azzardo e simili situazioni collegate a una produzione pi� o meno costante di adrenalina.

Nel caso di chi mangia carne, la possibilit� di tale assuefazione diventa ancora pi� grave, poich� all'adrenalina prodotta dall'organismo umano si aggiunge una quantit� variabile di adrenalina contenuta nella carne stessa, in quanto, come si diceva, l'animale che viene trasportato e ucciso nei mattatoi non ha alcuna possibilit� di "sfogare" l'adrenalina con il meccanismo della fuga o del combattimento. L'adrenalina non viene minimamente attaccata dalla cottura o dalla lavorazione della carne, e appena entra in circolo d� spesso una sensazione che viene falsamente interpretata come "forza" o "potenza", ma che in realt� non � altro che eccitazione artificiale. Tale sensazione registra ben presto una vertiginosa caduta nel corso della digestione, e il mangiatore di carne "per tirarsi su" deve ricorrere a stimolanti e intossicanti che producono a loro volta assuefazione e dipendenza (caff�, alcol, sigarette, droghe, farmaci di vario genere). E' un circolo vizioso che si alimenta senza fine e che pu� diventare veramente disastroso per la salute psico fisica di qualsiasi individuo.

La conservazione e il commercio della carne rappresentano un altro grosso problema. Come abbiamo gi� accennato, dopo la morte subentra la rigidit� cadaverica, che pu� essere superata solo con la putrefazione, detta "frollatura". L'emoglobina presente nei tessuti, e che d� al sangue e alla carne quel "bel" colore rosso, si ossida facilmente nel giro di poche ore (contenendo ferro organico "arrugginisce") lasciando una colorazione bruna tipica delle macchie di sangue secco che potete notare ad esempio su un cerotto rimasto per diverso tempo su una ferita. In particolare, l'ossidazione del sangue e l'inizio della putrefazione dei tessuti d� alla carne un colore bruno verdastro decisamente ripugnante, perci� l'aspetto, il colore e la consistenza della carne devono venire "migliorati" con antiossidanti, nitrati e coloranti vari. Lo sviluppo di batteri e successivamente di vermi viene combattuto con antibiotici, disinfettanti e sterilizzanti, senza contare gli altri additivi "di conservazione" che vengono aggiunti alla carne "conservata".

A parte tutto questo, l'industria dell'allevamento utilizza normalmente una notevole quantit� di farmaci gi� contenuti nei mangimi (fino a 90 antibiotici diversi, oltre a massicce dosi di tranquillanti e varie sostanze chimiche e ormonali) che si accumulano naturalmente nei tessuti dell'animale, oltre a una quantit� variabile di sostanze inquinanti alle quali l'animale � sottoposto nel corso della vita. Gli allevatori sostengono che in tutta la CEE non vengono pi� usate sostanze che alterano il metabolismo degli animali da allevamento (cio� gli ormoni usati per "gonfiare" la carne) ma forse sarebbe pi� corretto dire che il loro uso � stato regolamentato.
Inoltre, non esistono norme che limitino le percentuali di pesticidi, insetticidi, concimi chimici, scorie e residui di lavorazione contenuti nei mangimi, le modificazioni genetiche dei cereali (come la soia, il frumento e il mais) usati nei mangimi, la presenza di metalli pesanti e percolati di rifiuti di ogni genere, assorbiti facilmente dagli animali per contatto o attraverso aria, ambiente, acqua o mangimi.
Come gli esseri umani, gli animali accumulano queste sostanze inquinanti nel proprio organismo, e questo accade non solo nei tessuti ma anche e soprattutto negli "organi-filtro", cio� fegato e reni, e nelle "cellule deposito" come i tessuti adiposi (cio� il grasso).
Alcune sostanze, come i metalli pesanti (soprattutto piombo e mercurio) e insetticidi (come il DDT), sono praticamente impossibili da eliminare per l'organismo e si accumulano, con effetti macroscopici di avvelenamento vero e proprio nel caso di persone che mangiano animali non erbivori -- soprattutto pesci. In Giappone ci sono stati numerosi casi di persone morte o rimaste invalide a causa del consumo di pesce proveniente da zone di mare inquinate.

A proposito dei pesci e dei molluschi, dobbiamo notare che il continuo "filtraggio" eseguito dal loro organismo per raccogliere ossigeno dall'acqua li rende particolarmente sensibili alle sostanze inquinanti non organiche (come metalli pesanti e pesticidi) e organiche (come il batterio E.coli), che sono in grado di accumulare anche in grosse quantit�. A questo problema dobbiamo aggiungere il fatto che la carne di animali acquatici, specialmente dei pesci, va in putrefazione ancora pi� velocemente della carne degli animali terrestri, con conseguenze molto deleterie che vanno ben al di l� dell'aspetto olfattivo che tutti conoscono.


Malattie provocate dal consumo di carne
Moltissime testimonianze di buona salute potranno essere fornite da milioni di vegetariani in tutto il mondo, schiere di medici vegetariani, migliaia di libri e studi clinici condotti ormai da oltre cinquant'anni. Sulla base delle considerazioni fisiologiche, anatomiche, biologiche e igieniche che abbiamo gi� presentato, risulta invece evidente che un'alimentazione che comprende carne e altre sostanze animali costituisce un serio pericolo per la salute, in misura direttamente proporzionale alla quantit� di alimenti non vegetariani consumati.

Fino a circa 70 anni fa, nella zona mediterranea gli alimenti non vegetariani erano una rarit�, riservata alle occasioni speciali o alle classi pi� ricche -- tra l'altro afflitte normalmente da una serie di malattie "da ricchi", come la gotta, l'aterosclerosi e le malattie cardiache. La maggioranza della popolazione consumava invece pane in varia misura, di solito con una variet� di verdure, ortaggi, cereali e legumi cotti insieme sotto forma di "minestra", e accompagnata generalmente da formaggio in piccole quantit�. Nelle varie zone d'Italia il pane era talvolta sostituito da pasta, riso o polenta, ma fondamentalmente il cereale integrale costituiva la base dell'alimentazione.  Il condimento pi� diffuso era l'olio d'oliva, e come integratore si usavano talvolta noci di vario genere, olive, frutta fresca ed essiccata (soprattutto fichi). Le famiglie che disponevano di sufficienti risorse alimentari come queste non avevano alcun problema di salute e godevano di una vita lunga e sana, tanto da convincere moltissimi medici americani a consigliare la "dieta mediterranea" ai loro pazienti che soffrivano soprattutto di malattie cardiovascolari.
Le carenze alimentari nel bacino mediterraneo erano spesso causate soprattutto dalla fame vera e propria, cio� dalla mancanza di risorse alimentari di qualsiasi genere, oppure dalla mancanza locale di elementi nell'acqua o nel suolo (iodio, ferro, calcio).
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