Il morbo della �mucca pazza�
Una delle conseguenze pi� macroscopiche di questa pratica artificiale si � andata imponendo all'attenzione dei mass media a partire dal 1986, anno in cui l'Inghilterra si trov� a fare i conti con una vera e propria epidemia di encefalite spongiforme, o morbo di Creutzfeld-Jacob, che provoc� diversi morti anche tra gli esseri umani consumatori di carne.
Il cosiddetto "morbo della mucca pazza" � una malattia infettiva trasportata da un agente patogeno resistente alle temperature elevate, all'essiccazione e ad altri processi industriali, e rimane nei tessuti animali anche per lunghi periodi.
Spinti da considerazioni di profitto economico, gli allevatori avevano cominciato a utilizzare gli "scarti di macellazione" di bovini e ovini ridotti in polvere come mangimi negli impianti di allevamento di pesci (piscicoltura) e di pollame. Questa polvere viene comunemente chiamata "farina animale".
Visti gli ingenti profitti offerti da questo sottoprodotto della macellazione, l'industria dell'allevamento ha cominciato a un certo punto a usare questa "farina" animale come "integratore proteico" nei mangimi destinati anche ad altri animali, in particolare a pecore e mucche, in modo da stimolare lo sviluppo di tessuti muscolari (cio� pi� carne per il mercato), con il risultato di una graduale degenerazione genetica negli animali da allevamento, che rafforzata dal circolo chiuso alimentare e da altri fattori debilitanti, ha favorito lo sviluppo di un ceppo patogeno fino a quel momento poco conosciuto.
L'encefalite spongiforme attacca le cellule nervose scavandovi dei veri e propri buchi (da qui il nome di "spongiforme"), con risultati fisiologici e funzionali devastanti, che vanno da irritabilit�, depressione, perdita di memoria, perdita di coordinamento del corpo, disturbi nervosi, fino alla demenza, alla paralisi, alla pazzia e alla morte. La degenerazione diventa evidente dopo un periodo di incubazione variabile a seconda anche di altri fattori concomitanti e dal momento della manifestazione evidente dei sintomi la morte sopravviene nel giro di 18 mesi. E' importante notare per� che i sintomi dell'encefalite spongiforme possono talvolta essere scambiati per senilit� precoce o disturbi dovuti ad altre cause, mentre l'infezione gi� dilaga nell'organismo e nel sistema circolatorio -- cosa che costituisce un pericolo sanitario pubblico nel caso in cui un donatore di sangue sia affetto da tale infezione anche allo stato incubatorio.
Nonostante le pressioni contrarie delle associazioni di allevatori e macellai, la notizia di numerose morti tra i consumatori di carne � filtrata sui mass media, e ha portato in molti paesi al divieto dell'uso di "farine animali" nei mangimi per bovini e ovini. E' comunque evidente che nonostante la legge, il pericolo non � certo superato: infatti recentemente in Inghilterra si sono avuti nuovi casi di encefalite spongiforme.

Non dimentichiamo inoltre le altre epidemie che periodicamente colpiscono gli allevamenti (e le cui conseguenze economiche vengono pagate dai governi con le tasse dei cittadini, anche di quelli vegetariani) e che vengono scoperte quando gi� sono scoppiate, come l'afta epizootica o la salmonellosi, ed eventuali altre infezioni e degenerazioni fisiologiche, immunosoppressive, virali o genetiche che non mostrano sintomi evidenti e riconoscibili.

Un cocktail di sostanze chimiche dannose
A parte le tossine prodotte dalle difficolt� oggettive dell'organismo umano nella digestione della carne, dobbiamo considerare una serie di altre sostanze chimiche che danneggiano anche gravemente l'organismo di chi mangia carne.

Innanzitutto ci sono le tossine prodotte dallo stesso organismo degli animali a causa dello stress e delle condizioni di vita allucinanti alle quali sono spesso sottoposti, da prima della nascita fino al momento della morte. Gli animali da allevamento vengono concepiti in condizioni innaturali e la gestazione � stressante, in quanto la madre non ha la possibilit� di organizzarsi le condizioni naturali per una buona salute sia fisica che emotiva. In natura gli animali hanno una vita sociale e familiare molto forte che produce salute fisica ed emotiva, godono di aria, sole, molto movimento libero, risorse alimentari fresche e naturali e persino integratori dei quali gli allevatori non conoscono l'utilit� o dei quali scelgono di fare a meno per considerazioni di profitto economico. Spesso gli animali da allevamento sono confinati per tutta la vita e ovviamente anche durante la gravidanza e il parto in box strettissimi, dove non possono nemmeno sdraiarsi.
Alla nascita il piccolo viene immediatamente tolto alla madre e rinchiuso a sua volta in un box, dove passer� probabilmente tutta la sua breve vita, alimentato artificialmente e costretto a un'esistenza ancora pi� artificiale, fino al momento in cui viene prelevato senza tanti complimenti, stipato in un camion con decine di altri animali terrorizzati -- e socialmente alienati da una vita di isolamento e condizioni artificiali -- per il trasporto fino al mattatoio, trasporto che spesso aggiunge terribili sofferenze alla sua condizione, con lunghissimi periodi senza acqua o cibo, scossoni, maltrattamenti da parte degli adetti, e cos� via.
Noi possiamo vedere facilmente quali sono gli effetti dello stress e delle condizioni di vita artificiali sulla salute degli esseri umani. Gli animali subiscono gli stessi effetti, tanto che una notevole percentuale (generalmente dal 10 al 40%) degli animali da allevamento non riesce a sopravvivere quel tanto che basta per arrivare al mattatoio, lasso di tempo che pure rappresenta di solito un solo decimo della durata naturale di vita della specie.
A parte la pura sopravvivenza, per quanto riguarda le condizioni di salute dell'organismo degli animali, i veterinari dei mattatoi esaminano gli animali velocemente e solo per verificare l'assenza di patologie macroscopiche (tumori, segni evidenti di malattie infettive, ferite in suppurazione ecc.) e destinano gli animali evidentemente e gravemente malati a scopi diversi dal "consumo umano", cio� li spediscono nelle scatolette di cibo per cani o gatti o altri animali.
Le condizioni di intossicazione cronica e debilitazione, o altre patologie "minori" non interessano certo l'industria della carne, anzi in alcuni casi vengono considerate un pregio dal punto di vista "alimentare", come ad esempio nel caso della carne di pollo o vitello, o nel pat� di fegato d'oca.

Poich� il mercato richiede carne molto bianca da pollo e vitello, questi animali vengono sottoposti appositamente a una dieta carente, all'immobilit� completa e spesso anche al buio costante e a farmaci anemizzanti per ottenere una condizione di anemia cronica e grave, che risulti in una maggiore bianchezza delle carni. Naturalmente i residui di tali farmaci passano nell'organismo di chi mangia questa carne, producendo effetti analoghi.
Per quanto riguarda le oche, il pat� viene ottenuto provocando una devastante degenerazione fisiologica del fegato attraverso una condizione cronica di indigestione. Le oche vengono ingozzate continuamente, e spesso ridotte alla immobilit� completa inchiodandole al pavimento per le zampe: in queste condizioni il fegato non � pi� in grado di metabolizzare adeguatamente il cibo e nell'organismo si produce una quantit� eccessiva di grasso. Quando le cellule sono sature, il sangue � saturato di grasso, e viene saturato anche il fegato stesso, che alla fine collassa e "scoppia" uccidendo l'animale. Il risultato di questo processo viene venduto a caro prezzo come "pat� de foie gras".

A parte i danni puramente fisici dell'organismo animale, che sono macroscopici e quindi facilmente collegabili con i danni fisici e funzionali nell'oganismo di chi consuma carne, esistono dei danni meno facili da notare ma altrettanto devastanti. Alcuni si ostinano ad affermare che gli animali non hanno intelligenza o sentimenti o personalit� -- cio� non hanno una psiche -- ma chiunque ha vissuto accanto a un animale sa che non � vero. Gli animali hanno paura, si arrabbiano, provano piacere, provano felicit�, si rilassano, si eccitano, provano ansiet� e tensione, provano affetto e attaccamento, provano odio e sentimenti di vendetta e ostilit�. Spesso sognano, e sicuramente possono soffrire di malattie mentali e alienazione. Dal punto di vista fisiologico, questi sentimenti e stati emotivi sono veicolati da sostanze neurotrasmettitrici chiamate endorfine, che "trasmettono" al sistema nervoso l'aspetto chimico delle emozioni...  sostanzialmente sostanze eccitanti come l'adrenalina e la nor-adrenalina che circolano nell'organismo in caso di pericolo, e sostanze calmanti come la serotonina e altre, che vengono normalmente rilasciate dall'organismo nel latte materno. Queste sostanze eccitanti e calmanti hanno gli stessi effetti dei principi farmacologici naturali (cio� vegetali) e sintetici.
CONTINUA
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