La tradizione cristiana
Il cristianesimo ha una tradizione vegetariana ben definita, dai primi discepoli (Pietro e Matteo, Giovanni "fratello del Signore", Giacomo "fratello del Signore") a Clemente di Alessandria (150-210), Tertulliano (155-222), San Giovanni Crisostomo (IV secolo), San Basilio e San Benedetto (350 3 530), San Bruno e i suoi figli, San Enda, tutti vescovi dal 300 al 500, Sant'Alberto e tutti i carmelitani, Santa Teresa d'Avila, i cistercensi trappisti dal mille in poi, i cartusiani, Tatian e i suoi seguaci, gli aquariani, i manichei, i montanisti, gli ebioniti, gli apostolici, gli albigesi, i bogomili dal tredicesimo secolo al quindicesimo secolo. Pi� recenti sono i doukhobor, William Booth fondatore dell'Esercito della Salvezza, gli avventisti del Settimo Giorno, i francescani, gli appartenenti all'ordine della Croce, i membri della Liberal Catholic Church, della Edenite Society, della Biogenic Society, della tradizione rosacrociana, del Movimento Gnostico Universale.
Personaggi di grande rilievo nella cristianit� moderna che furono accesi sostenitori del vegetarianesimo sono Ellen G. White (co-fondatrice della Chiesa Avventista del Settimo Giorno), John Wesley (fondatore dei Metodisti), Sylvester Graham (sacerdote Presbiteriano inventore dei cracker Graham), William Metcalfe (pastore della Chiesa cristiana biblica d'Inghilterra).
San Pio V condann� le corride considerandole spettacoli crudeli e vergognosi, pi� degni dei demoni che degli uomini, e Paolo VI non concesse alcuna udienza speciale ai toreri. Giovanni XXIII disse che se per realizzare un suo piano avesse dovuto uccidere una formica non lo avrebbe mai fatto. Anche Giovanni Paolo II ha affermato che l'uomo non deve mai maltrattare o torturare gli animali perch� sono creature dotate di capacit� di soffrire e sensibilit�: in una lettera dell'11 novembre 1981 scrive "La vostra opera ecologica e zoofila francescana � nobile, preziosa e meritoria, ed io la sosterr�."
Nell'enciclica Sollicitudo Rei Socialis (cap 34) afferma: "Non si pu� fare impunemente uso delle diverse categorie di esseri viventi o inanimati -- animali, piante, elementi naturali -- come si vuole, a seconda delle proprie esigenze economiche... Il dominio accordato dal Creatore all'uomo non � un potere assoluto... Nei confronti della natura visibile siamo sottoposti a leggi non solo biologiche ma anche morali, che non si possono impunemente trasgredire." Nel suo libro "Amore e responsabilit�", edizioni Marietti, Torino 1980, si legge "Si esige che la persona umana e ragionevole non distrugga n� sperperi le ricchezze naturali e ne usi con moderazione. In particolare, quando si tratta del suo atteggiamento verso gli animali, questi esseri dotati di sensibilit� e capaci di soffrire, si esige dall'uomo che non li sottoponga a sevizie e non li torturi fisicamente quando li mette al proprio servizio. Abbiamo doveri morali verso il soggetto costituito da persona, ma li abbiamo anche verso gli esseri viventi capaci di soffrire."
In diverse lettere indirizzate ai francescani, Giovanni Paolo II scrive: "Chi lo ha compreso non pu� non guardare con riverente riconoscenza alle creature della terra e trattarle con la responsabile attenzione che gli impone un doveroso riguardo verso il Divino Donatore." (27/5/84)
"San Francesco sta dinanzi a noi come esempio di inalterabile mitezza e sincero amore nei confronti degli esseri irragionevoli, che fanno parte del Creato. Egli guardava il Creato con gli occhi di chi sa riconoscere in esso l'opera meravigliosa della mano di Dio. La sua voce, il suo sguardo, le sue cure premurose, non solo verso gli uomini ma anche verso gli animali e la natura in genere sono un'eco fedele dell'amore con cui Dio ha pronunciato all'inizio il fiat che li ha fatti esistere. Ad un simile atteggiamento siamo chiamati anche noi. Creati a immagine di Dio, dobbiamo renderlo presente in mezzo alle creature come padroni e custodi intelligenti e nobili della natura e non come sfruttatori e distruttori senza alcun riguardo." (12/3/82)
"Mi fa piacere incontrarmi con voi e volentieri esprimo il mio incoraggiamento per l'opera che prestate per la protezione degli animali, nostri fratelli pi� piccoli come li chiamava il Poverello d'Assisi." (11/11/82)
Ricordiamo qui che Francesco d'Assisi scrisse il famoso "Cantico delle Creature", benediva e parlava agli animali (lupi, agnelli, pecore, lepri, conigli, pesci, colombe, rondini, cornacchie, gazze, falchi, tortore, allodole, cicale). Sant'Uberto era stato cacciatore, ma si dedic� completamente alla vita spirituale dopo aver avuto la visione di Cristo in un cervo che stava per uccidere.
Famosi vegetariani cattolici come padre Mariano da Torino, Bruna d'Agu�, Franco Libero Manco, don Mario Canciani, i membri del quarto ordine francescano e molti altri, stanno conducendo da molti anni una battaglia non violenta per aiutare i fedeli e le autorit� ecclesiastiche a diventare consapevoli di questa importante verit�.
Molti cristiani sono stati tratti in inganno da alcuni passi del Nuovo Testamento, dove si dice che Cristo mangi� carne o consigli� di mangiare carne. Dopo il Concilio di Nicea (325 d.C.) voluto e controllato da Costantino in cambio dell'apertura del potere politico al clero cristiano, il Nuovo Testamento fu alterato dalle autorit� ecclesiastiche di allora con lo scopo di stabilire la dottrina "ortodossa" ed eliminare la reincarnazione e il vegetarianesimo dalla loro posizione di pilastri della fede cristiana. I primi cristiani (i cristiani delle origini) erano infatti strettamente vegetariani: lo dimostrano le cronache del tempo. Nel 177, una donna di nome Biblis protestava contro le accuse rivolte contro i cristiani (alcuni detrattori sostenevano che mangiavano i bambini) dicendo: "Questa gente non pu� consumare nemmeno il sangue di animali irrazionali, come potrebbe mangiare bambini?"
Neanche nel Nuovo Testamento viene dunque consigliato di mangiare carne. Questo d'altronde coincide con la famosa profezia di Isaia sull'avvento di Ges�: "Una vergine concepir� e dar� alla luce un figlio, e il suo nome sar� Emanuele ("Dio � con noi"). Burro e miele saranno il suo cibo, perch� sapr� rifiutare il male e scegliere il bene." Matteo (9:13 e 12:7) riporta due volte il comando di Ges�, gi� affermato dal profeta Osea: "Voglio misericordia e non sacrifici."
Nel 1947 furono ritrovati i famosi Rotoli del Mar Morto, dei papiri risalenti ai primi secoli dell'era cristiana, che testimoniano l'entit� delle manipolazioni successive sui testi sacri originari. Un altro importante reperto � un manoscritto esseno ritrovato in un monastero buddhista tibetano, dove era stato nascosto per preservarlo dai corruttori. Questi documenti archeologici sono stati studiati da Martin Larson, Edmond B. Szekely, Millar Burrows, G.J. Ousley, John M. Allero e Frank J. Muccie, e sono stati definiti dalle gerarchie ecclesiastiche come "vangeli apocrifi" (cio� "non riconosciuti" ufficialmente, in contrasto con i vangeli "canonici" ).
Studi accurati sugli antichi manoscritti orginali dei Vangeli, scritti in greco, hanno rivelato che le parole tradotte come "carne" sono in realt� trophe, phago, e brome, che significano semplicemente "cibo" o "atto del mangiare" in senso lato. Ad esempio, in alcune edizioni del Vangelo di San Luca (8:55) si lgge che Ges� resuscit� una donna dalla morte e "ordin� di darle della carne". La parola greca originaria tradotta con "carne" � in realt� phago, che significa semplicemente "da mangiare". Quindi Ges� ordin� in effetti e semplicemente che alla donna resuscitata fosse dato del cibo. La parola greca per indicare la carne � kreas, che non compare mai nei Vangeli originari in riferimento a Cristo. Le parole greche usate nelle versioni originali dei Vangeli sono broma (cibo), brosimos (ci� che pu� essere mangiato), brosis (nutrimento o atto del mangiare), prosphagion (qualcosa da mangiare), trophe (nutrimento), phago (mangiare).
Per quanto riguarda il pesce, � interessante sapere che fin dai tempi dei Babilonesi, nella zona della Palestina era molto popolare un alimento preparato con delle alghe chiamate "pianta pesce". Queste alghe venivano fatte seccare, polverizzate in un mortaio e impastate per farne una specie di pane, cibo molto diffuso e apprezzato ai tempi di Ges�, e che ancora oggi viene raccomandato ai fedeli musulmani. E' dunque molto probabile che quando a Ges� furono presentati "dei pani e dei pesci" e lui moltplic� il cibo per nutrire la folla, piuttosto che pani e pesci, il cibo presentato fosse piuttosto del "pane di pianta pesce". In questo senso si comprenderebbe infine perch� nella versione originale l'evangelista afferma che Ges� lo moltiplic�, esprimendo il complemento oggetto al singolare, cosa che risulta perfettamente logica se il genere di cibo moltiplicato fosse stato singolare.
San Giovanni Battista, che faceva austerit� vivendo nel deserto, mangiava carrube e miele. Alcune traduzioni del nuovo testamento riportano l'errata dizione "locuste" a causa di una svista simile a quella citata sopra: in Palestina le carrube sono chiamate anche "fagioli della locusta", perch� molto apprezzate da tali insetti.
CONTINUA
Hosted by www.Geocities.ws

1