| Anche dal punto di vista logico e pratico, � senz'altro pi� facile mangiare carrube, visto che nelle zone aride gli alberi di carrube crescono forti e rigogliosi, spesso spontanei, e sono molto longevi e produttivi. Le loro bacche sono facilmente reperibili e quindi non particolarmente pregiate sul mercato, tanto che ancora oggi sono usate come mangime per i cavalli anche nelle zone rurali italiane, pur essendo molto dolci e nutrienti (contengono molti zuccheri, amidi, proteine, vitamine e sali minerali) e non richiedendo alcuna cottura o preparazione speciale). Una dieta basata su bacche di carrube raccolte da zone desertiche richiede pochissimo tempo e fatica per la raccolta, e sicuramente fornisce un apporto nutritivo molto pi� ricco e piacevole di una dieta basata su insetti che si nutrono di vegetazione e quindi non frequentano generalmente le zone aride. Senza parlare della difficolt� di acchiapparle, della scarsa dimensione di ciascuna locusta (da rincorrere e catturare individualmente), della difficolt� di conservazione e del considerevole disgusto di mangiarsele. Senza contare che non sono mai state considerate un cibo dalla cultura ebraica, non essendo elencate tra gli animali "commestibili" nella Bibbia (Levitico), che � estremamente precisa su queste cose. Se Giovanni il Battista (che non dobbiamo dimenticare, era considerato un profeta ebreo e una grande autorit� spirituale dai suoi contemporanei, attirando folle di seguaci che volevano farsi "purificare" da lui con il battesimo) aveva deciso di vivere dedicandosi all'austerit� e alla penitenza per dare un esempio di santit� al popolo, astenendosi dai cibi succulenti permessi dalla Bibbia, come avrebbe potuto scegliere di mangiare cose proibite dalla Bibbia, quando aveva a disposizione numerosi, economici e "puri" alberi di carrube? Il carrubo nell'antichit� fu venerato nel mondo islamico e nella chiesa primitiva come "cibo dei profeti", e in alcune zone d'Italia le carrube sono ancora chiamate "pane di San Giovanni". Alcuni commentatori delle scritture sono dell'opinione che il "miele selvatico" mangiato da Giovanni sia stato lo sciroppo che si ottiene spremendo i frutti molto maturi del carrubo, che ha sapore di miele. Questo spiegherebbe anche l'associazione carrube e miele. Inoltre, sarebbe pi� facile da raccogliere, dato che il miele raccolto dalle api ha ben poche possibilit� di essere reperito facilmente in zone aride e torride prive di vegetazione fiorita. Venticinque anni dopo la predicazione di Giovanni Battista, Flavio Giuseppe rimase per tre anni presso un eremita solitario ebraico di nome Banno, che viveva nel deserto "con vestito ricavato dagli alberi e nutrendosi di cibo cresciuto spontaneamente". Un gruppo di religiosi ebraici, gli Esseni, menzionati da Flavio Giuseppe (Guerra Giud. II, 119-161), ma anche da Filone, Plinio, Epifanio ed altri, erano strettamente vegetariani e non celebravano sacrifici animali, erano chiamati "meditativi", "terapeuti" e "silenziosi". Da molti episodi risulta che Ges� e sua madre Maria appartenevano al gruppo degli Esseni. Ges� in particolare aveva fatto voto di Nazireato, che comporta l'astensione da bevande alcoliche e cibi non vegetariani, oltre all'austerit� di non tagliarsi mai n� capelli n� barba e di indossare abiti senza cuciture. La cosa viene confermata da numerosi passaggi dei Vangeli anche canonici (quando si parla della tunica di Ges�, che era in un solo pezzo senza cuciture, e del fatto che a causa del voto di Ges� nessuno aveva mai tagliato i suoi capelli). Ges� era chiamato anche popolarmente "il Nazireo", appellativo poi spesso confuso con "Nazareno", a volte tradotto come "originario di Nazareth", per depistare coloro che avrebbero potuto cercare di comprendere le vere abitudini di vita e i veri insegnamenti di Ges�. Per questa distorsione, valgono le stesse motivazioni della traduzione errata dei termini originari dei vangeli greci -- cio� giustificare e facilitare una classe clericale dedita al peccato di gola nella forma di carne, vino e alcolici di vario genere. Il vino bevuto dagli Esseni era una specie di mosto bollito, o succo d'uva dolce non fermentato, molto salutare in quanto ricco di calorie, vitamine, sali minerali e propriet� disintossicanti e terapeutiche. Ricordiamo che ancora oggi gli igienisti raccomandano la "cura dell'uva" per disintossicare l'organismo ai cambi di stagione -- tale cura non richiede certamente il consumo di grandi quantit� di vino, bens� di succo d'uva e uva fresca, nella quantit� di uno o due chili al giorno, come unico alimento previsto durante il periodo della cura. Il Vangelo Esseno della Pace, ritrovato tra i documenti del Mar Morto, afferma: "La carne dell'animale ucciso diventer� la sua tomba nel suo stesso corpo, perch� in verit� vi dico, chi uccide uccide s� stesso, e chi mangia la carne di animali uccisi mangia il corpo della morte." San Pietro, in una delle sue omelie, tuonava: "Il consumo di carne � innaturale e contamina quanto l'adorazione dei demoni che fanno i pagani, con i suoi sacrifici e i suoi festini impuri, che vedono gli uomini compagni di banchetto dei diavoli." San Tommaso (l'apostolo che and� a predicare in India, non Tommaso d'Aquino!) era anch'egli vegetariano. Clemente di Alessandria, un padre della Chiesa delle origini, raccomanda nei suoi scritti l'alimentazione vegetariana, in particolare citando l'esempio dell'apostolo Matteo che "si cibava di semi, noci e vegetali, senza mangiare carne" e commenta "Non vi � forse in una temperata semplicit� una completa variet� salutare di cibi? Vegetali, radici, olive, erbe, latte, formaggio, frutta e noci... Non dobbiamo trasformare il nostro corpo in un cimitero di animali." San Gerolamo, un altro padre dell'antica Chiesa cristiana, che autorizz� la prima versione latina della Bibbia tuttora in uso, scrisse: "Cucinare vegetali, frutta e legumi � facile ed economico" e suggeriva questa dieta a chi voleva diventare saggio. San Giovanni Crisostomo considerava il consumo di carne innaturale e crudele da parte dei cristiani: "Ci comportiamo come lupi, come leopardi... anzi peggio di loro, perch� la natura ha previsto che essi si nutrissero in quel modo, ma noi, ai quali Dio ha dato la parola e il senso della giustizia, siamo diventati peggio di belve feroci. Noi capi della cristianit� dobbiamo praticare l'astinenza dalla carne degli animali per controllare il nostro corpo... il consumo della carne animale � una contaminazione innaturale." San Benedetto, fondatore dell'ordine dei Benedettini, prescrisse ai suoi monaci una dieta essenzialmente vegetariana. Anche ai trappisti era vietato, fin dalla fondazione nel diciassettesimo secolo, mangiare carni e uova, e bench� con il Concilio Vaticano nel 1960 il divieto sia stato tolto per facilitare i monaci che trovavano difficile seguire tale pratica, ancora oggi molti frati trappisti si attengono alla regola originale. Persino San Paolo, che fu l'artefice della prima espansione sociale ufficiale del cristianesimo, e che ne ampli� i rigidi confini esseni allo scopo di diffonderne il messaggio essenziale anche tra vasti gruppi di ebrei in varie parti dell'impero, e in popolazioni fino ad allora estranee all'ebraismo, scriveva: "Colui che mangia di tutto non sprezzi colui che non mangia di tutto. Non perdere, con il tuo cibo, colui per il quale Cristo � morto! Non disfare per un cibo l'opera di Dio. E' bene non mangiare carne n� bere vino. L'intera creazione anela ansiosamente alla manifestazione gloriosa dei figli di Dio. Anch'essa verr� affrancata dalla schiavit� della corruzione per partecipare alla libert� della gloria dei figli di Dio." (Romani, 2, 3, 15, 18, 19, 20, 21) Nel concilio di Trullano, svoltosi a Costantinopoli nel 692 d.C., fu stabilita questa regola per rimediare in qualche modo agli eccessi che si erano scatenati in seguito all'abolizione del vegetarianesimo come regola, sancita dal concilio di Nicea (325 d.C.): "Le sacre scritture proibiscono il consumo di sangue animale. Un chierico che commette questo peccato sar� sconsacrato, un laico sar� scomunicato." Tommaso d'Aquino (1125-1274), che i suoi stessi biografi dicono famoso per essere un ghiottone (e non certo l'unico nela Chiesa di quei tempi) elabor� la famosa dottrina secondo la quale gli animali non avrebbero anima -- e neppure le donne e le razze inferiori -- sebbene in seguito, a causa di notevoli pressioni, la Chiesa dovette ammettere che donne e negri avevano s� un'anima, ma di livello "inferiore", per poter mediare tra la giustificazione della schiavit� e dell'oppressione femminile da una parte e la necessit� del battesimo e della pratica religiosa per tali categorie dall'altra. |