Comunisti per la Rifondazione |
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Alicenonlosa
ha pubblicato una intervista dell'Assessore provinciale Filippo Carraro.
Per gran parte ripete le tesi note della corrente di Grassi e Masella.
Vale la pena di riportare la parte finale dell'intervista che riguarda
la realtà politica locale. Riportiamo la parte finale dell'intervista dell'assessore Carraro ad Alicenonlosa Qual è la mappatura delle mozioni all'interno del partito di Parma? Il segretario provinciale uscente Conte con chi sta? Cutaia, Novari, Delchiappo... e lei? Le persone da lei citate hanno unanimamente aderito al documento Essere Comunisti di Grassi e Pesce. Crediamo che il Partito che abbiamo costruito a Parma possa essere una buona base di partenza per quello nazionale. Ci definivano alleantisti, frontisti e di destra... alla fine con accordi programmatici e senza cambiali in bianco abbiamo contribuito in modo determinante alla vittoria al primo turno di Bernazzoli e abbiamo portato Rifondazione Comunista ad oltre il 10% in città e al 9% complessivamente in provincia. Questo contro il 6,1% della media nazionale. La gente ci ha premiato non solo per i programmi che chiediamo e otteniamo o le categorie che difendiamo, ma credo anche perché somigliamo alla parte migliore del grande PCI. Tutti ancora sentono il bisogno di un grande partito comunista di massa. I partiti leggeri e d'opinione prima o poi si perdono nella melma della politica, non diventano punto di riferimento.
A livello provinciale le sensibilità incidono, eccome! Il gruppo dirigente di Parma si è collocato totalmente in una posizione che non è quella del Segretario nazionale, ovvero abbiamo sottoscritto il documento Essere Comunisti. Questo non per un fatto nostalgico o per presunzione, ma perché crediamo fermamente che di fronte alle ingiustizie (sempre più presenti, anche nel nuovo millennio) non ci sia nulla di più moderno del comunismo, inteso come una nuova società basata sulla liberazione dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Questa è la parte del Partito che ha voluto l'accordo con il centro-sinistra con coerenza e con trasparenza di contenuti, e che sta dimostrando lealtà, ma non subalternità. Ciò ha fatto e farà crescere politicamente tutto il partito di Parma. Se un dirigente si valuta sulla lungimiranza dell'analisi e dell'azione, posso dire che questo gruppo dirigente locale deve continuare a guidare la Federazione di Parma ancora a lungo facendo anche sintesi sulle posizioni: credo poco ai segretari di partito che si autodefiniscono di parte e non di sintesi, e che guidano il partito con maggioranze risicate o relative.
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