Karl MarxComunisti per la Rifondazione
Area programmatica del Partito della Rifondazione Comunista di Parma
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Dichiarazione dell'Area Programmatica del PRC di Parma
Comunisti per la Rifondazione


I compagni del Comitato Politico Federale della Federazione di Parma, firmatari della presente, tengono a denunciare quanto segue, al solo fine di offrire un contributo al chiarimento delle cause politiche che negli ultimi anni hanno portato il nostro partito in città ed in provincia ad una paralisi completa, all’ accentuarsi della sua debolezza organizzativa, all’isolamento dai movimenti di lotta ed alla subalternità verso i partiti del centro sinistra.

L’ultimo Congresso della Federazione ha sancito dei risultati riassumibili all’incirca così:

documento di maggioranza 66%, di cui 42% "emendatari"
documento di minoranza 34%.
A seguito di detti risultati si sono succeduti due segretari provinciali appartenenti agli "emendatari". Il primo dimessosi pochi mesi dopo l’elezione, il secondo di recente per motivi di salute. In entrambi i casi non si è potuto procedere ad un chiarimento politico circa la direzione, la gestione e la collocazione del partito sul territorio per esplicito diniego della componente di maggioranza relativa ("emendatari") disinteressata a qualunque convergenza su contenuti politici-programmatici e di intervento sul territorio.

Nel corso del tempo che ci separa dal Congresso si sono accentuati, così, aspetti negativi della "vita" del partito:

1) vuoto politico, inattività, e continua perdita di presenza nella società;

2) personalismi e dinamiche negative nel collettivo del Cpf;

3) mancanza di veri rapporti con i movimenti e di influenza politica al loro interno;

4) scollamento tra partito e rappresentanze istituzionali locali.

Il 7 novembre u.s. si è proceduto all’elezione del nuovo segretario con la partecipazione del membro della Segreteria regionale e della Direzione provinciale di Parma compagno Filippo Carraro. Nel corso della riunione che ha portato alla elezione del compagno Emanuele Conte della minoranza congressuale, si è manifestato apertamente un accordo tra i compagni "emendatari" e quelli della seconda mozione. La natura di detto accordo appare difficilmente riconducibile a ragioni politiche che possano avere un certo respiro e un qualche effetto positivo per la rinascita del partito. Al contrario, per come si è svolta la vicenda, si denota un vuoto assoluto di idee, scarsa trasparenza, tanta confusione e precarietà nella prospettiva.

L’unica cosa chiara che appare è una conversione istituzionalista-alleanzista dei compagni della minoranza in relazione alle prossime elezioni amministrative. Conversione peraltro positiva se connessa al superamento di vecchie forme di settarismo, ma sicuramente deleteria se dettata da puro opportunismo momentaneo.

Il tipo di accordo che ha consentito l’elezione di un segretario della minoranza costituisce uno strappo nei confronti dei compagni che hanno dato il loro voto al documento uscito maggioritario all’ultimo congresso. La stessa segreteria è stata costruita in aperta "rottura" con la maggioranza del partito.

L’evento appare grave dal punto di vista politico sia perché giustificato dal compagno della segreteria regionale e da tanti compagni "emendatari" con "l’esaurimento degli effetti dell’ultimo Congresso" sia perché presenta quei caratteri di continuità con il passato che rischiano di aggravare tutti gli aspetti negativi esistenti nella vita del partito (vuoto politico, subalternità, deficit organizzativo, mancanza di relazioni stabili con soggetti sociali ecc.). Tutto ciò mentre è richiesto un sovrappiu’ di tensione politica per rafforzare i movimenti, per accelerare la caduta del governo Berlusconi, per aprire la prospettiva ad una sinistra alternativa.

Ciò considerato i compagni firmatari del presente documento ritengono che la linea deliberata nell’ultimo congresso conservi la sua validità, che, proprio per questo, gli aggiustamenti richiesti dalle novità in essere, discussi in questi giorni a tutti i livelli del partito, non rendano affatto necessarie divisioni tra le varie sensibilità presenti nella maggioranza congressuale. Si sentono comunque impegnati nel lavoro politico e nella collaborazione attiva con tutte le istanze e gli organismi di Partito, ma sentono come improrogabile di dover operare attivamente anche come AREA PROGRAMMATICA DENTRO E FUORI IL PARTITO (nel rispetto dello Statuto) per affermare la linea politica e le idee di fondo dell’ultimo congresso. Si propongono con tale strumento di contribuire a rendere operative, in maniera aperta e produttiva, con tutti i compagni che volessero offrire un contributo politico, tali linee di indirizzo, anche in accordo con quanto emerso dal recente Cpn.

Remo Azzolini, Umberto Bacchini, Alessandro Benvenuti, Mauro Bocchia, Giovanni Caggiati, Mario Cautela, Ermes Corradi,

Michele D’Ambra, Franco Ferrari, Luca Ghisoni, Matteo Nesti, Pino Oliverio, Marco Scaramazza, Giuliano Violi


 

 

 

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