Comunisti per la Rifondazione |
| Area programmatica del Partito della Rifondazione Comunista di Parma |
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Lultimo Congresso della Federazione ha sancito dei risultati riassumibili allincirca così: documento
di maggioranza 66%, di cui 42% "emendatari" Nel corso del tempo che ci separa dal Congresso si sono accentuati, così, aspetti negativi della "vita" del partito: 1) vuoto politico, inattività, e continua perdita di presenza nella società; 2) personalismi e dinamiche negative nel collettivo del Cpf; 3) mancanza di veri rapporti con i movimenti e di influenza politica al loro interno; 4) scollamento tra partito e rappresentanze istituzionali locali. Il 7 novembre u.s. si è proceduto allelezione del nuovo segretario con la partecipazione del membro della Segreteria regionale e della Direzione provinciale di Parma compagno Filippo Carraro. Nel corso della riunione che ha portato alla elezione del compagno Emanuele Conte della minoranza congressuale, si è manifestato apertamente un accordo tra i compagni "emendatari" e quelli della seconda mozione. La natura di detto accordo appare difficilmente riconducibile a ragioni politiche che possano avere un certo respiro e un qualche effetto positivo per la rinascita del partito. Al contrario, per come si è svolta la vicenda, si denota un vuoto assoluto di idee, scarsa trasparenza, tanta confusione e precarietà nella prospettiva. Lunica cosa chiara che appare è una conversione istituzionalista-alleanzista dei compagni della minoranza in relazione alle prossime elezioni amministrative. Conversione peraltro positiva se connessa al superamento di vecchie forme di settarismo, ma sicuramente deleteria se dettata da puro opportunismo momentaneo. Il tipo di accordo che ha consentito lelezione di un segretario della minoranza costituisce uno strappo nei confronti dei compagni che hanno dato il loro voto al documento uscito maggioritario allultimo congresso. La stessa segreteria è stata costruita in aperta "rottura" con la maggioranza del partito. Levento appare grave dal punto di vista politico sia perché giustificato dal compagno della segreteria regionale e da tanti compagni "emendatari" con "lesaurimento degli effetti dellultimo Congresso" sia perché presenta quei caratteri di continuità con il passato che rischiano di aggravare tutti gli aspetti negativi esistenti nella vita del partito (vuoto politico, subalternità, deficit organizzativo, mancanza di relazioni stabili con soggetti sociali ecc.). Tutto ciò mentre è richiesto un sovrappiu di tensione politica per rafforzare i movimenti, per accelerare la caduta del governo Berlusconi, per aprire la prospettiva ad una sinistra alternativa. Ciò considerato i compagni firmatari del presente documento ritengono che la linea deliberata nellultimo congresso conservi la sua validità, che, proprio per questo, gli aggiustamenti richiesti dalle novità in essere, discussi in questi giorni a tutti i livelli del partito, non rendano affatto necessarie divisioni tra le varie sensibilità presenti nella maggioranza congressuale. Si sentono comunque impegnati nel lavoro politico e nella collaborazione attiva con tutte le istanze e gli organismi di Partito, ma sentono come improrogabile di dover operare attivamente anche come AREA PROGRAMMATICA DENTRO E FUORI IL PARTITO (nel rispetto dello Statuto) per affermare la linea politica e le idee di fondo dellultimo congresso. Si propongono con tale strumento di contribuire a rendere operative, in maniera aperta e produttiva, con tutti i compagni che volessero offrire un contributo politico, tali linee di indirizzo, anche in accordo con quanto emerso dal recente Cpn.
Remo Azzolini, Umberto Bacchini, Alessandro Benvenuti, Mauro Bocchia, Giovanni Caggiati, Mario Cautela, Ermes Corradi, Michele DAmbra, Franco Ferrari, Luca Ghisoni, Matteo Nesti, Pino Oliverio, Marco Scaramazza, Giuliano Violi
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