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SANVINCENTI LE TRACCE DEL PASSATO SI FONDONO A TAL PUNTO |
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S A N V I N C E N T I |
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Il
sussurro |
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La Dogaressa |
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A
Castello Grimani è legata
anche una terribile storia d’altri tempi. Una vicenda medievale
anche ben documentata. Il caso - effettivamente non raro a quei tempi, anche in Istria - della condanna al rogo di una
giovane,che fu accusata dall'Inquisizione veneziana di stregoneria. |
Il
nome di Sanvincenti viene citato nei documenti storici per la prima
volta nel 965. A confermare l'esistenza dell'abbazia invece è uno
scritto del 1025, che parla della determinazione dei confini tra le
proprietà dei frati ed i territori di Golzana vecchia e Barbana, per
cui si presume che già allora, qui sia esistito anche il borgo. Si sa
comunque che già dal VI secolo l'agro di Sanvincenti faceva parte del
“feudo di Sant'Apollinare", un insieme di beni dell'agro polese
donati dall'imperatore Giustiniano all'arcivescovo di Ravenna
Massimiano, nativo di Vestre. I vescovi di Parenzo contestarono i
diritti su tale fondo, per una presunta regalia bizantina, del 521, a
favore della diocesi di Parenzo, e ricordata in un documento del 1022,
probabilmente falsificato; nel tempo questi beni furono incamerati nella
mensa parentina. In seguito i vescovi riuscirono a far riconoscere dagli
imperatori germanici la loro legittimità. Il vescovo Pietro arrivò,
nel 1177, a farsi confermare da papa Alessandro III, tra le altre cose,
il possesso della chiesa di Sanvincenti e delle sue cappelle. Divenuto
marchese d'Istria nel 1209, il patriarca d'Aquileia Volchero ebbe
qualche problema a proteggere questo territorio semidesertico e poco
redditizio e, circa nel 1250, il borgo venne dato in consegna alla
nobile famiglia dei Sergi di Pola, in seguito chiamata Castropola. Dopo
la metà del XIII secolo, il feudo vescovile di Sanvincenti fu assegnato
dalla diocesi parentina ad Alberto II conte di Gorizia e di Pisino. Nel
1252, essendo signore di Sanvincenti Galvano de Castropola, eletto
podestà della Regalěa di Pola nel 1243, sorsero delle liti con gli
abitanti di Due Castelli per una questione di pascoli. La decisione fu
rimessa al vescovo Giovanni di Parenzo, il quale sentenziò che i
pascoli potevano venir usufruiti da entrambi le comunità. I vari
contrasti tra signorotti e vescovi fece sì che all'inizio del 1300 il
castello di Sanvincenti divenne un importante punto strategico ai
confini della contea di Pisino. Essendo un comune molto esteso, grazie
anche alla decisione del vescovo Giovanni, era pressoché indipendente
da Pola avendo tra l'altro un proprio giudizio criminale e civile
amministrato da gastaldo. Nel 1331, i Castropola, in lotta contro Venezia, persero la sovranità su Sanvincenti che passò alla famiglia Morosini, erede di Fulcherio de Castropola, morto senza prole legittima. Nel 1374, con la morte del conte Alberto IV il feudo di Sanvincenti passò ai duchi d'Austria con la contea di Pisino, ma la baronia fu mantenuta staccata con un proprio provveditore ed una propria amministrazione. Il 1° maggio del 1384 Gilberto Zorzi, vescovo di Parenzo, donò alla nobile famiglia Morosini, il castello che apparteneva a suo zio Fulcherio Castropola. Sanvincenti, occupata dai Veneziani nel 1515, con la pace di Worms del 1523, rimase sotto la sovranità della repubblica di Venezia. Lo stesso anno i Morosini acquisirono la metà del feudo che era rimasto sotto la sovranità austriaca e da allora furono indiscussi signori di Sanvincenti. Nel 1532 Andrea Morosini, elaborò uno statuto per il comune di Sanvincenti. Nel 1560, Angela e Morosina Morosini sposarono i fratelli Ermolao e Marino Grimani di San Luca e quale dote portarono il feudo paterno. Dopo le nozze di Morosina Morosini con il patrizio Marino Grimani, il 25 aprile del 1595 quest'ultimo venne eletto Doge di Venezia e sua moglie Morosina diventò Dogaressa. Grandi furono i festeggiamenti a Sanvincenti. A Venezia lei creò una scuola laboratorio di merletti che poi ebbe uno straordinario sviluppo a Burano. I Grimani tennero il feudo fino alla caduta della repubblica veneta nel 1797 e poi, nel XIX secolo, lo cedettero al vescovo Dobrila di Parenzo. Dopo dieci secoli, Sanvincenti ritornò alla mensa vescovile. Prima dell'ultima guerra monsignor Pederzolli cedette il castello al comune di Sanvincenti, che ne fece la sua nuova sede. |
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