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Chi guadagna ?
 
Gli operatori telefonici sono chiaramente i primi a beneficiare del business della telefonia, essendo quelli che forniscono il servizio.
Tanto per dare un'idea, una centrale telefonica gestisce in media tutte le stazioni radio base di una porzione di territorio grande quanto due provincie. Il fatturato di 1 ora di attività della centrale raggiunge tranquillamente i 300 milioni di lire.
In genere una centrale telefonica è altamente affidabile, per cui ogni sua parte è replicata. Se ad esempio si dovesse rompere un chip, ve ne sarebbe uno equivalente che in maniera del tutto automatica e in frazioni di microsecondo prenderebbe il posto di quello guasto.
Essendo il software di una centrale comunque scritto da essere umani, in particolari condizioni potrebbero emergere dei bachi software, e in questo caso la centrale fa un po' quello che facciamo noi quando il PC si pianta: un restart.
Se questo succede, tutte le conversazioni in corso vengono interrotte e non si possono iniziare nuove telefonate fino al completamento del restart.
Se state telefonando e di punto in bianco vi cade la comunicazione, sappiate che uno dei motivi (seppur raro) potrebbe essere appunto il restart della centrale alla quale siete connessi.
Bene ! Sappiate che in questa situazione, visti i fatturati in gioco, chi sta imprecando per la maggiore è il gestore telefonico che si vede la tassazione bloccata.
Qualche tecnico disgraziato sarà chiamato d'urgenza per intervenire e risolvere il problema, magari buttandolo giù dal letto a notte fonda o richiamandolo dalle ferie.

Il proprietario del sito

Una discreta fetta di torta va in tasca anche ai proprietari dei siti si cui sono installate le antenne. Questi percepiscono un canone variabile in relazione alla zona in cui si trovano.
Un sito in centro città farà più traffico e quindi varrà di più di un sito in periferia. Tanto per fare qualche esempio, la tabella seguente riporta i canoni di locazione annuali medi in per un sito in alcune città italiane:

Città Zona centrale Periferia
Bari 25.000.000 20.000.000
Bologna 30.000.000 25.000.000
Firenze 30.000.000 25.000.000
Milano 35.000.000 30.000.000
Napoli 32.000.000 28.000.000
Padova 30.000.000 25.000.000
Palermo 25.000.000 20.000.000
Roma 35.000.000 32.000.000
Venezia 32.000.000 27.000.000
Gli importi sono comunque estremamente variabili in relazione alla zona in cui ci si trova. Ad esempio un sito in zona Colosseo a Roma o in Piazza S.Marco a Venezia arriva tranquillamente a 80 - 90 milioni di affitto all'anno. Ricordo che l'area affittata non è un appartamento, ma in genere si tratta solo di una piccola porzione del tetto.

I comuni

Intuito il business, i comuni si sono fatti furbi e propongono loro stessi delle aree comunali agli operatori, intascando di conseguenza il canone di affitto. Moltissimi comuni stanno anche proponendo la stipula di un "Protocollo di Intesa", cioè un accordo che vincola gli operatori al pagamento di una quota per ottenere le autorizzazioni necessarie. Ufficialmente questa quota sarà utilizzata dal comune per monitorare l'emissione di onde elettromagnetiche. Ufficiosamente, chi aderisce al protocollo di intesa sarà facilitato nell'ottenimento dei permessi.

Le ditte e l'indotto

La diffidenza e i timori che le antenne possano nuocere alla salute, hanno reso la ricerca di siti idonei e l'ottenimento dei permessi una attività di estrema difficoltà.
Il risvolto positivo, è che questo ha creato un indotto non indifferente: le ditte specializzate nella ricerca siti si sono in breve tempo moltiplicate creando posti di lavoro per molte persone.

I nuovi limiti di legge sui valori di campo elettrico hanno imposto di eseguire le cosiddette "misure di fondo", cioè la misurazione dei valori di campo elettromagnetico prima e dopo l'installazione dell'antenna. Anche in questo caso, le ditte specializzate nell'esecuzione delle misure di fondo nascono come funghi.

Progettare un palo che resista all'azione delle intemperie senza crollare, non è cosa da poco. Gli studi di ingegneria hanno trovato lavoro in quantità.

Università e centri di ricerca  si propongono per studiare gli effetti dei campi elettromagnetici e cercano fondi.

Politici e partiti vari  E qui prendo spunto da una mail ricevuta da un lettore di questo sito (Antonio Z.), che ringrazio per il suggerimento.

Prima di tutto i politici presunti ambientalisti ed i loro alter ego delle associazioni ambientaliste che cavalcono e montano la tigre delle paure, dei timori e della ignoranza della popolazione per rendite di posizione elettorali e non.

Ormai il meccanismo di marketing elettorale e' essenzialmente basato sul creare timori e paure per il futuro ad una popolazione ansiosa che il proprio livello di benessere e di consumo non sia intaccato in alcun modo. Al meccanismo partecipano in modo decisivo i media contribuendo in maniera decisiva con il loro sensazionalismo a terrorizzare una popolazione sempre piu' attaccata al consumo dei beni materiali ed alla salute del corpo. Qualsiasi timore o paura puo' provocare spostamenti di consensi in misura notevole creando qua o la' piccole o grandi fortune elettorali.
A questi meccanismi concorrono in egual misura sia destra che sinista ciascuno con il proprio dominio naturale di paure e timori da gestire.
Alla destra spetta il dominio dell'ordine pubblico, dello straniero invasore, della tradizione minacciata dai diversi etc.... La sinistra invece ha l'appalto del catastrofismo ambientalista e del salutimo alternativo, omeopatia et similia. Il centro cattolico e' invece il proprietario degli embrioni e della "sacralita" della vita umana minacciata da una scienza atea e priva di "valori".
In questo contesto la popolazione e' incantata da diversi profeti di sventura e nel timore di evitare il disastro prossimo venturo si affida con speranza al profeta di turno.
Di questa situazione se ne approffitta una pluralita' di soggetti che piu' o meno in buona fede accede e consuma una serie di risorse pubbliche degne di miglior sorte, quando non guadagna direttamente sulla pelle della popolazione soprattutto sul tema sensibile della salute.

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