| Il "ricordo" del cuore |
| Nel pensato comune si contraddistingue un uomo di fegato come persona coraggiosa che ama il rischio; una persona di cuore, come persona generosa e capace di esprimere un sentimento in maniera intensa; un uomo di testa, come persona che naviga sempre sopra le righe, all'interno dei propri pensieri e non delle proprie opere. L'abbinamento ad un organo specifico avviene per affinit� caratteriale, ma una persona "di cuore" avr� effettivamente il muscolo cardiaco come punto di riferimento. |
| Le possibilit� sono infinite perch� siamo, alternativamente, tutti questi personaggi tra loro diversi. Culturalmente siamo abituati ad immaginare che si pensi sempre e solo con il cervello. Si crede, infatti, che il punto dal quale partono ed arrivano i nostri pensieri sia il cervello. Gli antichi credevano, invece, che si pensasse con il sangue oppure che il pensiero fosse collegato al fegato; altri pensavano al cuore come organo di elaborazione centrale. Quindi, � in base al tipo di cultura, alla mentalit�, alla propria storia che ciascun popolo pu� variare il punto di identificazione, il centro dal quale si dipanano i nostri pensieri, le nostre idee. Con questa premessa diventa pi� facile immaginare di pensare, ora con un organo, ora con un altro e di avere degli organi i quali, in base alla loro umoralit�, sono in grado di influenzare decisamente il nostro pensiero. Inoltre � evidente che la personalit� collegata al fegato pu� imporsi all'attenzione e diventare predominante quando si ha mal di fegato. |
| Tutti i nostri organi hanno una personalit�, perci� se i ritmi di alternanza delle diverse personalit� si scombussolano si determina una ripercussione sui rispettivi organi. Se, ad esempio, la memoria collegata alla personalit� che presiede al cuore non fornisce le informazioni giuste affinch� la funzione relativa venga svolta correttamente, pu� succedere che si manifesti un'emissione eccessiva o troppo ridotta di sostanze nei confronti di quel particolare organo. Cuore indica, da sempre, il centro dell'essere, il luogo in cui si svelano i significati profondi, al di l� delle connessioni stabilite dalla razionalit�. |
| Il termine arabo per indicare il cuore � "Qalb" che indica l'atto del ricevere "da bocca ad orecchio" (da cui Qabbalah), e significa un'intuizione intellettuale, che � prima di tutto un "ascoltare". Nell'uomo, dicevamo, il cuore � al centro dell'essere, rosso di caldo sangue che di l� parte fino a pervadere come onda di vita tutto l'organismo. Nella maggioranza dei casi � raffigurato con un bel colore rosso fiammeggiante e luminoso. Fiamme e luce d'amore, in genere; ma bisogna anche ricordare che il cuore � indicato nell'antico Egitto come l'organo dell'intelligenza, facolt� esclusivamente spirituale, e che dello spirito � la pi� perfetta ed immediata manifestazione, inviolabile nel suo carattere peculiare di assoluta spontaneit� armoniosa. Il significato del cuore per gli europei dell'era glaciale non � ovviamente conosciuto, ma poich� i Cro-Magnons erano cacciatori si pu� ragionevolmente supporre che senso avesse per loro quell'organo che pompava sangue e vita. Nel papiro egiziano della sacerdotessa Anhai (British Museum, Londra - 1100 a. C.) sono raffigurati, in alto a sinistra, la dea della verit� Maal; sotto, il dio Thith, lo scriba degli dei. Anubi, il dio imbalsamatore con la testa di sciacallo, controlla la bilancia che pesa il cuore di Anhai sul piatto di destra, e la verit� sul piatto di sinistra. In caso di esito negativo il cuore verr� mangiato dal mostro Ammit. Al centro: Anhai assiste alla pesatura del proprio cuore, accompagnata da Horo, dio con la testa di falco. A destra: Anhai si rallegra perch� il suo cuore non � stato trovato colpevole. Anche in un altro papiro (1310 a. C.) � rappresentato lo scriba Hunefer, guidato da Anubi, osservare il suo cuore che viene pesato nella bilancia contro la piuma di Maal, simbolo della verit� e della giustizia. |
| Il cuore, dunque, � simbolo corporeo, pulsante e vitale di un valore morale: la rappresentazione lo individua come immagine e forma sintetica di un concetto che per i suoi tratti caratterizzanti evoca in modo univoco ed emblematico l'esistenza dell'individuo. Ha significato religioso o comunque positivo anche per gli Aztechi, gli Hind�, i Buddisti, i Mussulmani, gli Ebrei, i Celti e i Taoisti. Nell'antica Grecia, intorno al 600-400 d. C., il simbolo del cuore, insieme al fiore, era collegato alla lira, lo strumento di Eros, il dio dell'amore fisico; Amore, il suo alter ego Romano, anche detto Cupido (in latino = desiderio) aveva invece un arco e una freccia. Nella medicina cinese la dominanza di una tipologia legata a un organo nelle persona � un elemento chiave per la diagnosi e la cura, ma anche nei modi di dire comuni a tutte le lingue si trovano molte tracce istintive di questa relazione. |
| Nel mondo occidentale il cuore � sempre stato associato al concetto di unione, affetto o amore, specialmente amore fisico. Spesso gli viene associata una freccia, simbolo di energia corrente e penetrante. Nella trilogia cristiana della fede, speranza e carit�, il cuore figura per la carit� come l'ancora crociata figura per la speranza. |
| Negli ultimi venti secoli, si � persa questa sapienza fino ad attribuire al cervello non solo la funzione organica del pensare ordinario, ma anche quella dell'intelligere. Nel linguaggio moderno vi sono forme che a ci� si riferiscono, circa una particolare funzione dell'intelligenza: il termine ricordare (dal lat. recordari, da cor, genit. c�rdis, 'cuore', col pref. re-. Serbare memoria, avere presente o rinnovare nella memoria. SIN. Rammentare, serbare ricordo, assomigliare. CONTR. Dimenticare, scordare), e nelle frasi straniere: apprendre par coeur, to learn by heart, ecc., e si noti altres� la differenza tra il ricordare e il rammentare. Ma anche cordoglio, cordiale, cordialmente, cordialit� hanno medesima etimologia; non ultimo il coraggio, cio� la forza d'animo, la decisione nell'affrontare la vita senza timore delle nostre emozioni, � uno dei tratti del carattere umano pi� rimunerativo sotto il punto di vista emotivo e finanziario, che ogni persona onesta e produttiva deve sviluppare. |
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| Il pensiero del cuore |
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