Lo ha ben detto Kant che "I risultati delle azioni umane sono soggetti ad incidenti e circostanze", quindi, non bisogna giudicare la moralita` di un atto dalle sue conseguenze, ma soltanto dalle sue motivazioni. Infatti egli continua che "Le intenzioni soltanto sono buone, siccome spingono una persona ad agire, non per inclinazione, ma per dovere che e` basato sul principio generale che e` giusto in se stesso."
Il suo comportamento non fu molto diverso dal comportamento di altri, pero` il suo sbaglio si fece alla luce piu` d`ogni altro e questo e` proprio cio` che le ripugna tanto. Come mai la persona che inizio` tutto e` ancora al lavoro e viene trattata da bravissima persona mentre lei mi trovo fuori lavoro e con cattiva reputazione?
Se ci sono dei criteri da seguire, perche` solo lei li deve seguire e non gli altri?
Si sente chiaramente che quella bestia intendeva usare potere su di lei e non essendoci riuscito si avvalse di altre leggi dichiarandole morali e persuadendo altre persone che erano leggi morali per farle perdere il lavoro.
Quella persuasione inana dei capi educatori per far capire ad altri che si agiva con moralita` non era altro che una maschera per nascondere il vero e proprio motivo che era quello di sopravvalere su lei. E si fecero perfino indagini sulla sua vita privata per dimostrare la validita` delle loro deduzioni. Chiamo` l`infame e quello pensando che una volta perduto il lavoro lei sarebbe andata da lui e l`avrebbe perdonato di quella sua feroce infamia diede ai capi educandi la scusa tanto da loro ricercata.
Se si pensa al numero di insegnanti che sono divorziati ed insegnano, che vivono con i loro amanti e insegnano, e che per giunta insegnano nelle scuole cattoliche e` proprio un biasimo pensare a quello che hanno fatto nei suoi riguardi.
Ella fu soltanto una vittima di un incidente. Altri ne conbinano di tutti i colori ma non hanno ragione di preoccuparsi tanto nessuno gli dice niente perche` quella e` la loro vita privata.
La sua invece e` diventata una vita pubblica solo perche` proviene da un altro paese, un paese che non sara` mai accettato... Lei, la vittima pago il prezzo che deve pagare l`insegnante che tento` inutilmente di farmi la corte.
Lo aveva sognato che amava tanto parlarle, sorriderle e sentirsi corrisposto. Lo aveva sognato che aveva fatto a botte con un altro insegnante per non essere disturbato nel suo intento.
Lo sentiva che la pensava assiduamente e con tanta sensualita`. Ma quando capi` che a lei non interessava niente tutto il suo da fare, ando` e racconto` alcune balle alla vice-direttore, la quale trovo` il modo opportuno per sbatterla fuori del lavoro. Ci aveva tentato in altri modi. Ma invano. Ora pero` avera un asso in mano. Aveva la carta vincente.
E lei si vede trattata come una poco di buono. Dovunque va. Va in chiesa e trovo gente che la guarda fissa in faccia per scoprire il suo grande peccato. Una mamma, la cui figlia vive con il fidanzato tranquillamente, la guarda come se volesse dire: "sei una poco di buono".
Come si fa ad avere fiducia nella gente se la gente giudica mentre i loro figli fanno cio` che avrebbe dovuto fare lei, ma non lo fece.
Come fa un prete a buttare scudisciate solo per tentare di aiutare un insegnante che tento` ripetutamente di farmi capire che era libero e che mi amava.
Ad fratello di cui lei rimane indebita del suo anedotto "Si pensa quello che si dice ma non si dice cio` che si pensa" dal quale egli ne traeva la teoria del suo discorso che si basava sull`idea che ella aveva un`inesplicabile perversione e che era estremamente permalosa, suscettibile e non accogliente dei consigli altrui specialmente quando lei, una naturale filosofa, molto inclinata verso il ragionamento sulle cose piu` piccole, si era spesso e profondamente lagnata dei torti subiti. Se la presi proprio male e in un tono piu` espressivo di meta` dispiacere che rimprovero gli disse che si sbagliava grandemente in quanto cio` significava dire bugie, e a me le bugie piacevano poco.
Capitolo 10
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