Gli uomini

"Don`t try to talk sense into a fool, he can`t appreciate it."
"If they do not change their ways, God will sharpen his sword."


Gli uomini! Chi sono? Cosa sono? Cosa vogliono? Ragionano solo con il loro segno virile. Il resto e` assolutamente inutile, vano, vuoto.

Non li odia, non potrebbe farlo, perche` non li ha mai amati. Non le sono mai apparsi sensibili, se non con affettabilita`.

Loro tentano, tentano, ma non vi riescono.

Sono degli inetti e deve solo vivere vicino a loro perche' questo e` cio` cha vita detta.

Hanno la parola facile loro. Sanno chiamare la gente "stupida" molto facilmente. E poi vorrebbero la loro fetta di torta, cio` che gli tocca, pensano. Ma lei non e` pronta a dargli niente perche� loro non meritano niente.

Ancora ora le ritornano in mente le parole di quel poco di buono che volendo sposarsi le disse:

"Io e te ci dobbiamo sposare. Dobbiamo fare un figlio. Tu non devi lavorare. Tu devi badare alla casa e a mio figlio."

Ed lei che avendogli chiesto lavoro si trovava in momenti difficili, accettava di lavorare facendo le umili cose che le venivano assegnate da lui tramite la sua segretaria, che tra l` altro era la sua amante.

L`archivio, che mai lei ebbi esperienza di fare per tutta la mia vita lavorativa,
il dattilografare,
e il fare le fotocopie. E lui raccontava queste cose a un`ignorante.

Si rivolgeva a un`ignorante per discutere i fatti suoi piu` privati e inventava storie su di me che non mi conosceva neanche. Ed lei avrebbe dovuto sentirsi contenta del suo agire.

Poco capiva lui che di ignoranti io non sapevo che farne. Ma forse fu perche� lui aveva avuto modo di conoscerla un po` intimamente che ora gli dava quell`arroganza di pensare di conoscerla e di sapere cio` che voleva o non voleva.

Le disse: "Ricordati che sei stata tu a venire qui." Era vero. Era stata lei a chiedergli del lavoro. Ma lei chiedeva soltanto del lavoro. Le altre idee se le era inventate tutte lui.

Ed ora si chiede: "E` possibile che gli uomini siano cosi` degeri? E` possibile che pensano di poter vincere tutto?

E` possibile che pensano di poter far del male e poi farlo passare per bene alla gente? No. Queste sono idee tutte sue. O di chi la pensa come lui. Ella non condivide questa idea. Lei non si abbassa alle loro superficiali esigenze. Ha altro per la testa lei.

Che continuino a deludersi, che continuino a perseguitarla. Poco importa a lei. Ora che capisce il loro gioco, si metto a giocare anche lei, ma il suo pero` e` il gioco della competizione. Li rovinero` tutti. A quei suoi discorsi di stupido conoscitore ella per primo gli schiaffa in faccia che davvero so le sue trame e pertanto le so prevenire. Le ritorna in mente, infatti quel discorso che aveva letto tempo fa da un comiziante mentre dava le ragioni del suo volersi risposare ai suoi elettori:

"Il novanta per centro della gente e` ignorante, ed il resto rischia di essere contaggiati. Non ne fui mai lontano dall`ignoranza, mai come lo sono adesso. Ero giovane, e questo e di per se� ignoranza.

Mi sposai, e ancora una volta e` ignoranza. Fui povero, e questo e` ignoranza. Mia moglie mori` e questo fu proprio stupido da parte sua. Io invece avanzai d`eta` che fu una cosa assennata da parte mia. Divenni ricco che e` cosi` assennato quanto e` raro. Dunque lo capite bene che sono un uomo che ha del buon senso. Forse siete rimasti sorpresi nel sentire che sto per sposarmi. Bene, ho due ragioni per la mia improvvisa decisione.

Mi piace che la casa funzioni con ordine, comodita` ed economia. Questo e` lavoro di donna: ma neanche una donna puo` fare questo lavoro bene se e` semplicemente pagata per questo. Per far si che la casa sia organizzata bene, una donna deve sentire di possederla. Avete mai osservato una formica trasportare un fardello due volte il proprio peso? Che eccitamento!

Che pazienza! Che volonta`! Bene, questo e` quello che mi viene in mente quando vedo una donna che gestisce una casa. Che passione gigante in quei corpicini! Che liti con il macellaio per avere la migliore carne! Che rabbia vien fuori quando si sorprende un sorcio nella credenza. Credetemi. Se le donne si mettessero in testa di cambiare il mondo, sarebbero capaci di farlo.

La seconda ragione mi rendo conto che l`avete gia` indovinata. Per far diventare un uomo scemo ci vuole poco, basta che si immischi con una donna. E questo e` il rischio che intendo intrapprendere.

Ho appena compiuto sessant`anni e ho messo da parte l`ultimo dollaro del mio primo milione. Dunque se dovessi perdere un po` la testa, avrei abbastanza soldi per ricomperarla. Dopo molti anni di cauzione e lavoro duro, ho il diritto di un po` di rischio e di avventura, e percio` ho deciso di sposarmi.

Si, come voi imbecilli, ho deciso di rischiare un po` di sicurezza per una certa avventura. Pensateci."

Si. Ella ben conosce le sue trame. Le disse: "Tu mi sposerai, lo faro` passare come fatto compiuto. Adesso telefono a tuo fratello e gli diro` che sei incinta". Per tutta risposta, ella ridendogli in faccia, gli rispose: "Fallo pure." E poi tra di se': "Poco m`importa delle tue cretinate, burattino di poco conto."

Un uomo di poco conto, di poca intelligenza che dopo aver perso la moglie per via delle sue marechelle con le sue segretarie e clienti, ora pensava che aveva trovato la scema giusta per dirgli di si.

Per lavargli i piatti, la biancheria, pulirgli la casa, e cucinare e poi aspettare fino alle dieci o le undici, o le dodici...e digli entusiasmata "Caro, sei arrivato finalmente. Avevo paura che avevi avuto un incidente �mentre faceva l`amore con la sua nuova amica�o forse era la vecchia�Caro. Vai per le brune o per le bionde�ma forse le rosse ti piacciono di piu`. Caro, mangia qualcosa. Amore."

Furono proprio le sue stupide parole che la incitarono di piantarlo in asso e quindi renderlo furioso tanto da attaccare una battaglia accanita per farli perdere ogni lavoro. Nei suoi disegni l`ignobile include tutti i suoi per fa si` che lui si discolpi del suo atto bestiale.

"Ma io le voglio bene... La voglio fare felice... Sara` piu` contenta con un bambino tra le braccia e cantare la ninna nanna invece che insegnare a scuola..."

L`epicureano penso` che non facendola contenta ora non era un problema alcuno infatti pensava che solo lui era quello che stipulava la sua felicita`, ma non si accorgeva che questa sua idea era propria quella per cui lei l`avrebbe biasimato e odiato per non dire completamente ignorato.

Non sapeva egli il pensiero di Spinoza il quale asserisce
"il bene che la gente deve cercare per gli altri e` il bene che loro desiderano per essi stessi."

Lui ama il potere, lui ama i soldi, ma nei suoi riguardi non capi` che lei desiderava le stesse cose che lui amava, e cioe` il potere, il lavoro, i soldi.

Lui sogna invece di relegarla in una casa per cucinare, lavare e fare figli. Questo non e` quello che cerco lei. p> Il suo fallimento sta proprio nel aver tentato di far contento se stesso pensando alla futura felicita` e comodita` che lui si poteva acquistare con lei, cosa che non aveva avuto dalla moglie.

Forse pensava che lei, venendo dalla Calabria, ero il tipo di sottomettersi ai suoi desideri, fossero essi culinari o sessuali. Non capiva proprio per niente il carattere, l`anelito di una bambina, adolescente, donna matura che sempre rinnego` gli stereotipi che venivano attribuiti ai suddisti e che sempre tento` di librarmi nel cielo azzurro, nella citta` dalle mille luci, nella gente di ogni razza.

Non capiva che lei era venuta in Australia per liberarmi dagli stereotipi, per essere un `"io" intero, in ogni senso. Ora si chiede come puo` aver fatto il suo datore di lavoro a credergli interamente quando sa benissimo che un tipo come quello lei non l`avrebbe mai accettato.

Il senso di negazione, di non accettazione che da bambina s`innestava in lei, rimbalza ora nella sua mente che la vede ora lottare da bestia feroce senza paura alcuna. Non lo scendere della sera, e non la permanenza in un mondo pericoloso la fermano...

Ed ora si fa strada rudemente attraverso gli intrighi problematici di una storia che piu` si allunga piu` si ingroviglia. E come se entrasse in una foresta con un`ascia pronta a tagliare ad uno ad uno tutti i rami secchi e quindi farsi strada verso la mia vittoriosa verita`.

Alle mie cadute si rimette tosto in piedi e ritenta a camminare anche se piu` cautamente.

L`impazienza va di pari passo con la temperanza. A volte sento l`acuta esigenza di scoppiare in un dirotto pianto. Segue la direzione della luce, dove la pianura e le montagne sono colorate dal rosso del sole appena tramontato. Tenta di volgere le spalle alla notte e al rumore dei passi che con zoccoli scalpitanti di cavalli cercano di avvicinarsi... e nel silenzio del suo animo amplificano perfino il rumore del suo respiro. Le foglie circostanti emettono un amaro profumo a lei non strano. Ne prende una e la schiaccia tra le mani. La riconosce "E` menta selvaggia" come quella che ero di solito raccogliere per la mamma quando ero bambina. Rallenta il passo, si prende il viso tra le mani, assapora quel profumo familiare. Sento un senso di esaltazione mentre si dileggia di quel profumo. Il mio respiro ora rallenta il battito. La pace ritorna. Si accarezza con le foglie di menta le guance e la fronte. Butta la testa all`indietro.

Vuole annegare nella sua serenita`. Vuole essere ignara delle cose brutte della vita. Vuole dimenticare che qualcuno forse la segue e conosce tutto, cio` che fa e cio` che non fa. Il vento intanto s`impossessa dei suoi capelli e li lascia frusciare come foglie scricchiolanti. Dall`alto dei monti, guarda le grandi distese di terra che cominciano ad assumere un colore piu` scuro. Una stella appare bianca e tremante come se volesse dire: "E` ora di rincasare."

Capitolo 9
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