Allora chiude gli occhi e si tuffa nel passato. Si rivede in una foresta intricata ma che lei conosce solo come il suo paradiso. Si ritrova con le sue bambole fatte con le sue mani dalle noccole del granturco. Intreccia loro i capelli e ci gioca come se fossero le sue bambole. A volte vorrebbe piangere, sente un dolorino nel profondo del cuore, ma rinvia quel sentimento e si aggrappa a quelle noccole, a quei cespugli intricati come se essi fossero la sua salvezza.
Si. Ella e` capace di vedere la propria salvezza anche tra rovi e spine. E` un`illusione o la verita`... quella verita` che scaturisce nel cuore di ogni bambino? Non lo sa. Non se lo chiede. Certo ella e` scettica.
E` questo e` un bene perche' e` proprio quello scetticismo che le fa vedere le cose brutte, belle, le cose nere, bianche, l`infelicita`, la felicita`. Alla sua piccola vita intricata lei vi sovrappone il calore del sole, il biancore della luna, lo splendido colore di una rosa bianca o rossa che fosse, il verde dei suoi alberi, il celeste del suo firmamento, il sorriso della bonta` di Dio.
In quel mondo naturale in cui viveva a volte la mente si distaccava dal piccolo esile corpo e le fluttuava dinanzi. E con gli occhi che si posavano sui fiori, che si innalzavano al cielo, che si abbassavano verso la terra color cioccolata, vedeva il suo spirito diventare uccello intossicato che le passava dinanzi e che le svolazzava intorno per poi perdersi lassu` nell`immenso.
Cosi` quante erano le foglie sugli alberi in quel periodo di splendida primavera, tanti erano i suoi pensieri che si rincorrevano veloci senza mai incontrarsi. Poteva essere uno sbaglio�le cose avrebbero potuto essere successe realmente� ed ella�le nascondeva solo perche� le faceva comodo? Si sentiva piu` serena? Perche' voleva illudersi e ritenersi la persona piu` felice al mondo?
Domande... domande... a cui non sapeva rispondere. Era lei l`eterna stupida che inventava cose che non esistevano? o era lei, la bambina prodigio che riusciva ad intricarsi nelle cose piu` difficili dell`animo umano e quindi conoscere segretamente il loro significato, per poi nasconderlo perche' quel significato poteva far male?
Quindi c`era tanto di negazione. Di non accettamento. Di amore profondo del libero arbitrio. Quegli alberi, quel cielo, quella terra sempre riuscivano a sollevare quel piccolo animo a volte travagliato.
Una bimba che da adulta ancor ora si chiede dove sia andata a finire la sua eta`. Una bimba che per tutto il tempo ha negato ed ancora nega le cose brutte e vuole vivere solo di sogni.
Ed ecco che i sogni sia quelli ad occhi aperti che quelli ad occhi chiusi si rivelano verita`. Diceva sempre che voleva tutto dalla vita e l`ha avuto incluso il proprio vivere di sogni, belli o brutti che fossero.
A volte la facevano impaurire, a volte l`allietavano, ma piu` che altro le indicavano la strada che da prendere, la strada che portava verso la giustizia, la verita`, l`amore, la poesia, l`armonia del proprio essere.
E se tentava di districarsi da essi, essi non si scomponevano, anzi si formavano da base ferrea nella mia esistenza. Tentare di capire questi sogni era vano. Nonostante apparivano semplici, le davano la sensazione di nascondere in essi un significato intrinseco ma inafferrabile.
Da qui lo scetticismo di vedere la vita, l`ambiente, gli esseri umani, cosi` come si presentavano. Il risveglio dai suoi sogni che sembravano nitidi e chiari, la facevano certo traballare.
Cio` che si presentava davanti non era certo la verita`. E la verita` sembrava avere tante facce. Li` dove la verita` doveva averne una sola di faccia. Ed ella si forzava di vederne una sola... voleva a tutti i costi non cambiare il suo modo di pensare... non voleva diventare un moderno computer... voleva rimanere la figlio di Dio e come tale ritenere quella sembianza che le era stata donata alla sua nascita.
L`aver questo punto fermo non e` certo la via del mondo. E sono proprio i sogni che l`aiutano a vedere la via del mondo. L`ambiente che la circonda vuol farle perdere fiducia in se' stessa. Fa trame contro di lei per farla traballare intellettualmente, fisicamente e moralmente.
E ironicamente sono proprio quesi sogni che le fanno capire quell`ambiente malsano.
Nei sogni si vede circonda da bimbi innocenti che riposanto sui cuscini, che aspettano che ella li guardi, che li prenda in braccio. Ma ella se ne sta lontana. Si vede coricata su di un letto e una persona seduta su quel letto la cura, le da consigli. Si gira e vi vede un gruppo di uomini alti, vestiti in nero che parlano sottovoce nella stanza attigua.
Poi entrano e di colpo prendono quella persona che e` seduta sul letto e la picchiano incessantemente fino a renderla incosciente.
Si sente denudata da sguardi estranei come se fosse proprieta` loro.
Si vede derisa. Si vede ammalata. Si vede un un bimbo in braccio.
Si vede piangere.
Si vede sfinita. E i sogni continuano... ed ella continua a vedere quell`ambiente malsano che al mattino mette una maschera e comincia a teatrizzare. "Io non so niente. .... Non ho sentito niente.... Noi non sappiamo niente...."
Di giorno e` teatro. Di notte lei conosce la loro faccia, i loro intrighi, le loro menzogne. E cosi` diventa un po` menzogniera anche lei...
Perche' anche lei nonostante conosce le loro facce, i loro intrighi, le loro menzogne... deve fare finta di niente... deve fare la finta tonta... anche lei deve vivere... ed in questo mondo ella capisce che per sopravvivere bisogna sapere far finta di niente... essere bugiardi.
Bugiardi perfino con se stessi.
Perche' anche lei vive nella bugia contro se stessa. Lei che vuole essere scettica, che vuole nascondere le cose brutte e vedere solo il bello in esse.
Perche' ella mente a se stessa e continua a dire "la vita e` bella."
Capitolo 5
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