"Cosa vuole costui? Perche� mi sta sempre alla calcagna?" Si chiedeva. Ma non si sapeva dare una risposta.
Non poteva certo chiedere ad altri. Nel suo isolamento era costretta a capire da se� cio` che accadeva. I suoi sogni naturalmente glielo dicevano, ma ella voleva fare finta di niente. Voleva che tutto si dissipasse, cosi`, nel nulla.
Ma si sbagliava di grosso, perche� quello era il loro gioco, gioco d`azzardo si`, ma gioco. Era tutto ben programmato. Ed ella era quella palla che veniva sbattuta come una canna al vento un po` da questo e un po` da quello, non per qualche ragione precisa, solo per farla stancare, per confonderla.
Egli faceva gioco sulle parole. "Hai le chiavi per favore" e glielo diceva con fare di inglese lascivioso. Ed ella le rispondeva di no, cercando di mantenere sempre il suo equilibrio, la mia dignita` di persona e di insegnante.
"Una vergine!!!" lo sentii un giorno sussurrare alla capo d`inglese. Si rese conto piu` tardi che la capo di inglese gli aveva sussurrato a suo turno che ella doveva essere una vergine dal momento che non riusciva ad accettare le parolacce che le venivano offerte, giorno dopo giorno, ora dopo ora dai suoi studenti.
E lui, il grande insegnante, il grante conoscitore d`oltre tempo si volle impossessare della mente di lei per farle perdere il lavoro che secondo lui non toccava a lei ma ad altri giovani insegnanti australiani. Secondo lui, lei era un impostore che rubava il lavoro ai poveri insegnanti studenti che avevano studiato cosi` tanto. Poco gli importava a lui, che anche lei aveva studiato cosi` tanto e aspettato cosi` tanto per quell`agognato posto di lavoro.
E in quell`inverno del 1996, all`eta` matura di quarantasei anni suonati ella si trovo` di fronte ad una storia che, piu` si andava avanti e piu` si intrecciava e si aggrovigliava dalle astuzie di un gruppo di persone che si appoggiavano a timidezza e fragilita`, ad impotenza di poter cambiare le cose visto che era stata scaraventata in un angolino e le si era imposto l` isolamento piu` tetro.
E mentre alla radio e alla televisione si parlava solo di licenziamenti per crisi di lavoro e di scioperi, ella, alquanto timida, imbarazzata e impaurita dalla sua stessa ombra, sentiva, anche se lottando contro, un`affinita` per il verme che gli si era affiancato e che sapeva tessere con abilita` il suo baco da seta. Una battaglia che se fosse stata scritta l`avrebbero letta anche i cani per quanto interessante e terrificante si verifico` di essere stata.
Le notti erano pure battaglie, i giorni ancor di piu` anche perche� ella aveva capito e voleva celare con tutte le proprie forze il ronzio che quel farabutto di cane scozzese andava divulgando.
Capitolo 3
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