| NEWS OF THE DAY | ||||||||||
![]() |
||||||||||
| 20/3
/2005 E' in corso da circa un'ora a Bruxelles la riunione straordinaria dei 12 Ministri delle Finanze dell'Eurogruppo, chiamati a trovare un accordo sulla riforma del patto di stabilit�. Alle 17 il vertice si estender� ai 25 membri dell'Ecofin. Cauto il presidente di turno dell'Unione, il lussemburghese Jean Claude Juncker: "se prevale il buonsenso, troveremo un accordo. Altrimenti, dovremo trattare gli aspetti tecnici al Consiglio Europeo". L'obiettivo questa volta � non fallire: i Ministri delle Finanze dell'Eurozona, riuniti a Bruxelles, dovranno non solo cercare una difficile intesa sulle nuove regole del patto di stabilit�, ma dovranno renderle accettabili a tutti i colleghi europei, evitando una replica dell'imbarazzante fallimento di dodici giorni fa. L'ultima bozza di compromesso targata Lussemburgo sembra aprire alle richieste dei grandi Paesi, come la Germania: abolisce la lista dei fattori rilevanti da prendere in considerazione in caso di deficit eccessivo, ma introduce criteri di valutazione pi� ampi, sulla base di proposte avanzate dai singoli Stati. Si amplia anche il margine temporale di rientro nei parametri, fino a cinque anni. La cautela ha permeato tutte le dichiarazioni preliminari dei Ministri: la linea � -per dirla con il Commissario Joaquin Almunia- quella di cercare un accordo tecnico oggi in vista di uno politico marted�. E se il tedesco Hans Eichel spera in una riforma consensuale, a gelare tutti ci pensa l'austriaco Grasser: "l'ultima bozza di compromesso non � accettabile", ha detto. 19/3/2005 Giornata di riflessione oggi nelle principali capitali europee, in vista del rush finale per la riforma del patto di stabilit�: domani i Ministri dell'Economia europei cercheranno una prima intesa, che dovr� poi essere ratificata dai 25 leader. Il Lussemburgo, presidente di turno dell'Unione, ha intanto presentato un'ultima bozza di intesa. Nessuna lista di fattori rilevanti per giustificare lo sforamento del 3% del deficit, ma pi� tempo per rientrare nei parametri: c'� chi gi� la definisce "bozza Schroeder", e -in effetti- il sospetto � che le pressioni dei grandi Paesi membri abbiano influito sull'ultima ipotesi di compromesso fatta circolare ieri dalla presidenza lussemburghese. Il premier Juncker ha cancellato la lista delle attenuanti, ma ha introdotto parametri generali da prendere in considerazione nella fase di avvio della procedura per deficit eccessivo: tra questi, la riforma delle pensioni, i contributi allo sviluppo e quelli destinati alle politiche europee. I margini di discrezionalit� potrebbero quindi aumentare, anche se non ci saranno "golden rules" prestabilite. Un regalo alla Germania appare la proposta di concedere -nella sostanza- fino a cinque anni di tempo per riportare il deficit sotto il parametro del 3%. E secondo il quotidiano "Sueddeutsche Zeitung", i cinque big europei, Francia, Germania, Italia, Spagna e Gran Bretagna avrebbero gi� trovato un'intesa per opporsi a qualsiasi riforma meccanicistica del patto. 19/3/2005 L'Italia � pronta a dare battaglia contro la sospensione della certificazione dei propri bilanci pubblici, decisa ieri dall'Ufficio Statistico Europeo. Nell'Eurozona, intanto, il deficit medio scende al 2,7%: sale per� il debito, al 71,3%. I dubbi di Eurostat sulla validit� delle cifre dei conti pubblici italiani aprono un caso politico. L'Ufficio Statistico Europeo non ha certificato i conti presentati dal Governo per il 2004 (deficit al 3%, debito al 105,8%), e ha ipotizzato anzi una revisione al rialzo delle stime sul deficit degli ultimi due anni. Quattro i punti contestati: la classificazione dei versamenti all'erario da parte delle banche e dei concessionari che riscuotono le imposte per conto dello Stato, le divergenze tra le variabili di stock e quelle di flusso, la classificazione della societ� Infrastrutture Spa e delle operazioni di cartolarizzazione, infine il flusso dei fondi europei alle imprese. Eurostat ha sospeso il giudizio anche sui conti della Grecia, il cui deficit viaggia sopra il 6%. Francia e Germania hanno invece sfondato il tetto del 3% per il terzo anno. La mossa di Eurostat � stata criticata ieri dal premier Silvio Berlusconi: Berlusconi intende portare la questione all'esame del Comitato competente in sede europea. "Una brutta notizia per l'Italia", ha commentato il leader del centrosinistra Prodi. |
||||||||||
| MORE NEWS | ||||||||||