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| 15/3/2005 La Commissione Europea intende deferire l'Italia alla Corte di Giustizia sul decreto salva-calcio. Il provvedimento sar� pero' sospeso per tre mesi, in attesa che il governo italiano concretizzi il proprio impegno a modificare la normativa spalma-debiti. Bruxelles minaccia azioni estreme contro l'Italia, ma lascia la porta aperta al compromesso. Si profila in questi termini, secondo fonti interne alla Commissione, l'atteggiamento dell'esecutivo comunitario nei confronti del decreto salvacalcio, varato nel febbraio 2003. L'argomento sar� domani all'esame dei 25 Commissari, che sarebbero intenzionati a concedere tre mesi a Roma per trovare un compromesso. L'intesa dovrebbe basarsi sul dimezzamento a cinque anni degli effetti spalmaperdite contenuti nel decreto, limitandoli al giugno 2007. Un'ipotesi che obbligherebbe i club a ricapitalizzarsi di circa 550 milioni di euro. 15 le societ� interessate, sette delle quali in Serie A: tra loro le due milanesi e le due romane. L'alternativa, il ricorso alla Corte di Giustizia, porterebbe a una probabile bocciatura del decreto, con effetti dirompenti sui bilanci dei club. La Commissione contesta la violazione delle direttive europee in materia contabile, che prevedono -in caso di svalutazione- la contabilizzazione in un unico bilancio. E sempre domani, il viceministro Adolfo Urso sar� a Bruxelles, dove incontrer� il Commissario al Commercio Peter Mandelson. In agenda la discussione di possibili misure antidumping contro la Cina. Proprio nelle prossime ore � attesa l'approvazione -da parte della Commissione- di un dazio provvisorio sull'importazione di alcuni tessuti in poliestere, provenienti da Pechino. 7/3/2005 Nuovo round di trattative oggi e domani a Bruxelles per arrivare a una riforma del patto di stabilit�: questo pomeriggio � in programma la riunione dei Ministri delle Finanze dell'Eurogruppo, domani vertice Ecofin. Tre i punti in discussione: governance del patto, gli aspetti preventivi e correttivi, implementazione della procedura per deficit eccessivo. L'obiettivo � chiudere con un accordo politico entro domani, evitando maratone negoziali al prossimo Consiglio Europeo. Tuttavia, sono in pochi a scommettere su un rapido epilogo della riforma del patto di stabilit�. Salvo vertici straordinari, questi due giorni saranno l'ultima occasione, per i Ministri dell'Economia europei, di chiudere una partita che appare ancora in salita: la presidenza lussemburghese sta facendo circolare in queste ore l'ultima bozza di intesa, che dovrebbe prevedere compromessi sui punti pi� delicati: tra questi il meccanismo di lancio della procedura per deficit eccessivo, insieme alla definizione delle circostanze eccezionali che possono bloccarla. Qui si giocher� la battaglia tra i Paesi rigoristi e il duo Francia-Germania, che rifuta ogni automatismo e spinge per ammorbidire le regole, sottraendo alcune voci di spesa. Nessun ritocco verr� apportato ai pilastri del patto, 3% di deficit e 60 di debito: proprio sul debito si profila un accordo per una riduzione qualitativa, preferita dall'Italia. I Paesi virtuosi godranno invece di margini pi� flessibili. 2/3/2005 Il giorno dopo la conferenza internazionale sul Medio Oriente, a Londra, il presidente dell'Autorit� Nazionale Palestinese Abu Mazen ha visitato oggi le istituzioni europee, a Bruxelles. "Il nostro auspicio � che l'Unione europea possa giocare un ruolo politico maggiore in seno al Quartetto", ha detto Abu Mazen. E' una presenza pi� incisiva dell'Europa nel mosaico mediorientale quella che il presidente dell'Anp Abu Mazen ha chiesto ed auspicato oggi a Bruxelles, incontrando l'Alto Rappresentante dell'Unione, Javier Solana. Il ruolo dell'Europa, per Abu Mazen, deve esplicarsi anche attraverso un'assistenza amministrativa e nel settore della sicurezza. Il leader dell'Anp ha ribadito che continuer� a lavorare per costruire al pi� presto uno Stato palestinese, facendo pressioni su Israele, affinch� ponga fine all'insediamento di colonie e smantelli il muro di separazione. Pi� tardi Abu Mazen ha incontrato il presidente della Commissione Europea, Jos� Barroso."Ho invitato Barroso in Palestina", ha dichiarato Abu Mazen, dicendosi molto soddisfatto dell'appoggio europeo. Barroso gli ha risposto confermando il sostegno dell'Unione al Governo dell'Anp, e dicendosi dispiaciuto che il conflitto mediorientale abbia portato alla distruzione di progetti, destinati alla Palestina e finanziati da Bruxelles. Un'accusa esplicita alla politica di distruzioni mirate portata avanti in passato da Israele. |
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