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| 25/10/2004 L'Unione Europea porr� fine alle sanzioni contro le societ� americane di vendita all'estero, le Foreign Sales Corporations, a partire dal primo gennaio 2005. Lo ha annunciato il Commissario al Commercio uscente, Pascal Lamy. Un gesto distensivo prima di lasciare il timone della Concorrenza europea: il francese Pascal Lamy, Commissario in scadenza di mandato, ha annunciato oggi che chieder� ai Ministri europei competenti di eliminare alcune delle sanzioni introdotte contro gli Stati Uniti. Sanzioni finora costate a Washington oltre 200 milioni di euro, e introdotte nel marzo di quest'anno in risposta alla legge americana sulle Foreign Sales Corporation, che agevolava gli esportatori dei grandi gruppi d'Oltreoceano. Una legge giudicata illegale dal Wto nel 2003. Decisiva ad allentare le tensioni transatlantiche l'approvazione -tre giorni fa- della normativa statunitense che elimina gli aiuti all'export: "questa � una vittoria del multilateralismo e del Wto", ha commentato Lamy, che incamera un importante successo proprio in chiusura di mandato. L'Europa intende comunque vigilare su possibili infrazioni al periodo transitorio stabilito dalle autorit� americane, che hanno fissato per la fine del 2006 lo stop ai vantaggi fiscali per gli esportatori. Per questo Bruxelles si riserva una successiva reintroduzione, anche parziale, delle sanzioni. 25/10/2004 Il prossimo presidente della Commissione Europea, il portoghese Jose' Barroso, resta fiducioso di ottenere il sostegno dell'Europarlamento che dovra' votare a favore o contro il nuovo esecutivo europeo mercoledi'. "Credo che alla fine avremo il sostegno del Parlamento europeo", ha affermato Barroso dopo un incontro con il presidente uscente della Commissione Romano Prodi. Alla vigilia di uno dei confronti pi� accesi -nella storia comunitaria- tra Commissione ed Europarlamento, il presidente designato Jos� Barroso torna a spargere ottimismo sul risultato del voto di investitura: "sono convinto che alla fine avremo il sostegno del Parlamento", ha dichiarato Barroso al termine del passaggio di consegne con Romano Prodi, presidente uscente. Spero che col dialogo riusciremo ad evitare un vuoto di potere nell'Unione". Barroso punta a convincere l'assemblea europarlamentare nel corso del dibattito che si terr� domani, prologo al voto di investitura di mercoled�. Gli analisti prevedono un "s�" risicato, anticipo di una legislatura ad alta tensione nei rapporti tra Commissione ed Europarlamento. Ma � impossibile escludere a priori sorprese. Il caso Buttiglione e i dubbi espressi su almeno quattro altri Commissari hanno pesantemente irritato Strasburgo. Cos� Romano Prodi, prossimo al ritorno in Italia, lascia a Bruxelles dentifricio e spazzolino: "sono pronto a restare in veste provvisoria, ma non credo ce ne sar� bisogno", ha dichiarato. 25/10/2004 E' una settimana cruciale quella che si apre oggi in Europa. L'approvazione della nuova Commissione a guida Barroso e la firma -venerd� a Roma- della Costituzione Europea, costituiranno un punto di svolta significativo nella storia dell'Unione. L'Europa allargata affronta le prime sfide sulla strada di un'integrazione dai contorni ancora incerti: la solenne firma della prima Costituzione Europea, venerd� a Roma, sar� infatti preceduta -mercoled�- da uno dei voti di investitura pi� imprevedibili nella storia dell'Unione. Il presidente della Commissione designato, Jos� Barroso, dovr� ottenere l'approvazione dell'Europarlamento per il proprio team di Commissari, superando le forti resistenze sulla nomina di Rocco Buttiglione, cui sono state gi� sottratte le competenze nel settore delle Libert� Civili. Un compromesso che potrebbe non bastare, soprattutto se socialisti e liberaldemocratici insisteranno per un cambio radicale di portafoglio. Oggi, intanto, i Ministri degli Interni e della Giustizia cercheranno un accordo politico a lungo termine su immigrazione, asilo e cooperazione giudiziaria: si chiamer� "Programma dell'Aja", e rimpiazzer� la vecchia "Agenda di Tampere". Sul fronte economico, infine, filtrano le prime indiscrezioni sul lavoro del gruppo di saggi incaricati di rivedere l'agenda di Lisbona: per sostenere la crescita, afferma il rapporto, occorre incrementare gli orari di lavoro e ritardare l'et� pensionabile. |
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