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30/6/2004 Decisa la nomina di Jos� Manuel Durao Barroso a presidente della Commissione Europea, si apre ora la delicata fase della scelta degli altri 24 commissari che comporranno la sua squadra di Governo. Il 22 luglio il primo esame: il voto dell'Europarlamento, che potr� approvare o respingere la sua nomina a Bruxelles. "Il lavoro pi� difficile del mondo occidentale": per dirla con Chris Patten, il commissario britannico scartato nella corsa alla successione a Romano Prodi, il futuro che attende il nuovo presidente della Commissione Barroso non sar� dei pi� tranquilli. Il primo rompicapo sar� formare la propria squadra di Governo e organizzarla: lavorare a 25 non sar� semplice, per cui non � escluso che Barroso punter� a individuare quattro o cinque vicepresidenti forti intorno a cui organizzare il team. Quindi gli incarichi: la Germania non intende rinunciare a un superportafoglio per le riforme economiche, guidato da Guenther Verheugen, attuale titolare dell'allargamento, mentre la Francia, con Jacques Barrot, punta a sostituire Monti alla concorrenza. La Gran Bretagna punterebbe su Peter Mandellson al mercato interno, mentre la Spagna ha gi� fitto Bingo: Javier Solana sar� il primo ministro degli Esteri europeo. E l'Italia? Il rischio di esclusione dalle poltrone forti � alto. Il candidato ideale, Mario Monti, � disponibile a restare a Bruxelles, dove gode di ottima reputazione, ma diversi ministri dell'attuale Governo hanno gi� espresso interesse per la sua poltrona. 29/6/2004 Si apre questa sera a Bruxelles il vertice straordinario dei 25 leader europei, chiamati a nominare il successore di Romano Prodi alla presidenza della Commissione Europea. Il premier portoghese Jos� Manuel Durao Barroso, designato domenica dalla presidenza irlandese, annuncer� oggi la sua decisione in merito all'accettazione dell'incarico. Stretta finale per la nomina del nuovo presidente della Commissione, che da novembre rilever� l'incarico di Romano Prodi. Mentre i leader europei si preparano a riunirsi questa sera a Bruxelles, il candidato designato dalla presidenza irlandese, il premier portoghese Barroso, ha aggiunto un tocco di suspense all'attesa per l'investitura, annunciando che solo oggi scioglier� le proprie riserve circa l'intenzione di accettare o meno il prestigioso incarico. Barroso � rientrato ieri in patria, interrompendo la partecipazione al vertice Nato di Istanbul, per riunirsi con il presidente port oghese Sampaio e col Governo lusitano. Il premier portoghese ha gi� detto che accetter� l'incarico solo se si verificheranno certe condizioni "a livello europeo e interno". Implicito il riferimento a una situazione politica che rischia di precipitare a Lisbona, dove il Governo di centrodestra � uscito sconfitto alle europee, mentre il partito socialdemocratico del premier vive un momento di lacerazioni interne. Questa sera, intanto, i leader europei nomineranno anche l'Alto Rappresentante dell'Unione -scontata la conferma di Javier Solana- e il vicesegretario generale del Consiglio. 28/6/2004 La designazione del premier portoghese Jos� Manuel Durao Barroso a prossimo presidente della Commissione Europea rischia di provocare un terremoto politico in Portogallo, dove la coalizione di centrodestra, da lui guidata, appare in difficolt� a decidere sul futuro del Governo a guida socialdemocratica. Crisi di Governo in vista a Lisbona, dove l'atmosfera festosa per i successi della nazionale agli Europei contrasta con la palpabile tensione politica che attraversa in queste ore tutti gli schieramenti. Il silenzio del premier Barroso, presidente in pectore della Commissione Europea, appare gi� come un assenso verso il prossimo incarico, questione sulla quale il capo dell'esecutivo si � gi� confrontato negli ultimi giorni con il presidente della Repubblica, Jorge Sampaio. Il vicepresidente dei socialdemocratici, Pedro Santana Lopes, ha escluso di essere gi� al lavoro per formare un nuovo Governo, e ha ha cercato di tranquillizzare i portoghesi, promettendo stabilit� politica al Paese. Il tutto nel segno del rispetto della volont� popolare, espressa alle elezioni parlamentari. Un riferimento indiretto alle votazioni del 2002, che sottace il crollo socialdemocratico alle ultime europee. Tre le opzioni sul tavolo del presidente: nominare un nuovo premier di propria iniziativa, accettare le indicazioni della maggioranza -dove per� si � accesa un'asptra battaglia per la successione a Barroso- o, ipotesi non remota, convocare elezioni anticipate. |
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