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| 24/6/2004 Spagna e Portogallo convocheranno referendum nazionali per ratificare la costituzione europea. La Grecia opter� invece per l'approvazione parlamentare. A sei giorni dal varo del primo trattato costituzionale dell'Unione, i 25 Paesi membri avviano cos� la discussione sulla ratifica del testo. Un referendum per rilanciare il dibattito sull'Europa e il suo futuro: con questo proposito i governi spagnolo e portoghese hanno posto fine agli interrogativi sulla via da seguire per ratificare la neonata costituzione europea. L'annuncio del referendum � venuto per bocca dei rispettivi primi ministri, Zapatero e Barroso. Sia Madrid che Lisbona intendono tenere la consultazione all'inizio del 2005, dopo la firma ufficiale del testo da parte dei 25 leader dell'Unione, prevista in autunno. Potrebbero per� venire bruciati sul tempo dall'Olanda, prossimo presidente dell'Unione, che aprirebbe la stagione referendaria gi� a dicembre. Belgio, Danimarca, Irlanda e Gran Bretagna seguiranno nel tempo, con Londra propensa a far slittare la consultazione al 2006. Lussemburgo e Repubblica Ceca tra gli altri Paesi che dovrebbero seguire la via referendaria, mentre la Grecia ha gi� deciso: sar� il Parlamento a ratificare la costituzione europea. In Italia, come in altri Paesi, il dibattito resta invece aperto. E restano anche i timori per eventuali bocciature: anche una sola potrebbe far naufragare l'intero progetto. 19/6/2004 +++ LA COSTITUZIONE EUROPEA E' STATA APPROVATA +++ Un accordo sofferto, atteso per 28 mesi e rinviato fino alla tarda serata di ieri. Ma quando, poco dopo le 23 di venerd� 18 giugno 2004, il premier irlandese Bertie Ahern annuncia la nascita della prima costituzione nella storia d'Europa e' difficile non sentire il momento storico. Al termine di due lunghi giorni di trattative, i 25 leader dell'Unione hanno superato le ultime divergenze nel pomeriggio, quando un drappello di piccoli Stati ha minacciato di far saltare tutto. Il nodo piu' complicato, la questione del voto a maggioranza qualificata, viene risolto con un metodo un po' bizantino: la nuova Europa legiferera' col voto favorevole del 55% degli Stati membri e del 65% della popolazione, ma le percentuali si alzeranno in alcuni settori, mentre l'unanimita' restera' nel settore delle politiche fiscali. La Commissione Europea sara' composta da un funzionario per Stato membro fino al 2014, quando sara' ridotta a due terzi. L'esecutivo comunitario vedra' inoltre incrementati i propri poteri di sorveglianza nel controllo dei conti pubblici, ma non ne guadagnera' a livello sanzionatorio. Nascono il Presidente del Consiglio Europeo e il Ministro degli Esteri, due figure che rappresenteranno l'Europa nel mondo. Il Parlamento Europeo vede infine aumentati i propri poteri in materia di colegislazione. Per Bertie Ahern, l'uomo dei negoziati per l'Irlanda del Nord, un'altra vittoria diplomatica, che �ncora l'Europa a un futuro di pace e stabilita' politica. 17/6/2004 In corso in queste ore a Bruxelles i vertici di popolari e socialisti europei, in vista del Consiglio che si apre nel primo pomeriggio nella capitale belga. Nomina del nuovo presidente della Commissione Europea e varo della costituzione i nodi ancora da sciogliere nelle trattative che proseguiranno fino a domani. Tutti lo vogliono, ma il premier lussemburghese Jean Claude Juncker ha ribadito anche questa mattina il suo "no" a presiedere la Commissione Europea. Arrivando al castello di Meise, dove si tiene la riunione dei leader europei di centrodestra, Juncker ha disilluso chi spera ancora in una facile soluzione del totosuccessione a Romano Prodi. Veti incrociati tra partiti e persino tra Stati potrebbero rendere indigesta la cena serale a pi� di un capo di Governo: sul presidente della Commissione si decider� infatti a maggioranza qualificata, in caso di perdurante dissenso. Il candidato franco-tedesco, il premier belga Verhofstadt, incontra le resistenze dei Paesi filoatlantisti, cos� i popolari provano lo sfondamento con il leader austriaco Schuessel e -a sorpresa- col Ministro degli Esteri francese Barnier, mentre i socialisti tengono saldo il nome del Commissario Vitorino. Una volta sfogliata la rosa dei candidati, i 25 leader della nuova Europa dovranno fare i conti con i nodi costituzionali ancora aperti, consci che "un nuovo fallimento del Trattato avrebbe conseguenze drammatiche". A dirlo � il Ministro tedesco Joschka Fischer, ma a pensarlo sono in molti. |
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